Roma, arte e lezioni
sui media a scuola
per prevenire
la discriminazione di genere
Una fondazione nazionale,
Mus-e, e una realtà capitolina, Fondazione Media Literacy, insieme per
insegnare a 130 adolescenti il rispetto e l'inclusione. Al via "Voci
libere", una buona pratica contro la povertà educativa, finanziata da Roma
Capitale
Far riflettere a scuola
sulla parità di genere si può fare in molti modi ed è già positivo che si
faccia. Spesso, se lo si fa, si ricorre al più classico dei modi ossia
l’educazione frontale: l’insegnante affronta il tema, ne parla, spiega,
interagisce con la classe.
Grazie alla filantropia,
si vanno facendo strada anche altre modalità.
Ne arriva, in questi
giorni, una testimonianza da Roma, nel XIII Municipio, che sta nel quadrante
ovest del Urbe, dai quartieri Aurelio e Boccea a uscire, verso la costa. Lo
stesso municipio ha selezionato infatti un progetto di Fondazione Media
Literacy con Fondazione Mus-e Italia, Voci libere, che
coinvolgerà sette classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Maria
Capozzi di Roma, per un totale di oltre 130 studenti e studentesse,
insieme a 12 docenti e 130 famiglie, «con l’obiettivo», spiegano le due
fondazioni, «di promuovere relazioni consapevoli, inclusive e
rispettose e di prevenire stereotipi, discriminazioni e dinamiche
di violenza fin dalla prima adolescenza». E Voci libere è
pronto a partire.
Dalla danza allo
storytelling per carpire le differenze
Succederà che, attraverso
teatro, danza, storytelling, riscrittura delle fiabe e percorsi dedicati alle
biografie femminili, i laboratori artistici, condotti in classe dalle artiste
professioniste di Mus-e, offriranno a ragazzi e ragazze uno spazio di espressione,
confronto e riflessione sui temi dell’identità, delle emozioni, delle relazioni
e della parità di genere.
A questi si affiancherà
un percorso di educazione ai media, curato da Fondazione Media
Literacy, che porterà studenti e studentesse a sviluppare uno sguardo critico
sui modelli culturali e comunicativi e a sperimentare direttamente strumenti di
narrazione contemporanea.
«Sensibilizzare e
coinvolgere i giovanissimi sulle tematiche di parità di genere e contrasto alla
violenza sulle donne attraverso linguaggi artistici, espressivi e creativi», è
infatti l’obiettivo del progetto educativo, avviato dall’associazione temporanea
di scopo Mediamuse, costituita appunto da Fondazione Media Literacy con Fondazione Mus-e Italia e
finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Scuola, lavoro e formazione
professionale, nell’ambito dell’avviso pubblico “per la promozione
dell’educazione alla parità tra i generi e la prevenzione e il contrasto della
violenza e delle discriminazioni di genere” nelle scuole secondarie di
primo grado del territorio.
«Elemento distintivo del
progetto», spiegano le due fondazioni, «sarà infatti la realizzazione
di podcast originali, ideati e prodotti con il supporto di giornalisti ed
educatori. I podcast diventeranno uno strumento di restituzione e
disseminazione del percorso, dando voce ai ragazzi e alle ragazze e
contribuendo a diffondere una cultura del rispetto e dell’inclusione anche
oltre il contesto scolastico».
A mettersi insieme sono
infatti l’esperienza di Fondazione Media Literacy, attiva nella
Capitale «nel campo dell’educazione ai media e al loro uso consapevole» e
quella di Fondazione Mus-e Italia «per il contrasto della povertà educativa
attraverso il linguaggio universale dell’arte».
Voci Libere, assicurano
gli organizzatori, si caratterizzerà «per un approccio
educativo innovativo, incentrato su metodologie didattiche non convenzionali,
che coinvolgono attivamente studenti e studentesse nel processo di
apprendimento e li rendono protagonisti del percorso di sensibilizzazione».
Creatività ed educazione
al linguaggio
Lo sottolinea Lidia
Gattina, giornalista, segretaria generale di Fondazione Media Literacy: «L’educazione
al linguaggio e ai media è uno strumento fondamentale per contrastare
stereotipi e discriminazioni fin dalla giovane età. La nostra
esperienza, maturata negli anni nell’ambito dell’inclusione e della parità di
genere, ci insegna che sviluppare consapevolezza critica significa anche
promuovere una cultura inclusiva, capace di riconoscere e rispettare le
differenze».
Le fa eco Laura
Avagnina, coordinatrice di Fondazione Mus-e Italia a Roma: «I
linguaggi artistici», spiega, «rappresentano uno strumento educativo
privilegiato per favorire lo sviluppo di competenze fondamentali come empatia,
resilienza, creatività, libera espressione, autostima e rispetto reciproco.
Attraverso Voci Libere, le artiste di Mus-e accompagnano ragazze e ragazzi in
un percorso che li valorizza nella loro unicità, al di là di ogni forma di
discriminazione o pregiudizio, compreso quello di genere, incoraggiando l’espressione
artistica come spazio libero da stereotipi e barriere culturali, capace di
promuovere relazioni più consapevoli, inclusive e rispettose»
La scuola: «Insegnare il
rispetto di genere»
Soddisfatta anche la
scuola: «L’Istituto», conferma Carla Felli, dirigente
scolastica dell’I.c Capozzi, «ha colto immediatamente l’opportunità
preziosa e destinato il progetto Voci Libere alle classi
seconde della scuola secondaria di primo grado perché le alunne e gli alunni di
12/13 anni in fase di preadolescenza sono proprio nel giusto momento evolutivo
per avere una formazione trasversale significativa sul rispetto di genere». Aggiunge, la
dirigente, che «la società, il mondo che abitano deve essere decodificato per
loro nei significati profondi ed è la scuola che deve fornire gli strumenti
adeguati anche e soprattutto attraverso i linguaggi artistici del fare e non
solo del sapere, proprio per arrivare ad un’interiorizzazione profonda dei
principi di rispetto e inclusione».
Docenti e famiglia nel
progetto
Il progetto, sottolineano
gli organizzatori, «attribuisce un ruolo centrale anche al coinvolgimento
del personale docente e delle famiglie, considerate parte integrante della
comunità educante, attraverso momenti di formazione, informazione e
restituzione condivisa territoriale, per presentare gli esiti del progetto e i
contenuti realizzati dagli studenti».
l percorso si concluderà ad
aprile, con un evento pubblico finale, aperto alla comunità
scolastica e alla cittadinanza.
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