e
LA LUCE
DEL MONDO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi
siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si
potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato
dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città
collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il
moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella
casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli».
Non suonano come un
comando queste parole di Gesù, Lui non ci dice di sforzarci di diventare sale e
luce della terra, ma che già lo siamo: oggi Gesù ci rivela chi siamo veramente,
ci svela una verità già tutta presente dentro di noi.
A loro, a noi, gente così
piccola e imperfetta da mescolarsi nell’insignificanza di ogni giorno, Gesù
dichiara quel che già siamo: voi siete il sale, voi siete la luce. Quel sale
che si scioglie e scompare per dare sapore e quella luce che permette di vedere
le cose e il mondo siamo davvero noi. Increduli ascoltiamo queste parole: com’è
possibile che, nascosto in noi, ci sia qualcosa capace di dar gusto, di
impedire alla vita di andare a male e di corrompersi? E qualcosa che impedisca
alla speranza di spegnersi, di illuminare il cammino? Ma sei proprio sicuro,
non ti starai sbagliando Gesù? A me sembra invece, troppe volte, di camminare
per le strade di un mondo insipido e buio, anzi gelido e che mi porti dentro
quello stesso gelo e quello scialbo disgusto delle cose che rende insulso ogni
momento.
Eppure, sembra proprio
certo Gesù che quella ricchezza sia in noi e che il solo nostro compito sia di
lasciarcene attraversare senza sciuparla, senza inaridirla. Lo sento ancora
ripetermi «il mondo ha bisogno di te per non perdere sapore, per non restare al
buio. Non parlo di qualcuno di speciale, ma di te, così come sei». Non mi
chiede gesti eroici o di aggiungere qualcosa che non posseggo, ma mi invita a
non sottrarmi, a non nascondere e spegnere quel che in me è vivo. Mi chiede di
non contribuire al buio.
Senza aver paura della mia piccolezza: il sale è piccolo, ma basta; e senza temere la mia fragilità: la luce trema, ma illumina.
Piccole cose, come un pugno di sale e una fiammella cambiano la vita, cambiano il mondo: basta una lampada accesa e gli spigoli diventano visibili, i volti riconoscibili, le strade percorribili; basta un granello di sale e già cambia il sapore del cibo e diventa più buono e appetitoso.
Il mondo non ha bisogno di eroi rumorosi, ma ha bisogno di gusto, ha bisogno di luce.
Questo ci affida oggi Gesù, una responsabilità piccola e
immensa che sta tutta nelle nostre mani: essere sale quando il mondo ci invita
a diventare insipidi, essere luce quando è più comodo spegnersi.
Perché basta così poco.
Un granello di sale, una lampada accesa.
E il gusto ritorna e il
buio arretra.
(Letture: Is
58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16.)
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