la valutazione
in chiave proattiva
La valutazione non si
limita a certificare ma ha una funzione proattiva, essenziale per sostenere
studenti e insegnanti in percorsi di apprendimento equi, propri di una scuola
inclusiva.
Sono i concetti forti che emergono da questa interessante conversazione
tra Roberto Trinchero, Professore ordinario di Pedagogia
sperimentale presso l’Università di Torino, e Roberto Ricci,
Presidente INVALSI.
È un dialogo che guarda
la valutazione in modo diverso, aiutando a scoprirla come prezioso strumento
per fare gioco di squadra nella scuola e con la scuola, e non come atto
certificativo di ciò che è stato conseguito in un percorso.
Intorno alla valutazione permangono
ancora diverse ambiguità, che portano a vederla e a descriverla come un’azione
il cui scopo è rilevare e certificare le conoscenze, le abilità e le competenze
raggiunte da uno studente nel suo percorso formativo. Ma davvero è solo questo?
Tra gli equivoci più
persistenti c’è l’idea che valutare sia un’azione che segue un percorso già
compiuto. Il Professor Trinchero, ospite questo mese della rubrica L’Editoriale,
nei suoi contributi scientifici propone un punto di vista diverso, affermando
che la valutazione degli apprendimenti scolastici non è solo uno
strumento di controllo o verifica della preparazione dello studente,
ma svolge una vera e propria funzione proattiva: anticipa, guida e
produce l’apprendimento […] promuove azioni di sistema, promuove i
miglioramenti e non si limita solo a certificarli.
È una prospettiva che
cambia lo scopo principale della valutazione, che assume un ruolo diverso,
diventando strumento che valorizza l’azione formativa e il cui
scopo è raccogliere informazioni valide, affidabili e utili sugli apprendimenti
degli studenti al fine di monitorarne il rendimento, orientare le
azioni successive, fornire occasioni di feedback migliorativo per
studenti e docenti […] è un elemento cruciale per costruire buoni
apprendimenti.
Perché tra valutare e
agire ci sia un rapporto sinergico come quello messo in luce da questa
prospettiva la valutazione non può essere il momento conclusivo di un percorso,
ma ne deve costituire invece il momento iniziale. Agendo in questa
direzione infatti noi rendiamo espliciti, condividiamo i criteri, le finalità,
le modalità di valutazione […] stiamo anche rendendo chiaro che cosa per noi ha
valore, dove è importante orientare l’attività di apprendimento.
Si definisce quindi un
punto di vista nuovo, attraverso il quale la valutazione – temuta dagli allievi
ma anche dalle loro famiglie, alle quali arriva un’eco negativa di quale
pericolo possa implicare l’essere valutati – è parte fondamentale di un processo
dinamico e generativo, un momento positivo di autoriflessione e
di crescita. Questo […] è un elemento su cui lavorare in maniera
seria per riuscire a far passare una nuova visione della valutazione […] amica
dell’apprendimento […] e amica del funzionamento del sistema.
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