martedì 6 gennaio 2026

I COMPITI DI REALTA'

 


Bravi, bravissimi gli insegnanti che invece di accanirsi sugli esercizi” scelgono mostre e avventure.

 L’elogio del pedagogista ai “compiti di realtà”

di Giuseppina Bonadies

 

Daniele Novara critica duramente la didattica basata sulla “risposta esatta”, definendola un quiz arcaico, ed elogia gli insegnanti che assegnano compiti di realtà come mostre e avventure. Il pedagogista invita a sfruttare le vacanze per un apprendimento concreto e operativo, trasformando la città in un luogo di “outdoor education” fondamentale per la crescita.

“Cosa ce ne facciamo delle risposte esatte?”. È una domanda provocatoria quella che Daniele Novara rivolge al mondo dell’istruzione, spostando l’attenzione dalla performance nozionistica alla concretezza dell’esperienza educativa.

In un intervento video diffuso sui canali social, il pedagogista traccia una linea netta tra l’assegnazione di compiti ripetitivi e quelli che vengono definiti “compiti di realtà“, lodando apertamente i docenti che scelgono la seconda strada.

Oltre la logica del quiz

Il punto di partenza dell’analisi è la natura stessa dell’apprendimento, che secondo il direttore del CPP non può essere ridotto a una serie di caselle da sbarrare. “Imparare è un laboratorio, non è una risposta esatta“, afferma Novara, criticando un modello che coinvolge spesso anche i genitori. “La scuola non è un quiz e neanche la famiglia è il posto dove si impara a partecipare al quiz scolastico”.

Per il pedagogista, queste dinamiche rappresentano “forme archaiche, passate” che non hanno più senso di esistere nel contesto attuale. La necessità è quella di recuperare una dimensione tangibile dello studio: “Bisogna, viceversa, ci sia la consapevolezza di come l’apprendimento sia concreto, operativo, fatto di incontri, di esperienze“.

Le vacanze come spazio per il nuovo

Questa visione operativa diventa cruciale specialmente durante i periodi di distacco dalle lezioni frontali. I lunghi periodi di vacanza, compresi quelli estivi, non devono essere visti come un vuoto da riempire con la replica di quanto fatto a scuola, ma come “una grande possibilità “. È il momento in cui bambini e ragazzi possono “vivere qualcosa di nuovo, ma sempre legato al loro bisogno di imparare, di crescere, di diventare grandi “.

L’elogio ai docenti innovatori

Il fulcro del messaggio è il riconoscimento del lavoro svolto da quegli insegnanti che interpretano il tempo extrascolastico come un’occasione di arricchimento culturale e non di addestramento.

Novara si rivolge direttamente a loro: “E quindi, diciamolo senza mezzi termini, bravi, bravissimi gli insegnanti che invece di accanirsi sugli esercizi già fatti in classe, danno indicazioni per andare a visitare una mostra, comprare un libro, vivere un’avventura, vivere un’esperienza “.

Le indicazioni didattiche virtuose, secondo questa prospettiva, includono l’utilizzo del territorio circostante, invitando a “usare la città come un’outdoor education ricco di possibilità “.

È attraverso queste scelte pedagogiche che l’istituzione scolastica riesce a non perdere la sua centralità educativa. “Grazie a questi insegnanti “, conclude Novara, “la scuola mantiene un luogo privilegiato e prioritario di crescita per le nuove generazioni “.

Orizzonte Scuola

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