mercoledì 20 agosto 2025

ALLARME HIKIKOMORI

 


Ragazzi che scompaiono 
dalle aule:

 70mila giovani italiani non escono più di casa, 

la scuola in prima linea 

per intercettare i segnali di ritiro sociale

 

-       di Andrea Carlino

 La cooperativa Stripes ha dato vita a “Segmenti consapevoli”, un’iniziativa pionieristica finanziata dalla Fondazione Cariplo attraverso il bando “Attentamente”. L’acronimo del nome identifica la filosofia d’intervento: Studio-ricerca-intervento-pedagogia extrascolastica, un approccio multidisciplinare rivolto a ragazzi dagli 11 ai 19 anni che vivono condizioni di disagio e ritiro sociale volontario.

 Come spiega Dafne Guida, presidente e direttrice della cooperativa, a Sky TG24, “siamo partiti due anni fa e abbiamo intercettato, fino ad oggi, circa 800 tra ragazzi e ragazze e, di questi, ne abbiamo presi in carico una settantina accompagnandoli lungo un percorso educativo, psicologico e creativo”. 

La rete operativa copre quattro territori della provincia  milanese: LegnanoAbbiategrassoMagenta e Castano Primo, con base operativa a Rho. L’intercettazione avviene attraverso le segnalazioni delle scuole, delle neuropsichiatrie e del terzo settore.

Metodologie d’intervento e segnali di allarme

L’approccio metodologico del progetto non prevede forzature ma costruisce ponti relazionali attraverso gli strumenti digitali“Costruiamo momenti di contatto in contesti protetti: supporto psicologico online, corsi da remoto di arte, fumetto e scrittura creativa”, precisa Guida. Al ragazzo viene affiancato un educatore domiciliare, figura chiave che cerca di entrare in relazione con il giovane e la famiglia, coinvolgendo anche i servizi sociali e la scuola.

Le radici familiari e sociali dell’isolamento giovanile

L’origine del disturbo Hikikomori affonda le radici in dinamiche familiari compromesse e pressioni sociali eccessive. Gli esperti hanno identificato nell’iperprotettività genitoriale uno dei fattori scatenanti principali, accompagnata dal peso dell’idealizzazione e dal timore costante di deludere aspettative familiari, scolastiche e sociali.

“La paura di fallire è una componente necessaria nella coscienza dell’uomo; lo sprona a fare sempre di più, a migliorarsi”, ha osservato il presidente dell’associazione Hikikomori Italia, Marco Crepaldi. Tuttavia, quando questo timore supera una “soglia critica” diventa paralizzante: “Gli adolescenti si paralizzano, si nascondono”. L’ansia sociale rappresenta un ulteriore elemento determinante nel deterioramento del benessere psico-fisico dei giovani, compromettendo la loro capacità relazionale e di integrazione nel tessuto sociale.

I primi campanelli d’allarme si manifestano attraverso il rifiuto saltuario di frequentare la scuola per sottrarsi al confronto sociale. Paradossalmente, spesso colpisce ragazzi con alto funzionamento cognitivo e ottimi voti scolastici, che però non riescono a gestire l’ansia da prestazione e le relazioni interpersonali. Episodi di bullismo e cyberbullismo rappresentano ulteriori fattori scatenanti. Il fenomeno riguarda prevalentemente il genere maschile e può protrarsi per anni se non adeguatamente intercettato.

Estate critica e welfare comunitario

Il periodo estivo rappresenta una fase particolarmente delicata per le famiglie coinvolte. “L’estate è per tutti sinonimo di vita sociale e libertà. Per questi ragazzi e per le loro famiglie è ancora più difficile affrontarla”, sottolinea la responsabile del progetto. Molte famiglie rinunciano completamente agli spostamenti per non lasciare il figlio solo, coinvolgendo nel ritiro sociale l’intero nucleo familiare.

L’importanza dell’intervento precoce emerge chiaramente: agire entro i sei mesi dall’inizio del ritiro sociale risulta fondamentale per il successo del percorso riabilitativo. Solo attraverso un approccio vigile e coordinato è possibile garantire una presenza costante e contrastare efficacemente questo fenomeno in crescita.

 Orizzonte scuola

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