70mila giovani italiani non escono più di casa,
la scuola in prima linea
per intercettare i segnali di ritiro sociale
-
di Andrea Carlino
La rete operativa copre quattro
territori della provincia milanese: Legnano, Abbiategrasso, Magenta e Castano
Primo, con base operativa a Rho. L’intercettazione avviene
attraverso le segnalazioni delle scuole, delle neuropsichiatrie e
del terzo settore.
Metodologie d’intervento e segnali
di allarme
L’approccio metodologico del
progetto non prevede forzature ma costruisce ponti relazionali attraverso
gli strumenti digitali. “Costruiamo momenti di contatto in
contesti protetti: supporto psicologico online, corsi da remoto di arte,
fumetto e scrittura creativa”, precisa Guida. Al ragazzo viene affiancato
un educatore domiciliare, figura chiave che cerca di entrare in
relazione con il giovane e la famiglia, coinvolgendo anche i servizi
sociali e la scuola.
Le radici familiari e sociali
dell’isolamento giovanile
L’origine del disturbo
Hikikomori affonda le radici in dinamiche familiari compromesse e
pressioni sociali eccessive. Gli esperti hanno identificato nell’iperprotettività
genitoriale uno dei fattori scatenanti principali, accompagnata dal
peso dell’idealizzazione e dal timore costante di deludere
aspettative familiari, scolastiche e sociali.
“La paura di fallire è
una componente necessaria nella coscienza dell’uomo; lo sprona a fare sempre di
più, a migliorarsi”, ha osservato il presidente dell’associazione Hikikomori
Italia, Marco Crepaldi. Tuttavia, quando questo timore supera una “soglia
critica” diventa paralizzante: “Gli adolescenti si paralizzano, si
nascondono”. L’ansia sociale rappresenta un ulteriore elemento
determinante nel deterioramento del benessere psico-fisico dei giovani,
compromettendo la loro capacità relazionale e di integrazione nel tessuto
sociale.
I primi campanelli
d’allarme si manifestano attraverso il rifiuto saltuario di
frequentare la scuola per sottrarsi al confronto sociale. Paradossalmente,
spesso colpisce ragazzi con alto funzionamento cognitivo e
ottimi voti scolastici, che però non riescono a gestire l’ansia da
prestazione e le relazioni interpersonali. Episodi di bullismo e cyberbullismo rappresentano
ulteriori fattori scatenanti. Il fenomeno riguarda prevalentemente il genere
maschile e può protrarsi per anni se non adeguatamente intercettato.
Estate critica e welfare
comunitario
Il periodo estivo rappresenta una
fase particolarmente delicata per le famiglie coinvolte. “L’estate è
per tutti sinonimo di vita sociale e libertà. Per questi ragazzi e per le loro
famiglie è ancora più difficile affrontarla”, sottolinea la responsabile
del progetto. Molte famiglie rinunciano completamente agli spostamenti per non
lasciare il figlio solo, coinvolgendo nel ritiro sociale l’intero
nucleo familiare.
L’importanza dell’intervento
precoce emerge chiaramente: agire entro i sei mesi dall’inizio
del ritiro sociale risulta fondamentale per il successo del percorso
riabilitativo. Solo attraverso un approccio vigile e coordinato è possibile
garantire una presenza costante e contrastare efficacemente questo fenomeno in
crescita.
Nessun commento:
Posta un commento