del comportamento
nel contesto
scolastico
-di Vincenzo Amendolagine
I disturbi del
comportamento comprendono due patologie, ovvero il disturbo della condotta (DC)
e il disturbo oppositivo provocatorio (DOP). I tratti distintivi di entrambi i
disturbi sono l’aggressività ed i comportamenti distonici nei confronti degli altri.
Queste patologie tendono ad aggravarsi nel corso dell’età evolutiva,
raggiungendo il periodo di maggiore acuzie durante l’adolescenza, in
particolare il disturbo della condotta. L’aggressività è l’elemento base di
entrambe le patologie, che può essere distinta in due tipologie: l’aggressività
predatoria (o aggressività proattiva) e l’aggressività affettiva (o reattiva).
La prima è contrassegnata da comportamenti violenti che sono pianificati e non
producono conseguenze fisiche sul soggetto che la pratica, la seconda
rappresenta una forma di aggressività che non obbedisce ad una logica
strategica, si rivela episodica e contestuale con una forte caratterizzazione
impulsiva, la cui conseguenza è rappresentata anche da autolesioni. La prima
forma di aggressività è tipica del disturbo della condotta, mentre la seconda
forma la si ritrova nel disturbo oppositivo provocatorio.
La sintomatologia del
disturbo della condotta
Il disturbo della
condotta (DC) si caratterizza per tre peculiarità, ovvero il comportamento
anisociale, provocatorio e aggressivo. Secondo il DSM-5, il disturbo della
condotta può essere classificato secondo le emozioni che lo accompagnano.
Infatti, possiamo avere:
il DC caratterizzato
prevalentemente dalla mancanza di emozioni prosociali;
il DC la cui peculiarità
è la mancanza del rimorso e del senso di colpa;
il DC contrassegnato
dalla mancanza di empatia;
il DC la cui
caratteristica è il disinteresse per la riuscita sociale, lavorativa o
scolastica;
il DC accompagnato da
marcata superficialità in ambito affettivo.
Nei ragazzi affetti da
tale disturbo si notano:
distruzione sistematica
degli oggetti scolastici dei propri compagni di classe;
fughe da casa (si
osservano nei soggetti più grandi);
scarso rispetto della
proprietà altrui;
l’attitudine a mentire;
crudeltà nei confronti
dell’alterità e degli animali in genere;
l’abitudine ad
atteggiamenti dispettosi, vendicativi e violenti.
La sintomatologia del
disturbo oppositivo provocatorio
Il disturbo oppositivo
provocatorio è una patologia tipica dei bambini di nove - dieci anni. La
sintomatologia è rappresentata dalle seguenti manifestazioni:
comportamenti
provocatori, ostili e disobbedienti, dettati dalla bassa tollerenza alle
frustrazioni;
frequente perdita
dell’autocontrollo;
scarso rispetto delle
norme che regolano il vivere sociale nel contesto classe;
condotte attuate per dare
volontariamente fastidio ai compagni;
spiccata tendenza ad
attuare delle vendette, dei dispetti a scapito dell’alterità.
Rispetto al disturbo
della condotta, nel disturbo oppositivo provocatorio manca l’estrema
aggressività fisica.
Le cause dei disturbi del
comportamento
Riguardo alle cause che
determinano i disturbi del comportamento, sono state avanzate sia ipotesi
neurobiologiche che ambientali. Secondo alcuni autori, esisterebbe una
predisposizione genetica: infatti, i ragazzi che soffrono di disturbi del
comportamento hanno uno dei due genitori che è portatore di una psicopatologia.
Secondo questa ipotesi, i ragazzi che sono affetti da questa patologia hanno
notevoli difficoltà nella socializzazione, poiché interpretano in chiave
aggressiva e violenta le reazioni che gli altri hanno nei loro confronti, a cui
reagiscono con risposte comportamentali eccessive. Altri autori sono più
propensi a porre l’accento nella genesi del disturbo sul ruolo svolto
dall’ambiente. Di fatto, molti ragazzi che soffrono del disturbo provengono da
un contesto familiare inadeguato dal punto di vista educativo e familiare.
La terapia
psico-educativa
La terapia psico-educativa, da attuarsi nei
contesti scolastici, deve essere orientata a:
contenere i comportamenti
più distonici;
insegnare le tecniche di
controllo delle criticità;
regolare positivamente le
dinamiche sociali che la quotidianità elicita nel contesto classe.
Relativamente al
controllo dei comportamenti distonici, è utile la tecnica
della token economy, che prevede di scoraggiare i comportamenti disfunzionali
attraverso la perdita dei tokens (punti, stelline ecc.) accumulati. Invece, se
i comportamenti sono funzionali si conquistano un certo numero di token, attraverso
i quali si possono vincere dei piccoli premi.
Riguardo alla risoluzione
delle criticità, devono essere insegnate le tecniche cognitive di controllo dei
comportamenti e delle reazioni. In pratica, tali tecniche prevedono una
metodica a più tempi. Il primo momento è rappresentato dalla presa di coscienza
del problema, successivamente si aiuta il soggetto a trovare varie soluzioni
possibili per la risoluzione della criticità. Il terzo momento consente di
scegliere una soluzione fra le diverse trovate. Il quarto momento simboleggia
la fase esecutiva, ovvero il soggetto si impegna a mettere in pratica la
soluzione trovata.
In riferimento al
regolare positivamente le interazioni sociali, si deve lavorare sulle dinamiche
di gruppo, che sono messe a dura prova dai comportamenti tipici dei soggetti
che soffrono di disturbi del comportamento.
È importante che gli
insegnanti spieghino agli altri alunni che le condotte disfunzionali non sono
frutto di azioni deliberate, ma espressioni di una patologia. Questo non fa
altro che aumentare la resilienza del gruppo classe e la sua competenza
ecologica, ossia la capacità di accogliere e soddisfare i bisogni di tutti gli
alunni.