La Conferenza
episcopale italiana invia un messaggio alle famiglie in vista dell'anno
scolastico 2026/2027: scegliendo di frequentare questa disciplina si ottiene
una "bussola per orientarsi nel mare agitato della vita"
Vatican
News
I
legami e la cultura
Come
ricordava papa Leone XIV ai giovani riuniti nella spianata di Tor Vergata
nell’agosto scorso, «la nostra vita inizia grazie a un legame ed è attraverso
legami che noi cresciamo. In questo processo, la cultura svolge un ruolo
fondamentale». L’Irc, si legge nel messaggio della Cei, «rappresenta proprio
questo: un laboratorio di cultura e di umanità dove si impara a decifrare il
codice culturale che ha plasmato la nostra storia e a sviluppare uno sguardo
critico e costruttivo, prendendo sul serio quel desiderio infinito di pienezza
che grida nel cuore umano». L’Irc offre uno spazio per riscoprire l’integralità
dell’essere umano, che — come indicato dal Papa — «non è un sistema di
algoritmi: è creatura, relazione, mistero».
Un'educazione
che include
Finalità
dell’Irc, secondo la Cei, «è sviluppare quella intelligenza spirituale che
permette di muoversi con rispetto e saggezza nel panorama contemporaneo, anche
nell’incontro con le diverse tradizioni religiose, imparando a riconoscere i
valori comuni e a dialogare costruttivamente con tutti». L’Irc offre «una
bussola per orientarsi nel mare agitato della vita» e cogliendo questa
opportunità si può «favorire un’educazione che include, che interroga, che apre
al bene comune e alla libertà. Dove ogni volto, ogni storia e ogni ricerca
trovano posto».
con preghiera di diffusione: famiglie e studenti

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