mercoledì 25 marzo 2026

SAPER ATTENDERE

 


I bambini felici sono i bambini che hanno imparato ad attendere 

La riflessione di Luigi Gallimberti e il “marshmallow test”

di redazione

 I bambini di oggi hanno tutto, ma sono davvero più felici?”. È la domanda da cui parte la riflessione di Luigi Gallimberti in un reel pubblicato su Instagram, affrontando un tema sempre più discusso: il rapporto tra benessere materiale e felicità nelle nuove generazioni.

La risposta è immediata e provocatoria: «Assolutamente no!». Secondo Gallimberti, infatti, «la felicità si ottiene esattamente con il contrario di avere tutto».

Il paradosso dell’abbondanza

Il punto centrale del discorso è che l’eccesso di disponibilità non coincide con un maggiore benessere. Al contrario, rischia di ridurre la capacità di apprezzare ciò che si ha.

Per spiegare questo concetto, Gallimberti richiama un celebre esperimento psicologico: il “marshmallow test”, condotto negli anni Sessanta su bambini di quattro o cinque anni.

Il valore dell’attesa

Nel test, ai bambini veniva dato un dolcetto con la possibilità di riceverne un secondo se fossero riusciti ad aspettare un quarto d’ora. “Quelli che hanno aspettato – racconta – lo hanno mangiato con un grandissimo piacere“, maggiore rispetto a chi aveva ceduto subito alla tentazione.

Ma il dato più interessante emerge nel lungo periodo: alcuni di quei bambini, diventati adulti, hanno mostrato che la capacità di aspettare era associata a una qualità della vita migliore, sotto diversi aspetti personali e relazionali.

Felicità non è accumulo, ma misura

Da qui la riflessione conclusiva: la felicità non dipende dalla quantità di piacere immediato, ma dalla capacità di gestirlo nel tempo.

Che cosa vuol dire questo?“, si chiede Gallimberti. La risposta è chiara: la felicità “non è legata alla quantità di piacere che ci si procura, ma alla capacità di aspettare, di avvalersene, di goderselo“.

 Orizzonte Scuola



 

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