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venerdì 10 aprile 2026

MINORI . CI VUOLE UN'ALLEANZA

 


Quelle 100mila storie che fanno dire a Telefono Azzurro: 

«Ci vuole un’alleanza»

«L’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro», lo ha detto Ernesto Caffo, iniziatore e presidente della storica fondazione, a conclusione della seconda edizione della Giornata nazionale dedicata proprio all'apertura all'attenzione verso i più piccoli e i loro bisogni. E propone «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione». A Milano, Roma e Palermo gli eventi principali, cui hanno preso parte tanti studenti e studentesse. Dal 1987, ascoltati e accompagnati oltre 95mila bambini e adolescenti 

-di Alessio Nisi

 Ogni «voce ascoltata è un passo concreto verso un futuro più giusto e più umano. Un bambino ascoltato sarà davvero un adulto sereno». Con questa riflessione del fondatore e presidente della Fondazione Sos Telefono AzzurroErnesto Caffo, è sceso il sipario sulla seconda edizione della Giornata nazionale dell’ascolto dei minori, promossa dal Parlamento e che Telefono azzurro ha intitolato quest’anno Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno.

Parla a ragione veduta il fondatore e presidente della storica organizzazione: proprio nell’evento centrale, quello dalla sede del Cnel a Roma, il neuropsichiatra infantile ha ripercorso anche l’impegno, dal 1987 a oggi, di Telefono Azzurro, che ha visto quasi 100mila bambini e adolescenti, 95.459 per l’esattezza, ascoltati e accompagnati nelle loro difficoltà.

Le altre città in cui si è svolta la Giornata sono state Milano, dove l’evento è stato ospitato a Palazzo Lombardia e sono intervenute anche esperienze come Fondazione Asilo Mariuccia e Fondazione Cometa, e Palermo, dove si è lavorato, nella Biblioteca dell’archivio storico comunale.

Al centro dei lavori, il valore dell’ascolto come strumento di tutela, prevenzione e crescita, in un momento in cui i dati confermano un aumento significativo del disagio psicologico tra i giovani. Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno ha rappresentato non solo un’occasione di confronto, ma anche un esercizio concreto di partecipazione: gli studenti sono stati parte attiva del dibattito, ponendo domande dirette ai relatori e contribuendo con riflessioni e testimonianze sul proprio vissuto quotidiano.

Nelle tre città, elemento comune è stata la grande partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti, studiosi e, soprattutto, studenti e studentesse tra i 12 e i 17 anni.

Un’alleanza sistemica in difesa dei minori

Un evento cerimoniale? Niente affatto. L’appuntamento è stato l’occasione per una riflessione sul tema. A tirare le somme, lo stesso Caffo. che dalle argomentazioni di esperti, istituzioni e soprattutto dai dati ha delineato le priorità operative per rendere la tutela dei minori sempre più tempestiva e vicina ai ragazzi.

La strategia futura punta su «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione. In questo modello, il digitale assume un ruolo cruciale come ponte verso l’aiuto, capace di abbassare la soglia di accesso per i più giovani utilizzando linguaggi a loro familiari e garantendo una presenza più continua nel passaggio dalla richiesta di supporto alla tutela effettiva».

L’obiettivo è trasformare l’ascolto da ricezione passiva a risposta attiva, creando un ecosistema sicuro e non giudicante dove ogni segnale di disagio possa essere accolto e trasformato in un percorso di crescita condivisa e protezione concreta.  

Prima che la sofferenza si radicalizzi

«Ascoltare non è mai un atto neutro», sottolinea sempre Caffo, «è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi.

Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, riflette ancora, «l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro».

I dati

Si diceva, i dati. Telefono azzurro ha diffuso i numeri più recenti del Dossier 2025 del servizio di ascolto 1.96.96, che nel corso del 2025 ha registrato un quadro di forte complessità e crescita delle domande di aiuto. Il rapporto delinea un quadro critico in cui la salute mentale, le difficoltà relazionali e i rischi del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta di aiuto tra i più giovani.

Secondo il dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Aumentano, inoltre, le situazioni multidimensionali, in cui più forme di disagio si intrecciano: un caso su cinque combina disagio psicologico, fragilità relazionali e vulnerabilità online.

Il rapporto evidenzia come l’emergere di nuove forme di vulnerabilità legate all’Intelligenza Artificiale Generativa. Tra i rischi segnalati figurano la produzione di immagini e video realistici a scopo di umiliazione (come foto generate tramite intelligenza artificiale che ritraggono i minori in pose sensuali o esplicite) e l’uso di strumenti intelligenza artificiale come surrogati relazionali o supporti emotivi.

Benessere, tecnologia e nuove sfide

Rivedi la Giornata dell’ascolto di Telefono Azzurro

Durante i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni tematiche (benessere psicologico, generazioni in trasformazione e social media e intelligenza artificiale) gli studenti hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, esperti di media education, psicologi, docenti e membri del mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.

Dal dibattito è emersa la sfida che le istituzioni sono chiamate ad affrontare: riconoscere i giovani non solo come destinatari di politiche, ma come protagonisti attivi nelle scelte che li riguardano. Un impegno che richiede di costruire spazi di partecipazione reale, in cui le nuove generazioni possano esprimersi e contribuire concretamente all’indirizzo delle azioni future.

Parlano le istituzioni

A Roma, dalla sede del Cnel, il presidente Renato Brunetta ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di «una società capace di ascoltare e valorizzare la parola dei più giovani come parte integrante del processo democratico», mentre dal Senato il presidente Ignazio La Russa ha ribadito il valore dell’ascolto «come cardine della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti». Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha poi definito l’ascolto come presupposto essenziale affinché «famiglie, scuole e istituzioni possano intercettare tempestivamente segnali di malessere o pericolo e rispondere in modo efficace alle richieste di aiuto dei ragazzi».

www.vita.it


giovedì 18 dicembre 2025

BENESSERE A SCUOLA


Il Ministero chiama

 Telefono Azzurro


Protocollo d'intesa fra il dicastero dell'Istruzione e del merito e la storica organizzazione di tutela e promozione firmato oggi a Roma. 

Il Mim si impegna a promuovere – tramite gli Uffici Scolastici Regionali – la cultura del rispetto dei diritti dell’infanzia, sostenendo la diffusione di progetti formativi, campagne di sensibilizzazione e attività educative «volte a contrastare ogni forma di disagio, anche quelle legate all’uso improprio delle nuove tecnologie digitali»

 

di Giampaolo Cerri

 

Il ministero dell’Istruzione e del merito  – Mim si allea al Telefono Azzurro per promuovere «il benessere dei bambini e degli adolescenti e nella prevenzione dei fenomeni di disagio giovanile». Lo dice una nota della storica organizzazione di tutela e promozione di infanzia e adolescenza. Il ministro Giuseppe Valditara e il professor Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro, hanno infatti firmato oggi un protocollo d’intesa triennale con l’obiettivo «di rafforzare la collaborazione nella promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti e nella prevenzione dei fenomeni di disagio giovanile».

La cultura del rispetto dei diritti dell’infanzia nelle scuole

Che cosa prevede l’intesa? Il Mim si impegna a promuovere – tramite gli Uffici Scolastici Regionali – i contenuti del protocollo presso tutte le istituzioni scolastiche la cultura del rispetto dei diritti dell’infanzia, «sostenendo la diffusione di progetti formativi, campagne di sensibilizzazione e attività educative volte a contrastare ogni forma di disagio, anche quelle legate all’uso improprio delle nuove tecnologie digitali». Da parte sua, Telefono Azzurro «metterà a disposizione le proprie competenze per collaborare con scuole, enti di ricerca e innovazione per sviluppare metodologie didattiche innovative per promuovere un uso sicuro e consapevole del digitale. Saranno inoltre monitorati gli effetti delle buone pratiche per migliorare costantemente gli interventi educativi».

Il protocollo prevede la realizzazione di laboratori psicoeducativi dedicati ai diritti dell’infanzia, al contrasto di bullismo e cyberbullismo, alla multiculturalità e alla sicurezza online. Le attività saranno accompagnate da iniziative didattiche innovative che prevedono l’uso di nuove metodologie di insegnamento collegate al Gaming, Inquiry Based Learning, Intelligenza Artificiale e Metaverso, per favorire un apprendimento coinvolgente e attuale.

Il ministro Valditara e il professor Caffo

«Un ruolo centrale», si fa sapere, «è riconosciuto a scuola e famiglia, pilastri educativi insostituibili nella prevenzione e nella gestione quotidiana delle situazioni di disagio. Per questo saranno promossi interventi formativi specifici rivolti a docenti, genitori e studenti, su temi come l’uso consapevole di Internet, prevenzione dell’abuso e del maltrattamento, sicurezza online e inclusione».

Promossa anche la conoscenza delle linee d’ascolto

il protocollo promuove la diffusione della conoscenza delle linee di ascolto e dei servizi di Telefono Azzurro attraverso laboratori, eventi e materiali informativi destinati al personale scolastico e agli studenti, «nel rispetto dell’autonomia scolastica», significa cioè che i singoli istituti valuteranno se e in quale misura aderire.

Infine, sono previsti interventi coordinati in situazioni di emergenza, con procedure condivise tra Mim, Uffici scolastici regionali e Telefono Azzurro, «per una risposta tempestiva e qualificata ai diversi tipi di disagio nell’infanzia e nell’adolescenza».

Dopo la firma, Ernesto Caffo ha sottolineato che «questo protocollo rappresenta un passo importante per garantire ai bambini e ai ragazzi un contesto educativo sicuro, inclusivo e attento ai loro bisogni. Collaborare con il Ministero significa unire forze e competenze per costruire un sistema educativo capace di riconoscere e affrontare il disagio, costruendo reti altamente formate e di qualità», conclude Caffo.

 

VITA

martedì 25 novembre 2025

I MINORI E LA SCUOLA

 


È stata pubblicata la nuova ricerca di Telefono Arcobaleno sul tema: 
LA SCUOLA E LA PROTEZIONE DEL MINORE. 

La scuola è infatti il luogo dove vengono intercettati i segnali del disagio, ma chi deve intervenire a tutela del minore? E come deve farlo? Quali figure e quali istituzioni devono essere coinvolti? Chi ha la regia e il coordinamento dei diversi interventi? 

Lo studio di Telefono Arcobaleno è mirato a rilevare la capacità degli insegnanti siciliani di osservare e ascoltare i segnali di disagio espressi dai loro alunni e di intervenire precocemente a loro tutela.

LINK ALLA PUBBLICAZIONE:


L’indagine conoscitiva ha inteso indagare le opinioni, l’esperienza e le strategie di intervento a tutela dei minori adottate dagli insegnanti siciliani in materia di abuso infantile, bullismo e cyberbullismo, stereotipi e discriminazioni di genere. 

I risultati dello studio condotto, oltre a restituire una fotografia di una parte del sistema di tutela dei minorenni, rappresentano informazioni preziose di supporto al miglioramento dei modelli di intervento per gli insegnanti che si trovino a dover fronteggiare eventuali condizioni di disagio espresse dai loro alunni o situazioni pregiudizievoli per il loro percorso evolutivo.



martedì 11 febbraio 2025

PROTEZIONE DIRITTI dei MINORI

 


Telefono Azzurro 

e la tutela dei minori 

su internet, 

una priorità 

per il futuro. 


La protezione dei diritti dei bambini 

nell’ambiente digitale

Il Safer Internet Day 2025 è stato l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilizzo consapevole e responsabile di Internet. Questo evento europeo rappresenta un’opportunità per promuovere politiche e strategie mirate alla protezione dei minori nell’ambiente digitale.

Nel mondo sempre più digitalizzato in cui viviamo, l’accesso a Internet e alle nuove tecnologie rappresenta un’opportunità senza precedenti per i bambini. Tuttavia, la navigazione online presenta anche sfide significative, come il cyberbullismo, la violazione della privacy e l’esposizione a contenuti inappropriati. Per affrontare queste problematiche, Telefono Azzurro ha redatto il Manifesto per i Diritti dei Bambini nell’Ambiente Digitale, un documento fondamentale che mira a garantire un ambiente digitale sicuro e rispettoso dei diritti dei minori.

Accesso equo e sicuro alla tecnologia

Ogni bambino ha diritto a un accesso equo alle tecnologie digitali senza discriminazioni. Questo accesso deve essere accompagnato da adeguate misure di protezione. L’impegno nella creazione di normative efficaci può prevenire l’esposizione a rischi come il cyberbullismo, l’abuso e la diffusione di contenuti dannosi. Il potenziamento dei sistemi di verifica dell’età può impedire l’accesso a contenuti inappropriati, garantendo al contempo la tutela della privacy dei minori.

Bilanciare sicurezza e libertà di espressione

Se da un lato la sicurezza online è fondamentale, dall’altro è importante garantire ai bambini la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni e accedere a informazioni adeguate. Le piattaforme digitali possono impegnarsi nel raggiungimento di un equilibrio tra protezione e libertà di espressione, adottando politiche che prevengano la censura ingiustificata e tutelino i minori da contenuti dannosi.

Contrastare lo sharenting e la sovraesposizione

Negli ultimi anni, il fenomeno dello sharenting (la tendenza dei genitori a condividere online informazioni e immagini dei propri figli) è diventato sempre più diffuso. Sebbene possa sembrare un gesto innocuo, questa pratica espone i bambini a potenziali rischi di privacy e sicurezza. Sensibilizzare i genitori sull’importanza di proteggere l’identità digitale dei propri figli e promuovere un uso responsabile dei social media è una priorità.

Responsabilizzare le aziende tecnologiche

Le aziende che operano nel settore digitale giocano un ruolo chiave nella creazione di un ambiente online sicuro per i minori. L’adozione di principi di safety-by-design e privacy-by-design è essenziale per garantire piattaforme più sicure. Inoltre, il settore tecnologico può collaborare con organizzazioni per la sicurezza online, al fine di sviluppare strumenti innovativi per la protezione dei bambini.

Prevenzione e protezione dall’abuso online

Uno degli aspetti più preoccupanti del mondo digitale è il rischio di abusi online, come il grooming e l’adescamento di minori. Strategie di prevenzione efficaci e strumenti di segnalazione accessibili possono ridurre significativamente questi rischi. Formare educatori e genitori per riconoscere i segnali di pericolo e intervenire tempestivamente è fondamentale. La cooperazione tra governi, forze dell’ordine e organizzazioni della società civile può rafforzare la lotta contro questi crimini.

Educazione digitale per minori e adulti

Un’altra strategia chiave per garantire un ambiente digitale sicuro è l’alfabetizzazione digitale. Le scuole e le comunità possono impegnarsi nel promuovere la consapevolezza sui diritti e sui rischi online. Anche i genitori e gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale nell’accompagnare i minori nell’uso responsabile della tecnologia. Inoltre, educare i bambini sui meccanismi economici digitali, come gli acquisti in-app e la pubblicità online, aiuta a sviluppare una consapevolezza finanziaria.

Normative e regolamentazioni efficaci

Strumenti legislativi come il Digital Services Act (DSA) e l’AI Act offrono un quadro di protezione per i minori online. L’introduzione di standard minimi per la protezione dell’infanzia all’interno delle normative nazionali e internazionali è un passo necessario per migliorare la sicurezza digitale.

Monitoraggio e valutazione delle politiche digitali

Per garantire che le politiche digitali siano realmente efficaci, è essenziale istituire meccanismi di monitoraggio e valutazione. La collaborazione tra governi, enti di ricerca e organizzazioni può favorire lo sviluppo di soluzioni innovative e migliorare la protezione online e la tutela dei minori su internet. Inoltre, il coinvolgimento diretto dei bambini nelle decisioni che li riguardano può rappresentare un ulteriore passo avanti per creare un ambiente digitale più sicuro e su misura per le loro esigenze.

Innovazione e sicurezza online

L’innovazione tecnologica deve andare di pari passo con la sicurezza. La regolamentazione dell’intelligenza artificiale può prevenire l’uso improprio degli algoritmi che espongono i bambini a contenuti dannosi. Inoltre, limitare la pubblicità mirata ai minori e rendere più accessibili i sistemi di segnalazione può garantire una protezione più efficace.

Il Manifesto per i diritti dei bambini nell’ambiente digitale, redatto da Telefono Azzurro, rappresenta un passo significativo verso la creazione di un internet più sicuro e inclusivo per i minori. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un impegno collettivo da parte di istituzioni, aziende, educatori e famiglie. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e azioni concrete sarà possibile garantire un ambiente digitale che rispetti e protegga i diritti dei bambini, permettendo loro di esplorare il mondo online con maggiore sicurezza.

Di seguito puoi leggere la versione integrale del Manifesto

 e cliccando qui puoi firmare anche tu il manifesto di Telefono azzurro



giovedì 19 settembre 2024

VIETARE GLI SMARTPHONE ?

MEGLIO UNA SOLIDA EDUCAZIONE DIGITALE

Il presidente di Telefono Azzurro interviene nel dibattito

 

 -         di ERNESTO CAFFO

 Il dibattito contro l’uso degli smartphone da parte dei minori è analogo a quelli che negli anni hanno caratterizzato lo sviluppo di altri media e strumenti tecnologici coinvolgendo bambini e adolescenti. Un esempio è stato quello sulla televisione. Tuttavia, battaglie come queste non tengono conto della globalità di un processo che coinvolge sempre più precocemente le nuove generazioni in tutte le parti del mondo. A livello globale, un utente su tre tra coloro che accedono alla rete e utilizzano quotidianamente le tecnologie digitali è un minore. Inoltre, si tende spesso a sottovalutare il fatto che sia impossibile, oltre che controproducente, vietare l’uso di questi strumenti.

 Non è demonizzando e vietando gli smartphone che risolviamo il problema, questo è un atteggiamento miope che ignora ad esempio l’effetto che anche computer e videogiochi – e in generale le piattaforme di gaming – hanno sui minori. Non possiamo pensare di bloccare questi strumenti attraverso logiche prettamente sanzionatorie, è piuttosto necessario fornire strumenti educativi che aiutino i minori a comprendere i rischi e le opportunità dell’era digitale, mettendo anche in luce le potenzialità legate all’utilizzo dei media.

L'educazione digitale 

Crediamo sia importante porre l’accento sulla necessità di una solida educazione digitale dei minori, che permetta loro di utilizzare in modo consapevole e responsabile le nuove tecnologie, ma allo stesso tempo è fondamentale il coinvolgimento degli adulti, delle famiglie, delle scuole e dei mondi associativi con lo sviluppo di percorsi di conoscenza e riflessione, affinché possano realmente comprendere e supportare le nuove generazioni nel mondo digitale in continua evoluzione. Al di là quindi di riflessioni astratte e impraticabili, occorre individuare soluzioni percorribili da subito, implementando anche le legislazioni europee che tracciano un cammino e che tuttavia devono essere sostenute anche da misure interne efficaci. È evidente come tutti noi dobbiamo approfondire la comprensione e affrontare la centralità improvvisa che i temi dell’evoluzione della tecnologia hanno assunto. È necessario unire conoscenze provenienti da diversi ambiti, sviluppare normative globali e nazionali e promuovere una cultura digitale nel nostro Paese, affrontando il ritardo attuale. Occorre un approccio coordinato a livello nazionale, europeo e internazionale, per mantenere questo tema al centro dell’attenzione e tradurre le fragilità in proposte concrete. Gli Stati devono definire regole condivise, considerando il contesto globale, e le aziende devono assumersi una responsabilità sociale di impresa, bilanciando la concorrenza con la tutela degli utenti, a partire da quelli più piccoli e fragili.

 L’age verification è ad esempio uno strumento che può diventare un asset fondamentale, ma è necessario che le singole piattaforme si impegnino per migliorarlo, poiché per un minore è spesso molto semplice accedere ad applicazioni e siti vietati eludendo con estrema facilità i meccanismi di verifica online. È inoltre fondamentale portare avanti a livello europeo il lavoro sulla legislazione sullo Csam (Child Sexual Abuse Material) ed è necessaria la presenza e l’attività di strutture di segnalazione e di intervento, come i trusted flagger, in grado di contribuire al governo del materiale tossico in rete molte volte autoprodotto da bambini e adolescenti. Un tema di grande rilevanza è infatti l’aumento da parte degli adolescenti dell’autoproduzione di materiale abusivo, che negli ultimi anni ha coinvolto sempre più precocemente i bambini.

 È evidente come la chiave realistica per uno sviluppo tecnologico equilibrato e a misura di bambino non possa limitarsi a – naturalmente necessarie e doverose – disposizioni normative e regolamentari di portata sovranazionale, ma debba prevedere un percorso di collaborazione positiva e di corresponsabilità tra tutti i diversi attori. Occorre governare tutto lo scenario del digitale con una particolare attenzione anche al mondo del gaming online e alle nuove piattaforme trasversali frequentate dai ragazzi come Discord. Come Telefono Azzurro, da anni affrontiamo con misure di prevenzione e di contrasto i rischi della tecnologia e della rete, essenziali per costruire un ambiente digitale sicuro e costruttivo. Tuttavia, le risposte delle istituzioni e delle aziende coinvolte sono state molto limitate e generate da strategie prevalentemente miopi e difensive.

 

*Presidente di Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets

 

 

 

 

mercoledì 5 maggio 2021

DIGNITA' DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI AL TEMPO DEL COVID


Parolin: si riaffermi la dignità dei più piccoli

Il segretario di Stato vaticano ha inviato un messaggio in occasione dell’incontro promosso da Telefono Azzurro e incentrato sul tema “Dignità dei bambini e degli adolescenti al tempo del covid”. Il porporato sottolinea che è necessario "un approccio più incisivo nell'educazione delle giovani generazioni"

 

-         Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

 Riflettere sui passi compiuti nel campo della difesa dei minori e sottolineare l'importanza di continuare ad agire insieme, cooperando anche nell'ambito della Child Dignity Alliance, alleanza istituita a seguito del Congresso del 2017 “Child Dignity in the Digital World”. Promuovere il confronto tra istituzioni, media, esperti nazionali e internazionali, per rispondere al turpe fenomeno, in pericolosa crescita, degli abusi sessuali. Sono queste le finalità dell’incontro “Dignità dei bambini e degli adolescenti al tempo del covid”, evento promosso da Telefono Azzurro in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia.

Cardinale Parolin:  si riaffermi il valore inestimabile della vita

Durante l’incontro, tenutosi a Palazzo Borromeo e trasmesso in diretta streaming anche attraverso il canale youtube di Vatican News, è stato letto il messaggio del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. Il porporato, riferendosi all’iniziativa promossa da Telefono Azzurro, ricorda che l’evento organizzato oggi “intende mettere in luce rischi, paure e pericoli a cui va incontro oggi la  parte più  fragile della  nostra  società,   bambini  e  adolescenti”. Ed auspica  che l'odierno momento di  riflessione “riaffermi il valore inestimabile della vita e della dignità dei più piccoli e dei più indifesi”. Il cardinale Parolin, nel suo messaggio, indica anche una priorità: “il dovere di un approccio più incisivo nell'educazione delle giovani generazioni, per un radicale rifiuto di ogni  violenza e sopraffazione a danno dei minori”.  E per “un uso sempre più corretto dei mezzi  di  comunicazione”.

Un turpe fenomeno in costante evoluzione

All’incontro ha partecipato, tra gli altri, anche il Cardinale O'Malley che ha illustrato l’attività della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Monsignor Hans Zollner, docente dell’Università Gregoriana e direttore del “Centre for Child Protection”,  ha ricordato inoltre alcuni dati presenti nel volume "Online Child Sexual Exploitation. Treatment and Prevention of Abuse in a Digital World", pubblicato da Springer e curato dal professor Ernesto  Caffo, presidente e fondatore di Telefono Azzurro in qualità di responsabile scientifico del convegno “Child Dignity in the Digital World” svoltosi nel 2017 presso la Pontificia Università Gregoriana. Complessivamente, i dati sull’abuso sessuale confermano che si tratta di un fenomeno costantemente in evoluzione. Il Consiglio d’Europa stima che nel vecchio Continente 1 bambino su 5 subisca abusi. Nel Regno Unito si ritiene che il 7,5% degli adulti abbia subito abusi sessuali prima dei 16 anni I dati internazionali confermano anche che, nei casi di abuso sessuale, le vittime nella maggior parte dei casi fatichino a chiedere aiuto e optino per rimanere nel silenzio.

Le insidie della rete

Durante l’incontro si è anche ricordato un altro preoccupante trend: da tempo, e anche in questo periodo scosso dalla pandemia, Internet e le tecnologie digitali hanno contribuito ad esporre bambini e adolescenti a un nuovo livello di vulnerabilità. Nel report annuale pubblicato lo scorso anno, Internet Watch Foundation (aprile 2020) segnala - in riferimento all’anno 2019 - un incremento del numero di siti web che ospitano immagini o video 3 raffiguranti abusi sessuali a danno di minori. In un terzo dei casi, questi contenuti sono prodotti dai bambini stessi, a fronte di un inganno o di un ricatto. La maggior parte di questi contenuti raffigurano minori pre-adolescenti, tra gli 11 e i 13 anni. I dati del Centro di Ascolto e Consulenza di Telefono Azzurro dimostrano inoltre che Internet e le nuove tecnologie hanno accresciuto adescamenti sessuali e abusi sui minori. 

Il ministro Bonetti: regole per i social

All’incontro è intervenuto anche il Ministro per le Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti. Al microfono di Alessandro Guarasci sottolinea che si deve attuare, in particolare, un’azione educativa nei confronti dei più piccoli e delle loro famiglie affinché si possa abitare con precise regole uno spazio come quello dei social.

Caffo: più norme su Internet 

Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, riferendosi ai rischi in Internet, sottolinea in particolare che è necessario formare i ragazzi ad un uso corretto delle nuove tecnologie. Occorre anche avere ulteriori normative, a livello internazionale, che vincolino le grandi aziende della rete a delle regole tese ad evitare che i bambini possano andare incontro a situazioni per loro dannose.

Ernesto Caffo: più normative a livello internazionale

Con la pandemia si è registrato, in tutto il mondo, un incremento dei casi di violenza, online e offline. “La sfida più grande per noi adulti - ha dichiarato Ernesto Caffo intervenendo all'incontro - è assicurare che i giovani abbiano un accesso sicuro a queste tecnologie: il web infatti è frequentato anche da perpetratori e i bambini, specialmente i più vulnerabili, possono facilmente diventare preda di diversi tipi di abuso. I governi, il settore non-profit, le istituzioni, il mondo accademico e la società civile dovrebbero unire gli sforzi”.

 

Vatican News

 

 


domenica 12 aprile 2020

DARE AI RAGAZZI LA CERTEZZA CHE CI SARA' ANCORA UN FUTURO

 Caffo: «Tocca a noi trovare strade nuove.
 Ora i bambini sono confusi e non ottengono dai genitori le risposte che servono»

di NICOLETTA MARTINELLI

I bambini sono stati sfiorati dall’epidemia di Covid–19 che tra i più piccoli ha mietuto poche vittime. Eppure, rischiano di essere loro a pagarne lo scotto maggiore. Adesso, isolati in casa, non sempre in rosei contesti familiari, e in seguito, alle prese con una trasformazione epocale che prescinde tutti noi.
Ma mentre agli adulti si dà voce, se ne considerano le necessità, i problemi, le difficoltà, ai bambini no: «Della loro sofferenza, di quella degli adolescenti si parla pochissimo, anche se è sotto gli occhi di tutti. Di fatto sono compressi tra quattro mura, in uno spazio fisico ed emotivo angusto. Basti pensare a quanta socialità hanno dovuto rinunciare. Niente scuola e nessuna attività extrascolastica significano anche niente dialogo con i coetanei. Che è indispensabile tanto quanto lo studio o lo sport».
È Ernesto Caffo a prendere le parti dei bambini, come fa da una vita: fondatore e presidente di “Telefono Azzurro”, è professore di psichiatria infantile e adolescenziale all’Università di Modena e Reggio Emilia; nel 2018 papa Francesco lo ha nominato membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori.
Quindi, professore, nel programmare la “Fase 2”, la prossima tappa verso la normalità, il governo non considera abbastanza le esigenze dei più piccoli?
La scuola non ricomincerà, questo è evidente, ma cosa succederà a giugno? I bambini e i ragazzi hanno bisogno più di altri di sapere cosa li aspetta in futuro. Che non significa sapere se si sarà promossi e che va al di là dell’emergenza sanitaria. È necessario un progetto complessivo perché questa estate sia il momento per i ragazzi di ritrovare la dimensione sociale di cui patiscono la mancanza.
Ma anche quest’estate sarà difficile incontrarsi come prima.
Tocca a tutti noi, gli adulti, trovare strade nuove, proporre ai ragazzi modelli di aggregazione inediti, cambiare il modo stesso di educare.
Niente sarà più come prima, almeno per un po’, né la scuola né lo sport né lo svago. Bisognerà individuare aree di confronto e di incontro, progettare insieme il futuro. In questo momento, i piccoli sono fortemente confusi e non ottengono dai genitori le risposte che servono.
Risposte non facili da trovare...
Questo è il momento della paura, dell’isolamento, della fatica quotidiana. In certe città si sentono solo i rumori dell’emergenza, le sirene delle ambulanze. I bambini ascoltano i discorsi dei genitori, in gran parte preoccupati per il lavoro che non c’è e che forse non ci sarà. E la televisione non aiuta, sempre concentrata sull’epidemia, sul brutto che ci è toccato in sorte. Anche la Rete non sempre viene usata nel modo corretto dagli adolescenti lasciati soli. Usare meglio il mondo digitale è un’altra cosa che dovremo imparare.
Lei disegna un panorama desolante.
Le famiglie che funzionano continuano a funzionare. Ma in quelle disfunzionali i problemi sono destinati a incancrenirsi. Lo dimostrano i fatti, con un aumento delle violenze domestiche, dei maltrattamenti sulle donne e sui bambini. La povertà educativa esiste e prende anche la forma degli abusi, della sofferenza, del disagio. Lo testimonia un forte aumento delle chiamate a “Telefono Azzurro”. I ragazzi vogliono capire. E vogliono che si dica loro che possono ancora sperare, sognare. Che il mondo sta cambiando e che faremo di tutto perché non sia in peggio, che il futuro ci aspetta e che lo costruiremo insieme.






venerdì 3 maggio 2019

5 MAGGIO - GIORNATA NAZIONALE PER LA LOTTA ALLA PEDOFILIA E LA PORNOGRAFIA

Come   mai   una   giornata   per   la   lotta   alla   pedofilia 

Sensibilizzazione e attenzione significano prevenzione. Per questo motivo il 5 maggio si celebra la Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia.
Prevenire significa favorire e potenziare tutte quelle condizioni individuali, familiari e sociali che proteggono un bambino da abusi sessuali, ostacolando il verificarsi di episodi che possono provocare traumi e difficoltà nella crescita. 
Una prevenzione efficace parte da un contesto educativo, familiare e sociale capace di far emergere situazioni che tendono a restare nascoste. Nella prevenzione degli abusi sessuali e nel contrasto della pedofilia (anche nel mondo virtuale) è di primaria importanza aiutare le vittime a raccontarsi, a non chiudersi nel dolore e nel senso di colpa, offrire loro tutto l’ascolto, la comprensione e l’aiuto di cui hanno bisogno. 
Telefono Azzurro ogni anno celebra questa giornata presentando dati aggiornati sull’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini in Italia, nonché sul tema della pedofilia, favorendo tavole rotonde e dibattiti sui temi della prevenzione, dell’ascolto delle vittime e della loro terapia, sul profilo dei pedofili, sulla pedofilia al femminile, sull’adescamento online e sul trattamento degli autori di questi reati. 
Ogni anno i bambini e gli adolescenti vengono coinvolti in questa riflessione, in quanto attori fondamentali di ogni intervento di prevenzione. 

martedì 15 gennaio 2013

INFANZIA E ADOLESCENZA IN ITALIA


Rapporto 2012 - Eurispes - Telefono Azzurro
Presentata infanzia, adolescenza  l’INDAGINE CONOSCITIVA SULLA CONDIZIONE  DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA 2012

Ecco l'Indice:

IDENTIKIT DEL BAMBINO: La crisi economica nell’esperienza dei bambini; Media; Telefonino; Internet; Adulti e tecnologie; Gioco d’azzardo; Scuola e nuovi media
Sensazioni
IDENTIKIT DELL’ADOLESCENTE:  La crisi economica nell’esperienza degli adolescenti; Media, telefonini e Internet; Adulti e tecnologie; Scuola e tecnologie; Sexting
Gioco d’azzardo; Violenza; Alcolismo; Fughe da casa; Sensazioni.


Leggi la Sintesi del Rapporto 2012 : SintesiIndagineConoscitivaInfanziaAdolescenza2012

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