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domenica 28 giugno 2026

EDUCAZIONE IN AFRICA

 


L’EDUCAZIONE, 

VERO INVESTIMENTO

PER LO SVILUPPO 

E LA PACE


Nei giorni scorsi una delegazione del Rwanda, guidata la cardinale Antoine Kambanda, arcivescovo metropolita di Kigali, Gran Cancelliere dell’Ipea (istituto per il Patto Educativo per l’Africa) è stata presente a Roma per confrontarsi sulle varie iniziative intraprese e da intraprendere per lo sviluppo del Patto Educativo.

Il cardinale Rwanda (che ha partecipato al Concistoro dei cardinali, diretto da Papa Leone) è il primo cardinale nella storia del Rwanda. Egli è una figura di particolare rilievo per la Chiesa africana e per il cammino di riconciliazione, ricostruzione, e attenzione alla persona che ha segnato la storia recente del suo Paese.

Con lui c’è stato anche ilo professore Jan-Paul Niygena, segretario generale della Fon dazione internazionale Religione e Società, e coordinatore dell’Ipea.

L’Ipea, in collaborazione con le università cattoliche, non solo africane, e l’UMEC-WUCT, sviluppa cinque grandi assi di azione di ricerca  e innovazione nel campo dell’istruzione, a partire dai contesti africani: la formazione dei formatori e dei responsabili delle reti nazionali; la divulgazione e la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche; l’accompagnamento degli attori locali sul campo; organizzazione di uno spazio continentale e internazionale di concertazione, condivisione di riflessioni ed esperienze.

Dal 2017 i responsabili religiosi (cardinali, vescovi, laici …) lavorano per migliorare la qualità dell’istruzione cattolica in Africa.

L’Umec-Wuct vi opera coi suoi rappresentanti non solo sostenendo l’educazione, ma anche vari progetti e strutture socioassistenziali. L’Umec-Wuct, grazie all’interazione con fondazione papale e alla costante ed efficace opera degli allora presidente e segretario generale, e dell’attiva presenza di padre Albert Kabuge (ora rappresentante dell’Unione presso l’Unesco), ha promosso per oltre quindici anni varie iniziative, cooperando anche con l’Unesco, che ha mostrato e mostra apprezzamento per l’opera dell’Unione.Anche la Santa Sede guarda con attenzione alle iniziative dell'Umec-Wuct.

Ancora oggi, l’UMEC-WUCT è impegnata in tal senso.

Nello scorso maggio il presidente, Jan De Groof, e vari rappresentanti locali dell’Unione hanno partecipato, a Kigali (Rwanda,) al convegno sull’educazione cattolica in Africa, coordinato dal Cardinale Kambanda e dal professore Nyingena.

Nel recente Giubileo Mondiale, il cardinale e vari vescovi africani hanno partecipato al Convegno sull’educazione svoltosi a Roma.

gp

sabato 13 giugno 2026

IL PATTO EDUCATIVO AFRICANO

 

INSIEME 

PER L'EDUCAZIONE 

IN AFRICA

Il Cardinale Antoine Kambanda, Arcivescovo do Kigali e Gran Cancelliere dell’IPEA (Istituto del Patto Educativo Africano) e il Presidente dell’UMEC-WUCT, hanno firmato, a Bruxelles, un accordo di cooperazione tra le due organizzazioni. È stato presente anche il coordinatore dell’IPEA, Jean Paul Niygena.

Gli aspetti principali dell’accordo erano stati stabiliti nel recente incontro svoltosi a Kigali, al quale hanno partecipato anche  alcuni rappresentanti dell’UMEC-WUCT.

Gli aspetti principali del Patto sono:

L'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC-WUCT), organizzazione pubblica di diritto canonico che rappresenta gli insegnanti cattolici di tutto il mondo, che risponde alla Santa Sede e collabora strettamente con il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, e il Dicastero per la Cultura e l'Educazione, rappresentata dal suo Presidente, Prof.. Jan DE GROOF,

E l'Istituto del Patto Educativo Africano (AEPI), organizzazione ecclesiastica ed educativa pubblica responsabile dell'attuazione del Patto Educativo Africano, rappresentato da Sua Eminenza il Cardinale Antoine KAMBANDA, Gran Cancelliere, e dal Sig. Jean Paul NIYIGENA, Coordinatore,

Considerato:

• che la missione dell’UMEC-WUCT è la promozione di un progetto educativo di ispirazione cattolica, il sostegno delle reti educative nazionali e lo sviluppo di legami di solidarietà attiva tra i suoi membri;

• che l’UMEC-WUCT ha riaffermato il suo impegno a lavorare attivamente per l'attuazione del Patto Educativo Africano e per la costruzione di una comunità fraterna globale aperta a tutti

• che l'IPEA sostiene le conferenze episcopali, le diocesi, le università e le scuole nell'accoglienza e nell'attuazione del Patto africano sull'istruzione, in conformità con le risoluzioni adottate ad Abidjan il 10 dicembre 2023;

• che lo scambio di buone pratiche tra gli insegnanti cattolici è una delle priorità del Patto africano sull'istruzione e del Patto globale sull'istruzione;

• che l'IPEA ha constatato, attraverso le diverse conferenze nazionali sull'educazione cattolica che ha contribuito a preparare e organizzare nella Repubblica Centrafricana, in Nigeria, nella Repubblica Democratica del Congo, in Burundi, in Ruanda, in Mozambico e altrove, e che lo scambio di buone pratiche tra insegnanti e dirigenti scolastici rimane una sfida importante in Africa;

• che l'UMEC-WUCT si impegna a promuovere la diversità e il pluralismo nell'istruzione come una delle garanzie della democrazia;

• che l'IPEA, sulla base della sua esperienza in diversi paesi, ha osservato che la cooperazione tra Stati e Chiesa in materia di istruzione deve essere rafforzata per garantire un'istruzione di qualità;

 Convinti che gli insegnanti cattolici contribuiscano all'identità delle scuole cattoliche e all'attuazione del Patto africano per l'istruzione, e che rappresentino una leva decisiva per la trasformazione delle società africane,

LE PARTI CONCORDANO QUANTO SEGUE:

Articolo 1 – Scopo

Lo scopo del presente Accordo quadro è quello di promuovere, strutturare e rafforzare la cooperazione tra l'OIEC e l'IPEA, con una priorità assoluta:

1.1. Priorità strategica: l'istruzione delle ragazze in Africa

Le parti si impegnano a fare dell'istruzione delle ragazze il fulcro primario del loro partenariato, mobilitando le proprie reti, competenze e risorse per:

• promuovere lo scambio di buone pratiche tra insegnanti e dirigenti scolastici;

• rafforzare la formazione degli insegnanti cattolici per soddisfare i requisiti di una scuola e università cattolica;

• promuovere la diversità e la pluralità delle opportunità educative e garantire il ruolo delle scuole cattoliche;

• favorire la cooperazione tra Stati e Chiesa nel campo dell'istruzione;

• adoperarsi presso i governi per garantire il diritto a un'istruzione di qualità per ogni bambino.

1.2. Altri obiettivi del partenariato

Oltre a questa priorità, le parti cooperano anche su:

• l'attuazione del Patto africano sull'istruzione;

• il rafforzamento delle capacità di educatori e dirigenti scolastici;

• il sostegno alle reti educative cattoliche;

• la promozione della fraternità universale e della pace;

• la tutela dei minori e del benessere emotivo dei giovani.




 

lunedì 25 maggio 2026

INSEGNANTI CATTOLICI NEL MONDO

-di Giovanni Perrone

IN ROMANIA IL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULL'EDUCAZIONE CATTOLICA

Si avvia oggi l’incontro internazionale sull’educazione cattolica nel mondo. Il tema è “Essere insegnanti cattolici nelle diverse realtà del mondo. Sfide e speranze”.

È organizzato dall’UMEC-WUCT e dalla Diocesi di Oradea. Vi partecipano vescovi e insegnanti provenienti da varie diocesi, nazioni e continenti.

L’eparca di Oradea, il vescovo Virgil Bercea, co-organizzatore dell’evento, e il vicario, papas Paul Popa, sostenitori della presenza e dello sviluppo dell’Unione nei paesi orientali, evidenziano l’importanza dell’incontro, occasione di confronto e di progettazione per tutti. “Abbiamo accolto l’invito di Papa Leone, a “disegnare nuove mappe di speranza”, ci dicono. “La presenza di insegnanti cattolici nel mondo, infatti, è segno di speranza per tutti, cristiani e non cristiani. Essere insegnanti cattolici vuol dire impegnarsi nel quotidiano scolastico e sociale a testimoniare i valori del Vangelo, nel rispetto delle varie realtà e culture. Andate e predicate in tutto il mondo, è l’invito di Gesù, nel momento dell’ascensione. Non abbiate paura: Io sono con voi”.

Concorda il presidente dell’UMEC-WUCT, il professore Jan De Groof: “L’insegnante cattolico è chiamato ad essere un cittadino attivo, a dare anima ai saperi scolastici, a farne percorsi di pace, di solidarietà e di dialogo; a prestare attenzione ai più deboli ed emarginati ed essere fecondo punto di riferimento per alunni, famiglie e complesse realtà ove operano”.

De Groof è di ritorno dal recente incontro degli insegnanti cattolici in Africa sulle sfide educative nel vasto continente, organizzato insieme all’Arcivescovo di Kigali (Rwanda), il cardinale Antoine Kambanda e a “l’Institut Pacte Éducatif Africain (IPEA). In Africa l’UMEC-WUCT è da anni impegnata anche, insieme all’UNESCO, a promuovere iniziative di formazione e solidarietà.

L’incontro di Oradea prevede interventi del cardinale Parolin, dell’Arcivescovo di Cambrai, monsignor Dollmann (Assistente ecclesiastico dell’Unione), di rappresentanti delle chiese locali, del Ministero rumeno per l’educazione, di varie Università e scuole, cattoliche laiche, e di delegati per l’educazione di numerose diocesi.

Le giornate di lavoro prevedono anche la partecipazione ad eventi liturgici bizantini, incontri con le scuole di Oradea e visita ai monumenti della città. Il Convegno si concluderà giorno 27.

Immagine: L’apertura dei lavori del Convegno nella Cattedrale di Oradea


-


giovedì 5 marzo 2026

L’UMEC-WUCT VERSO IL DOMANI

 

INCONTRO

 A 

CAMBRAI


Il Comitato Esecutivo dell'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC-WUCT), con la partecipazione dei rappresentanti regionali e del rappresentante dell'UNESCO, ha svolto i lavori del tradizionale incontro annuale di verifica e di progettazione a Cambrai (Alta Francia), presso la residenza dall'Assistente Ecclesiastico, l'Arcivescovo Dollmann di Cambrai.

Le tre giornate  sono state caratterizzate da un intenso lavoro. Sono state valutate le iniziative dell'anno precedente, incluso il Giubileo Mondiale dell'Educazione, e progettate quelle per il corrente anno. Si è constatato che l'Unione si sta sviluppando e il suo impegno è apprezzato dalla Santa Sede e dall'UNESCO.

Le principali attività previste per il 2026 sono: la conferenza in Romania sulle attuali sfide educative, organizzata in collaborazione con la Diocesi di Oradea (24-28 maggio), ; e la conferenza in Africa sulle principali questioni educative del continente.

 Sono inoltre iniziati i preparativi per il congresso quadriennale per il rinnovo degli organi direttivi dell'Unione (che si terrà a Roma all'inizio di dicembre). I partecipanti al congresso, come da tradizione, incontreranno il Papa. Una parte dell'incontro è stata dedicata agli aspetti organizzativi dell'Unione, nonché alle attuali problematiche socio-educative.

 Il Comitato ha espresso profonda preoccupazione per la violenza, i massacri e le guerre che devastano e umiliano diverse regioni del mondo, lasciando milioni di vittime di violenza e fame.

Inoltre, esprime preoccupazione per gli abusi mediatici, la mancanza di rispetto per la vita e l'egocentrismo che caratterizzano molte situazioni. L'educazione alla cooperazione e alla pace, al rispetto delle persone e dell'ambiente, è urgentemente necessaria per garantire l'educazione integrale per tutti! È, inoltre, urgente rivitalizzare le associazioni educative e professionali, spazio di confronto, di formazione e di cammino.

L'UMEC-WUCT farà  il possibile per aiutare gli insegnanti a migliorare la qualità del servizio che offrono, spesso in grandi difficoltà. Infatti, l'impegno dei docenti non  sempre è adeguatamente riconosciuto.

I recenti messaggi di Papa Francesco offrono riflessioni e consigli oppotuno per tutti gli educatori. L'invito è a "tracciare nuove strade", a essere "pellegrini di speranza" e "promotori di dignità, giustizia e fiducia". Sempre urgente e attuale!

 I partecipanti  all'incontro provengono da Belgio, Cile, Filippine, Francia, Italia, Romania e Regno Unito.


sabato 9 novembre 2024

IN CILE IL CONSIGLIO UMEC-WUCT

IDENTITA' DELL'INSEGNANTE CATTOLICO 

OGGI E DOMANI

IN CAMMINO VERSO

 IL GIUBILEO

Dall'11 al 15 novembre i rappresentanti delle istituzioni aderenti all'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici, provenienti dai vari continenti, si riuniranno a Santiago del Chile per l'annuale incontro del Consiglio dell'Unione.

Il programma è molto ricco.  Prevede la partecipazione dell'Arcivescovo di Santiago, del rappresentate dell'Unesco per l'America Latina,  di rettori  e docenti di varie università dell'America Latina (Cile, Colombia, Argentina, Messico), di autorità politiche e religiose, di insegnanti provenienti da varie scuole del Cile.

Sono previsti l'incontro con il Collegio San Patricio di Ciguayante e la visita a luoghi di rilevanza culturale e turistica.

Particolare attenzione sarà dedicata al cammino giubilare e alla partecipazione dell'Unione al Giubileo degli Educatori che avrà luogo a Roma dal 30 ottobre al 2 novembre del prossimo anno.

Il Consiglio, come da Statuto, riserverà mezza giornata alla verifica delle attività dell'Unione a livello mondiale, continentale e nazionale.

I lavori saranno coordinati dal presidente dell'Unione, il professore Jan De Groof, dal coordinatore dell'Unione dell'America Latina, il professore Mario Sandoval, e dal direttore del Collegio San Patricio, professore Patricio Inostroza.

PROGRAMMA




giovedì 16 novembre 2023

ESSERE ASSOCIAZIONE OGGI

 

“Le associazioni di fedeli 

nella Chiesa oggi” 

- di d. Giovanni Buontempo 

                  

Condivido con voi alcune riflessioni sulla realtà dell’associazionismo laicale oggi. Il nostro Dicastero, all’interno della Santa Sede, ha la competenza di concedere il riconoscimento giuridico alle associazioni internazionali di fedeli e di accompagnarle nel loro sviluppo e nel loro apostolato. Al momento attuale vi sono 116 realtà aggregative laicali riconosciute dalla Santa Sede. Sono molto diverse fra di loro, per origine, natura, finalità. Mi concentro in particolare su quelle, come l’UMEC, che hanno il carattere di associazioni di fedeli.

            Alcune di queste associazioni appartengono al gruppo delle ex Organizzazioni Internazionali Cattoliche (OIC), dicitura non più utilizzata, e trovano la loro origine in quella corrente associativa di carattere laicale che ha avuto un grande impulso tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo. L’allora Pontificio Consiglio per i Laici, in uno studio a loro dedicato, vedeva una duplice finalità delle OIC: «la promozione della vita apostolica e missionaria dei propri membri» e insieme «la capacità di organizzare e gestire una presenza cristiana incisiva nella vita internazionale»[1]. L’ambiente ecclesiale e culturale che ha dato origine a questa “corrente associativa” era contraddistinto da una nuova visione di Chiesa come “mistero di comunione”, dal desiderio di portare l’annuncio cristiano in ambienti sempre più secolarizzati, dalla crescente consapevolezza del protagonismo laicale[2].

Numerosi testi magisteriali hanno sostenuto e incoraggiato tali realtà. Ne cito uno particolarmente significativo, la Gaudium et Spes, che afferma: «simili associazioni giovano non poco a istillare quel senso universale, che tanto conviene ai cattolici, e a formare la coscienza di una responsabilità e di una solidarietà veramente universali» (n. 90). Con il nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, si è resa necessaria la revisione dello statuto giuridico di tali realtà, che hanno riformulato i loro statuti, diventando “Associazioni Internazionali di fedeli”, rientrando dunque sotto la competenza del Pontificio Consiglio per i Laici, e, a partire dal 2016, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Dal testo del Pontificio Consiglio per i Laici e dal testo conciliare Gaudium et Spes emergono queste quattro finalità in relazione a quelle Associazioni di fedeli che hanno raccolto l’eredità delle OIC: 1) promuovere una attività apostolica coordinata; 2) rendere incisiva la presenza cristiana nella vita internazionale, 3) promuovere un senso internazionale tipicamente cattolico; 4) formare alla corresponsabilità universale. Cosa è cambiato oggi rispetto a queste finalità?

 Una prima differenza fondamentale è che ai tempi che hanno visto nascere molte OIC, la formazione cristiana era previa all’appartenenza all’associazione e la si riceveva altrove: in famiglia, nella parrocchia, persino a scuola. Ora non è più così. Nell’attuale contesto culturale che caratterizza molte delle società occidentali, tante persone – in alcuni paesi la stragrande maggioranza – non ricevono più alcune formazione cristiana (e religiosa in genere) né in famiglia, né in parrocchia o in altre strutture ecclesiali (che non frequentano più) e, ancor meno, nelle scuole e nelle altre istituzioni formative. Sorge dunque un nuovo compito e una nuova responsabilità per le Associazioni di fedeli, quella di diventare luoghi di formazione cristiana per i loro membri. Spesso le persone si avvicinano ad una associazione attratti da qualche evento a cui prendono parte, più spesso per via di relazioni di amicizia che si stringono con coloro che sono già membri, ma la fede di chi oggi diventa membro di una qualsiasi associazione di fedeli non può più essere data per scontata. Al giorno d’oggi, sempre più spesso, proprio l’associazione diventa il luogo del primo incontro con il Signore, del primo incontro con la fede e con la realtà viva della Chiesa. Prima ancora di promuovere un’azione apostolica coordinata, prima di pensare alla presenza cristiana nella vita internazionale e nella società, prima di rivolgere un appello alla responsabilità internazionale, è necessario accompagnare le persone in un graduale cammino di iniziazione alla vita cristiana. La grande sfida per molte associazione è quella di offrire, in modo permanente, percorsi di evangelizzazione e catechesi, di primo annuncio, di formazione alla fede, di accompagnamento nella crescita spirituale. Sottolineo che per “formazione cristiana” non bisogna limitarsi a conferenze scolastiche, ma catechesi vive e kerigmatiche, introduzione alla vita sacramentale della Chiesa, celebrazioni liturgiche, introduzione alla vita di preghiera, verifica della vita alla luce della Parola di Dio, momenti di confronto e dialogo, esperienze di fraternità, esperienze di servizio e di carità, esperienze missionarie etc. Il modello è la “formazione alla fede” che Gesù fece con i suoi discepoli.

Il Santo Padre afferma nella Evangelii Gaudium: «La formazione dei laici e l’evangelizzazione delle categorie professionali e intellettuali rappresentano un’importante sfida pastorale» (EG 102). In altri tempi la sfida sarebbe stata quella di “mobilitare” le categorie professionali (con una identità cattolica già ben delineata) e di “orientare” il loro impegni verso un fine apostolico comune. Ora la sfida pastorale è quella di “evangelizzare” le categorie professionali.

             Una seconda grande differenza rispetto ai tempi delle origini delle OIC è data dal nuovo contesto culturale che viviamo a livello globale. Cito le parole significative di Papa Francesco pronunciate in occasione del lancio del grande progetto che va sotto il nome di “Patto educativo globale”:

«Viviamo un cambiamento epocale: una metamorfosi non solo culturale ma anche antropologica che genera nuovi linguaggi e scarta, senza discernimento, i paradigmi consegnatici dalla storia. L’educazione si scontra con la cosiddetta rapidación, che imprigiona l’esistenza nel vortice della velocità tecnologica e digitale, cambiando continuamente i punti di riferimento. In questo contesto, l’identità stessa perde consistenza e la struttura psicologica si disintegra di fronte a un mutamento incessante che contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica» (Messaggio del Santo Padre Francesco per il lancio del Patto Educativo, 12 settembre 2019).

È un testo molto denso. Papa Francesco, per caratterizzare il nostro tempo, ha affermato più volte che si tratta non di “un’epoca di cambiamento” bensì di “un cambiamento d’epoca” che trasforma «velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza»[3]. Al tempo della nascita di molte OIC, c’era senza dubbio una maggiore uniformità antropologica, persino fra credenti e non credenti. C’era una tacita condivisione di una “visione d’insieme”, nel senso che esisteva un modo fondamentale di intendere la persona, le relazioni, la vita famigliare, la vita sociale, che era lo stesso per tutti. Ora, come dice il Papa, i “paradigmi consegnatici dalla storia” non sono più accettati. Più che rifiutati, sono semplicemente ignorati. Pensiamo, ad esempio al modo di concepire l’uomo (nella sua costitutiva realtà corporea-spirituale), al modo di concepire la relazione uomo-donna, la relazione genitori-figli, la relazione individuo-stato, la relazione fra individuo e territorio di appartenenza (cfr ad esempio la distinzione di D. Goodhart fra generazione degli “anywhere” rispetto a quella dei “somewhere”)[4].

            Questo dissolvimento dei paradigmi storici provoca la perdita di coesione sociale e la dissoluzione dell’identità e della struttura psicologica delle persone (basta guardare allo smarrimento dei giovani!). Proprio di fronte a tutto ciò il Papà ha proposto un “Patto Educativo globale” che vorrebbe «costruire un “villaggio dell’educazione” dove … trovare la convergenza globale per un’educazione che sappia farsi portatrice di un’alleanza tra tutte le componenti della persona: tra lo studio e la vita; tra le generazioni; tra i docenti, gli studenti, le famiglie e la società civile con le sue espressioni intellettuali, scientifiche, artistiche, sportive, politiche, imprenditoriali e solidali»[5], e soprattutto dove al centro di tutto si torni a mettere la persona.

            Le Associazioni di fedeli, e voi dell’UMEC in particolare, sono chiamate in causa in questa sfida. Si tratta di ridare senso all’esistenza di tante persone. Si tratta di ritrovare le motivazioni profonde dell’essere persona, dello stare insieme, della relazione uomo donna e della sfida di accogliere un progetto di vita coinvolgente e bello come la famiglia. Si tratta di riflettere sull’interconnessione di tutti gli uomini e dunque di ripensare la responsabilità dell’uomo nei confronti degli altri, della società, della creazione. Si tratta, in fondo, di “ridire” l’uomo e le sue dimensioni fondamentali, in modo creativo, avvincente e incoraggiante. Con un linguaggio e degli stili che siano propositivi e generino entusiasmo, non usando toni censori, risentiti e di condanna.

 un compito che vi riguarda in prima persona poiché, gli insegnanti sono appunto educatori, e molto spesso le figure educative più importanti e autorevoli in assoluto nella vita di tanti giovani. Proprio la fede cristiana dà uno slancio particolare al compito educativo, perché dalla fede nasce un interesse, un amore particolare al bene della persona e al bene del suo sviluppo integrale. La fede infatti porta con sé la carità divina, che ci spinge dall’interno a cercare il bene degli altri e a considerare la loro piena realizzazione e la loro felicità come nostra stessa felicità. Dunque, un insegnante veramente cristiano è quasi sempre un educatore appassionato, che ha particolare empatia con le persone, propenso a valorizzare i loro doni, a sottolineare la loro dignità, a far emergere la loro unicità.

 Per concludere, vorrei richiamare un pensiero di S. Agostino. Nel libro X delle Confessioni, Agostino osserva che tutti gli uomini desiderano la felicità, ma, si chiede, dove hanno conosciuto la verità? Infatti, si desidera solo ciò che si conosce (Conf. X,20,29). Dunque per desiderare la felicità gli uomini devono averne fatto in qualche modo esperienza (X,21,31). Ma, si chiede ancora Agostino, qual è questa esperienza che ha fatto provare loro felicità? Deve trattarsi di una esperienza che è alla portata di tutti e che dunque tutti hanno fatto e che perciò ha lasciato in tutti un “ricordo della felicità” che è rimasto impresso in modo indelebile nell’animo umano. Secondo Agostino questa esperienza è la conoscenza della verità! Conoscere la verità provoca una intima gioia nell’uomo, Agostino afferma infatti che la felicità è essenzialmente il “piacere del vero” (Conf. X, 23,33). Ma, andando ancora più a fondo, Agostino si spinge fino a dire che ogni esperienza di verità è in fondo una esperienza di Dio. Egli afferma: «Dove ho trovato una verità, là ho trovato il mio Dio, che è la verità stessa» (Conf X,24,35) (Ubi enim inveni veritatem, ibi inveni Deum meum, ipsam veritatem). Ogni esperienza di verità è una esperienza di Dio che provoca un intimo gaudio nell’uomo e che lascia una traccia di sé indelebile nella memoria. L’uomo desidera la felicità perché desidera provare ancora quell’esperienza di appagamento e di gioia che ha provato nel conoscere la verità. Dobbiamo notare che Agostino parlava di ogni verità, non solo di verità religiose.

Capiamo dunque la grande opportunità che ha un insegnante. Ogni insegnante, di qualsiasi materia, è una “guida verso la verità”, quella verità che abbraccia tutti i campi del sapere umano: sia essa la verità storica, la verità matematica e scientifica, la verità estetica, la verità filosofica, ed ogni altra verità. Questa esperienza è così potente da lasciare tracce di gioia nell’animo umano così profonde che diventano un richiamo silenzioso di Dio stesso. La conoscenza, o meglio, l’“esperienza” della verità accende nell’animo una segreta aspirazione dell’animo verso Dio che è la pienezza della verità. Aiutare i giovani a cercare la verità, aiutarli ad innamorarsi della verità, significa dunque indirizzarli verso Dio, significa aprire il loro animo alla ricerca della vera felicità e dunque della vera pace. Quale grande missione, quale grande responsabilità per ogni insegnante!

 

[1] Cf. Pontificio Consiglio per i Laici, L’Assemblea generale della Conferenza delle OIC, in Notiziario 8 (2003), n. 7.

[2] G. Carriquiry Lecour, Lo sviluppo del fenomeno associativo nella Chiesa cattolica, in G. Carriquiry Lecour, ed., Statuti delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche, Milano 2001, IX-XI.

[3] Papa Francesco, Discorso alla Curia Romana per gli auguri di Natale, 21 dicembre 2019.

[4] David Goodhart, The Road to Somewhere: The Populist Revolt and the Future of Politics, C Hurst & Co, 2017.

[5] Messaggio del Santo Padre Francesco per il lancio del Patto Educativo, 12 settembre 2019.




giovedì 1 dicembre 2022

INSEGNANTI CATTOLICI NEL MONDO


- di Giovanni Perrone *

L’UMEC-WUCT, rifondata in Roma nel 1951, ha attraversato decenni che hanno visto grandi cambiamenti a livello politico, ecclesiale, sociale. Il mondo di oggi certamente non è quello di settanta anni fa, il presente è alquanto complesso, il futuro molto incerto.

Ripercorrendo il cammino dell’Unione (ma anche di varie  associazioni che aderiscono all'Unione, come l'AIMC) facendo tesoro della memoria e guardando al futuro, si evidenzia che essa – seppure in modi diversi, adeguati ai tempi - si poggia su tre pilastri, ancor oggi attuali: i valori, le relazioni, la competenza. Sono tre pilastri fondamentali per ogni educatore e per ogni istituzione educativa. Nella quotidiana opera dell’insegnante cattolico essi rifulgono di particolare luce, poiché ogni educatore cattolico, in qualsiasi realtà opera, è chiamato a testimoniare il Vangelo nella scuola e nella società. Naturalmente la testimonianza non è “colonizzazione” ma umanizzazione, come afferma il Papa: “di fronte ad un invadente individualismo, che rende umanamente poveri e culturalmente sterili, è necessario umanizzare l’educazione”.1

Il Santo Padre sovente parla di educazione, invitando istituzioni scolastiche ed universitarie, e insegnanti, a impegnarsi sempre più per garantire ad ogni studente, ovunque esso sia, piena educazione. In particolare, a Papa Francesco stanno a cuore i più emarginati, che sovente sono privi di tutto,

In cammino verso il domani

Pensando al futuro delle associazioni di insegnanti cattolici che operano in varie parti del mondo.  mi sembra opportuno far tesoro delle parole di papa Francesco  per condividere una comune visione (pur nel rispetto delle varie realtà) sull’azione educativa alla quale sono chiamati associazioni, scuole e insegnanti. Infatti, c’è una stretta e dinamica relazione tra il nostro essere unione di insegnanti cattolici e la realtà sociale, educativa e scolastica del mondo. Non possiamo starcene alla finestra!

Siamo limitati, è vero, ma siamo invitati a fare del nostro meglio attraverso un generoso, costante, intelligente, responsabile e competente impegno.

Ecco, perciò, alcuni semplici (e incompleti) spunti per il dialogo e la riflessione, che ciascuno, per quel che gli compete, potrà sviluppare ed approfondire. Dialogo e condivisione sono sempre una ricchezza per tutti. .......

Leggi: I PILASTRI


domenica 13 novembre 2022

UMEC-WUCT. ELETTO IL NUOVO COMITATO ESECUTIVO

L’Assemblea Generale dell’Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (della quale l'AIMC è socio fondatore) ha eletto il nuovo Comitato Esecutivo che sarà composto, oltre che dall’Assistente Ecclesiastico, mons. Vincent Dollmann, Arcivescovo di Cambrai, dal presidente Jan de Groof, professore all’Universitá di Anversa, dal segretario generale, Giuseppe Desideri, dirigente scolastico, e dal tesoriere Caroline Healy, dell’Università di Londra. 

Il Papa, nel corso dell’incontro coi partecipanti all’Assemblea, ha ringraziato i componenti del Comitato Esecutivo che hanno espletato dieci anni di servizio (il belga Guy Bourdeaud’hui, l’italiano Giovanni Perrone e l’inglese John Lydon) "per il fedele e generoso e proficuo impegno" e ha augurato buon cammino ai nuovi eletti.

"Esprimo la mia gratitudine ai membri del Comitato di Presidenza uscente per il fedele e generoso servizio prestato per molti anni, nella certezza che il lavoro svolto – disinteressatamente e con grande passione – porterà frutti nel futuro: lavoro per dare frutti".

Il Papa ha evidenziato il valore dell’Unione per la cooperazione tra gli insegnanti e per la testimonianza dei valori evangelici nelle scuole e nelle università del mondo.

"La vostra Unione si propone di incoraggiare e di motivare tutti questi insegnanti, perché siano pienamente consapevoli della loro importante missione di educatori e testimoni della fede, individualmente o all’interno di gruppi di colleghi. A tale scopo voi vi proponete di essere una rete di colleghi nella professione e di fratelli e sorelle nella fede che, in spirito e stile di amicizia, di accoglienza, di conoscenza reciproca e di comune crescita spirituale, si mettono al servizio di tutti gli insegnanti cattolici perché conservino la loro identità e portino avanti la loro missione. Direi che in questo compito siete “collaboratori del Papa”: infatti, la missione del Successore di Pietro è proprio quella di confermare e sostenere i fratelli nella fede (cfr Lc 22,32). E così voi, nel mondo della scuola, fate presente il servizio della Chiesa di sostenere nella fede gli insegnanti cattolici, perché possano svolgere al meglio il loro lavoro e la loro testimonianza, in situazioni spesso complesse sul piano relazionale e sul piano istituzionale......Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a guardare avanti con speranza e a dare nuovo impulso all’Unione degli Insegnanti Cattolici. C’è un grande lavoro e una missione importante che vi aspettano nel mondo della scuola". 

DISCORSO DEL SANTO PADRE




sabato 12 novembre 2022

PAPA FRANCESCO: COLTIVARE L'ARTE DI EDUCARE

Il Papa agli insegnanti cattolici: state attenti alle colonizzazioni ideologiche

 

É importante "avere bravi e saggi educatori negli anni della formazione": la raccomandazione del Papa all'Unione mondiale degli insegnanti cattolici ai quali chiede di coltivare e accrescere continuamente "l'arte di educare". Francesco avverte inoltre che "la colonizzazione ideologica distrugge la personalità umana"


-         di Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

State attenti a far comprendere agli insegnanti "cosa è una novità che fa crescere e cosa è una ideologizzazione, una colonizzazione ideologica". "Oggi le colonizzazioni ideologiche distruggono la personalità umana e quando entrano nell’educazione fanno delle stragi". È quanto sottolinea Papa Francesco incontrando i partecipanti all'Assemblea generale dell'Unione mondiale degli insegnanti cattolici (Umec-Wuct), “una rete di colleghi nella professione e di fratelli e sorelle nella fede che - spiega il Pontefice - in spirito e stile di amicizia, di accoglienza, di conoscenza reciproca e di comune crescita spirituale, si mettono al servizio di tutti gli insegnanti cattolici perché conservino la loro identità e portino avanti la loro missione”.

Direi che in questo compito siete “collaboratori del Papa”: infatti, la missione del Successore di Pietro è proprio quella di confermare e sostenere i fratelli nella fede (cfr Lc 22,32). E così voi, nel mondo della scuola, fate presente il servizio della Chiesa di sostenere nella fede gli insegnanti cattolici, perché possano svolgere al meglio il loro lavoro e la loro testimonianza, in situazioni spesso complesse sul piano relazionale e sul piano istituzionale.

Testimoniare le fede

“La presenza di educatori cristiani nel mondo della scuola è di vitale importanza. E decisivo è lo stile che egli o ella assume. L’educatore cristiano infatti è chiamato ad essere nello stesso tempo pienamente umano e pienamente cristiano”. “Non deve essere spiritualista e fuori dal mondo”. "Non c'è umanesimo senza cristianesimo. E non c'è cristianesimo senza umanesimo". L'educatore cristiano deve essere, quindi, “radicato nel presente, nel suo tempo, nella sua cultura. È importante che la sua personalità sia ricca, aperta, capace di stabilire relazioni sincere con gli studenti, di capire le loro esigenze più profonde, le loro domande, le loro paure, i loro sogni”.

E che sia anche capace di testimoniare – anzitutto con la vita e anche con le parole – che la fede cristiana abbraccia tutto l’umano, che porta luce e verità in ogni ambito dell’esistenza, senza escludere niente, senza tagliare le ali ai sogni dei giovani, senza impoverire le loro aspirazioni.

DISCORSO DEL PAPA

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martedì 8 ottobre 2019

UMEC-WUCT - CONSIGLIO 2019 - INSTRUMENTUM LABORIS

PUBBLICATO L' INSTRUMENTUM LABORIS


REFLEXION SUR LE THEME DU CONSEIL
To reflect on the Council theme
PARA REFLEXIONAR SOBRE EL TEMA DEL CONSEJO
Om te reflecteren over het thema van de Raad
DE REFLECTAT PE TEMA CONSILIULUI
Über das Thema des Rates nachzudenken
PER RIFLETTERE SUL TEMA DEL CONSIGLIO

L'nione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (alla quale l'AIMC aderisce sin dalla sua fondazione) ha  preparato un itinerario di discussione e riflessione su tema del prossimo Consiglio mondiale che si terrà a Bruxelles nel prossimo novembre. 
E’ uno "strumento di lavoro” che potrete utilizzare e arricchire personalmente o (meglio) in gruppo coi colleghi della scuola o del territorio ove operate. 
Potrete diffondere il dossier tra le persone interessate all'argomento.
I vari documenti che ci perverranno saranno pubblicati nel  blog e potrebbero far parte del dossier che conterrà tutta la documentazione del Consiglio (da pubblicare successivamente al Consiglio).
Se lo desiderate, potrete riassumere le vostre riflessioni in una o due pagine, che (se perverranno per tempo !) desideriamo distribuire all'inizio del Consiglio. 
Vi preghiamo di volere inviare tali documenti (se vi sarà possibile ed entro ottobre) tradotti in più lingue (in particolare anche in inglese e francese) in maniera da facilitare la lettura e la comprensione.
Al Consiglio parteciperanno i rappresentati di scuole, università e associazioni professionali provenienti da Argentina, Belgio,  Burundi, Cameroun, Congo, Filippine, Francia, Gabon, Germania, India, Italia, Olanda e Romania.  
In rappresentanza dell'AIMC parteciperanno il presidente e componenti il  Gruppo Operativo nazionale.
L'UMEC-WUCT ringrazia coloro che hanno collaborato alla preparazione e traduzione del dossier (il testo originale è in italiano). In particolare, Emmanuel Banywesize, Italo Bassotto, Jean Marc Mitangala, Adrian Podar, Hector Rigaldo.

giovedì 13 giugno 2019

EDUCAZIONE: SENTIERI DI VIOLENZA o SENTIERI DI LIBERTÀ '?


UMEC-WUCT  Consiglio 2019
                                                                        Bruxelles, 15-17 novembre

EDUCARE IN UN MONDO CHE CAMBIA
Sentieri di violenza vs sentieri di libertà ?

Ogni evento educativo è radicato in una visione della vita e incarnata nel quotidiano. Valori, azioni, relazioni, visioni del mondo si concretizzano in sentieri da percorrere per raggiungere determinate mete, al fine di permettere a ciascuna persona di sviluppare i talenti personali e realizzarsi pienamente.
L’educazione è un cammino che si percorre su determinati sentieri che permettono all’allievo, orientato e accompagnato dall’educatore, di vivere delle esperienze, di conquistare conoscenze e competenze, di mettersi alla prova, di riflettere, di progettare e sperimentare dei progetti personali o comunitari. E’ un cammino che interroga e sfida, di fronte ai molteplici cambiamenti e delle violenze che caratterizzano il mondo odierno. L’educazione è un cammino che si realizza con gli altri: il progetto di ogni persona si confronta con quello altrui, si arricchisce, si rivisita, si affina, in rapporto con i progetti educativi degli altri e della società.
Quali visioni della vita e dell’educazione, dell’uomo e dell’umanità del mondo orientano, o dovrebbero orientare, i vari percorsi, i progetti, le scelte, gli stili di insegnamento, le relazioni, la solidarietà, la responsabilità, le valutazioni in contesto caratterizzato da crisi e di molteplici mutazioni?
Gli stessi saperi, le scelte organizzative, i ritmi non sono “senz’anima”. I sentieri educativi (che percorriamo ogni giorno) possono essere sentieri di libertà o sentieri di violenza, sentieri che hanno senso o sentieri privi di meta, sentieri che esaltano la dignità di ogni persona  o sentieri che la umiliano e sviliscono, sentieri a misura del passo di ciascuno o sentieri omologati, sentieri che sviluppano responsabilità e autonomia o sentieri che favoriscono passività e “inappetenza culturale”, sentieri ove la libertà è vissuta o sentieri ove si pratica la violenza, sentieri che aprono nuovi orizzonti o sentieri di autoreferenza e chiusura, sentieri di coraggio o di paura, strade di ricerca, di confronto e di riflessività o percorsi di arroganza, di colonizzazione o di liberazione e valorizzazione, sentieri di rifiuto o di accoglienza per favorire  la concreta realizzazione di ciò che Papa Francesco chiama “umanesimo solidale”.
Guardiamo dentro le istituzioni scolastiche ove operiamo, con coraggio e con lealtà. Esploriamo stili e saperi, progetti e relazioni al fine di comprendere quali sono le caratteristiche di un sentiero di libertà, al fine di scoprire e snidare le varie forme di violenza che persistono e frenano o ostacolano la concretizzazione dell’umanesimo solidale e responsabile per una società vissuta in spirito di condivisione, nella diversità, ma anche di scoprire e valorizzare le possibilità teoriche e pratiche dei sentieri di libertà.  Si tratta di comunicare e scambiare le esperienze, tenendo conto della nostra identità cristiana, che permette di evitare ogni tentazione di percorrere le vie dell’oppressione e della violenza.
Insomma, si tratta di esplorare e di (ri)pensare il nostro modo di essere (sempre e ovunque) degli educatori esemplari, degli educatori cristiani capaci di operare nella complessa realtà odierna e nei vari ambienti dove insegniamo: testimoni credibili nelle scuole e nel mondo.

L’annuale Consiglio UMEC-WUCT, del prossimo novembre, a Bruxelles, attende perciò le nostre riflessioni ed esperienze che, condivise, ci aiuteranno ad arricchirci reciprocamente e a migliorare la qualità del nostro essere educatori e formatori delle giovani generazioni, di dare un significativo contributo alle istituzioni ove operiamo, in realtà complesse e in rapido cambiamento.
 Per favore, inviare entro il 15 settembre i vostri contributi di idee ed esperienze a: umec.wuct@gmail.com.
 Per conoscere il programma e le modalità di partecipazione scrivere a: umec.wuct@gmail.com  o visitare il blog: http://wuct.umec.blogspot.com