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domenica 6 luglio 2025

I.A. - CONOSCERE PER PREVENIRE


DALLA PEDOPORNOGRAFIA 

AI DEEPNUDE   

Elijah "Eli" Heacock a 16 anni si è tolto la vita dopo aver ricevuto un’email contenente una sua falsa foto nudo generata con l’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il mondo digitale, portando con sé enormi vantaggi ma anche nuovi pericoli. L’IA offre opportunità significative per la protezione dei minori online. 

Algoritmi avanzati vengono impiegati per monitorare e rilevare contenuti dannosi in tempo reale, segnalando attività sospette e impedendo la diffusione di materiale illecito. Inoltre, tecnologie di filtraggio e controllo aiutano a creare ambienti digitali sicuri, limitando l’accesso a contenuti inappropriati e permettendo ai genitori di proteggere i propri figli in modo più efficace. 

L’IA, infatti, gioca un ruolo cruciale anche nell’educazione dei giovani utenti, sensibilizzandoli sui rischi della rete e insegnando loro come navigare in sicurezza. Se da un lato l’IA viene utilizzata per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi in numerosi settori, dall’altro emergono anche usi pericolosi che minacciano la sicurezza dei minori. 

Questo dossier, realizzato dall’Associazione Meter, analizza come l’IA venga impiegata non solo per manipolare immagini, ma anche per adescare minori e diffondere materiale pedopornografico, proponendo nel contempo strategie di prevenzione e contrasto. 

Da anni Meter è impegnata nella lotta contro la pedopornografia e nella tutela dell’infanzia anche online, promuovendo interventi concreti e collaborazioni con le istituzioni.


    LE VITTIME DEL WEB - DOSSIER 2025


Immagine



mercoledì 29 marzo 2023

PEDOPORNOGRAFIA IN RETE


Gli orchi? Sempre più hi-tech.

 Pedofilia, fascia 8-12 a rischio





EDUCAZIONE, PREVENZIONE, VIGILANZA
RESPONSABILITA' DELLE FAMIGLIE,  DEGLI EDUCATORI 
E DELLE ISTITUZIONI
- Rapporto METER - L'associazione guidata da don Fortunato Di Noto rivela che lo scorso anno sono aumentati gli scambi di cartelle compresse online, anche a pagamento. La quantità di foto e video resta incalcolabile e per l'identificazione dei pedofili si chiede maggiore collaborazione tra le aziende che gestiscono i server. Il sacerdote: non dimentichiamo che dietro ogni rappresentazione c'è un bambino abusato

 - di Michele Raviart - Città del Vaticano

 I dati dello scambio di materiale pedopornografico sono inquantificabili. Si tratta di un fenomeno mondiale che vede in America e in Europa la maggior parte delle segnalazioni alle polizie mondiali. Aumentano gli scambi attraverso le cartelle compresse condivise, che contengono foto e video all’interno di piattaforme di file hosting (servizio che permette di caricare su internet file che possono poi essere scaricati e condivisi da altri utenti) che sono più che raddoppiate (1.734 segnalazioni nel 2022 rispetto alle 637 nel 2021). È quanto emerge dal rapporto 2022 sulla pedofilia di Meter Onlus, pubblicato oggi.

Alcuni dati del rapporto Meter 2022

Diminuiscono le foto – da quasi tre milioni e mezzo a circa due milioni – e i video – da poco più di un milione a 900 mila – anche se questa diminuzione non corrisponde ad una minore circolazione del materiale in rete. Le segnalazioni alle polizie di tutto il mondo riguardano server che in 12.771 casi su 15.660 si trovano in America, mentre sono 1.299 i link in Europa, secondo il database di Meter. Quasi 50 mila i link nel cosiddetto “dark web”. Quello che è necessario, spiega il presidente di Meter onlus, don Fortunato Di Noto, è una maggiore collaborazione internazionale, soprattutto per riuscire a superare le resistenze delle aziende che ospitano i server nel fornire i dati di chi usufruisce, scambia e lucra su questo materiale.


Don Di Noto, che cosa emerge dal rapporto Meter di quest'anno?

Il fenomeno della pedofilia e della pedopornografia, ahimè, resta sempre un fenomeno sottaciuto e ci sono numeri inquantificabili perché oltre ad aumentare i link segnalati alle varie polizie, non soltanto quelle italiane ma anche quelle estere, non dobbiamo dimenticare che il fenomeno si è spostato nelle cosidette “cartelle compresse”, dove i pedopornografi non solo trafficano il materiale, ma soprattutto lucrano su questo materiale. Questa è la prima cosa che emerge dal monitoraggio della rete. I numeri sono veramente inquantificabili, tra milioni e milioni di foto e di video. C'è l'aumento della presenza delle donne che abusano dei bambini e c'è la presenza anche dell'utilizzo, è brutto dirlo, degli animali. Oltre a questo, i social network ancora oggi sono terra fertile per quanto riguarda la realtà dell'adescamento dei bambini. L'età si abbassa sempre di più, ma oltre a questo c'è la questione impellente della necessità di una particolare regolamentazione globale per quanto riguarda l'accesso ai dati da parte delle forze di polizia, perché i server provider si arrogano l'idea che prevalga più la privacy che la tutela stessa dei bambini. È un impegno che deve continuare costantemente da parte di tutti, non soltanto da realtà associative come Meter.

Che cosa sono le cartelle compresse e come si diffondono?

Le cartelle comprese sono i cosiddetti file “rar”, cioè sono delle cartelle in cui sono contenute le immagini e i video e che vengono allocate in server provider e quindi anche in piattaforme per lo scambio, per la vendita, e per la eventuale possibile detenzione nella rete. Sono fenomeni che cambiano e mutano anno dopo anno e credo che questo sia fondamentale stabilirlo. La pedopornografia criminale ha questa capacità di adattarsi e di utilizzare le tecnologie a proprio vantaggio.

Abbiamo parlato di server. C’è una possibilità di rintracciarli? Dove sono dislocati?

Noi abbiamo monitorato lo scorso anno 34 Paesi. Quando c'è la collaborazione dei server provider automaticamente c'è la possibilità di poter accedere, quando forniscono i dati, all’identificazione dei soggetti che non solo caricano, divulgano, possiedono materiale, ma che in una percentuale altissima hanno anche abusato dei bambini. Di conseguenza, la possibilità di poter avere i dati da parte delle polizie di mezzo mondo dipende anche dalla legislazione che le nazioni hanno nei loro ordinamenti. Questo è fondamentale per far comprendere che l'azione di contrasto nasce dalla collaborazione internazionale. Senza collaborazione internazionale è una lotta impari. Non si può pensare altrimenti di togliere il materiale e rimuoverlo dai server provider perché, ripeto, i pornografi continueranno sempre di più a diffondere ad abusare e anche a lucrare sulla pelle dei bambini.

Nel rapporto si legge che diminuiscono le foto e i video in circolazione, ma questa diminuzione non corrisponde a una minore circolazione del materiale in rete. È una buona notizia che diminuiscono le foto e i video o è un'impressione fallace?

È un dato fallace perché quello che noi abbiamo potuto mettere nel report è quello che noi attraverso il nostro database abbiamo cercato di conteggiare, ma abbiamo già detto che ci sono i “.rar”, le cartelle, che sono numeri inquantificabili. Il fenomeno della diffusione del materiale pedopornografico nel mondo è veramente qualcosa di molto, molto, grave e molto pesante. E non dimentichiamo mai che dietro una foto c’è sempre un bambino. Non dimentichiamo che dietro un video ci sono bambini già abusati che hanno vissuto il dramma dell'abuso. Come direbbe Papa Francesco, sono stati uccisi psicologicamente, perché l'abuso, la pedofilia, è un omicidio psicologico.

 Vatican News

ORCHI IN RETE 


- 

 

 

venerdì 19 marzo 2021

PEDOFILIA. REPORT METER 2020


INARRESTABILE TRAFFICO DI MINORI

NUOVA FORMA DI SCHIAVITÙ. 

DON DI NOTO: LORO NON SI FERMANO, NEMMENO NOI

Avola (SR), 18 marzo 2021 – La pedofilia e la pedopornografia non temono il Covid e non hanno bisogno di vaccino, anzi. Se nel 2020 è toccato a tutti restare a casa, questo ha significato affari d’oro per chi violenta i bambini e sfrutta il materiale prodotto con questi piccoli schiavi dei tempi moderni. E per adesso contro l’abuso sui minori sembra non esistere alcun vaccino. È questo, in sintesi, il contenuto dell’edizione 2020 del Report elaborato dall’Associazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org) fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto, da oltre 30 anni in prima linea a difesa dei bambini. Il Report è stato presentato con una conferenza stampa online il 18 marzo, con la presenza di Don Fortunato Di Noto, Presidente Meter Onlus; della Dott.ssa Nunzia Ciardi, Dirigente Superiore della Polizia di Stato e Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni; la Dott.ssa Marisa Scavo, Procuratore aggiunto vicario della Procura distrettuale di Catania; il Dott. Antonio Scavone, Assessore della famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Sicilia, moderatore Pino Ciociola, inviato di Avvenire.

LA PANDEMIA NON HA FERMATO I PEDOFILI – Nel corso del 2020 Meter, attraverso il suo OS.MO.CO.P. (Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia) ha monitorato la rete e compilato precise segnalazioni che ha poi inviato alla Polizia Postale Italiana e alle Polizie estere. Questo significa che i nostri dati e link sono contati uno per uno e da essi, molto spesso, sono partite indagini a livello nazionale e mondiale che hanno portato all’arresto ed al processo – con relativa condanna – di vere e proprie reti di pedofili e pedopornografi.

I link sono quasi raddoppiati rispetto al 2019: 14.521 contro 8.489. Meter constata un dato interessante, quanto sconcertante, la quantità di video denunciati è più che raddoppiata, dai 992.300 video del 2019 si è passati ai 2.032.556 del 2020. Le cartelle compresse segnalate passano da 325 a 692.

Nel 2019 le immagini segnalate sono state 7.074.194, nel 2020 si rilevano 3.768.057, il dato risulta quasi dimezzato. Evidentemente le “semplici” foto non bastano più, i pedofili ricercano e producono più video per soddisfare i loro desideri malsani, la loro deviata perversione trova maggiore sfogo e appagamento nelle immagini in movimento. I video, fagocitati dai “consumatori” di pedopornografia consentono loro di entrare di più nella “scena”, di essere “partecipi” davanti ad uno schermo degli atti contro povere vittime inermi.

Meter ha registrato un incremento del materiale segnalato tra febbraio e maggio 2020. In seguito alle misure di confinamento è aumentato l’utilizzo dei social media e il tempo dedicato alla rete Internet da parte dei minori. Se da un lato la Rete rappresentava l’unica modalità per rimanere in contatto con i pari, con i loro amici, per studiare e per distrarsi dalla routine domestica, dall’altro lato ha esposto i minori ai rischi online, infatti è aumentato il potenziale numero di bambini soggetti ad adescamento online. ...

Leggi il RAPPORTO



venerdì 22 gennaio 2021

METER: AZIONE EDUCATIVA A DIFESA DEI MINORI


Partirà tra pochi giorni un webinar di formazione organizzato dall’associazione di don Fortunato Di Noto e diretto a chiunque voglia impegnarsi nella tutela dei minori

-  Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano


Un corso gratuito on-line aperto a tutti coloro che non si tirano indietro nella difesa dell’infanzia contro ogni tipo di abuso. Annualmente, l’appuntamento viene organizzato dall’associazione Meter, dal 1989 impegnata contro la pedofila e la pedopornografia, lo sfruttamento e l’indifferenza. Anche quest’anno, nonostante il coronavirus, l’evento viene riproposto, sebbene via webinar. Saranno tre le date di “Azione educativa a tutela dei minori”, che partirà il 5 febbraio, per poi proseguire il 10 ed il 15 dello stesso mese, in collaborazione con l’Ufficio fragilità – Servizio tutela minori e persone vulnerabili della diocesi di Noto.

Tutti sono coinvolti nella difesa dei minori

È ormai accertato come la pandemia di Covid-19 abbia aumentato il rischio di adescamento dei minori. L’operazione ‘Luna Park’, recentemente condotta dalla polizia postale italiana, ha messo in luce oltre 140 gruppi che, in tutto il mondo, si scambiavano materiale pedopornografico, e più di 400 utenti che, via WhatsApp e Telegram, prendevano parte attiva nella  condivisione di foto e video pedopornografici, con vere e proprie violenze sessuali su minori. “Siamo tutti coinvolti nella difesa dei più piccoli – spiega don Fortunato Di Noto, presidente di Meter onlus – Papa Francesco, nella Lettera al popolo di Dio, chiama tutti i battezzati ad impegnarsi senza sosta nel difendere l’infanzia”. Di qui l’invito a tutti, nessuno escluso, a prendere parte al corso.

R. – L’intento, oltre che nobile, è soprattutto, come dico io, ‘popolare’, nel senso che famiglie genitori, quindi papà mamme, operatori, giovani, ma anche professionisti, vogliono capire di più su questo fenomeno drammatico, trasversale, estremamente presente onnipresente in un mondo globalizzato, qual è, evidentemente, l'abuso sui minori, la pedofilia e la pedopornografia. La gente ha tanto bisogno di informazione e, soprattutto, di una informazione corretta, onesta, intelligente, senza creare allarmismi su di un problema che è già un'emergenza mondiale, dato che i numeri rappresentano una realtà drammaticissima, ne cito soltanto due: un dato dell'ONU, non certamente di Meter, è che se nel mondo ci sono più di 2 miliardi e 600 milioni di minori e un miliardo e 300 mila sono oggetto di abusi di vario tipo, ma particolarmente sessuali, se in Europa, lo ha detto anche il Santo Padre nel febbraio del 2019 mai smentito, ci sono più di 18 milioni di minori abusati sessualmente, è evidente che il problema è di fronte a noi. E allora come fare di fronte a questo grave problema? Basta soltanto la denuncia, necessaria e importante per fermare il problema, o occorre un'azione educativa, un'azione culturale, che vada al cuore delle persone per essere vigilanti, per essere capaci di risposte, non per essere investigatori improvvisati, ma per creare una rete di sostegno, di aiuto e, perché no, anche di cura, nei punti di riferimento che per fortuna in Italia, e non solo in Italia, esistono? Questa è la dimostrazione che i corsi di formazione di Meter, che sono veramente pionieristici, in questo contesto non devono fermarsi e non si sono mai fermati e proprio perché c’è la pandemia lo facciamo on-line.

La domanda che nasce subito è: che risultati sono stati raggiunti in questi anni, grazie proprio a questo tipo di informazione e formazione aperta a tutti?

R. – Innanzitutto, in tutti questi anni, abbiamo raggiunto migliaia di persone. Si tenga conto che noi siamo stati in decine e decine di diocesi, parrocchie, associazioni, in conferenze pubbliche di formazione, così abbiamo raggiunto decine di migliaia di persone. Questa è la dimostrazione che creare una coscienza collettiva di fronte al problema diventa un deterrente, anche per coloro che vorrebbero fare del male, cioè a dire: coloro che fanno del male devono sapere che c'è qualcuno che puoi vigilare, che può avere un'attenzione maggiore. I corsi di formazione aprono gli occhi, aiutano a capire un po' il problema, non c'è solo un problema di indignazione, c'è un problema di operatività. Papa Francesco dice una cosa importante, e cioè che è un impegno di tutti, non è un impegno solo per gli addetti ai lavori, perché ogni battezzato è impegnato a dare una risposta, un'attenzione, ma per fare questo è necessario incontrare i battezzati, quindi non bisogna limitarsi solo alla notizia del giornale, sicuramente ci si può indignare ma finisce tutto là, no! Bisogna essere protagonisti, bisogna creare i cosiddetti diaconi per l'infanzia, i servitori dell'infanzia, perché noi dobbiamo servire i bambini. Questo è un corso propedeutico, va precisato, quindi si parte da basi elementari, però poi ci sono successivamente i corsi specialistici, per coloro che eventualmente vogliono maggiormente approfondire la cosa.

Sono tre date, quali saranno gli aspetti che voi cercherete di toccare in questi tre appuntamenti?

R. – Prima di tutto si affronteranno gli abusi sull'infanzia nella Chiesa e nella società, ovviamente, quando si parla di Chiesa, noi apriamo anche il ventaglio a tutte le situazioni, ma anche all'impegno che anche le altre religioni hanno attuato nel campo, quindi daremo anche degli elementi interessanti di come ci sta ponendo e quindi non solo la Chiesa italiana, ma anche la Chiesa a livello internazionale. Poi faremo un'analisi psicologica sull’ infanzia violata e dall'altra parte, anche dal punto di vista prettamente giuridico, sugli abusi sui minori e sulla tutela penale della sfera sessuale della persona.  Interessantissimo questo aspetto, che non è soltanto tecnicismo normativo, ma soprattutto proprio vuole dire come le norme aiutano a far capire un percorso nuovo che ormai la società ha intrapreso e che bisogna sempre continuare.  Si tratta di elementi necessari per entrare in questo mondo che conosciamo molto poco, si tratta di dare elementi strutturali per intervenire e per avere punti di riferimento a cui poter rivolgersi .

In questo anno segnato dalla pandemia, i bambini, rimanendo molto più in casa, possono essere sembrati più tutelati, è stato così?

R. – No, non è affatto così, per carità, la casa dovrebbe essere il luogo più protettivo nei confronti dei propri figli, e non soltanto dei propri figli ma delle persone che la abitano. Ma è abitata da persone e non solo, oggi nel mondo della nuova tecnologia,  da un mondo che non conosciamo attraverso il cellulare, lo smartphone e attraverso tutte le forme di tecnologia che possiamo utilizzare.  Abbiamo visto in maniera esponenziale l'aumento dell’adescamento, del grooming, ossia tantissimi minori lasciati soli con il proprio cellulare che, non sapendo gestire le relazioni on line, si sono coinvolti in forme di adescamento sessuale, particolarmente sessuale, con il ricatto. Allora, non è vero che la casa può diventare recinto protettivo, perché nel recinto protettivo è necessario che i vigilanti, che sono i genitori o i tutori, in questo caso anche tutti coloro che si occupano dell'infanzia, dovrebbero un pochino alzare il livello della sorveglianza. Meter, nel pieno lockdown, ha ricevuto oltre il 40% in più delle segnalazioni e il materiale prodotto e scambiato da parte dei pedopornografi è veramente inaudito. Nel nostro report del 2020, che presenteremo tra pochissimi mesi, come ogni anno, veramente emerge uno spaccato incredibile.  La questione che non riusciamo a capire è che dobbiamo tener conto del fatto che i minori non possono essere lasciati soli di fronte a un mondo così vasto e così inquietante, sicuramente anche positivo perché la tecnologia non va mai demonizzata, però bisogna saperla utilizzare bene.  

 AZIONE EDUCATIVA - WEBINAR



Vatican News

 


mercoledì 3 giugno 2020

PEDOFILIA ON LINE, REGNA L'INDIFFERENZA.

Turpe mercato prospero nell’indifferenza 
del mondo

Rapporto 2020 dell’Associazione Meter: scovate 7 milioni di foto, 1 milione di video, 320 chat pedopornografiche. L’inerzia dei governi e l’inefficienza delle forze dell’Ordine nel mondo per contrastare questo crimine globale. Intervista a don Fortunato Di Noto

di Roberta Gisotti – Città del Vaticano

“La pedopornografia on line continua a prosperare indisturbata, con profitti in costante crescita”. Il Rapporto 2020 dell’Associazione Meter “merita di essere letto, approfondito, assimilato, compreso e non sottaciuto”. “I dati riportati non sono meri risultati statistici, numeri freddi e senza vita”.
Un crimine mondiale che trova molte complicità
Nonostante la premessa di questi chiari avvertimenti a non sottovalutare  le denunce lanciate nel vuoto, da decenni ormai, da poche organizzazioni come Meter, con ogni probabilità questo crimine, senza confini, resterà in massima parte protetto da una sorta di immunità sociale, complice l’omertà di fatto della grande stampa, l’inefficacia delle strategie messe in atto dalle poche forze di polizia dedicate al contrasto di questo crimine, l’indifferenza delle opinioni pubbliche, il potere di lobby che spingono verso il riconoscimento dei rapporti sessuali tra adulti e minori.  
7 milioni di foto pedopornografiche in un  anno
Il bilancio dell’impegno profuso dall’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop) presso Meter è come ogni anno drammatico, riferendosi agli abusi e alle violenze sessuali subite da bambini da 0 a 13 anni, ma nel 2019 ha registrato un’impennata. Oltre 7 milioni le foto segnalate lo scorso, il doppio che nel 2018; in leggero calo, poco meno di un milione i video; in aumento invece le chat da 234 a 323. Dal 2014 ad oggi l’osservatorio di Meter ha monitorato più di 16 milioni di foto, quasi 3 milioni e 500 mila video, oltre 12 mila 500 archivi e 1022 chat di contenuti pedofili.
I bambini sono merce di un turpe mercato
Dietro questi numeri i corpicini di piccole vittime innocenti oggetto di turpi mercati per il piacere di pedofili on line, coperti dall’anonimato della rete. I bambini sono una merce da vendere, i più richiesti nelle foto quelli tra 8 e 12 anni (oltre 5 milioni e mezzo), a seguire quelli dai 3 ai 7 anni (più di 1 milione 320 mila), infine da 0 a 2 anni (oltre mila 7 e 600).
Trenta nazioni coinvolte nelle denunce di Meter
Riguardo i domini, vi sono 30 nazioni coinvolte nelle denunce, al primo posto lo scorso anno Haiti, seguita da Francia e Nuova Zelanda, in una geografia che nei cinque continenti rispecchia l’offerta, la domanda e i paradisi digitali, dove registrarsi con meno spese e controlli, cosicché se i siti  sono registrati in alcuni Paesi, i servizi e i materiali sono forniti magari da server in altre località, in un commercio senza confini fisici che in massima parte viaggia nel cosiddetto deep web, zona sommersa della rete, dove si intreccia ogni sorta di attività criminali, facilitate dalla maggiore difficoltà o anche impossibilità di essere tracciate e quindi perseguite dalle forze dell’ordine, grazie anche alla velocità con cui vengono impiantate e smantellate in breve tempo. Può capitare che una collezione di foto o video pedopornografici resti a disposizione solo 24 ore.
Appello alle Polizie di tutti gli Stati: collaborate
Per questo Meter fa appello “alle Forze dell’Ordine di tutti gli Stati che dovrebbero collaborare per evitare la perdita e lo spreco di informazioni vitali per il contrasto immediato della pedocriminalità on line web e per la liberazione immediata dei bambini coinvolti in questo turpe mercato di violenza inaudita”. “Aspettiamo che quanti hanno responsabilità̀ di vigilanza e di giustizia si attivino affinché́ non rimanga il silenzio su ciò̀ che accade giornalmente sul web (e non solo). E la stessa sensibilità ci aspettiamo dai comuni cittadini, perché i bambini sono il futuro di tutti”.
L’indifferenza del mondo è il male più inquietante
L’indifferenza del mondo appare infatti l’aspetto più inquietante, confida con amarezza don Fortunato di Noto, parroco ad Avola, nella diocesi di Noto, presidente dell’associazione Meter, fondata dal sacerdote siciliano, che da 30 anni opera in difesa dell’infanzia violata.
R. – E’ così tanto inquietante, essendo ormai un problema globale, non più localizzabile, perché c'è, è vero, l'abuso reale nel posto in cui si trova il bambino ma la produzione del materiale video e foto va oltre quel luogo e attraverso la rete la violenza si propaga ed è usufruibile da pedofili e pedopornografi in tutto il mondo. Qui si tratta non più di numeri ma di vittime reali, che sta coinvolgendo sempre di più la vita di milioni di bambini, cui viene negata l’innocenza e la cosa ancor più grave è che non otterranno mai giustizia, perché non saranno mai identificati. Raramente  le Polizie quando ricevono le segnalazioni le prendono sul serio e portano avanti un’azione investigativa, che faccia giustizia nei confronti del bambino o della bambina vittime.
Don Fortunato, nel concreto, che cosa accade delle vostre denunce?
R. -  Innanzitutto noi denunciamo sempre, essendo italiani, alla Polizia postale italiana, poi di conseguenza quando noi identifichiamo il territorio di appartenenza di un server provider lo segnaliamo alla Polizia di quella Nazione, che sia - ad esempio - in Francia, Spagna, Germania, Nuova Zelanda, Brasile, Colombia, Messico, ecc. In contemporanea mandiamo le nostre segnalazioni, quasi nel 90% dei casi, ai server provider, che purtroppo - qui c'è una postilla che nessuno mai dice -  in quasi tutti i Paesi del mondo agiscono su base volontaria nel segnalare alle Polizie del territorio nazionale i siti e i materiali pedopornografici e questo compromette molto i risultasti delle indagini. In effetti delle oltre 60 mila segnalazioni inviate in 17 anni, con quasi 175 mila link individuati, in ultima analisi pochissime sono state prese in considerazione, escludendo l'Italia che quando c'è un filone italiano veramente agisce con determinatezza e con capacità investigativa di eccellenza.
Quindi se tutte le forze di Polizia del mondo avessero preso sempre sul serio le vostre denunce forse ci sarebbero stati migliori risultati?
R. - E’ di fondamentale importanza perché altrimenti che senso ha Meter che da 30 anni fa segnalazioni costantemente, giorno dopo giorno e attraverso Osmocop, l’Osservatorio mondiale contro la pedofilia,  collabora in altre Nazioni con altri strutture associative, che magari sono molto più sostenute da imprese ed aziende ma che comunque mostrano anche loro che c'è un’azione deficitaria; cioè non ha alcun nessun senso che noi mandiamo le segnalazioni quando poi di fatto non c'è un’azione investigativa, che non è solo un fatto solo punitivo ma si tratta  d’interrompere questo flusso di pedocriminalità, che favorirebbe  l'individuazione delle vittime e favorirebbe la possibilità di trovare i detentori del materiale ma anche gli autori dell'abuso e darebbe una risposta a questo fenomeno così drammatico, così tragico che certamente non troverà forse quasi mai la soluzione definitiva, basti pensare ai neonati coinvolti. Come faranno quei bambini neonati di pochi giorni a denunciare il fatto di un abuso, di cui abbiamo soltanto fotografie e video? Allora se prendessero sul serio – questo lo dico con forza e responsabilità - le nostre segnalazioni in tutto il mondo forse si avrebbero spiragli ulteriori per la tutela e la protezione dei bambini.
Come si sente lei davanti a questa ignavia ai danni dei bambini? La stampa, i governi, le forze di polizia, i gestori della rete, il popolo del web, i cittadini tutti hanno delle responsabilità....
R. - Molte responsabilità. Certamente, ognuno può avere una parte di corresponsabilità per affrontare queste problematiche. Io devo confessare che a volte sento sulla mia pelle la sofferenza e il dolore, a livello personale oltre che associativo; 30 anni di impegno di Meter hanno segnato la storia della pedofilia in Italia e nel mondo, però è anche vero che questo non basta. È necessario uscire fuori dalla burocratizzazione e dall’elitismo dei professionisti dell'abuso, come se ci fosse qualcuno che ne sa di più e qualcuno che ne sa di meno e soprattutto cercare in tutti i modi di prendere sul serio questo problema, che non è marginale ma  coinvolge ogni giorno milioni di bambini vittime e a cui dovrebbe dare risposta ogni Stato, ogni server provider, ogni agenzia educativa, ogni confessione religiosa. Non basta infatti solo sottoscrivere un documento, è necessario poi agire oltre il documento e allora io credo che possiamo farcela insieme. Noi certamente non ci sentiamo né falliti né tanto meno stanchi, però non possiamo fare altro che alzare la voce e chiedere che ognuno faccia propria parte e la faccia bene.
C'è infine un aspetto che spaventa ancor più: in questo vuoto di ogni intervento efficace può crescere l'influenza delle lobby che spingono verso il riconoscimento dei rapporti sessuali tra adulti e minori?
R. - Questo è ormai evidente, si denuncia da decine danni la pressione delle lobby pedofile e pedopornografe che vogliono assolutamente far passare un'idea - alimentata ahimè da migliaia e migliaia di siti e pseudo studi - in cui le relazioni tra adulti e bambini possono rientrare in una sfera di normalità. Non a caso si vuole fare abbassare l'età del consenso dei minori per avere relazioni anche sessuali e si sta facendo passare l'immagine del pedofilo ‘virtuoso’ - già pubblicata, ormai pubblica - perché in fondo in fondo non c'è niente di male in quel che fanno, perché anche il pedofilo ha il suo orientamento sessuale ed è necessario rispettarlo nella sua natura, perché nasce pedofilo. Tutto ciò accade in una società, sorda, assente, silente e a volte anche compromessa.





domenica 19 aprile 2020

BAMBINI VITTIME DI ABUSI. GIORNATA MONDIALE


Meter: pedofilia online in aumento

Sarà tutta sul web la XXIV Giornata per i bambini vittime di violenza, sfruttamento e abusi. Ieri su Facebook e sulla pagina internet dell’Associazione Meter Onlus la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ideata da don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione
di Adriana Masotti - Città del Vaticano

La Giornata in realtà si snoda lungo un’intera settimana, dal 25 aprile al 3 maggio e, a causa del coronavirus, non vedrà eventi pubblici, ma iniziative di riflessione, di preghiera e attività formative, proposte attraverso i social, in particolare sul portale www.associazionemeter.org.
Un grande impegno di sensibilizzazione
La pedofilia non si ferma, non perde occasione di ribadire don Fortunato Di Noto, che sollecita ad una maggiore attenzione e tutela nei riguardi dei bambini dentro e fuori ogni famiglia. 24 anni fa la sua proposta di istituire una Giornata per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e contro la pedofilia, constatando quando poco fosse diffusa la sensibilità verso questi fenomeni. Ma conta oltre 30 anni il suo impegno a favore dei bambini attraverso l’associazione Meter Onlus a cui lo stesso Papa Francesco ha più volte espresso il sostegno.
Il pericolo dell’adescamento tramite internet
Ogni giorno le denunce alle Forze di polizia in Italia e nel mondo riguardano la condizione di piccoli abusati che a volte hanno anche solo pochi giorni di vita e sono tante le famiglie che si rivolgono a Meter per casi di adescamento dei propri figli, da parte di individui e in alcuni casi di organizzazioni criminali che prosperano per l’insufficienza di azioni coordinate e repressive. L’emergenza coronavirus ha obbligato ad un distanziamento sociale necessario, ma il rimanere a casa non implica necessariamente la sicurezza dei bambini, per i quali il rischio di cadere vittime di violenza è in crescita.
Si può fare di più per contrastare il fenomeno
“Bisogna fare di più, le vittime sono tante, milioni, e non possiamo più tollerare tali nefandezze (…) Non c’è una omogeneità delle leggi negli Stati del mondo, e non c’è nessuno Stato escluso”, si legge in un comunicato diffuso da Meter. La Giornata bambini vittime, nata nel 1995, vuole scuotere le coscienze e attivare le comunità ecclesiali cattoliche e di altre confessioni, e quelle civili, per contrastare più efficacemente il triste fenomeno. Nell’intervista a Vatican News lo stesso don Fortunato Di Noto spiega come sarà l’edizione di quest’anno:
R. - La Giornata si terrà, ma si terrà alla luce anche delle emergenze sanitarie del virus e quindi di conseguenza non potremo fare delle attività esterne. Di solito ogni anno tutta la settimana era caratterizzata da iniziative nelle scuole, nelle piazze e nei teatri e si concludeva sempre a piazza San Pietro per ricevere il messaggio e il saluto del Santo Padre. L'anno scorso abbiamo avuto l'occasione anche direttamente di incontrarlo ed è stato veramente un evento importantissimo. Questa volta saremo presenti tramite i Social e inviteremo le famiglie a viverla con noi. Per tutta la settimana cercheremo di capire la situazione dei bambini perché la violenza sui bambini è un dramma perdurante. Non è vero che la violenza si è fermata, al contrario i dati e i numeri dimostrano una drammatica recrudescenza del fenomeno in tutto il mondo, e non c'è nazione al mondo o luogo al mondo dove i bambini non vengano vessati e abusati.
Nel comunicato scritto in occasione di questa Giornata, si dice che la pedofilia non si ferma e che anzi, in questo momento di coronavirus, i pedofili festeggiano…
R. - Ed è così perché i pedofili sfruttano oggi tantissimo internet e i bambini lasciati per ore intere davanti a uno schermo di uno smartphone e nelle chat e nelle mani di piattaforme di tutti i tipi, sono facilmente preda di adulti che cercano di adescarli. E molti cadono nella trappola. Solo noi abbiamo denunciato più di 200 chat di pedofili che volevano adescare. Molte famiglie ci hanno telefonato preoccupate di questo fenomeno perché neppure il coronavirus ferma questi criminali. Dunque bisogna fare attenzione, vigilare e stare accanto ai bambini, non demonizzare certamente internet, però veramente avere un'attenzione profonda alla vita dei bambini che non possono essere lasciati soli. Bisogna restare a casa, ovviamente, però sempre con questa vicinanza, perchè con internet il mondo ti entra a casa”.
Ecco c'è pericolo per i bambini di essere adescati ma forse c'è anche il pericolo per gli adulti di cadere in questo crimine approfittando di un'offerta che viene prodotta e servita, diciamo, sul piatto proprio attraverso internet visto che anche gli adulti ci passano tanto tempo…
R. – Abbiamo bambini vulnerabili davanti a internet, ma ci sono anche adulti vulnerabili che possono cadere nella trappola del ricatto, nella trappola dell’eccessiva esposizione di sé. Penso alle ragazzine, alle diciottenne o ventenni che magari inconsapevolmente utilizzano questi mezzi esponendo troppo se stesse, cadendo nel ricatto e in situazioni molto dannose per la loro vita e il loro equilibrio. Non bisogna demonizzare i nuovi media, ma tenere sempre alta la vigilanza e l'attenzione. La solitudine, poi, l'incapacità di mantenere relazioni, trovarsi in una situazione magari di frustrazione, tutto questo può favorire la ricerca nel mondo virtuale di ciò che nel mondo reale magari non si riesce ad avere. Ripeto, ci vuole vigilanza, prudenza e rispetto di se e dell'altro.
“Nella XXIV GBV preghiamo per il Popolo di Dio affinché promuova con coerenza la difesa, la tutela, la protezione e la cura dei piccoli violati nel corpo e nello spirito e assuma iniziative per la loro salvaguardia in famiglia, nella società e nella scuola. (Preghiera suggerita da Meter)”
Vuol darci qualche dato, tra quelli più recenti, che anche la vostra Associazione ha raccolto riguardo alla pedofilia e alla pedopornografia?
R. – Posso dirle che da marzo a metà aprile due segnalazioni ci hanno portato a denunciare più di 37mila immagini e video che corrispondono a 30mila bambini coinvolti già abusati, quindi dove il danno è già stato fatto. Se poi pensiamo al Report dello scorso anno che presenteremo dopo il 4 maggio, ne esce un quadro veramente agghiacciante che coinvolge tutto il mondo con milioni e milioni di bambini che già hanno subito violenza o che sono a rischio di subirla. Ecco perché questa XXIV Giornata ha lo scopo di attirare l'attenzione e fare di tutto per evitare questo dramma perché è diventato veramente un crimine contro la 'piccola umanità' che lascia ferite profondissime per tutta la vita.
Un messaggio particolare di questa Giornata è l’#iorestobambino che voi avete lanciato. Che cosa significa?
R. – #Iorestobambino è nata dai colloqui che noi facciamo nel nostro Centro ascolto di alcune vittime, perché loro ci dicevano: noi siamo stati abusati da bambini, volevano rubarci l’infanzia, ma noi siamo rimasti bambini. E’ bello questo messaggio: ti riporta all'origine della bellezza dell’essere bambini, perchè è vero che accade un abuso e distrugge la vita psicologica e fisica di chi ne è stato vittima, però di fatto si resta sempre bambini. Questo è il grido più bello in questa Giornata: che insieme si possa dire che noi dobbiamo non solo restare bambini, ma rispettare i bambini.
Il lavoro di tanti anni, questa è la XXIV Giornata, sicuramente è servito a sensibilizzare, ma c'è ancora molto da fare. Si aspettava una risposta maggiore?
R. – Io mi aspetto sempre di più. Infatti da parte dei media, da parte della gente comune e non comune mi aspetto maggiore mobilitazione per promuovere questa Giornata, perchè non è una giornata di Meter, è un’iniziativa che è diventata patrimonio ormai di tutta l'umanità. Nel tempo si è sviluppata, è diventata un punto di riferimento per migliaia di persone che riflettono, che pregano. Ma si può fare di più. E io vorrei che molti non mettessero la testa sotto la sabbia come gli struzzi dicendo non è un problema che mi riguarda la violenza sui bambini. Come ad esempio si fa attenzione al fenomeno del femminicidio, così anche per i bambini. Che differenza c’è con la violenza barbara che viene fatta sui neonati, su bambini piccolissimi da parte di adulti? Perché non c’è un’attenzione più grande che non sia solo quella di un’associazione come la nostra? Questo è un appello per tutti e questa non è una Giornata che finisce, ma che continua poi nella vita di ogni giorno con la tutela dei bambini.


venerdì 3 maggio 2019

5 MAGGIO - GIORNATA NAZIONALE PER LA LOTTA ALLA PEDOFILIA E LA PORNOGRAFIA

Come   mai   una   giornata   per   la   lotta   alla   pedofilia 

Sensibilizzazione e attenzione significano prevenzione. Per questo motivo il 5 maggio si celebra la Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia.
Prevenire significa favorire e potenziare tutte quelle condizioni individuali, familiari e sociali che proteggono un bambino da abusi sessuali, ostacolando il verificarsi di episodi che possono provocare traumi e difficoltà nella crescita. 
Una prevenzione efficace parte da un contesto educativo, familiare e sociale capace di far emergere situazioni che tendono a restare nascoste. Nella prevenzione degli abusi sessuali e nel contrasto della pedofilia (anche nel mondo virtuale) è di primaria importanza aiutare le vittime a raccontarsi, a non chiudersi nel dolore e nel senso di colpa, offrire loro tutto l’ascolto, la comprensione e l’aiuto di cui hanno bisogno. 
Telefono Azzurro ogni anno celebra questa giornata presentando dati aggiornati sull’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini in Italia, nonché sul tema della pedofilia, favorendo tavole rotonde e dibattiti sui temi della prevenzione, dell’ascolto delle vittime e della loro terapia, sul profilo dei pedofili, sulla pedofilia al femminile, sull’adescamento online e sul trattamento degli autori di questi reati. 
Ogni anno i bambini e gli adolescenti vengono coinvolti in questa riflessione, in quanto attori fondamentali di ogni intervento di prevenzione. 

giovedì 17 gennaio 2019

TutelAmi sempre - ABUSO dei MINORI: UN PROBLEMA TRAGICO e TRASVERSALE

Don Di Noto presenta la Giornata bambini vittime della violenza

L’abuso dei minori è un fenomeno globale, nella sola Europa sono circa 20 milioni i minori abusati. Intervista con don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter


di Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

È incentrata sul tema “TutelAmi sempre” la XXIII Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia. L’iniziativa, che si concluderà a Piazza San Pietro il prossimo 5 maggio, alla Recita del Regina Coeli, è promossa dall’Associazione Meter. Su questo appuntamento, presentato ieri, si sofferma a Vatican News don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter. (Ascolta l'intervista)
R. – “TutelAmi” è una parola composta: è la tutela attraverso l’amore. Noi siamo chiamati a svolgere un ruolo alla luce anche dell’appello del Santo Padre nella Lettera rivolta al Popolo di Dio (il 20 agosto scorso). Papa Francesco ha invitato tutti i battezzati. Certo, noi lo facciamo da 23 anni e questo significa che ogni anno, da 23 anni, siamo in Piazza San Pietro in comunione con la Chiesa, in comunione con il Santo Padre e soprattutto in una tensione, alla luce della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio, a operare concretamente nella società, dato che il fenomeno dell’abuso è un fenomeno globale, non certamente relegato solo alla Chiesa.
Quello degli abusi è un problema tragico e trasversale. Quali sono, in particolare, i dati, gli aspetti su cui oggi dobbiamo maggiormente riflettere?
R. – Non è possibile pensare o tollerare – questi sono dati mai smentiti – che solo in Europa ci sono 18-20 milioni di minori che sono stati abusati sessualmente. Se noi facessimo un rapporto uno a uno, significa che abbiamo quasi 20 milioni di abusatori solo in Europa. Dall’abuso non si guarisce. Ci si convive, si vive con l’abuso perché l’abuso fa morire una parte di sé.
In tutta Italia verrà diffusa una preghiera scritta dalle vittime di abuso del Centro ascolto e accoglienza di Meter …
R. – Questo è qualcosa di bello, di profondamente intenso; è un’emozione che nasce nel rapporto filiale che anche le vittime hanno nei confronti del Padre, perché le vittime non hanno niente contro la Chiesa, se non solo quando i pastori non hanno ascoltato, non hanno aiutato, non hanno accompagnato. Non c’è odio contro la Chiesa, perché la Chiesa, per le vittime e per tutti noi, è una Madre che accoglie premurosa. Certo, poi a volte ci sono pastori – ahimé, mi dispiace dirlo, e non sono frasi mie ma dei Padri della Chiesa – che “spesso siedono su cattedre di pestilenza”. E’ una parola dura, però a volte è vero. Quella preghiera verrà diffusa in tutta Italia ma anche all’estero e milioni e milioni di persone pregheranno con quella preghiera, scritta direttamente dalle vittime di abusi sessuali. Questa veramente è una cosa che mi commuove: mi emoziona perché significa che siamo sulla buona strada. Siamo sulla buona strada perché si può fare molto e molto di più.
A proposito di buona strada e di cammini che si compiono, è stata annunciata ieri, dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, la creazione del Servizio nazionale per la tutela dei minori…
R. – È un servizio che deve essere seriamente organizzato e deve essere un servizio quotidiano e costante perché servire i bambini non è una moda ma un impegno permanente della Chiesa.





mercoledì 21 marzo 2018

ALLARME PEDOFILIA. RAPPORTO METER

Cresce la pedopornografia on line

L’Onlus guidata da don Fortunato di Noto ha segnalato quasi un milione di video pedopornografici. 37 i Paesi coinvolti e oltre 1000 i report inviati alle polizie di tutto il mondo. 
Formazione e prevenzione con il Corso per la Nuova pastorale contro la pedofilia

                                                                                                       di Marco Guerra – Città del Vaticano

E’ quintuplicato il numero di video dal contenuto pedopornografico segnalati dall'associazione Meter. È quanto emerge nel rapporto 2017 presentato stamane a Pachino (Siracusa) da don Fortunato di Noto, presidente di Meter Onlus, realtà che anima uno dei più autorevoli e attivi osservatori del mondo sulla pedopornografia on line.
Il sacerdote denuncia quindi un incremento dello scambio, della distribuzione e della compravendita di filmati e immagini che ritraggono abusi avvenuti sui minori. Nel 2017 Meter ha segnalato precisamente 2.196.470 di foto contro 1.946.898 del 2016. I video, invece, sono passati da i 203.047 del 2016, ai 985.006 dell’anno scorso.  Secondo le valutazioni  dell’osservatorio, le vittime più coinvolte si rilevano nella fascia d’età 8/12 anni, seguiti dalla fascia 3/7 anni e infine 0/2 anni. Nel complesso i siti web segnalati sono quasi raddoppiati, dai 9.379 del 2016 ai 17.299 l’anno scorso.
Decine di nazioni coinvolte
Oltre 1000 i report di Meter sono stati inviati e recapitati a capi di Stato, ministri, polizie,  autorità competenti e giornalisti in tutto il mondo,  per renderli consapevoli del dramma della pedofilia e della pedopornografia  e al fine passare così “dalle alleanze delle parole alle alleanza operative”. Nel 2017 sono state infatti 37 le nazioni coinvolte in questo turpe fenomeno.
Il primato nel numero di siti segnalati appartiene all'Isola di Tonga, nell'Oceano Pacifico, anche ha totalizzato 10.096 indirizzi. Seguono la Russia con 1.150 e Saint Pierre et Miquelon, nell'Oceano Atlantico, con 1.091. Per l'Africa e' in testa la Libia con 140 segnalazioni, mentre Hong Kong guida l’Asia con 7 segnalazioni . Vale poi la pena ricordare anche le 181 segnalazioni relative alla Francia. Ad ogni modo Europa e America sono la “culla” della maggior parte delle aziende che gestiscono i server permettendo il funzionamento di molti siti o piattaforme in cui si divulga materiale pedopornografico. Meter evidenzia pertanto l’assenza di controllo da parte dei colossi del web nonostante gli sforzi di qualcuno.                                                                   
Pedofilia culturale
L’azione di Meter non si limita al monitoraggio del web, ..... 







martedì 21 marzo 2017

PEDOFILIA. Il rapporto annuale Meter


Pedofilia: Don Di Noto (Meter), “occorre un approccio globale.
In Europa 18 milioni di bambini vittime di abusi sessuali”

“La pedofilia – dice don Di Noto – è una tragedia criminale, da risvolti incontrollabili. Si combatte non da soli e neanche a settori. Non riguarda solo una categoria sociale o religiosa, ma è così tanto diffusa che gli sforzi per contrastarla sono sempre più insufficienti”.

 “È difficile parlare di pedofilia incolpando soltanto la Chiesa cattolica. È fuori discussione che l’abuso sia una mostruosità, specie se perpetrato da un sacerdote, è fuori discussione tra il 2004 e il 2013 sono stati ridotti allo stato laicale 900 preti.
Ma quando la polizia inglese parla di 750.000 abusatori in Inghilterra, ci sono almeno 750.000 vittime laggiù. E questo non interessa a nessuno. Basta con la lotta settoriale”.
È uno sfogo amaro quello con cui don Fortunato Di Noto, il sacerdote e fondatore dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org) commenta i casi d’abuso e le notizie che arrivano dalla Santa Sede in questi giorni, specie dopo le dimissioni di Marie Collins, membro della Commissione voluta da Papa Francesco contro la pedofilia: “vicenda che deve farci maggiormente riflettere per operare meglio e con chiarezza e determinazione”.
“La pedofilia – dice don Di Noto – che è una tragedia criminale, da risvolti incontrollabili, si combatte non da soli e neanche a settori. Non riguarda solo una categoria sociale o religiosa, ma è così tanto diffusa che gli sforzi per contrastarla sono sempre più insufficienti”. E precisa: “Secondo i dati forniti dalla Agenzia Nazionale per il crimine nel 2015 i pedofili potenziali in Gran Bretagna erano circa 750mila. Impressionante, solo in una Nazione. Non riescono più a controllare il fenomeno. Bisogna fermare questa onda che sta travolgendo milioni di bambini”.
 Per il sacerdote siciliano: “Se solo in Europa ci sono 18 milioni di bambini abusati (dato dichiarato e mai smentito), con una proporzione di 1 ad 1 abbiamo 18 milioni di abusatori, stupratori o come li volete chiamare. Vogliamo fare una proporzione di 1 a 2? Sono almeno 9 milioni tra pedofili e abusatori. Dire che è un esercito è appena vicino alla realtà dei fatti”.
Quindi: “Gli abusi sessuali sui bambini, non solo nel nostro Paese Italia, ma in tutti gli Stati del mondo sono taciuti, si nutrono di silenzio e di connivenze, dove la burocratizzazione rallenta il fattivo impegno nella repressione e nella prevenzione”.
Secondo il fondatore di Meter: “La letteratura scientifica ci dice che l’Italia ha un indice di prevalenza di abusi e maltrattamenti del 9,5 per mille, pari a circa 70/80mila casi l'anno, rispetto all'11,2% dell'Inghilterra e al 12,1% degli Usa.
In Europa 18 milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali (13,4% delle bimbe e 5,7% dei bambini), 44 milioni di violenza fisica (22,9%), 55 milioni di violenza psicologica (29,6%). Le nuove tecnologie non hanno migliorato la situazione.
La diffusione di Internet allarga alla realtà virtuale la geografia dell'infanzia violata e la non collaborazione internazionale permette l’impunità, la produzione e la diffusione del materiale dove i soggetti coinvolti non troveranno mai una giustizia e una liberazione”, conclude don Di Noto.


DR - ilportaledellafamiglia.org

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