testimone
di fecondità e di vita.
-di Giovanni Perrone
“Siate fecondi e moltiplicatevi!” Questo è il primo comandamento che Dio ha dato alle sue creature. Non significa semplicemente “ Abbiate figli !”. Ciò è molto importante, certo, per lo sviluppo dell’umanità, ma significa di più. È l’invito che Dio ci rivolge ogni giorno, l’invito a desiderare e a saper essere fecondi: la fecondità come modo di essere e di vivere.
È fecondità sostenere la vita, soprattutto quella più debole e svantaggiata, per garantire a tutti un vivere dignitoso, per una piena umanizzazione.
Questo invito deve coinvolgere e guidare ogni individuo, e ogni società, a fare del proprio meglio. La fertilità non si compra in farmacia, né può essere autoreferenziale, ma relazionale. È dono di sé agli altri e al mondo intero. È dono d'amore, non di violenza.
Per gli educatori, soprattutto cristiani, lo è ancora di più. È la fecondità che viene dallo Spirito, una fecondità spirituale, intellettuale, professionale e relazionale. È la fecondità della parola e dell'azione ("cuore, mente e mano", diceva Papa Francesco)..
Papa Leone ci invita "disegnare nuovi cammini di speranza". Cosa significa ciò per noi? Che speranza c'è per le persone in guerra, per i bambini vittime della violenza e della fame, per i massacri di bambini e adulti a Gaza e altrove, per i ragazzi di strada, per coloro che sono privati dell'istruzione o che sono circuiti delle ideologie o degli stessi media?
L'educatore sa identificare e comprendere i problemi e trovare buone soluzioni. Sa fare memoria, ma sa anche percorrere nuove strade e nuove strategie perché ogni alunno sia pienamente valorizzato e possa dare il meglio di se stesso. E' questo il suo principale compito.
Perciò, la fecondità si manifesta attraverso intelligenza e generosità, creatività e responsabilità, competenza, impegno e coerenza, dinamismo e testimonianza. Così promuove l'amicizia, la competenza e la gioia di vivere e di avanzare verso il domani.
La fertilità è un invito a dire "Voglio impegnarmi! Sono responsabile! Nonostante tutto, mi piace essere entusiasta e costante nel mio cammino!"
Le istituzioni hanno la responsabilità di essere vivaci e feconde. Questo vale in particolare per le scuole, le associazioni, i progetti educativi e il servizio di ciascun insegnante e di ogni comunità.
È vero: non è facile essere fecondi oggi. I frenetici ritmi di vita, le varie turbolenze e i diffusi inquinamenti (fisici e culturali) ce lo impediscono. La stessa società occidentale (che si crede progredita) sta perdendo la sua fertilità procreativa. Ricorriamo sempre più alla manipolazione e alle medicine senza comprendere che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. La fecondità della carne e dello spirito non può essere geneticamente modificata, non può essere ravvivata con mezzi artificiali. Essa deve essere coltivata giorno dopo giorno attraverso uno stile di vita basato su relazioni efficaci con se stessi, con gli altri e con Dio. In tal senso la speranza diviene concretezza quotidiana.
È vero: talora si avverte stanchezza, confusione, solitudine e la speranza si affievolisce. Molti chiedono aiuto, pochi lo danno.
Purtroppo, spesso è la logica della morte e dell'oppressione a essere favorita, e non quella della vita e della condivisione.
Non dobbiamo scoraggiarci, ma dobbiamo sostenerci a vicenda. Dio, fonte di fecondità, ci dà il suo sostegno e ci accompagna. Ci dona gratuitamente la forza della speranza e dell'impegno; ci dona il cuore, gli occhi e la mente (e anche le mani) per fare bene e per vedere lontano; ci aiuta a sviluppare la capacità di rispondere in modo appropriato alle sfide di ogni giorno; ci offre il coraggio del cambiamento e ci aiuta a trovare il modo migliore per vivere (e promuovere) i valori che esaltano la dignità umana e la società odierna.
Ritengo che la grande sfida per l'educatore cristiano oggi (nelle scuole cattoliche, ma sempre più anche in quelle laiche, dove talora si trova solo) sia quella di saper essere testimone di fecondità e educatore alla fecondità e alla vita.
Solo l'educazione, infatti, può fornire la bussola per orientarsi nella confusione e nel pluralismo della società, per imparare a discernere il vero dal falso, il bene dal male, la bellezza dalla bruttezza, la codardia e l'ignavia dalla vivacità del vivere, l'autoreferenzialità - che ci inganna e ci imprigiona- dal generoso servizio. «Siate vigilanti e pronti», dice Gesù. «Andate come pellegrini di speranza, artigiani del bene, in comunione con tutti, con e per gli altri». Impariamo, dunque, ad offrirci in dono a tutti, con umiltà e generosità.
Contemplazione, riflessione, accoglienza e relazioni positive, discernimento, memoria, lungimiranza, dinamismo danno vita e fecondità al cammino concreto e favoriscono lo sviluppo di competenze utili, nella vita quotidiana, a noi stessi e agli altri.
La vita associativa arricchisce e aiuta a discernere e ad agire fecondamente. La fecondità, infatti, fa interagire memoria e futuro, non è una fuga verso il domani: valorizza le radici e le nuove fronde che garantiscono vitalità. La fecondità della persona favorisce la fecondità della comunità in cui opera e vive.
In particolare, gli educatori sono chiamati a coltivare la fecondità della mente e dello spirito. Il diritto allo sviluppo spirituale deve essere riconosciuto più pienamente ai ragazzi che vengono loro affidati, e anche a loro stessi. La formazione continua è l'acqua e il nutrimento che rinnova e rinforza la fecondità. La riflessività, la cura e l'amore favoriscono una crescita rigogliosa e fruttuosa.
Purtroppo, sovente privilegiamo lo stile del potere e della conquista, dell'arroganza e dell'autoreferenzialità, piuttosto che quello del servizio e della promozione umana. In tal caso la fecondità si inaridisce a può spegnersi.
La trascendenza permette di guardare in alto, oltre l'orizzonte e alzare le ali. Non possiamo, infatti, dimenticare che educare spiritualmente i ragazzi significa dare loro dei punti di riferimento per aiutarli a vivere la loro vita in pienezza, cioè a voler e sapere essere sempre fecondi per sé stessi, per gli altri, per il mondo intero.
Perciò è necessario favorire la fecondità dell'intelletto e dello spirito; la stessa intelligenza artificiale deve concretizzarsi come intelligenza artigianale: l'arte di essere e di agire, di pensare e di servire. Ogni persona è, è infatti, un dono prezioso per gli altri.
Solo le persone e le istituzioni feconde andranno verso il futuro!
L'educazione, infatti, è un cammino, per le complesse e variegate vie del mondo.
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