sabato 17 novembre 2018

E IL FIGLIO DELL’UOMO CI VIENE A CERCARE - Domenica 18 novembre

Mc 13, 24-32 
Dal Vangelo secondo Marco
24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà,la luna non darà più la sua luce, 25le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.   26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.  28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina.   29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è Vicino, è alle porte.30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga.    31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

Commento di don Fabio Rosini, biblista

L’anno liturgico volge al termine e la liturgia ci regala una parte del capitolo 13 del Vangelo di Marco dove si spazia dal parlare della fine dei tempi alla profezia sulla distruzione di Gerusalemme del 70 dopo Cristo. Ma qual è l’argomento? La fine di tutto o “solo” di Gerusalemme? Le lingue ebraico-aramaiche tendono alla “polisemia”. Vuol dire che una sola parola ha sempre tanti sensi: “poli”, molteplice, “semia”, significato.
Come mai questa pedante spiegazione? Perché il testo di questa domenica non può essere letto senza tener conto di questa caratteristica della mentalità semitica, e se descrive qualcosa di storico, in realtà include anche qualcosa di meta-storico, la fine delle cose. E non solo – che è poi l’aspetto più importante.
Cosa dice della fine? Che è il tempo in cui il sole e la luna si oscurano e le stelle cadono dal firmamento. È il rovesciamento del quarto giorno della creazione, il crollo dell’ordine stabilito. Ma è in quel momento che il Figlio dell’uomo arriva, come una seconda creazione, ed è l’occasione in cui gli angeli vanno a radunare gli eletti.
La natura, che segnala i suoi cambiamenti di stagione, funge da paradigma: se per vedere che l’estate è vicina si guarda all’evoluzione dell’albero di fico, allora per capire che il Figlio dell’uomo sta arrivando bisogna guardare a quei segnali cosmici di sconvolgimento.
E poi c’è la più sibillina delle frasi: «Non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga»… e allora Gesù parlava solo a quelli che lo ascoltavano? Per chi è dunque questo discorso? Sia per la fine dei tempi che per la distruzione di Gerusalemme del 70 dopo Cristo, ma anche per quelli che lo ascoltavano. Infatti nella passione e morte di Cristo il sole si oscura e la creazione è sconvolta. E al terzo giorno il Figlio dell’uomo si mostra ai suoi risorto e inaugura una vita che non è secondo questo mondo, quella che il Battesimo offre.

CONVERSIONI AUTENTICHE.
Ma questo non è neanche solo per quella generazione: è anche per la nostra.
Perché succede proprio questo nella storia di ogni conversione autentica e nei salti di qualità della fede: le potenze celesti che non funzionano più sono i nostri punti di riferimento che crollano, quando il nostro pantheon personale ci delude e la luce in cui abbiamo confidato si rivela fasulla. Quello è il momento del Figlio dell’uomo.
Certe crisi personali sono molto più che benedette. Certe delusioni che abbattono le colonne della nostra esistenza sono una visita di Dio. Il giorno del Signore è quel momento in cui subiamo un azzeramento, e capiamo di vivere di stupidaggini. Una malattia lo fa, ti fa crollare il sole e le stelle. Un cambiamento repentino può relativizzare tutto. Allora il Figlio dell’uomo manda a cercare il nostro cuore, e setaccia i suoi eletti, cerca la verità che è in noi. E chi lo accoglie si scrolla di dosso tanta spazzatura.
In greco crisis vuol dire valutazione, discrimine, chiarimento, giudizio. Benedette le crisi. In esse il Figlio dell’uomo ci viene a cercare.






venerdì 16 novembre 2018

FEMMINE E MASCHI A SCUOLA,. CHI STA MEGLIO? - APPRENDIMENTO E DISAGIO NEGLI ALUNNI

Perché a scuola i maschi

 soffrono più 

delle femmine?

Certificazioni neuropsichiatriche, tasso di abbandoni, voti finali e carriera scolastica: molte cifre indicano che esiste una «questione maschile» non spiegata a sufficienza e che è necessario approfondire. Una realtà per molti versi opposta rispetto a quanto avviene nella vita, in economia o in politica

Succede a volte di non accorgersi di fenomeni sostanzialmente eclatanti: si formano progressivamente e pian piano diventano parte di un panorama comune a cui ci abituiamo. È indubbiamente quello che è accaduto negli ultimi decenni relativamente al disagio scolastico degli alunni maschi.
D evo dire che anche io non me ne ero mai accorto. Poi, mentre scrivevo il libro Non è colpa dei bambini contro gli eccessi di certificazioni neuropsichiatriche a scuola e non solo, mi imbattei in una dato dove appariva chiaramente che, nel contesto scolastico italiano, le certificazioni neuropsichiatriche che riguardavano bambini e ragazzi maschi erano in numero doppio rispetto a quelle delle bambine e ragazze femmine: nella scuola primaria quelle dei maschi erano il 68,1%, nella secondaria di primo grado il 64,3%.
Provai a cercare di capire se esistevano risposte sul piano neurologico, ma non ne ho trovate, se non alcune supposizioni, neanche tanto accreditate. I dati confermano le difficoltà scolastiche dei maschi. Tutto il percorso scolastico dei bambini e dei ragazzi esprime un disagio: i maschi abbandonano la scuola in una percentuale più alta delle femmine (5,1% contro 3,4% nella secondaria di secondo grado); i maschi si diplomano con una votazione più bassa; i maschi più raramente raggiungono il terzo livello di istruzione, al punto che ormai anche fra i laureati la prevalenza è decisamente femminile, anche in facoltà scientifiche come medicina.
Resiste il fortino maschile di ingegneria e informatica ma appare legato a stereotipi talmente banali che non penso durerà tantissimo. Di fatto le ragazze hanno una possibilità decisamente maggiore di percorrere la carriera scolastica in modo favorevole e positivo senza incorrere come i maschi in bocciature, debiti a settembre, dispersioni, ritiri, frequentazione di scuole non esattamente di primo ordine. Questa disuguaglianza influisce negativamente anche sulle femmine, perpetuando stereotipi di genere che si ritenevano superati. Le bambine devono 'fare le brave' anche a scuola: stare tranquille, silenziose, comportarsi bene, non litigare, dedicarsi ad apprendere. È tutto quello che ci si aspetta da loro, anche per il futuro. E quelle che non si adeguano alle aspettative probabilmente hanno qualche disturbo.
Nel 2014 sulla rivista Conflitti realizzammo un’inchiesta sul tema della femminilizzazione del personale scolastico in Italia. Un dato che dall’Europa è segnalato come particolarmente alto (Grafico 5), senz’altro superiore alla media europea che già di per sé è in crescita. Queste tendenze tendono a coincidere con il disagio scolastico maschile che si è presentato in termini statisticamente significativi soprattutto negli ultimi 30 anni, quando la femminilizzazione del comparto professionale della scuola è diventata estremamente pervasiva. Perché oggi un’insegnante donna dovrebbe avere un occhio pregiudiziale nei confronti dei suoi alunni maschi? L a faccenda non è semplicissima, posso fare solo delle ipotesi perché non esistono ricerche specifiche sulla questione, e il dato sulla femminilizzazione della scuola italiana è l’unica correlazione che personalmente sono riuscito a trovare.
Un’ipotesi, ma tutta da verificare, potrebbe essere che l’insegnante donna finisca per riversare nell’attività scolastica il riflesso di rapporti non ottimali con le figure maschili nella propria infanzia e adolescenza, scaturenti a volte da figure paterne che assumevano ruoli oppressivi o erano assenti, altre da coetanei con comportamenti scorretti. Smaltire secoli e secoli di vessazioni è problematico. E così nello spazio spesso chiuso e un po’ claustrofobico della classe, dentro i confini di una valutazione ancora piuttosto arbitraria e discrezionale, la tentazione inconscia di risolvere i conflitti con i fantasmi oppressivi della propria infanzia e adolescenza attraverso la proiezione sui maschi di un risarcimento che viceversa non può essere reclamato, può essere messa inconsapevolmente in atto. I potesi, appunto, niente di definito ma su quali siano le cause per cui la scuola sta diventando progressivamente inospitale per i maschi, occorre al più presto aprire una finestra di riflessione. Si tratta di una questione decisamente importante che rischia di restare soffocata dalla legittima recriminazione femminile sulla marginale presenza delle donne nei ruoli chiave della società. Sono qui in gioco i bisogni educativi di una generazione. Il problema esiste e solo una scuola davvero di qualità, potrà farvi fronte.
*Pedagogista, ha appena pubblicato 'Cambiare la scuola si può' (Bur-Rizzoli),
Fonte: Avvenire



giovedì 15 novembre 2018

AIMC - SEMINARIO NAZIONALE "IN RICORDO DI CARLO CARRETTO"

SEMINARIO NAZIONALE

Memoria e futuro
In ricordo di Carlo Carretto


Foligno (PG), 24-25 novembre 2018

Sabato 24 novembre 2018

12.00     Arrivo a Villa La Quiete

13.00   Pranzo

14.30   Partenza per Spello: Eremo di San Girolamo e visita alla tomba di Carlo Carretto
              
            Visita Chiesa di Spello e opere di Norberto

Assisi: Chiesa di San Francesco e tomba
               
19.30     Rientro in albergo e cena

21.00   Anteprima proiezione cortometraggio dal titolo “Cercatore di Dio


Domenica 25 novembre 2018

 8.30     Inizio dei lavori presso l’Abbazia di Sassovivo
            Saluti
Gianna Spitelli -  presidente regionale Umbria
Viola Battistini – presidente provinciale Perugia
S.E. mons. Gualtiero Sigismondi

Interventi:
Giuseppe Desideri – presidente nazionale Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC)
Padre Gian Carlo Sibilia - fondatore e Priore emerito e Piccoli Fratelli “Jesus Caritas
Fratel Paolo Maria Barducci - Priore Piccoli Fratelli “Jesus Caritas
Luca Radi – Associazione pro-Foligno

11.00     Celebrazione eucaristica presieduta da Padre Gian Carlo Sibilia

13.00   Termine dei lavori - Pranzo

Notizie logistiche 

ü Sede del Seminario: Villa La Quiete, via Uppello, 15 - Foligno.


ü Per chi arriva:
·        in automobile o pullman: dall’autostrada Adriatica uscire a Civitanova Marche – Macerata e prendere la direzione per Foligno. Per chi proviene dal sud uscire ad Orte e proseguire per Terni-Spoleto-Foligno. Per chi proviene dal nord seguire le indicazioni per Perugia e proseguire per Assisi-Foligno.
·     in treno: dalla stazione Termini prendere la linea per Ancora e scendere a Foligno.
                  
ü  Quote di partecipazione
L’ospitalità è prevista dal pranzo di sabato 24 al pranzo di domenica 25 novembre in:
camera doppia 150.00 a persona;
camera singola € 170,00
pasti extra € 20,00
I bambini fino a 4 anni non compiuti gratis; dai 4 ai 12 anni usufruiscono di uno sconto del 30%.
Per i pendolari è prevista una quota pari a € 50.00.
Pasti extra: da prenotare alla segreteria del Seminario al momento della registrazione.
La scheda di prenotazione va inviata al Centro nazionale AIMC tramite mail (aimc@aimc.it) o fax (0639375903) entro e non oltre lunedì 5 novembre 2018*
Per ottimizzare l’organizzazione è necessario che anche i pendolari inviino la scheda di prenotazione sottostante, compilata adeguatamente in ogni sua parte.
Si precisa che l’iniziativa rientra nelle attività di formazione, per cui si può usufruire del permesso previsto dal CCNL. Inoltre, si può utilizzare il bonus della Carta del Docente solo per la quota di € 50.00; in tal caso è necessario allegarlo alla scheda di prenotazione del Seminario.

* Le camere singole saranno assegnate nello stretto ordine di arrivo delle schede fino ad esaurimento.

ADESIONI - con sollecitudine - a: AIMC - tf. 06 634651  - aimc@aimc.it  

Per il pagamento della quota di partecipazione, utilizzare l’IBAN: IT68Q 03359 01600 10000 0011 249 presso Banca Prossima, indicando la causale Memoria e futuro. In ricordo di Carlo Carretto”.
La ricevuta e il voucher unitamente alla scheda di prenotazione, dovranno essere inviate via fax (06 39375903) o via mail (aimc@aimc.it) 

mercoledì 14 novembre 2018

LE PERIFERIE, FONTE DI RIGENERAZIONE E DI FUTURO. IL CONSIGLIO DELL'UMEC-WUCT

Dal 9 all’11 novembre si è riunito in Roma il Consiglio dell’Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC-WUCT).
L’UMEC-WUCT, fondata nel 1951, è un’organizzazione cattolica internazionale, riconosciuta dalla Santa Sede. E’ membro della OIC (Organisations Internationales Catholiques). Come ONG, ha uno status consultivo presso Consiglio d'Europa, Ecosoc, Unesco e Unicef. Interagisce con varie istituzioni, tra le quali l’OIEC (Organizzazione Internazionale Scuole Cattoliche), con CIEC (Confederación Interamericana de Educación Católica),  con la Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes, con il BICE (Bureau International Catholique  de l’Enfance. Vi aderiscono università,  scuole e insegnanti che intendono operare nelle istituzioni e nella società alla luce degli insegnamenti del Vangelo e del Magistero.
Il Consiglio è un evento annuale  in cui si valuta e si riprogetta il cammino dell’Unione, ma anche si discute su tematiche educative e sociali attuali.
Vi hanno partecipato rappresentanti dell’Argentina, del Belgio, del Burundi, della Repubblica del Congo, della Repubblica Democratica del Congo, delle Filippine,  della Germania, dell’Italia, dell’Olanda, del Regno Unito, della Romania e dell’Ungheria.
E’ stato presieduto  ed animato dal Presidente, Guy Bourdeahud’hui, e dall’Assistente Ecclesiastico, Monsignor Vincent Dollmann (Arcivescovo di Cambrai).
L’Assistente Ecclesiastico ha dato avvio ai lavori invitando alla preghiera e sollecitando la riflessione sulla testimonianza dell’educatore cristiano in qualsiasi ambiente ove egli opera.
Il Presidente, nel dare il benvenuto, ha ringraziato i partecipanti e ha evidenziato il cammino fatto dall’Unione in questi ultimi anni, un cammino che ha visto l’ingresso di nuove istituzioni e nazioni e di giovani energie. Ciò, ha detto, è premessa di un migliore servizio agli insegnanti cattolici e alle scuole.

Il tema di quest’anno ha fatto riferimento all’invito  di Papa Francesco: “Educare nelle periferie del mondo. Le sfide e le buone pratiche”.
Il Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana, p. Mario Llanos, ha dato come titolo alla sua relazione (ricca di riflessioni sociali e pedagogiche e di proposte): “EDUCARE NELLE-DALLE-VERSO LE PERIFERIE”. E’ stato un intervento magistrale, ricco di riflessioni sociali e pedagogiche e di proposte concrete, un invito ad amare le periferie perché esse sono fonte di rigenerazione e di futuro. Infatti, così ha concluso il suo discorso: “Alla base di una nuova prospettiva educativa in questi ambiti c’è la convinzione che scopre la grandezza dell’amore per le periferie e la considerazione delle medesime come fonte di futuro. Le periferie contengono la realtà concreta dei problemi (disoccupazione, alla criminalità, alla lontananza delle istituzioni …) che in altri ambiti si discutono in forma astratta.  Dovremo sempre ricordare in base alla coscienza acquisita andando con lo studio alla comprensione della periferia, quali siano i sentimenti e il vissuto dei giovani di periferia per poter determinare interventi educativi efficaci”.
Sono seguiti gli interventi di professori provenienti da vari continenti. Essi hanno illustrato le sfide e le buone pratiche delle realtà in cui operano: Mary Lappin dell’Università di Glasgow; Adrian Podar del Liceo greco-cattolico di Oradea; Emmanuel Banywesize dell’Università di Lubumbashi - Congo; Clarita Carillo dell’Università di Manila; José M. Del Corral, di Buenos Aires, presidente di Scholas Occurrentes.
Il dibattito è stato arricchito da vari interventi: p. Alberto Kabuge, provinciale dei Salesiani del Congo; Hector Rigaldo dell’Argentina, Justine Ndayisaba del Burundi, Belen Tangco delle Filippine, Gertrud Rieger della Germania, Elizabeth Boddens dell’Olanda, John Nish del Regno Unito e Peter Bodo dell’Ungheria.
L’annuale rapporto dell’Unione è stato presentato dal Segretario Generale, Giovanni Perrone, che nell’illustrare la vita dell’Unione, ha messo in evidenza le caratteristiche dell’Unione : “I pilastri dell’UMEC-WUCT  sono i valori, le competenze, le relazioni, la solidarietà umana e professionale, al servizio dell’integrale formazione di ogni persona e delle istituzioni”. A proposito degli interventi di solidarietà, il segretario ha elencato le iniziative di sostegno a favore di progetti educativi realizzati in ambienti di periferia di Argentina, Congo, Filippine, Romania, Sud Sudan, Ungheria e Tanzania. Tale sostegno è stato possibile grazie al contributo della Papal Foundation e di alcune istituzioni facenti parte dell’UMEC-WUCT.
Il prof. John Lydon, tesoriere dell’UMEC-WUCT ha presentato il bilancio consuntivo e quello preventivo.
Il Consiglio ha approvato alcune modifiche allo Statuto (che sarà inviato al Pontificio Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita per la definitiva approvazione).
Nel corso dei lavori è intervenuto Sua Eminenza il Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Cardinale Giuseppe Versaldi. Egli ha espresso apprezzamento per l’opera dell’UMEC-WUCT, ha illustrato l’opera della Congregazione e si è amichevolmente intrattenuto coi partecipanti al Consiglio.
Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di saluto e di augurio.
Al termine dei lavori, i consiglieri si sono recati in Piazza san Pietro per partecipare alla recita dell’Angelus del Sommo Pontefice. Hanno accolto con viva gratitudine il saluto che ha loro rivolto Papa Francesco.



S. Em. il Cardinale Versaldi e i partecipanti al Consiglio UMEC-WUCT 
    






martedì 13 novembre 2018

Roma, 13 dicembre - : SEMINARIO MIGRANTI, RIFUGIATI, MOBILITA' UMANA - Cause, risposte, opportunità


Seminario Migranti, Rifugiati e Mobilità Umana: cause, risposte e opportunità

Le migrazioni, forzate e volontarie, definiranno –infatti lo stanno facendo- il secolo XXI. Il dibattito intorno al arrivo massiccio di rifugiati e migranti è stato presentato per i politici e i mezzi di comunicazione mediante una visione semplicistica delle cause dello spostamento ed un messaggio negativo nel quale prevalgono la paura e le soluzioni poliziesche. Risulta imprescindibile cambiare i termini di questo dibattito ed interpellare ai cittadini del mondo intero, da cominciare per i giovani, per mantenere una conversazione basata sui dati, non sui titolari dei giornali, e incentrata nei nostri principii e non soltanto nei nostri timori. Per poter trasformare questa realtà ci sono due elementi indispensabili: l’informazione precisa sul mondo che ci circonda, e la comprensione del fatto che ci sono canali per trasformarlo in un posto migliore dove i popoli possano vivere senza necessità di fuggire.
Obiettivi del Seminario
Il seminario ne ha due obiettivi: da una parte, analizzare perché milioni di esseri umani decidono intraprendere un cammino così difficile come quello delle migrazioni oppure sono costretti a cercare rifugio nei paesi stranieri; dall’altra, offrire alla società non soltanto una visione negativa della realtà globale bensì delle iniziative le cui consecuzione permetterebbe fare delle migrazioni un’opzione e non una necessità. La formazione include, inoltre, un asse trasversale il cui obiettivo è quello di correggere la disinformazione riguardo gli spostamenti massicci e procurare il cambio necessario nel nostro modo di pensare e di nominare ciò che si sta vivendo nelle frontiere della metà del mondo.
Assi principali. Problematica e soluzioni
Differenza tra Rifugiati e Migranti
Distinzioni legali tra le due categorie e le cause di spostamento in tutte e due i casi.
Come possiamo aiutare per migliorare le condizioni di vita nei paesi d'origine:
Risulta importante spiegare come ogni governo e ogni cittadino può associarsi alle iniziative di lotta contro il cambio climatico, migliorare le condizioni sociali dei paesi vulnerabili ed afrontare il problema della disuguaglianza.
Assi trasversali
Smontare i miti, fissati tanto nel linguaggio quanto nella percezione, riguardo la realtà migratoria.
1. Dalla crisi dei rifugiati alla realtà delle migrazioni:
La parola crisi riferisce qualcosa di transitorio e bisognoso di una risposta definitiva. A dire il vero, l’arrivo massiccio di rifugiati si iscrive nella realtà maggiore del movimento di milioni di persone che cercano una vita migliore. Quei milioni di spostamenti (l’immensa maggioranza dei quali succedono fuori Europa) possono diventare in una crisi quando provengono dai drammi umanitari oppure quei drammi risultano dalla mancanza di accoglienza; ma in principio sono un episodio di qualcosa consustanziale al essere umano e la sua storia: la ricerca di posti dove vivere dignitosamente.
2. Da ‘La soluzione è alzare i muri’ a ‘La soluzione è offrire canali legali agli immigrati e rispettare la legge con i domandanti di asilo’:
Durante decenni, le politiche repressive di molti Stati, anziché dissuadere le persone che si spostano, hanno stimolato la creazione d organizzazioni di tipo mafioso; cioè, hanno peggiorato la crisi umanitaria.
3. Da ‘La soluzione é inviare aiuto per lo sviluppo ai paesi d’origine affinché la gente non voglia spostarsi’ a ‘L’aiuto allo sviluppo come un imperativo morale, e la libertà delle persone per scegliere dove vogliono vivere e lavorare come un principio basilare della esperienza umana’.
Di fronte ai politici che continuano a dare un ricettario semplicistico e falso per evitare che la gente voglia abbandonare suoi paesi, proponiamo di guardare ancora le migrazioni come un diritto e il maggiore scatenante di prosperità individuale e collettiva conosciuta.
Programma del Seminario
Cause degli spostamenti di rifugiati e migranti. Analisi dei fattori che spingono a individui e famiglie ad abbandonare il loro paese d’origine forzata o volontariamente e delle politiche che diversi paesi hanno stabilito per rispondere al arrivo di rifugiati ai loro confine.
Strumenti proposte per migliorare la vita delle persone nei paesi d’origine e per integrare migranti e rifugiati nei paesi d’accoglienza: Analisi delle iniziative internazionali per mitigare le cause dello spostamento, dell’evoluzione economica nei paesi d’origine  e del impatto positivo della migrazione nei paesi riceventi, come elementi di speranza e quadri di lavoro.
Conferenziere: Dott. Gonzalo Sánchez-Terán
 Orari:
8:45- 9:00     Accreditamento
9:00- 9:30     Cerimonia di apertura
10:00-13.00  Dott. Gonzalo Sanchez Terán
        Crisi globale dello spostamento forzoso: 65 milioni di persone costrette a lasciare la sua terra
        Cambio Climatico: Effetti del cambio climatico sulle popolazioni rurali nel mondo
        Accordo di Parigi (2015)
        Conflitti: Violenza e democrazia in Africa, Oriente Medio e America Latina.
        Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (2015)
        Disuguaglianza e migrazioni: La differenza di opportunità ldi lavoro e salariale come impulso alle migrazioni
        Benefici della immigrazione per i paesi riceventi
       
 Attività libera e gratuita - Ogni partecipante riceverà un certificato di partecipazione



sabato 3 novembre 2018

EDUCAZIONE FINANZIARIA. IL PROGETTO: IL RISPARMIO CHE FA SCUOLA

Educazione finanziaria, arriva in classe il progetto "Il risparmio che fa Scuola"

Oltre un milione di studenti coinvolti nell'iniziativa promossa da Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti con la collaborazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
In occasione della 94° Giornata Mondiale del Risparmio arriva in classe “Il Risparmio che fa scuola”, il progetto di promozione della cultura e dei valori del risparmio promosso da Cassa depositi e prestiti (CDP) e Poste Italiane, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
L’iniziativa - presentata il 31 ottobree al MIUR dal Ministro Marco Bussetti, dall’Amministratore Delegato di CDP Fabrizio Palermo e dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante - vedrà la partecipazione di oltre un milione di studenti di età compresa fra i 6 e i 18 anni e di 20 mila scuole nell’arco di quattro anni. Al termine della presentazione del progetto, il Ministro Marco Bussetti, l’AD di CDP Fabrizio Palermo e l’AD di Poste Italiane Matteo Del Fante hanno firmato il Protocollo d’Intesa “Promozione della cultura e dei valori del risparmio nella formazione scolastica”.
“Promuovere l’educazione finanziaria già a partire dalle nostre scuole vuol dire costruire forme di cittadinanza attiva e consapevole - ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti -.  Attraverso le iniziative che presentiamo oggi spiegheremo ai giovani il valore del risparmio e i benefici di una corretta gestione finanziaria. Ogni scuola potrà portare avanti in autonomia e in collaborazione con il territorio di riferimento attività didattiche e informative”.
“La missione di Cassa depositi e prestiti è di tutelare e valorizzare il risparmio delle famiglie impiegandolo in progetti per lo sviluppo economico, sociale e territoriale del Paese. È un’iniziativa importante che consente di rafforzare e trasmettere il valore e la cultura del risparmio anche alle generazioni di domani”, ha affermato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cassa depositi e prestiti.
“La propensione al risparmio è da sempre un punto di forza del nostro Paese, ma il mondo cambia rapidamente ed è importante che ognuno sia in grado di fare scelte informate e consapevoli in uno scenario sempre più complesso - ha osservato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante - proprio per questo siamo convinti che l’educazione finanziaria debba iniziare dai banchi di scuola”.
“Il Risparmio che fa scuola” offre agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I e II grado la possibilità di familiarizzare in maniera semplice e divertente con i concetti ed i principi alla base di ogni strategia di investimento e gestione del patrimonio, attraverso attività che vanno da quelle ludiche dedicate ai più piccoli, fino a veri e propri corsi per i più grandi, grazie anche ad un portale online dedicato.
L’obiettivo è promuovere la cultura del risparmio, inteso nell’ottica più ampia di un’economia sostenibile e di un uso consapevole delle risorse energetiche e ambientali, temi che accompagneranno i percorsi didattici come elementi fondamentali per lo sviluppo e la crescita del Paese e per la cultura e la formazione di ogni cittadino.
Il progetto prevede la partecipazione degli insegnanti che possono a loro volta seguire in modalità e-learning un corso di formazione gratuito sul risparmio.
Nel corso dell’iniziativa presentata si è fatto riferimento anche alla possibilità di un coordinamento futuro con il Comitato per la programmazione e il coordinamento dell'Educazione finanziaria, che ha scelto la Giornata Mondiale del Risparmio per la conclusione della prima edizione del Mese dell’educazione finanziaria. 
Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il portale internet

Il link al video della conferenza stampa: