Riforma tecnici, il Ministero emana indicazioni operative: come cambia il biennio e la gestione degli organici
Di redazione
Il provvedimento
si inserisce nel quadro normativo delineato dal decreto-legge n. 144 del 202 (vedi
il nostro speciale) e dalle successive integrazioni, con l’obiettivo di
aggiornare l’assetto dell’istruzione tecnica senza modificarne l’impianto di
fondo, rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi quindici anni.
Una riforma senza
“strappi”
Nella premessa del
documento ministeriale si sottolinea come la revisione non incida sulla
struttura dei percorsi esistenti, che continuano a costituire il riferimento
per orientamento e iscrizioni. L’intervento si presenta piuttosto come un
aggiornamento progressivo, costruito sull’esperienza accumulata dalle scuole.
Tra gli elementi
qualificanti emerge il rafforzamento dell’autonomia scolastica, richiamata
esplicitamente come principio guida. Le istituzioni sono chiamate a un ruolo
attivo nella riprogettazione dei curricoli, in coerenza con il nuovo Profilo
educativo, culturale e professionale (PECUP) introdotto dal decreto-legge n. 45
del 2025.
Il nodo del primo
biennio
La fase più
delicata riguarda il primo biennio, dove le scuole dispongono di una quota di
flessibilità pari a 66 ore annue per ciascun anno. Il Ministero invita a un
utilizzo “guidato” di questo margine, con l’obiettivo di evitare squilibri
negli organici e possibili situazioni di esubero.
Le indicazioni
operative distinguono tra diversi indirizzi:
- nel settore economico, le ore
aggiuntive dovranno rafforzare geografia e seconda lingua comunitaria;
- nel settore tecnologico-ambientale,
sarà privilegiato il potenziamento delle discipline scientifiche;
- per le scienze sperimentali, è
prevista la possibilità di affidare l’insegnamento a più docenti,
favorendo approcci interdisciplinari;
- le scuole potranno redistribuire le
ore tra primo e secondo anno o rimodulare i monte ore disciplinari, purché
senza effetti negativi sugli organici;
- in caso di nuove classi di concorso,
si raccomanda la continuità didattica con i docenti già presenti.
Il documento
insiste sulla necessità di scelte ponderate, che tengano insieme innovazione
didattica e sostenibilità organizzativa.
Organici e
strumenti operativi
Una parte
rilevante della circolare è dedicata agli aspetti amministrativi. Le classi
prime del prossimo anno scolastico (2026/2027) saranno gestite attraverso i
nuovi codici già disponibili nel sistema informativo SIDI, mentre
l’elaborazione degli organici richiederà una fase manuale.
Gli Uffici
scolastici regionali sono chiamati a garantire supporto alle scuole e tempi
adeguati per completare le operazioni. È inoltre annunciata la trasmissione di
una tabella di corrispondenza tra discipline e classi di concorso, strumento
necessario per la definizione puntuale degli insegnamenti.
Transizione e
prospettive
Il Ministero
chiarisce che l’intero processo dovrà svolgersi in continuità con le risorse
professionali esistenti, evitando discontinuità nella progettazione didattica.
La gestione degli organici viene indicata come elemento centrale per la
riuscita della riforma.
Parallelamente, è
allo studio un aggiornamento normativo ulteriore, relativo all’allegato tecnico
previsto dall’articolo 26-bis del decreto-legge n. 144/2022, con l’obiettivo di
consolidare le scelte operate nel primo biennio anche negli anni successivi.
Il percorso di
revisione degli istituti tecnici si collega esplicitamente agli obiettivi del
PNRR, che individua nella formazione tecnico-professionale uno degli assi
strategici per l’adeguamento del sistema educativo alle trasformazioni del
mercato del lavoro.
Circolare
prot. n. 1397 del 19 marzo 2026
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