venerdì 3 giugno 2022

IL DONO DELLO SPIRITO


 Lo Spirito 

ci viene donato 

e ci colma di doni

 

-         P. Giuseppe Oddone *

           La festa della Pentecoste rappresenta la piena realizzazione della Pasqua di Gesù: il Risorto dona alla sua Chiesa, ad ognuno di noi il suo Spirito.

         Credo nello Spirito Santo, proclamiamo nel Credo. Gesù ci ha svelato gradualmente questo mistero. Egli, che possiede lo Spirito in abbondanza, che è spinto dallo Spirito, che esulta in Lui, che ci dona parole di Spirito e vita, non ci lascia orfani, ci manda il Consolatore, capace di guidarci alla verità tutta intera, Lo comunica nel mistero pasquale e nei suoi sacramenti.

         La riflessione teologica, meditando sulle parole di Gesù, definisce lo Spirito Santo come il dono dei doni all’interno del mistero trinitario, dono infinito di amore del Padre al Figlio e del Figlio al Padre, fuoco e persona divina che spira dall’Uno e dall’Altro, sorgente di di una gioia perenne. Questo dono è comunicato nel battesimo ad ogni credente, lo rende figlio di Dio e partecipe della vita divina.

 L’insegnamento di Dante nella Divina Commedia

          Riporto la meditazione poetica e teologica del nostro poeta Dante, che per molti aspetti può essere considerato maestro nella fede e nella vita spirituale.

O luce eterna che sola in Te sidi  (risiedi)

sola t’intendi  (Dio Padre),  e da Te intelletta

ed intendente Te (Dio Figlio), ami e arridi (Spirito Santo)

(Par. XXXIII, 124-126)

         Potremmo parafrasare  così: O unico Dio, luce eterna, o Padre che solo in Te risiedi, che non puoi essere contenuto in nessun luogo se non in Te stesso, che Ti comprendi perfettamente, generando il Figlio e da Lui sei perfettamente conosciuto, colmo di Amore e di gioia infinita “che l’uno e l’altro eternamente spira” (Par. X,2)

         Ma lo Spirito Santo non è solo il dono dei doni all’interno della vita intima di Dio, ad intra Trinitatis, egli agisce anche all’esterno, ad extra Trinitatis, nella creazione degli angeli e dell’universo: “s’aperse in nuovi amor l’eterno amore” (Par. XXIX, 18) e riempie tutto il creato, che diventa per così dire il tempio cosmico dello Spirito; è donato alla Chiesa, comunità dei credenti,  che è realmente il suo tempio spirituale, è donato ad ogni persona che vivendo il Battesimo lo accoglie nella fede, nella speranza, nella carità,  trasformandola nel suo mistico tempio.

 

La Pentecoste di Alessandro Manzoni

 

         Un grande e profondo poeta credente, Alessandro Manzoni, nel suo ispirato inno sacro “La Pentecoste” sottolinea con vigore ed in modo molto concreto l’azione dello Spirito nella storia e nella vita.

         La Pentecoste, ossia il dono dello Spirito, crea la Chiesa, madre dei santi, pone sulle sue labbra il fonte della Parola, la libera da ogni paura e la spinge all’azione perché sia l’accampamento terreno di quelli che lottano e sperano, le dona un respiro universale dall’uno all’altro mare, crea la fraternità tra gli uomini, rivoluzionando i rapporti sociali, porta la libertà e la pace, agisce nella vita dei popoli e dei singoli, rendendoli capaci di modificare il loro comportamento, permea ogni realtà umana, dall’inizio alla fine dell’esistenza: lo Spirito si manifesta nell’ineffabile sorriso dei bambini, nella bellezza composta della ragazze, nel carattere entusiasta e temprato dei baldi giovani, nelle decisioni rette degli uomini maturi, nel cuore fedele delle spose e nella gioia nascosta delle persone consacrate a Dio, nei santi desideri delle persone anziane, nello sguardo errante di chi sperando muore.

         Per chi lo accoglie, lo Spirito è “piacevol alito, aura consolatrice” ed avvolge la vita in un’atmosfera di pace interiore, di gioia e di amore.

 La presenza dello Spirito nella vita del cristiano

                 Ogni credente, tuttavia, deve nel corso della sua vita approfondire personalmente questa relazione con il mistero trinitario, immerso nella realtà dello Spirito Santo.

         Seguendo gli insegnamenti del Vangelo dobbiamo sentirci tra le braccia del Padre, nel cuore di Cristo, il Figlio crocifisso, morto e risorto per noi, con Maria e nella Chiesa, avvolti dal fuoco dello Spirito.

         La presenza dello Spirito può trasformare e ravvivare la nostra stessa vita fisica, oserei dire il nostro cervello, il nostro cuore, il nostro sangue, aiutandoci a vivere in un modo più sano; può scendere nel nostro inconscio, nella parte più intima del nostro essere, e lavare e cancellare ciò che si è macchiato nel corso degli anni, fecondare le nostre aridità, sanare le nostre ferite, piegare le nostre rigidità, scaldare il gelo del nostro cuore, raddrizzare le nostre storture.

         Lo Spirito può ravvivare i nostri sensi esterni, aiutarci a percepire la bellezza e l’incanto del mondo e nello stesso tempo, secondo l’esperienza dei mistici e dei cristiani fervorosi, donarci una vista interiore, gli occhi della fede, un profumo che attrae, un sapore, un ascolto, un amplesso spirituale, il tutto orientato all’amore di Cristo, sposo dell’anima che è tempio dello Spirito.

         Faccio riferimento ancora ad una terzina dantesca che definisce il Paradiso, ossia la vita di Dio ed in Dio come

luce intellettual, piena d’amore,

amor di vero ben, pien di letizia,

letizia che trascende ogni dolzore (dolcezza terrena)

(Par. XXX, 40-42)

per far comprendere come lo Spirito può illuminare anche la nostra intelligenza, immergerla in quella Luce intellettuale piena di amore, che è il mistero trinitario che brilla al sopra di noi, dentro di noi, e nella realtà che ci circonda, aiutandoci e comprendere chi è Dio, chi siamo noi, chi sono gli altri, che cos’è la vita, cos’è la morte, qual è il nostro destino terreno ed eterno.

         In egual modo lo Spirito fortifica anche la volontà, orientandola nelle scelte quotidiane all’amore del Sommo Bene, vero ed eterno; può riempire il nostro sentimento di una indescrivibile dolcezza, facendo pregustare il possesso della vita divina.

         Inoltre, lo Spirito ci aiuta a vivere le virtù soprannaturali, infuse nel Battesimo, della fede, della speranza e della carità. La fede è sostanza delle cose sperate, cioè possesso anticipato della vita trinitaria di Dio e ci immerge nel vortice delle relazioni fra le tre Persone divine, e nella rivelazione del progetto di Dio che si attua nella creazione, nella redenzione, nella santificazione, in sintesi nella nostra partecipazione al regno di Dio; la speranza è l’attesa certa della gloria futura, ossia della nostra piena salvezza nella resurrezione del nostro corpo, prodotta in noi dalla grazia divina e dal nostro impegno, azione dopo azione, nella nostra esperienza quotidiana; la carità ci dona la certezza che siamo amati dal Padre che ci dona il suo Figlio, ci comunica il suo Spirito, ci inserisce nella Chiesa, della quale Maria, la madre di Gesù, è l’icona più espressiva; cerchiamo pertanto di ricambiare come possiamo l’infinito, eterno amore di Dio nei nostri confronti e verso tutti i nostri fratelli.

         Ad ognuno di noi è stata data una manifestazione particolare dello Spirito di Dio, un dono unico ed irripetibile: pertanto l’azione dello Spirito è diversa da persona a persona. L’importante è che ci sentiamo avvolti e pervasi fin nelle profondità del nostro essere dall’amore di Dio, che ha uno spettro molto più grande della nostra stessa percezione, intimior intimo meo et superior supremo meo, direbbe Sant’Agostino, ossia oltre il punto più profondo della mia interiorità, ed al di sopra del punto supremo della mia comprensione della stessa vita.

 I doni dello Spirito

          Soprattutto noi insegnanti abbiamo bisogno dei sette doni dello Spirito Santo: della sapienza, ossia della capacità di gustare le cose di Dio, dell’intelletto, ovvero il poter comprendere la realtà alla luce della sua Parola, del consiglio guidando e illuminando i nostri alunni, della fortezza per non lasciarci scoraggiare nel nostro lavoro educativo, della scienza per illuminare la disciplina che insegniamo con la luce della nostra fede, della pietà per manifestare le nostre convinzioni cristiane, del timore di Dio, consapevoli della grande responsabilità che ci è affidata nel campo educativo.

 Preghiera

          O Spirito Santo, Tu sei Dono, sei la consolazione piena e la mia gioia! Tu sei Amore fedele, che non mi lascia, non mi abbandona, ma rimani per sempre! Tu sei con me, ti fai uno con me, accetti di condividere la mia vita più segreta, più intima, anche là dove c'è il dolore, la notte, il peccato. Tu sei il mio Maestro interiore, la mia guida sicura! Ti seguirò, Spirito Santo e non smetterò mai di invocarti e dirti: "Vieni!". Al mattino ti aspetterò e alla sera cercherò in Te il mio riposo.

*Assistente Ecclesiastico Nazionale AIMC

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