giovedì 19 marzo 2026

RIFORMA ISTITUTI TECNICI

 

Riforma tecnici, il Ministero emana indicazioni operative: come cambia il biennio e la gestione degli organici


Di redazione

 Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso nuove indicazioni operative per accompagnare l’attuazione della riforma degli istituti tecnici prevista dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026. La circolare, firmata dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e indirizzata agli Uffici scolastici regionali e ai dirigenti scolastici, interviene in una fase delicata di transizione tra vecchio e nuovo ordinamento.

Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo delineato dal decreto-legge n. 144 del 202 (vedi il nostro speciale) e dalle successive integrazioni, con l’obiettivo di aggiornare l’assetto dell’istruzione tecnica senza modificarne l’impianto di fondo, rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi quindici anni.

Una riforma senza “strappi”

Nella premessa del documento ministeriale si sottolinea come la revisione non incida sulla struttura dei percorsi esistenti, che continuano a costituire il riferimento per orientamento e iscrizioni. L’intervento si presenta piuttosto come un aggiornamento progressivo, costruito sull’esperienza accumulata dalle scuole.

Tra gli elementi qualificanti emerge il rafforzamento dell’autonomia scolastica, richiamata esplicitamente come principio guida. Le istituzioni sono chiamate a un ruolo attivo nella riprogettazione dei curricoli, in coerenza con il nuovo Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) introdotto dal decreto-legge n. 45 del 2025.

Il nodo del primo biennio

La fase più delicata riguarda il primo biennio, dove le scuole dispongono di una quota di flessibilità pari a 66 ore annue per ciascun anno. Il Ministero invita a un utilizzo “guidato” di questo margine, con l’obiettivo di evitare squilibri negli organici e possibili situazioni di esubero.

Le indicazioni operative distinguono tra diversi indirizzi:

  • nel settore economico, le ore aggiuntive dovranno rafforzare geografia e seconda lingua comunitaria;
  • nel settore tecnologico-ambientale, sarà privilegiato il potenziamento delle discipline scientifiche;
  • per le scienze sperimentali, è prevista la possibilità di affidare l’insegnamento a più docenti, favorendo approcci interdisciplinari;
  • le scuole potranno redistribuire le ore tra primo e secondo anno o rimodulare i monte ore disciplinari, purché senza effetti negativi sugli organici;
  • in caso di nuove classi di concorso, si raccomanda la continuità didattica con i docenti già presenti.

Il documento insiste sulla necessità di scelte ponderate, che tengano insieme innovazione didattica e sostenibilità organizzativa.

Organici e strumenti operativi

Una parte rilevante della circolare è dedicata agli aspetti amministrativi. Le classi prime del prossimo anno scolastico (2026/2027) saranno gestite attraverso i nuovi codici già disponibili nel sistema informativo SIDI, mentre l’elaborazione degli organici richiederà una fase manuale.

Gli Uffici scolastici regionali sono chiamati a garantire supporto alle scuole e tempi adeguati per completare le operazioni. È inoltre annunciata la trasmissione di una tabella di corrispondenza tra discipline e classi di concorso, strumento necessario per la definizione puntuale degli insegnamenti.

Transizione e prospettive

Il Ministero chiarisce che l’intero processo dovrà svolgersi in continuità con le risorse professionali esistenti, evitando discontinuità nella progettazione didattica. La gestione degli organici viene indicata come elemento centrale per la riuscita della riforma.

Parallelamente, è allo studio un aggiornamento normativo ulteriore, relativo all’allegato tecnico previsto dall’articolo 26-bis del decreto-legge n. 144/2022, con l’obiettivo di consolidare le scelte operate nel primo biennio anche negli anni successivi.

Il percorso di revisione degli istituti tecnici si collega esplicitamente agli obiettivi del PNRR, che individua nella formazione tecnico-professionale uno degli assi strategici per l’adeguamento del sistema educativo alle trasformazioni del mercato del lavoro.

Circolare prot. n. 1397 del 19 marzo 2026

Orizzonte scuola


 

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