degli istituti tecnici
entra
nella fase operativa.
Le nuove disposizioni si
applicano alle classi prime,
per poi estendersi progressivamente agli anni successivi.
Il nuovo assetto è
definito dal Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che attua
gli articoli 26 e 26-bis del Decreto-legge 144/2022 e rivede indirizzi,
articolazioni, quadri orari, risultati di apprendimento e organizzazione
didattica degli istituti tecnici.
L’obiettivo è avvicinare
maggiormente i curricoli alle trasformazioni del sistema produttivo, alla
transizione digitale ed ecologica e alla domanda di nuove competenze,
rafforzando allo stesso tempo la preparazione culturale, scientifica,
linguistica e tecnico-professionale degli studenti.
Quando entra in
vigore la riforma degli istituti tecnici?
Il nuovo ordinamento si
applica a partire dalle classi prime dell’anno scolastico 2026/2027.
L’introduzione sarà quindi progressiva:
- nell’a.s. 2026/27 interesserà le
classi prime;
- nell’a.s. 2027/28 raggiungerà anche
le classi seconde;
- negli anni successivi si estenderà
gradualmente all’intero quinquennio;
- le classi già avviate continueranno a
seguire il precedente ordinamento fino alla conclusione del percorso.
Le indicazioni per
accompagnare le scuole nella prima applicazione sono contenute anche
nella Circolare MIM n. 1397 del 19 marzo 2026.
Perché è stata
introdotta la riforma?
La revisione degli
istituti tecnici rientra nella Riforma 1.1 della Missione 4, Componente 1, del
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il provvedimento mira ad allineare
maggiormente la formazione tecnica alle competenze richieste dal sistema
economico e produttivo nazionale.
La riforma punta in
particolare a:
- aggiornare i profili culturali e
professionali in uscita;
- rafforzare le competenze
linguistiche, storiche, matematiche, scientifiche, giuridiche ed
economiche;
- potenziare le competenze
tecnico-professionali;
- valorizzare le discipline STEM;
- integrare i temi della transizione
ecologica e dello sviluppo sostenibile;
- rafforzare la didattica laboratoriale
e interdisciplinare;
- collegare maggiormente la scuola alle
imprese e alle realtà formative del territorio;
- facilitare il passaggio verso gli ITS
Academy e le lauree professionalizzanti;
- sviluppare la dimensione
internazionale dei percorsi.
La connessione con il
mondo del lavoro non sostituisce la funzione educativa della scuola. Il nuovo
impianto prevede infatti il rafforzamento sia della cultura
generale sia delle competenze necessarie per proseguire gli studi o
inserirsi consapevolmente nei diversi contesti professionali.
Come cambia
l’organizzazione degli istituti tecnici?
L’offerta formativa viene
organizzata in due grandi settori:
- settore economico;
- settore tecnologico-ambientale.
All’interno dei settori
sono presenti diversi indirizzi e articolazioni. Le articolazioni costituiscono
specializzazioni che si sviluppano nel triennio conclusivo, mentre il
percorso conserva una base culturale e tecnico-scientifica comune.
Il nuovo curricolo
comprende:
- un’area di istruzione generale
nazionale;
- un’area di indirizzo flessibile;
- quote di autonomia e flessibilità a
disposizione delle scuole;
- risultati di apprendimento definiti
per ciascun indirizzo e articolazione.
I quadri orari completi e
i profili in uscita sono contenuti negli allegati pubblicati nella pagina
ufficiale del Decreto Ministeriale n. 29/2026.
Gli indirizzi del
settore economico
Il settore economico
comprende due indirizzi principali.
- Amministrazione, finanza e marketing
- Amministrazione, finanza e
marketing;
- Relazioni internazionali per il
marketing;
- Sistemi informativi aziendali.
- Turismo, beni ambientali e culturali.
La nuova denominazione
dell’indirizzo turistico sottolinea il collegamento tra turismo, valorizzazione
del patrimonio, ambiente e cultura, ampliando la prospettiva rispetto alla sola
gestione dei servizi turistici.
Gli indirizzi del
settore tecnologico-ambientale
Il settore
tecnologico-ambientale comprende gli indirizzi legati alle principali filiere
scientifiche, produttive e tecnologiche.
- Meccanica, meccatronica ed energia
- Meccanica e meccatronica;
- Energia.
- Trasporti e logistica
- Costruzione dei mezzi terrestri;
- Costruzioni aeronautiche;
- Costruzioni navali;
- Conduzione dei mezzi terrestri;
- Conduzione del mezzo aereo;
- Conduzione del mezzo navale;
- Conduzione di apparati e impianti
marittimi;
- Conduzione di apparati e impianti
marittimi e conduzione di apparati e impianti elettronici di bordo;
- Logistica.
- Elettronica ed elettrotecnica
- Elettronica;
- Elettrotecnica;
- Automazione.
- Informatica e telecomunicazioni
- Informatica;
- Telecomunicazioni.
- Grafica e comunicazione.
- Chimica, materiali e biotecnologie
- Chimica e materiali;
- Biotecnologie ambientali;
- Biotecnologie sanitarie.
- Sistema moda
- Progettazione e processi produttivi
per il tessile e la moda;
- Progettazione e processi produttivi
per la calzatura.
- Agraria, agroalimentare e
agroindustria
- Produzioni e tecnologie
agroalimentari per il Made in Italy;
- Scienze agrarie e ambientali;
- Viticoltura ed enologia.
- Costruzioni, ambiente e territorio
- Costruzioni, ambiente e territorio;
- Geotecnico;
- Tecnologie del legno nelle
costruzioni.
Didattica per competenze
e Unità di Apprendimento
Una delle novità centrali
riguarda l’organizzazione della didattica. Il nuovo assetto privilegia
una progettazione interdisciplinare e multidisciplinare, orientata allo
sviluppo delle competenze.
Le attività possono
essere organizzate attraverso Unità di Apprendimento costruite
intorno a compiti di realtà, problemi, progetti ed esperienze laboratoriali.
Studentesse e studenti sono chiamati a mobilitare conoscenze e abilità per
affrontare situazioni concrete, partecipando in modo attivo e progressivamente
autonomo.
La progettazione può
comprendere:
- attività interdisciplinari;
- compiti autentici e problemi reali;
- laboratori e project work;
- interventi individualizzati o
personalizzati;
- attività rivolte a gruppi di
studenti;
- uso funzionale delle compresenze;
- percorsi di approfondimento e
recupero;
- collaborazioni con soggetti esterni.
Il curricolo di istituto
dovrà essere costruito in coerenza con il Profilo educativo, culturale e
professionale dello studente e con i risultati di apprendimento previsti per
ciascun indirizzo.
Più autonomia e
flessibilità per le scuole
Gli istituti tecnici
potranno utilizzare le quote di autonomia e flessibilità per caratterizzare
maggiormente la propria offerta formativa, tenendo conto delle esigenze degli
studenti e delle vocazioni economiche e produttive del territorio.
Le scuole potranno
quindi:
- adattare parte del curricolo alle
caratteristiche del contesto locale;
- potenziare specifiche competenze
tecnico-professionali;
- introdurre approfondimenti coerenti
con le filiere territoriali;
- organizzare attività
interdisciplinari e laboratoriali;
- collaborare con imprese, ITS Academy,
università ed enti di ricerca.
La flessibilità dovrà
comunque garantire il raggiungimento dei risultati di apprendimento nazionali
previsti per l’indirizzo o l’articolazione frequentata.
STEM,
sostenibilità, Educazione civica e orientamento
Il nuovo Profilo
educativo, culturale e professionale valorizza alcuni ambiti trasversali già
centrali nella scuola contemporanea.
Il curricolo dovrà
prestare particolare attenzione a:
- potenziamento delle discipline STEM;
- transizione ecologica e sviluppo
sostenibile;
- insegnamento trasversale
dell’Educazione civica;
- cittadinanza digitale;
- orientamento scolastico e
professionale;
- competenze chiave per l’apprendimento
permanente;
- connessione tra cultura scientifica,
tecnologica, economica e umanistica.
L’obiettivo è evitare che
la preparazione tecnica venga separata dalla capacità di comprendere gli
effetti sociali, ambientali ed economici delle innovazioni.
CLIL e
internazionalizzazione nel triennio
La riforma rafforza la
dimensione internazionale dei percorsi tecnici. Nel terzo, quarto e quinto anno
è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non
linguistica dell’area di indirizzo attraverso la metodologia CLIL, nei
limiti degli organici disponibili.
L’insegnamento in lingua
inglese dovrà svilupparsi per almeno un terzo del monte ore annuale della
disciplina scelta.
Gli istituti potranno
inoltre:
- organizzare scambi internazionali in
presenza o a distanza;
- realizzare stage e percorsi di
formazione scuola-lavoro all’estero;
- favorire la mobilità studentesca;
- promuovere certificazioni
linguistiche;
- potenziare il lessico tecnico e
professionale in lingua straniera;
- coinvolgere docenti di conversazione
o esperti madrelingua;
- partecipare a progetti europei e
internazionali.
La prospettiva
interculturale e globale dovrà essere integrata anche nella progettazione delle
altre discipline.
Raccordo con ITS
Academy e università
La riforma rafforza la
continuità tra gli istituti tecnici e l’istruzione terziaria
professionalizzante.
Le scuole sono chiamate a
progettare interventi di raccordo con:
- ITS Academy;
- lauree professionalizzanti;
- università;
- centri di ricerca;
- imprese e organizzazioni
professionali.
Le collaborazioni
dovranno tenere conto della coerenza tra gli indirizzi scolastici, le aree
tecnologiche degli ITS Academy, i percorsi universitari e le caratteristiche
del sistema produttivo locale e nazionale.
Il raccordo potrà
svilupparsi attraverso attività di orientamento, laboratori, progetti
condivisi, incontri con professionisti ed esperienze applicative.
Che cosa sono i
Patti educativi 4.0?
Gli istituti tecnici
potranno promuovere o aderire ai Patti educativi 4.0, accordi regionali o
interregionali pensati per sostenere l’innovazione didattica, l’orientamento e
il collegamento con il sistema produttivo.
I Patti possono
coinvolgere:
- istituti tecnici singoli o
organizzati in rete;
- ITS Academy;
- università e centri di ricerca;
- enti di formazione accreditati;
- imprese locali, nazionali o
internazionali;
- ordini e organizzazioni
professionali;
- poli tecnico-professionali;
- laboratori territoriali per
l’occupabilità;
- altri soggetti pubblici e privati
attivi nella formazione.
Gli accordi possono
permettere la condivisione di laboratori, tecnologie, competenze professionali
e strutture avanzate. Possono inoltre sostenere la progettazione dei percorsi
di formazione scuola-lavoro e delle attività di aggiornamento rivolte ai docenti.
Formazione dei
docenti e periodi di osservazione in azienda
Il nuovo assetto richiede
competenze progettuali, laboratoriali e interdisciplinari anche da parte degli
insegnanti.
Gli istituti potranno
promuovere:
- formazione sulle metodologie
didattiche laboratoriali;
- aggiornamento sulle innovazioni
tecnologiche e produttive;
- attività dedicate alla progettazione
per competenze;
- percorsi sulla costruzione delle
Unità di Apprendimento;
- periodi di osservazione nelle aziende
delle filiere di riferimento;
- affiancamento tutoriale rivolto ai
docenti delle discipline professionalizzanti e agli insegnanti
tecnico-pratici.
Il contatto con i
contesti produttivi dovrebbe permettere ai docenti di conoscere l’evoluzione
delle tecnologie, dei processi organizzativi e delle professionalità collegate
ai diversi indirizzi.
Il percorso di
specializzazione per Enotecnico
Nel settore Agraria,
agroalimentare e agroindustria viene confermato il percorso di specializzazione
per Enotecnico.
Si tratta di un’ulteriore
annualità successiva al diploma dell’articolazione Viticoltura ed enologia. Al
termine viene rilasciato un diploma di specializzazione referenziato al quinto
livello del Quadro nazionale delle qualificazioni.
Il decreto e i relativi
allegati definiscono:
- il profilo professionale del
diplomato;
- i risultati di apprendimento;
- il quadro orario;
- i requisiti per l’attivazione del
percorso;
- le modalità di accesso e valutazione;
- il modello del diploma finale.
I percorsi tecnici
nei CPIA partiranno dal 2027/28
La riforma prevede anche
la possibilità per i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti di
erogare, in via sperimentale, percorsi di secondo livello di istruzione
tecnica.
La sperimentazione non
partirà insieme alle classi prime del nuovo ordinamento, ma dall’anno
scolastico 2027/2028.
Potranno partecipare i
CPIA aderenti alle filiere formative tecnologico-professionali autorizzate,
previa selezione attraverso uno specifico avviso nazionale.
I percorsi potranno
essere attivati quando:
- non siano già erogati in rete dalle
scuole secondarie di secondo grado;
- l’offerta presente sia insufficiente
rispetto alle richieste degli adulti e del territorio;
- il CPIA disponga delle strutture e
delle risorse necessarie;
- il progetto rispetti il nuovo assetto
ordinamentale dell’istruzione tecnica.
La riforma degli
istituti tecnici coincide con il modello 4+2?
La revisione introdotta
dal DM 29/2026 e la filiera formativa tecnologico-professionale 4+2 sono
collegate, ma non coincidono.
La riforma del nuovo
ordinamento riguarda i percorsi quinquennali degli istituti tecnici e viene
applicata progressivamente a tutte le classi prime dall’a.s. 2026/27.
Il modello 4+2 prevede
invece specifici percorsi quadriennali integrati con un successivo biennio
negli ITS Academy ed è attivato soltanto dalle scuole autorizzate nell’ambito
della filiera tecnologico-professionale.
Uno studente iscritto a
una normale classe prima quinquennale di un istituto tecnico non entra quindi
automaticamente in un percorso 4+2.
Che cosa cambia per
gli studenti?
Per studentesse e
studenti la riforma dovrebbe tradursi in un percorso maggiormente integrato tra
preparazione generale, competenze tecniche e applicazioni concrete.
Tra gli aspetti più
significativi rientrano:
- maggiore presenza di attività
interdisciplinari;
- uso più frequente di laboratori e
compiti di realtà;
- potenziamento delle competenze STEM;
- attenzione alla sostenibilità e alla
transizione digitale;
- rafforzamento dell’inglese tecnico
attraverso il CLIL;
- più occasioni di incontro con
imprese, università e ITS Academy;
- orientamento più strettamente
collegato alla prosecuzione degli studi e alle professioni;
- possibilità di partecipare a progetti
e mobilità internazionali.
Che cosa cambia per
le scuole e per i docenti?
Gli istituti dovranno
aggiornare progressivamente il curricolo, la progettazione didattica e
l’organizzazione delle attività, partendo dalle classi prime.
Le principali operazioni
comprenderanno:
- analisi dei nuovi profili e risultati
di apprendimento;
- revisione del curricolo di istituto;
- aggiornamento del Piano triennale
dell’offerta formativa;
- progettazione di Unità di
Apprendimento interdisciplinari;
- organizzazione funzionale di
laboratori e compresenze;
- definizione delle attività CLIL;
- costruzione di raccordi con ITS,
università e sistema produttivo;
- formazione del personale docente;
- utilizzo delle quote di autonomia e
flessibilità;
- monitoraggio dell’applicazione del
nuovo ordinamento.
La riforma non riguarda
quindi soltanto la denominazione degli indirizzi o la distribuzione delle ore,
ma comporta un cambiamento più ampio nella progettazione del curricolo e
nell’organizzazione della didattica.
Dove consultare
il decreto ufficiale e i nuovi quadri orari
Il testo ufficiale, i
profili educativi e professionali, i risultati di apprendimento e i nuovi
quadri orari sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione e del
Merito.
Consulta il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 e
tutti gli allegati ufficiali.
Per le indicazioni
relative all’avvio del nuovo ordinamento è possibile consultare anche la Circolare MIM n. 1397 del 19 marzo 2026.
Domande
frequenti sulla riforma degli istituti tecnici
Quando parte la riforma
degli istituti tecnici?
La riforma parte nell’anno scolastico 2026/2027 e si applica inizialmente alle
classi prime. Negli anni successivi si estenderà progressivamente all’intero
quinquennio.
Qual è il decreto
ufficiale della riforma?
Il provvedimento di
riferimento è il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, pubblicato
dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con i profili in uscita e i nuovi
quadri orari.
Quali sono i
nuovi settori degli istituti tecnici?
L’offerta formativa è
organizzata nel settore economico e nel settore tecnologico-ambientale.
La riforma
modifica la durata degli istituti tecnici?
No. I percorsi ordinari
continuano ad avere durata quinquennale. I percorsi quadriennali della filiera
4+2 costituiscono una proposta distinta, attivata soltanto nelle scuole
autorizzate.
Che cosa cambia
nella didattica?
Vengono valorizzate la
didattica per competenze, la progettazione interdisciplinare, le Unità di
Apprendimento, i compiti di realtà, i laboratori e la collaborazione con
imprese, università e ITS Academy.
Il CLIL diventa
obbligatorio negli istituti tecnici?
Il decreto prevede
l’insegnamento in inglese di una disciplina non linguistica dell’area di
indirizzo nel terzo, quarto e quinto anno, per almeno un terzo del monte ore
annuale della disciplina e nei limiti degli organici disponibili.
Che cosa sono i
Patti educativi 4.0?
Sono accordi regionali o
interregionali attraverso i quali scuole, ITS Academy, università, imprese,
enti di formazione e centri di ricerca possono condividere laboratori,
strumenti, competenze e attività formative.
I CPIA potranno
offrire percorsi di istruzione tecnica?
Sì, in via sperimentale e
a determinate condizioni. L’avvio è previsto dall’anno scolastico 2027/2028,
previa selezione attraverso un apposito avviso nazionale.
Gli studenti già iscritti cambieranno ordinamento?
No. Il nuovo assetto
parte dalle classi prime dell’a.s. 2026/27. Le classi già avviate proseguiranno
secondo l’ordinamento con cui hanno iniziato il percorso.
Dove si trovano i
nuovi quadri orari?
I quadri orari dell’area
di istruzione generale e delle aree di indirizzo sono pubblicati tra gli
allegati del Decreto Ministeriale n. 29/2026 sul sito ufficiale del MIM.