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mercoledì 2 settembre 2026

LA CURA DEL CREATO

 


La cura del Creato 

è una questione

 teologica


La Commissione Teologica internazionale pubblica il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune” che invita a una “risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. La questione ecologica è una questione teologica: il modo in cui ci si prende cura del Creato rivela e struttura il rapporto con Dio. Il deterioramento dell’ambiente è allarmante, occorre azione urgente per la sostenibilità del pianeta. Nessuno è una monade, tutto è connesso: "Ascoltare il grido della Terra e dei poveri"

Isabella Piro – Città del Vaticano

Come rispondere, in ottica cristiana, alla “crisi ecologica e sociale”, “miope e suicida” in cui è caduta l’umanità? È la domanda posta alla base del nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI), intitolato “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. Pubblicato oggi, mercoledì 2 settembre, con l’autorizzazione di Leone XIV, il testo è frutto di riflessioni svoltesi tra il 2022 e il 2025. L’assunto iniziale è la “triplice mutazione” che ha portato, negli anni, a perdere la spontanea percezione della natura come creazione di Dio; all’affermarsi di una visione sempre più antropocentrica e predatrice nel rapporto tra uomo e Creato; e al dilagare di una crisi planetaria.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

Tutto è connesso

Il documento è suddiviso in tre capitoli: nel primo – “La Casa comune, opera del Dio trinitario” – si rimarca “l’impronta non solo divina, ma anche trinitaria” presente nel Creato, illustrata attraverso l’insegnamento di quattro Santi Dottori della Chiesa: Agostino di Ippona, Ildegarda di Bingen, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino. Tale impronta trinitaria ha i tratti della sacramentalità – cioè è segno di “una realtà sacra e nascosta” che trova la sua “massima elevazione” nell’Eucaristia – e dell’interrelazione, poiché l’essere umano risponde alla sua vocazione dispiegando correttamente le relazioni con Dio, con gli altri e con il Creato. Ciò significa, evidenzia la CTI, praticare “la gratuità filiale nei confronti di Dio”; “la solidarietà e la misericordia verso il prossimo”; e “la cura della Casa comune”. È una questione di equilibrio: “Niente e nessuno è una monade – si legge nel documento – Tutto è interrelazionato” per formare “un’unica comunità di vita”.

 Don Piero Coda: l'urgenza della crisi ecologica interpella l'umanità

Un commento del segretario generale della Commissione Teologica Internazionale al nuovo documento pubblicato "Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e ...

L’origine dell’universo secondo scienza e fede

Il primo capitolo sviluppa inoltre il dialogo con alcune visioni scientifiche e filosofiche del cosmo (ad esempio immanentismo, panteismo, soprannaturalismo), illustrando come la fede nel Dio creatore offra qualcosa che la scienza non riesce a dare, pur indagando “legittimamente” le prime fasi dell’universo. Se infatti la cosmologia riflette su come è nato il mondo, la fede ne spiega il perché: Dio dà origine metafisica, non semplicemente fisica, all’universo, e chiama liberamente all’esistenza ciò che di per sé non esisterebbe.  

Il principio sabbatico

Il secondo capitolo – “L’essere umano nella Casa comune” - si apre con una riflessione sull’uomo creato a “immagine e somiglianza di Dio”, il che offre lo spunto per ribadire che le differenze – di etnia, genere, cultura, status sociale o economico – non implicano in alcun modo una gradazione gerarchica. Il loro utilizzo per discriminare o sottomettere l’altro si allontana dal disegno di Dio. Il documento rimarca poi l’importanza del “principio sabbatico” il quale, un giorno a settimana, consente alla Terra di riposarsi nel rispetto dei ritmi originari, e all’umanità di rendere grazie al Signore con la preghiera. Tale principio insegna anche ad “avere uno sguardo disinteressato, liberato dall’appetito di possedere, dominare o aggredire”.

Il Papa: il tempo del Creato ci chiama a conversione, non è ancora troppo tardi

Il Pontefice presiede, nel pomeriggio di oggi, 1 settembre, nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo, la Messa per la Custodia della Creazione ed ...

Appello alla conversione ecologica

La CTI riassume, quindi, alcuni dati “molto allarmanti sul deterioramento ecologico”: il dissolversi della diversità biologica la quale “non è un lusso esotico”, bensì “un fattore chiave” per la sicurezza alimentare; l’inquinamento atmosferico; il peggioramento della qualità dell’acqua; la guerra che accelera “brutalmente” la distruzione dell’ambiente; le ricadute “gravissime” di tutto questo sui più poveri, sfruttati nelle loro risorse naturali e costretti alla migrazione. Di qui il forte appello lanciato dalla Commissione: di fronte a una crisi ecologica “senza precedenti”, occorrono non solo soluzioni scientifiche e tecniche – come ad esempio cambiamenti sostanziali nei sistemi di produzione, consumo, trasporto e utilizzo dell’energia – ma anche e soprattutto “un cambiamento dei valori culturali”, una vera e propria conversione ecologica nel modo di vivere.

Il peccato contro il Creato e contro il Creatore

Al riguardo, il documento propone di parlare di “peccato contro il Creato e contro il Creatore”, una formulazione teologica che unisce il danno ambientale al rifiuto del disegno divino della creazione, evitando sia il linguaggio puramente scientifico (come “ecocidio”), sia la dispersione della responsabilità. L’attuale momento storico, infatti, “richiede a tutti, a partire da coloro che sono responsabili della vita pubblica, un’azione urgente a favore della sostenibilità del pianeta e dell’abitabilità della Casa comune. Non è solo un’esigenza etica, ma anche teologica”.

Leone XIV: l’acqua è un diritto e non una merce, denunciare sprechi e inquinamento

L’Eucaristia, “scuola ecologica”

Lo sguardo di fede porta a respingere anche “due estremi inaccettabili”: l’antropocentrismo predatorio che considera l’umanità come “padrona assoluta di tutto il creato” e il biocentrismo o ecocentrismo che assolutizza la natura. La proposta cristiana, invece, è quella di un “antropocentrismo situato” (espressione di Papa Francesco ripresa da Leone XIV) che pone l’essere umano come “amministratore e servitore del Creato”: egli infatti è chiamato sia a curare in modo responsabile la Casa comune, secondo “la mente e gli interessi legittimi del proprietario” che è Dio; sia a collaborare al disegno divino con un “generoso servizio”. Questa duplice vocazione trova il suo vertice nell’Eucaristia, “scuola ecologica” grazie alla quale si promuove “un atteggiamento positivo e proattivo nei confronti della natura”, ovvero lontano da modalità utilitaristiche o paurosamente difensive.

La logica giubilare e la spiritualità ecologica

Il terzo capitolo – “La cura della Casa comune” – offre alcune linee guida operative, articolate attorno a cinque relazioni fondamentali della persona. Dal rapporto con Dio deriva la “logica giubilare”: basata sulla fraternità e la solidarietà che “segnano un limite invalicabile all’avidità nell’uso della Terra”, nonché sulla gratuità e l’umiltà di chi “non cade nella pulsione di accaparrarsi ogni cosa”, tale logica conduce alla giustizia sociale. Dal rapporto con sé stessi scaturisce “una spiritualità ecologica”: di fronte all’attuale paradigma tecnocratico che impone ritmi frenetici nel lavoro e nella vita personale, familiare, sociale e religiosa, tale spiritualità guarda all’ora et labora benedettino per invitare a uno stile di vita sano, attento al consumo (“ogni atto di acquisto è un atto morale”), e responsabile.

 

Giornata del Creato, il Papa: orientare alla vita ciò che è usato per distruggere

Il grido della Terra e dei poveri

Dal rapporto con il Creato conseguono principi come la riverenza; la sostenibilità (“criterio imprescindibile che deve normare il sistema di vita e il modello economico che lo regge”); l’ascolto del “grido sconvolgente” della Terra, “tragicamente legato al grido dei poveri”, i quali patiscono maggiormente “le conseguenze del maltrattamento del pianeta”; il rispetto per la vita (che consente all’uomo di usare le risorse naturali, ma secondo necessità e moderazione, non attraverso uno sfruttamento indiscriminato); l’ascesi e il digiuno (risposta morale al sovrasfruttamento delle risorse, specialmente nei Paesi ricchi); e un impegno differenziato secondo le responsabilità delle diverse Nazioni.

La sacralità della vita umana e il rifiuto della guerra

Ancora: dal rapporto con il prossimo emergono la sacralità della vita umana (diritto incondizionato e inalienabile che gli Stati devono proteggere e promuovere, anche con il rifiuto della guerra); la destinazione universale dei beni (per la Tradizione cristiana, “la proprietà privata non è un diritto assoluto” e pertanto la Casa comune deve essere curata anche per le generazioni future); la fraternità (antidoto a violenza, ingiustizia e a un individualismo “falso, egoista, atroce e avido”); la misericordia (senza amore, la vita umana si allontana da Dio e diventa subumana); e l’opzione preferenziale per i poveri, sempre più esposti al degrado ambientale e sempre più privi di risorse per mitigarne gli effetti.

Bartolomeo I: l'umanità interrompa il geocidio e apra allo sviluppo sostenibile

La collaborazione interreligiosa

Come quinta e ultima relazione, la CTI riflette sul contributo alla cura del Creato offerto da diverse religioni: giudaismo, Islam, induismo, buddismo, confucianesimo, religioni africane e quelle originarie americane e oceaniche. Si evidenziano in particolare gli elementi più comuni: l’interconnessione tra tutto ciò che esiste e il dovere di rispettare tutti gli esseri viventi e la responsabilità dell’uomo. Pertanto, “dal punto di vista della fede cristiana, le porte sono aperte a una collaborazione interreligiosa nel compito comune della custodia rispettosa di tutto il Creato, al servizio del fiorire della vita e della comunione con il Trascendente, che è all’origine ed è il fondamento di ogni vita”.

Responsabilità morale

Nella conclusione del documento, la Commissione riafferma che la questione ecologica è, in ultima istanza, una questione teologica: il modo in cui ci si prende cura del Creato rivela e struttura il rapporto con Dio stesso. Libertà e responsabilità morale restano il fondamento indispensabile di ogni impegno ecologico autentico. Il testo invita quindi a una “svolta ecologica” che sia insieme culturale e spirituale — sul modello di san Francesco d’Assisi — e si chiude su una nota di speranza: la crisi ambientale, per quanto grave, non intacca la fiducia in Dio che fa “nuove tutte le cose". 

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domenica 24 maggio 2026

CARLO PETRINI

 


'Petrini parlava

 la stessa lingua

 di Francesco'

 

Ci mancherà  l’instancabile organizzatore,

 
e l’uomo di cultura capace di elaborare una visione originale 

sul ruolo dell’alimentazione, 

molto prima che questo diventasse un argomento «di moda».
 

di Luigi Ciotti

Persino nel mondo di oggi, in cui molta parte delle nostre attività è mediata dalla tecnologia, nutrirsi è rimasto un gesto che ci mette in relazione diretta e necessaria con la natura. Per questo Carlo aveva capito quanto fosse rilevante la cosa e il come mangiamo. Nell’attenzione verso il cibo, verso la sua qualità e la qualità del rapporto che lega produttori, consumatori e ambiente, ha sintetizzato una visione dell’ecologia integrale come cornice di vita e di senso necessaria per gli esseri umani. 

È in questo comune sentire che ha messo radici l’affinità, poi diventata stretta amicizia, con Papa Francesco. Non a caso gli fu chiesto di elaborare una Guida alla lettura dell’enciclica Laudato Sì, proprio a lui che non era credente, ma credeva profondamente nella missione che aveva scelto, e restava animato dalla fiducia incrollabile di riuscire a convincere e coinvolgere tanti altri. 

«È la gioia di poter credere in un cambiamento rivoluzionario, e in una nuova umanità», scriveva Carlo nel commento al testo del Papa, riconoscendosi in particolare nel suo richiamo «a coltivare e custodire», ripreso dalla Genesi, come «un rimando a qualcosa di antico e di ancestrale, che ci chiede sin dall’inizio dei giorni di vivere con equilibrio la nostra natura più profonda di esseri umani», ma anche come «un impegno rivoluzionario per il futuro». 

«Rivoluzione» era una parola che ritornava spesso nei suoi discorsi, e che in gioventù aveva forse inteso in un senso più letterale, come lo stravolgimento dell’ordine costituito là dove era diventato un ordine oppressivo, fondato sullo sfruttamento dei deboli. Ma era poi maturata in una visione giocata sulla prossimità, la gradualità e l’educazione. Un’aspirazione a cambiare il mondo una zolla di terra dopo l’altra, un contadino, una tavola, un mercato alla volta. 

Da qui era nato anche il sogno dell’Università del Gusto, che aveva scelto di aprire a Pollenzo, per radicarla in una terra fertile e conosciuta. E il suo capolavoro: il progetto Terra Madre. 

 Quante cose ci ha insegnato Carlo Petrini! Praticandole, non predicandole. Perché era un uomo di poche risposte e molte domande. E di coerenza assoluta fra parole e azioni. 

Nel promuovere la sacralità del cibo ha sempre difeso la sacralità della vita. La libertà e dignità della vita, in tutte le sue forme e contro tutti gli abusi, a partire da quelli del capitalismo predatorio che ci ha insegnato a riconoscere dietro le maschere accattivanti. 

Anche se non aveva un riferimento religioso, ho sempre pensato che questo suo amore per i frutti del creato, per il cibo come nutrimento non solo del corpo, ma dell’anima e dei rapporti fra le persone, avesse in sé qualcosa di intrinsecamente spirituale. Esiste un’energia profonda, una «spiritualità laica», che spinge ogni persona umana a farsi custode della dignità altrui e così manifestare la sua «bellezza». 

La sua voce e quella di Papa Francesco si sono intrecciate più volte per ribadire che la difesa della biodiversità e la lotta contro lo scarto non sono semplici opzioni, ma imperativi morali per la sopravvivenza della specie umana. E che si può lavorare insieme, credenti e non, per resistere alle tante forme di barbarie della società dell’ipermercato. 

Mi porto dietro le ultime parole che mi ha sussurrato pochi giorni fa, quando sono andato a salutarlo. «Luigi, io l’ho detto a Papa Francesco che non ero credente, ma lui mi ha risposto che comunque avrebbe pregato sempre per me. E allora io ti chiedo: prega anche tu per me, perché lo so che sto morendo».

L’ho fatto naturalmente. Pregherò per lui e per chi raccoglie la sua eredità, il suo potente messaggio. E cioè che ogni gesto quotidiano — dalla scelta di ciò che mangiamo al modo in cui trattiamo chi produce il nostro cibo — diventa un atto di resistenza e di costruzione collettiva. È attraverso questa dedizione ostinata, fatta di riflessione intellettuale e concretezza contadina, che è possibile seminare giustizia in un mondo che sembra aver smarrito il senso del limite e il valore fondamentale della cura. 


Fonte: La Stampa

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mercoledì 1 aprile 2026

LAUDATO SI'

 


Si è tenuto lunedì 30 marzo il dialogo con Luca Doninelli su “Al cuore dell’impegno per la nostra casa comune: Dilexit Nos e Laudato Si’” in occasione dell’incontro mensile speciale degli Animatori Laudato Si’ aperto a tutti in collaborazione con Comunione e Liberazione.

 

 

 

Durante l’incontro Luca Doninelli, autore e scrittore, professore all'Università IULM di scrittura per l'arte, il teatro e il cinema, ha offerto degli spunti di riflessione sul legame tra Dilexit nos, ultima enciclica di Papa Francesco dedicata al Sacro Cuore di Gesù e l’enciclica Laudato Si. “Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode” (LS 12): ispirato da queste parole della Laudato Si’ e dalla grande enciclica del cuore sanguinante di Gesù,Doninelli, citando importanti poeti ed autori, ha declinato la riflessione su vari aspetti, incluso l’importanza della comunità e del sorreggersi insieme. Questo incontro si inserisce in un più ampio dialogo su Dilexit nos e Laudato Si’ promosso dal Movimento Laudato Si’ in Europa con realtà del mondo cattolico (quali congregazioni religiose, famiglie missionarie, università cattoliche e movimenti) che verrà raccolto in un kit online per parrocchie e comunità di fede.

Grazie per l'ascolto di tutti e per le risonanze dei partecipanti nel Dialogo con Luca Doninelli che ringraziamo moltissimo. Grazie a Giuliano Visconti del Centro Internazionale di Comunione e Liberazione per aver facilitato l'incontro con Cecilia Dall’Oglio, Global Movement Advisor e Responsabile Programmi Italia del MLS.

Grazie Animatori per tutto il vostro Amore!

Grazie a Cecilia Cinti e Lucia Ghiglione del Circolo Laudato Si’ di Ferrara Comacchio per la preghiera iniziale e per aver presentato le principali attività del Circolo, per lo spirito di servizio e collaborazione e grazie per aver recentemente celebrato con il MASCI l'inaugurazione del Bosco dell'Educazione con il carissimo Massimiliano Costa Presidente del Movimento nell’anno del lancio del progetto e tutti gli amici scout.

Grazie a Rossella Pandolfino, del Circolo Laudato Si’ Reggio Calabria, che ha presentato iniziativa dei Circoli Laudato Si’ della Calabria vista della Settimana Laudato Si’. Grazie perché dopo l'incontro nazionale ad Assisi avete continuato a custodire la "Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica, dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare", perché vi incontrate tra i Circoli della Calabria per disegnare insieme il cammino, come per la Settimana Laudato Si', con sempre nuovi compagni di strada come il carissimo Enzo Petrolino (Presidente Comunità del diaconato in Italia).

Grazie a Dio per il dono sempre nuovo della Vita in questo Movimento, grazie per averci creato così diversi e per unirci insieme!!!

Se non hai potuto partecipare all’incontro di lunedì 30 marzo, o se vuoi rivederlo, clicca qui per vedere subito la registrazione.

 

In cammino verso Tempo del Creato 2026

👉Inizia a preparare un’attività per il Tempo del Creato con la tua comunità!Visita il sito tempodelcreato.org!Sono stati appena pubblicati:

  • Video con leader religiosi ecumenici da tutto il mondo che invitano a unirsi al Tempo del Creato. Il video si apre con l’invito da Gerusalemme del Card. Pierbattista Pizzaballa (link).
  • Presentazione teologica approfondita del tema e del simbolo 2026 (link)

Advocacy

👉Scarica dal sito del Movimento Laudato Si’ (link) il “Manifesto delle Chiese del Sud del Mondo per la nostra Casa Comune. Verso la pace con il creato: un appello urgente per una transizione giusta oltre i combustibili fossili” e la nuova risorsa “Riflessione teologica cattolica sulla proposta di un’iniziativa per un Trattato sui Combustibili Fossili”.

In cammino verso la Settimana Laudato Si’ 2026

La Settimana Laudato Si’ sarà dal 17 al 24 maggio 2026 e il tema di quest’anno sarà “Dalla Speranza all’azione”

  • Organizza un evento per celebrare l’11° Anniversario della pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, magari rilanciando la “Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica: dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare” lanciata dal Movimento Laudato Si’ lo scorso settembre ad Assisi.
  • Celebra la Settimana Laudato Si’ registrando il tuo Circolo, parrocchia, diocesi, congregazione religiosa, famiglia o semplicemente come individuo alla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’

Formazione Animatori Laudato Si’ 2026

Le iscrizioni stanno per scadere!!

 

 

Clicca qui per vedere il programma di quest'anno per fare la differenza insieme!

Sono previste le proiezioni comunitarie a Roma, Milano, Cesena e Tricase, seguici sui social e sul canale whatsapp per vedere le ultime novità!

Se stai pensando di organizzare una proiezione nel tuo territorio faccelo sapere compilando questo modulo!

Aiutateci nella promozione! Potete condividere:

Canale whatsapp 

Iscriviti al canale whatsapp per ricevere tutti gli aggiornamenti e le comunicazioni ufficiali: ricordati di attivare le notifiche dopo la tua iscrizione per non perdere nessun aggiornamento!

 

 

Avvisi:

  • Sabato 9 Maggio si terrà a Roma, presso la sede della Pontificia Università Antonianum (Via Merulana, 124), il 22° Seminario Nazionale sulla Custodia del Creato organizzato da i due Uffici Nazionali della CEI (problemi sociali e il lavoro) (ecumenismo e dialogo interreligioso). Il tema scelto è: “Aree interne: percorsi di speranza. Comunità nel segno dell’ecologia integrale”. Iscrizioni sul sito CEI specificando di essere Animatori Laudato Si’ o Organizzazione Membro del Movimento Laudato Si’
  • Sono aperte le iscrizioni per il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale “Sfide e opportunità per rispondere alla crisi della sostenibilità” organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana e Pontificia Università Lateranense in collaborazione con varie realtà e associazioni tra cui il Movimento Laudato Si’. Il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale può essere un’ottima opportunità di formazione avanzata per gli Animatori Laudato Si’. Consulta il programma provvisorio per maggiori informazioni a questo link.
  • Puoi consultare la fotografia aggiornata del Movimento Laudato Si’ in Italia a questo link.

Inoltre:

  • Puoi scaricare il libretto di preghiere del Movimento Laudato Si’ a questo link

 

domenica 31 agosto 2025

SEMI DI PACE E DI SPERANZA


 Nel segno dell’ecumenismo la Giornata del Creato del 1° settembre

Le celebrazioni per la Giornata Mondiale di preghiera per il Creato che si apriranno domani, primo settembre, sono ispirate quest’anno dal 1700° anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea e dal messaggio del Papa per la Giornata, il cui tema – Semi di pace e di speranza - era stato scelto da Papa Francesco.

 Vatican News.

Si celebra domani, 1° settembre, la Giornata Mondiale di preghiera del Creato, i cristiani di tutto il mondo si uniranno in preghiera perché vivere il Tempo del Creato è un'opportunità per unirsi ai numerosi sforzi di chi nel mondo lavora a favore della conversione ecologica.  Il Tempo del Creato è un’iniziativa ecumenica che ogni anno si celebra dal 1° settembre al 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, ed è promossa e sostenuta da diverse realtà, tra cui il Movimento Laudato Si il Consiglio Ecumenico delle Chiese, la Federazione Luterana Mondiale, la Comunione Anglicana.

Nel 1989 il Patriarca ecumenico Dimitrios I ha proclamato per i cristiani ortodossi la Giornata di Preghiera per il Creato il 1° settembre. Successivamente, il Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC) ha prolungato la celebrazione fino al 4 ottobre. Nel 2015 Papa Francesco ha pubblicato l’enciclica Laudato si’ e poi ha istituito la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”. Per l’occasione viene pubblicato un Messaggio e questo anno 2025 ha come tema: “Semi di Pace e di Speranza”, scelto da Papa Francesco. Inoltre, Papa Leone XIV ha proclamato il Decreto del formulario della Messa per la Custodia della Creazione, Missa pro custodia creationis, e lui stesso ha celebrato questa Messa il 9 luglio scorso nel Borgo Laudato sì a Castel Gandolfo.

Per animare le celebrazioni di quest'anno, il Consiglio Ecumenico delle Chiese, l'organismo che riunisce le Chiese ortodosse e protestanti, ha pubblicato un nuovo video sulla storia e il simbolismo di questa Giornata.

Molte conferenze episcopali, soprattutto nel sud del mondo, stanno incoraggiando le loro parrocchie a celebrare la Giornata con il formulario della Messa per la Custodia della Creazione come accadrà nelle Filippine, secondo quanto ha confermato monsignor Gerardo Alminaza, vescovo di San Carlos, e in altri Paesi latinoamericani, come ha reso noto il segretario generale del CELAM, il Consiglio Episcopale Latinoamericano, monsignor Estrada Herrera Lizardo, vescovo ausiliare di Cuzco.

Il 2025 vede due importanti anniversari: i 1700 anni dal Concilio di Nicea e la pubblicazione dieci anni fa della Laudato si’. Il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha proposto la Giornata del Creato come occasione per ricordare l’importanza del Credo nel Dio “creatore del cielo e della terra”, “per mezzo del quale tutte le cose sono state create”.

L'iniziativa “Tempo del Creato” è coordinata a livello mondiale dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, presieduto dal vescovo Heinrich Bedford-Strohm, in collaborazione con varie chiese cristiane mondiali e partner. Ogni anno viene organizzato un servizio di preghiera online per celebrare il Giorno del Creato, organizzato da un comitato ecumenico e vedrà la partecipazione del cardinale Fridolin Ambongo, presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (SECAM), del vescovo luterano della Colombia Atahualpa Hernandez e del reverendo Hyunju Bae della Chiesa presbiteriana coreana.

 

Vatican News

 

mercoledì 2 luglio 2025

IL CREATO NON E' UN CAMPO DI BATTAGLIA

 Il Papa: urgente agire per la giustizia ambientale. 

“In un mondo dove i più fragili

 sono i primi a subire gli effetti

 devastanti del cambiamento

 climatico, la cura del creato

 diventa

 una questione di fede e di umanità”. 

È uno dei passaggi del messaggio 

per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato

 che ricorre il 1° settembre 2025,

 nel quale il Pontefice ricorda la necessità 

di far seguire le parole ai fatti.

 

-         d Benedetta Capelli – Città del Vaticano

-          È una disamina cruda e profondamente realista quella che Papa Leone XIV presenta nel suo messaggio per la decima Giornata Mondiale di preghiera per la Cura del Creato che ricorre il prossimo primo settembre. Messaggio dedicato al tema “Semi di pace e di speranza”, scelto da Papa Francesco e in occasione dei dieci anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, che richiama il Giubileo della speranza che si sta vivendo.

 LEGGI QUI IL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO

 “La terra in rovina”

Nel testo, pubblicato oggi, 2 luglio, il Pontefice getta una luce sulla situazione di diverse parti del mondo dove imperversano “deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità” a causa dell’ingiustizia, della diseguaglianza, dell’avidità e della “violazione del diritto internazionale e dei diritti dei popoli”. “La nostra terra – scrive – sta cadendo in rovina”. Aumentano, infatti, in forza e frequenza, fenomeni naturali estremi causati dal cambiamento climatico indotto da attività antropiche.

 Giustizia climatica, i Paesi ricchi riconoscano il debito ecologico verso il Sud del mondo

 Le guerre per le risorse naturali

La preoccupazione del Papa si fa più grave quando ricorda che esistono “effetti a medio e lungo termine della devastazione umana ed ecologica portata dai conflitti armati”, che manca poi la consapevolezza che la distruzione della natura colpisce soprattutto “i più poveri, gli emarginati, gli esclusi”. “È emblematica in tale ambito – nota Leone XIV - la sofferenza delle comunità indigene. In queste dinamiche, il creato viene trasformato in un campo di battaglia per il controllo delle risorse vitali, come testimoniano le zone agricole e le foreste divenute pericolose a causa delle mine, la politica della ‘terra bruciata’, i conflitti che scoppiano attorno alle fonti d’acqua, la distribuzione iniqua delle materie prime, penalizzando le popolazioni più deboli e minando la stessa stabilità sociale”.

Custodire il giardino del mondo

“Queste diverse ferite sono dovute al peccato”, scrive ancora il Pontefice. Da qui l'invito a leggere i testi biblici che invitano a coltivare e custodire il giardino del mondo, cosa che implica “una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura”. Custodire vuol dire anche far crescere i semi che poi germogliano con una forza dirompente anche in luoghi inaspettati. Papa Leone sottolinea che “in Cristo siamo semi” di pace e di speranza, attraverso lo Spirito il deserto arido diventa giardino di serenità.

La cura del Creato, questione di fede e umanità

La giustizia ambientale non può più essere considerata un concetto astratto o un obiettivo lontano, ma “una necessità urgente, che va oltre la semplice tutela dell’ambiente”. Riguarda infatti la giustizia sociale, economica e antropologica: “Per i credenti, in più, è un’esigenza teologica, che per i cristiani ha il volto di Gesù Cristo, nel quale tutto è stato creato e redento. In un mondo dove i più fragili sono i primi a subire gli effetti devastanti del cambiamento climatico, della deforestazione, e dell’inquinamento, la cura del creato diventa una questione di fede e di umanità”. Leone XIV ricorda poi il progetto “Borgo Laudato si’” a Castel Gandolfo, quale esempio “di come si può vivere, lavorare e fare comunità applicando i principi dell’enciclica Laudato si’”.

In conclusione, l’augurio che proprio l’enciclica di Papa Francesco continui ad ispirare perché “l’ecologia integrale sia sempre più scelta e condivisa come rotta da seguire” per moltiplicare i semi di speranza da “custodire e coltivare”.


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