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martedì 8 ottobre 2019

UMEC-WUCT - CONSIGLIO 2019 - INSTRUMENTUM LABORIS

PUBBLICATO L' INSTRUMENTUM LABORIS


REFLEXION SUR LE THEME DU CONSEIL
To reflect on the Council theme
PARA REFLEXIONAR SOBRE EL TEMA DEL CONSEJO
Om te reflecteren over het thema van de Raad
DE REFLECTAT PE TEMA CONSILIULUI
Über das Thema des Rates nachzudenken
PER RIFLETTERE SUL TEMA DEL CONSIGLIO

L'nione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (alla quale l'AIMC aderisce sin dalla sua fondazione) ha  preparato un itinerario di discussione e riflessione su tema del prossimo Consiglio mondiale che si terrà a Bruxelles nel prossimo novembre. 
E’ uno "strumento di lavoro” che potrete utilizzare e arricchire personalmente o (meglio) in gruppo coi colleghi della scuola o del territorio ove operate. 
Potrete diffondere il dossier tra le persone interessate all'argomento.
I vari documenti che ci perverranno saranno pubblicati nel  blog e potrebbero far parte del dossier che conterrà tutta la documentazione del Consiglio (da pubblicare successivamente al Consiglio).
Se lo desiderate, potrete riassumere le vostre riflessioni in una o due pagine, che (se perverranno per tempo !) desideriamo distribuire all'inizio del Consiglio. 
Vi preghiamo di volere inviare tali documenti (se vi sarà possibile ed entro ottobre) tradotti in più lingue (in particolare anche in inglese e francese) in maniera da facilitare la lettura e la comprensione.
Al Consiglio parteciperanno i rappresentati di scuole, università e associazioni professionali provenienti da Argentina, Belgio,  Burundi, Cameroun, Congo, Filippine, Francia, Gabon, Germania, India, Italia, Olanda e Romania.  
In rappresentanza dell'AIMC parteciperanno il presidente e componenti il  Gruppo Operativo nazionale.
L'UMEC-WUCT ringrazia coloro che hanno collaborato alla preparazione e traduzione del dossier (il testo originale è in italiano). In particolare, Emmanuel Banywesize, Italo Bassotto, Jean Marc Mitangala, Adrian Podar, Hector Rigaldo.

mercoledì 20 giugno 2018

" I GIOVANI, LA FEDE, IL DISCERNIMENTO" - L'Instrumentum Laboris in preparazione al Sinodo dei Giovani

RISCOPRIRE 
LA BELLEZZA 
DELLA VITA

"Desidero aiutare tutti e ciascuno a mettersi in sintonia con l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo dei giovani dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, che si svolgerà a Roma dal 3 al 28 ottobre prossimi. Come avrete certamente notato, si tratta di un testo abbastanza ampio e articolato, del quale cercherò di illustrare alcuni elementi principali, partendo dal dire qualcosa sulle finalità del Sinodo, sul metodo seguito e sulla struttura del documento.
Il Sinodo ha come prima finalità quella di rendere consapevole tutta la Chiesa del suo importante e per nulla facoltativo compito di accompagnare ogni giovane, nessuno escluso, verso la gioia dell’amore; in secondo luogo, prendendo sul serio questa missione, la Chiesa stessa potrà riacquistare un rinnovato dinamismo giovanile; in terzo luogo è importante anche per la Chiesa cogliere quest’occasione per mettersi in discernimento vocazionale, così da riscoprire in che modo può meglio corrispondere oggi alla sua chiamata ad essere anima, luce, sale e lievito del nostro mondo.
Come conseguenza di queste finalità, l’Instrumentum Laboris è redatto secondo il “metodo del discernimento”. Con ciò intendo dire che in sostanza il Sinodo stesso è un esercizio di discernimento, il cui processo si attua compiendo gli stessi passi che aiutano ogni giovane a far luce sulla propria vocazione. Papa Francesco, in Evangelii Gaudium 51, presenta il processo di discernimento con tre verbi: riconoscere, interpretare, scegliere.
Per questo motivo, il testo è diviso in tre parti, ciascuna riferita a uno dei tre verbi. Il primo passaggio del discernimento è segnato dal verbo riconoscere. Subito viene in mente il racconto dell’episodio di Emmaus, dove si dice che «si aprirono i loro occhi e lo riconobbero» (Lc 24,31). È quindi evidente che “riconoscere” non è un generico vedere o un semplice ascoltare, ma dice molto di più: si tratta di lasciarsi abitare dalla grazia per avere lo sguardo del discepolo, una comprensione della realtà che sa vedere il cuore, un’intelligenza che nasce dalle viscere di misericordia che abitano in ognuno di noi. “Riconoscere” significa partecipare dello sguardo di Dio sulla realtà, osservando il modo in cui Dio parla a noi attraverso di essa.
Il secondo passaggio punta sul verbo interpretare. La realtà è più importante dell’idea, ma le idee diventano necessarie nel momento in cui si sono riconosciuti gli appelli che vengono dalla realtà. Ci vuole un quadro di riferimento per interpretare la realtà, altrimenti si resta preda della superficialità. È necessario andare in profondità, verso un livello biblico e antropologico, teologico ed ecclesiologico, pedagogico e spirituale. Le buone idee illuminano, fanno chiarezza, sciolgono i nodi, aiutano a sbrogliare la matassa, a superare la confusione e a risolvere le frammentazioni, accompagnando verso una visione integrale e sinfonica.

Il terzo momento si concentra sulla necessità di scegliere. Dopo aver riconosciuto e interpretato, la fase più delicata e importante è prendere decisioni coraggiose e lungimiranti alla luce del percorso svolto. Il discernimento troppe volte rischia di arenarsi su infinite analisi e su molte e diverse interpretazioni, che non arrivano a buon fine, cioè a decisioni concrete, profetiche e pratiche. Ecco che diventa importante portare a compimento il cammino attraverso scelte condivise che ci aiutino nel nostro percorso di conversione pastorale e missionaria....