Report del Convegno dell'AIMC Sicilia
-di Maria Torrisi*
Si è svolto ieri 28
febbraio 2026, presso la prestigiosa Aula Magna del Rettorato dell'Università
di Catania, il convegno di Studi dedicato alla figura di Maria Badaloni, -
fondatrice e dirigente della Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC)
insieme a Carlo Carretto, - organizzato da AIMC Provincia di Catania,
presidente Zina Bianca, con le sezioni di Catania, Acireale, Giarre,
Grammichele, in collaborazione con l’AIMC Nazionale, l’Università di Catania,
la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione “Ilaria e Lucia” e la Fondazione
Onlus AIMC.
Il convegno ha offerto
un’articolata riflessione sulla sua eredità culturale, pedagogica e
istituzionale, mettendo in dialogo memoria storica e prospettiva futura nella
missione dell’AIMC.
I lavori sono stati
aperti da Zina Bianca, con i saluti istituzionali e la lettura dei messaggi di
Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone e di Mons. Luigi Renna,
Aricivescovo di Catania. È stato espresso apprezzamento per la collaborazione
tra le realtà territoriali e per la sede accademica di svolgimento del
convegno, segno di un’associazione capace di abitare i luoghi del pensiero e
del confronto culturale.
La presidente AIMC Nazione Esther Flocco, nel suo intervento “Custodire per innovare: la visione di Maria Badaloni nella missione dell’AIMC”, ha sviluppato il tema del binomio custodire–innovare come chiave interpretativa dell’intero convegno. Custodire non significa conservare in modo statico, ma esercitare un atto di fedeltà e discernimento, innovare non vuol dire inseguire metodologie superficiali, ma rinnovare atteggiamento pedagogico e competenza professionale per rispondere ai mutamenti del tempo.
Solo una memoria viva può
generare futuro. L’eredità di Badaloni è stata descritta come patrimonio non
solo dell’AIMC, ma dell’intera nazione, una proposta culturale e civile che
continua a interrogare la scuola di oggi. L’associazione è stata definita comunità
di ricerca, laboratorio di pensiero e comunità di responsabilità, chiamata a
presidiare la formazione e a promuovere una cultura che metta al centro la
persona e la crescita integrale.
La dignità della missione docente e l’universalità dei diritti Mirzia Bianca, Prof.ssa ordinaria di Diritto civile e di Diritto di Famiglia della Sapienza, Università di Roma, con il suo intervento “Maria Pia Badaloni: la dignità della missione del docente e l’educazione all’universalità dei diritti umani”, ha messo al centro la figura dell’insegnante. Per Badaloni, ha ricordato Mirzia Bianca, la funzione del docente era “la più grande cosa nell’ordine della Provvidenza”. Tale citazione pronunciata nel contesto della Camera dei deputati, da Maria Badaloni, intende esprimere il valore sociale e morale della funzione docente, una vocazione che unisce responsabilità educativa e impegno civile.
L’educazione primaria è
stata presentata come fondamento dell’emancipazione democratica, perché
alfabetizzazione e diritti sono inseparabili. È stato evidenziato il contributo
di Badaloni nell’attuazione dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana,
in particolare dell’articolo 34, sancendo il diritto all’istruzione come
strumento per rendere effettiva la dignità della persona e l’universalità dei
diritti umani. La riflessione ha toccato anche le sfide attuali, tra cui
l’educazione ai sentimenti per contrastare la violenza di genere, l’educazione
digitale come accompagnamento critico e responsabile all’uso delle tecnologie e
la formazione di cittadini consapevoli e costruttori di democrazia.
Arianna Rotondo, Prof.ssa associata di Storia del cristianesimo e delle chiese presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, con l’intervento “Oltre le dicotomie: cristianesimo e impegno politico nel progetto educativo di Maria Badaloni”, ha approfondito la radice teologica della visione badaloniana. La fede, ha sottolineato, non si trasforma in un programma politico, ma offre criteri di giudizio per abitare responsabilmente la storia. Il riferimento al Concilio Vaticano II ha mostrato come la Chiesa viva una tensione dinamica tra tradizione e rinnovamento.
Il laico cristiano non è
figura di secondo ordine né può rifugiarsi in principi astratti: è chiamato a
confrontarsi con le strutture sociali e politiche. È stato richiamato
l’umanesimo di Jacques Maritain, secondo cui la fede non fornisce soluzioni
precostituite, ma orienta l’agire nella libertà e nella responsabilità. La
pedagogia di Badaloni è stata così presentata come cristiana e insieme aperta
al pluralismo, emancipatrice sul piano del ruolo del docente e liberatrice sul
piano culturale.
L' On. Giovanni Burtone,
nel suo intervento “L’articolo 34 della Costituzione è stato il vero motore
della crescita del Paese: l’impegno parlamentare di Maria Badaloni”, ha
evidenziato il contributo parlamentare di Maria Badaloni alla costruzione della
scuola repubblicana. In un Paese segnato dall’analfabetismo e dalla mancanza di
strutture scolastiche, l’impegno politico di Badaloni si è intrecciato con la
sua identità di insegnante. La scuola è stata il vero motore della crescita
democratica ed economica dell’Italia.
Il parallelo con Tina
Anselmi ha messo in luce il ruolo delle donne nella costruzione della
Repubblica, una presenza radicata in una visione morale e civile capace di
incidere nella storia.
Giuseppe Desideri,
Presidente della Fondazione AIMC, con l’intervento “AIMC e Scuola della
Repubblica, due storie intrecciate”, ha offerto una ricostruzione storica
puntuale. L’AIMC è stata protagonista nella scuola popolare del dopoguerra,
contribuendo alla lotta contro l’analfabetismo e promuovendo una visione
inclusiva dell’istruzione.
Le principali riforme,
dalla scuola media unica del 1962 all’inserimento degli alunni con disabilità
(L. 118/1971), fino al tempo pieno (L. 820/1971), hanno visto l’associazione
come luogo di elaborazione pedagogica e culturale. Le politiche scolastiche, in
più occasioni, maturavano nel confronto interno all’AIMC, segno della
significativa incidenza nella vita istituzionale del Paese.
Il Vescovo Raspanti ha
invitato a riflettere sul presente: la società è cambiata e, sebbene oggi non
si tratti di ricostruire il Paese come nel dopoguerra, emerge una necessità di
visione che sembra mancare. Le analisi della realtà attuale ci sono, ma non si
vede una direzione chiara, e siamo un po’ “nel guado”.
Raspanti ha ricordato le
radici storiche: all’indomani della guerra non c’erano scuole né insegnanti, e
furono donne, suore e istituti come il Sacro Cuore a rispondere con due grandi
direttive: aiutare i poveri ed educare. La Chiesa, allora come oggi, ha avuto a
cuore la scuola, e la visione di Badaloni ci invita a iniziare a formare oggi
quella stessa capacità di orientamento e responsabilità.
I momenti finali del
convegno hanno celebrato la memoria vivente dell’AIMC: la premiazione di
Cecilia Maria Belfiore, socia storica, per lunghi anni presidente della sezione
AIMC di Giarre e per due mandati Presidente AIMC Regione Sicilia, la cui
narrazione ha incantato ed emozionato la platea, con il suo stile elegante,
eloquente ed accattivante, rappresenta un modello esemplare di fedeltà e
dedizione all'associazione.
L'altra testimonianza
video di Giovanni Perrone, Consigliere Speciale dell’ Unione Mondiale
Insegnanti Cattolici - UMEC-WUCT, altro socio di lunga appartenenza, già
presidente AIMC Regione Sicilia per tantissimi anni fino al 2013, ha inteso
esprimere la sua gratitudine all'associazione rimarcando la feconda traccia
lasciata nel tempo dall'associazione nella scuola e nella società italiana,
augurando un cammino di speranza all'insegna della ricerca, del dialogo, della
valorizzazione, facendo interagire memoria e futuro.
In chiusura, la
Presidente AIMC Regione Sicilia, Marina Ciurcina, ha salutato i presenti,
rivolgendo i complimenti per l’iniziativa promossa, riconoscendo l’impegno e la
creatività di studenti, classi e docenti nel promuovere iniziative formative
sul territorio e sottolineando il ruolo delle scuole come spazi di crescita e
partecipazione.
A conclusione del
convegno, sono stati premiati studenti e intere classi di scuole della
provincia che si sono distinti nella partecipazione a iniziative promosse nelle
diverse sezioni territoriali, testimoniando l’impegno e la creatività delle
nuove generazioni. Un traguardo che porta anche la firma discreta ma decisiva
dei docenti, che con passione, dedizione e cura guidano i ragazzi a scoprire e
valorizzare i propri talenti; dei Dirigenti “visionari”, capaci di guardare
oltre l’ordinario e di credere nella formazione come investimento sul futuro,
aprendosi con fiducia alle proposte educative – come quelle dell’AIMC – e dei
presidenti e soci delle realtà presenti in tutto il territorio nazionale, che
con generosità e spirito di servizio fanno da raccordo tra le comunità locali e
gli indirizzi nazionali, costruendo reti e opportunità per una scuola viva e
partecipata, sempre orientata al bisogno primario del benessere degli studenti,
fondamento autentico di ogni efficace percorso educativo.
Un sentito ringraziamento
alla nostra straordinaria Presidente Zina Bianca , cuore
pulsante e mente creativa e organizzativa dell’intero iter del convegno: un
instancabile vulcano di idee e progetti che prendono forma in risultati sempre
impeccabili!
*Presidente AIMC - sezione
di Giarre
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