martedì 20 ottobre 2020

EUROPA, QUALE ANIMA?

Lino Prenna raccoglie in volume tre contributi frutto di un colloquio promosso da “Agire politicamente” Le difficoltà che oggi il Vecchio Continente attraversa discendono dal logoramento delle tensioni ideali Se si intende invertire la rotta serve un ethos comune cui ispirare il progetto di un umanesimo politico per una democrazia compiuta fondata su diritti e fraternità

  

GIANNINO PIANA

 L’esigenza di dare un’anima all’Europa, di ricuperarne l’identità spirituale e la originaria vocazione è stata ripetutamente sollecitata da papa Francesco, il quale, nel discorso in occasione del conferimento del premio “Carlo Magno” del 6 maggio 2016, invitava a lavorare per «un’Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo». Muovendosi nel solco di questa sollecitazione, Lino Prenna, ordinario di Filosofia dell’educazione, raccoglie in questo volume tre contributi frutto di un colloquio di cultura politica promosso dall’associazione “Agire politicamente”. Le difficoltà che l’Europa oggi attraversa sono anzitutto ricondotte dagli autori al logoramento delle tensioni ideali, dovuto a una serie di processi socioculturali che vanno dalle spinte individualiste con le conseguenti lacerazioni del tessuto sociale all’avanzare dei nazionalismi e delle pretese sovraniste, nonché alle minacce al pluralismo culturale e alla laicità degli Stati. Tutto ciò esige, se si intende invertire efficacemente la rotta il perseguimento di un ethos comune cui ispirare il progetto di un umanesimo politico per una democrazia compiuta fondata sui diritti e sulla fraternità.

A dare corpo a questo impegno sono dedicate le pagine del libro, che si inoltra anzitutto in una rapida indagine storica – è questo il primo contributo dovuto allo stesso Prenna – dalla quale emerge, da un lato, la pluralità di tradizioni culturali europee legate alla molteplicità dei mondi vitali; e, dall’altro, l’apporto decisivo delle categorie del cristianesimo nella produzione di una loro singolare unificazione. Il tragitto percorso, attraverso il quale si perviene alla delineazione dello spirito europeo è lungo e complesso. Si va dall’unione politica operata da Roma e dalla diffusione della cultura greco-romana – l’humanitas ha qui le sue prime radici – all’assimilazione dei valori del mondo barbaro; dalla visione totalizzante della christianitas medioevale, al farsi strada, a partire dal Cinquecento, della centralità della ragione come fondamento dell’unità degli spiriti, e dunque del carattere “laico”, “terreno” di un umanesimo che esalta la dignità della persona umana e il progresso scientifico tecnologico; fino all’affermarsi della cultura romantica, con la nascita dell’idea di nazione europea e della nozione di storia universale.

Nell’attuazione di questo cammino un ruolo determinante a modellare l’anima europea è stato senz’altro esercitato – come ci ricorda Ambrogio Bongiovanni nel secondo contributo del volume – dalle religioni del Mediterraneo, che hanno concorso in misura decisiva all’umanizzazione dei popoli. Denunciando l’attuale stato di crisi sistemica dell’Europa, dovuta sia all’assenza di valori comuni che alla rinascita di etnocentrismi e di fondamentalismi, Bongiovanni porta l’attenzione sulla “Dichiarazione sul dialogo interreligioso e sulla coesione sociale”, che egli non esita a definire la magna charta dell’impegno europeo. Questo documento contiene infatti preziose indicazioni non solo per il ricupero dell’identità europea, ma anche (e soprattutto) per lo sviluppo in essa di una cultura della solidarietà e della pace. Di fronte ai conflitti e alle ingiustizie dilaganti - si pensi soltanto alla presenza del terrorismo e alla difficoltà di elaborare una strategia per combatterlo – la dichiarazione propone la pratica del dialogo fondata sulla realtà della persona in quanto soggetto relazionale – è qui pienamente ricuperata l’antropologia personalista che Prenna addebita giustamente al pensiero di Rosmini e di Mounier –; una pratica che va ben oltre la tolleranza la quale comporta una forma di accettazione passiva dell’altro, per approdare a valori condivisi tra le religioni, istituendo tra loro la conoscenza reciproca e la collaborazione. Ulteriore importanza al dialogo, come cammino verso la fraternità dei popoli, viene data dal “Documento sulla fratellanza umana”, sottoscritto da papa Francesco e dal grande imam Ahmad al-Tayyeb dell’Università al-Azhar nel febbraio 2019, al quale Bongiovanni dedica particolare attenzione.

A completare il volume vi è, infine, un significativo saggio di Pierluigi Castagnetti, che segnala l’importante contributo di Luigi Sturzo alla costruzione dell’Europa. Rifacendosi a una pubblicazione dell’artefice del Partito popolare dal titolo Comunità internazionale e diritto di guerra, Castagnetti mette bene a fuoco le motivazioni dell’europeismo sturziano, che ha anticipato i federalisti così da poter essere compreso tra i Padri fondatori. A occupare un posto centrale nella visione che don Sturzo ha dell’Unione sono la politica e la morale, alle quali spetta il compito di evitare l’esplosione dei conflitti e la creazione delle condizioni di una pacifica e costruttiva convivenza tra i popoli. Ma l’apporto più importante del suo pensiero consiste nell’aver formulato un’idea di federalismo da attuare attraverso un processo dal basso, alla cui base vi è il riconoscimento dei diritti della persona e delle soggettività primarie in cui essa si realizza, e nell’aver sottolineato con forza la necessità di ricuperare una «cultura dell’intreccio » tra le grandi religioni monoteiste e le diverse culture presenti sul territorio, le quali costituiscono altrettanti veicoli di civiltà che vanno tra loro integrati.

Chi giustamente auspica una rifondazione dell’Europa a partire dalle sue radici umanistiche, trova in questo agile volumetto una serie di riflessioni puntuali che consentono di fare il punto sulla situazione odierna e di individuare stimolanti prospettive per il futuro.

 

Lino Prenna (a cura di), Un nuovo umanesimo europeo. Popoli, religioni, culture

Il pozzo di Giacobbe. Pagine 56. Euro 9 ,00

www.avvenire.it



 

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