il punto fisso
di un’immagine
in movimento.
Avere
un obiettivo comune e lavorare come una squadra per realizzarlo. È questo, per
me, il cuore dell’associazionismo, che fa convergere al centro di uno scenario
caotico e multiforme gli stimoli più diversi, provenienti da persone, idee e
progetti. Il mondo in cui viviamo somiglia a un quadro in movimento, nel quale
il desiderio di contribuire alla tutela del Pianeta si rivela una forza capace
di congiungere i punti di fuga dell’immagine e riunire gli interessi della
collettività.
Individuare
una strada comune
La
nostra epoca si evolve nel segno di una complessità crescente, dove
trasformazioni improvvise si susseguono a ritmo serrato mettendo alla prova
individui, istituzioni e imprese. Le strategie si sviluppano su finestre
temporali ridotte e i programmi messi in campo per fronteggiare i cambiamenti
richiedono di essere costantemente aggiornati. In questo orizzonte dai contorni
sfuggenti, troppo spesso le prerogative individuali si sovrappongono ai bisogni
collettivi, rendendo difficile la costruzione di soluzioni utili al progresso
del Paese, delle associazioni e delle persone.
La
mancanza di un indirizzo comune può ostacolare il raggiungimento di obiettivi
che, invece, sarebbero importanti per il benessere delle comunità e del
territorio.
Esistono
però delle eccezioni: gruppi di persone che scelgono di mettere in secondo
piano la competizione e le singole ambizioni per contribuire a un futuro più
giusto, che faccia della sostenibilità un perno essenziale dello sviluppo.
La
mia esperienza mi ha insegnato che il confronto con gli altri porta sempre alla
creazione di valore: che sia tra i banchi di scuola, alle porte di un nuovo
percorso professionale, trovare un punto
di incontro conserva sempre la capacità di restituire una visione del mondo più
profonda.
Le
opinioni si mischiano tra loro come i tasselli che compongono i dettagli di
un’immagine, aggiungendo tridimensionalità agli obiettivi da raggiungere. La
reciprocità è in tal senso una condizione imprescindibile dell’associazionismo:
è solo attraverso la consapevolezza che dare e ricevere sono due lati della
stessa medaglia che possiamo collaborare per un mondo migliore, più giusto,
prospero, rispettoso delle risorse e delle persone.
Nel mondo associativo, l’unica direzione percorribile è quella della comunità. L’importanza di mantenere vivo il dialogo con le istituzioni e il rispetto reciproco rappresentano i pilastri su cui basare ogni decisione: è questo, infatti, un altro elemento fondamentale di questo tipo di aggregazioni.
Le
associazioni sono vitali per la società solo fino a quando il loro essere una
porzione circoscritta rappresenta un punto di partenza e non un arrivo.
Condividere un progetto comporta lo sforzo continuo nell’aprirsi agli altri, in
cerca di una prospettiva sempre nuova. L’assunto fondamentale è credere che le
diversità rappresentino la tessera di un mosaico composto da punti di vista ed
esperienze che arricchiscono il gruppo nel suo complesso. I traguardi non sono
vittorie personali, ma passi in avanti verso cambiamenti positivi, a beneficio
di tutti.
Riunire
i punti di vista
Creare
un impatto positivo sull’ambiente e sulle persone richiede più di una semplice
coesistenza. La vera sfida consiste nel dare vita a un gruppo capace di
muoversi agilmente in un panorama in continua trasformazione. Un compito che
spetta a ciascuno di noi e che ci spinge a sottolineare l’importanza
dell’associazionismo come una forma di aggregazione in grado di raggiungere il
proprio scopo primario: unire le prospettive, mettere a fattor comune le
differenze. Essere un punto di incontro tra gli infiniti dettagli di
un’immagine, che si riesce a individuare solo guardando tutti nella stessa
direzione.
*Università
degli Studi della Basilicata
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