sabato 7 febbraio 2026

CREATIVI A SCUOLA

 


“I creativi vanno male

 a scuola, 

disturbano”

 

 

 Di redazione

 

In un intervento diffuso su YouTube, il filosofo Umberto Galimberti torna a interrogarsi sul rapporto tra scuola, intelligenza e democrazia, mettendo in luce una contraddizione strutturale del nostro sistema educativo.

 Secondo Galimberti, “la scuola richiede e premia prevalentemente un’intelligenza convergente”: quella capace di arrivare a una risposta corretta, unica, prevista. “Convergente è già l’intelligenza che richiede la scuola”, afferma, chiarendo come l’intero impianto educativo sia orientato verso l’uniformità del pensiero più che verso la sua apertura.

Da qui nasce, secondo il filosofo, la difficoltà dei soggetti creativi nel percorso scolastico. I creativi, spiega Galimberti, possiedono per natura un’intelligenza divergente: non cercano una sola risposta, ma molte possibili. Ed è proprio questo che li rende problematici all’interno della scuola. “I creativi vanno male a scuola, disturbano“, dice provocatoriamente, indicando come la creatività venga spesso percepita non come risorsa, ma come elemento di disturbo dell’ordine didattico.

Il problema, tuttavia, non riguarda solo la scuola. Galimberti osserva che con l’introduzione massiccia dell’informatica e delle tecnologie digitali si è ulteriormente rafforzato lo sviluppo dell’intelligenza convergente. I sistemi informatici, infatti, funzionano per procedure, algoritmi, risposte binarie: giusto o sbagliato. Questo modello finisce per plasmare anche il modo di pensare degli individui.

Ed è qui che il discorso assume una portata politica e civile. Galimberti avverte che un pensiero sempre più uniforme produce una società apparentemente ordinata, ma potenzialmente fragile. 

Se tutti pensiamo alla stessa cosa, e se alla fine sentiamo tutti la stessa cosa, è una bella prospettiva“, osserva con ironia amara, aggiungendo subito dopo che lo è anche — e soprattutto — “in ordine alla democrazia”.

 Orizzonte Scuola

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