venerdì 18 gennaio 2019

XXVII SETTIMANA DELLA CULTURA SCIENTIFICA

Che cosa è la Settimana
Scopo della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica è di mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica.
In particolare, la Settimana stimola l’apertura di efficaci canali di comunicazione e di scambio tra l’universo della società civile (che vede in prima fila il mondo della scuola), da un lato, e l’articolato complesso del Sistema Ricerca (università, enti di ricerca pubblici e privati, musei, aziende, associazioni, ecc.), dall’altro.
Si tratta di un compito di importanza decisiva, non solo perché contribuisce alla crescita culturale del Paese, ma anche perché costituisce uno dei presupposti per il pieno esercizio dei diritti democratici dei cittadini, i quali sono chiamati a compiere sempre più spesso scelte (ambiente, genetica, energia, ecc.) che, per essere davvero autonome e responsabili, implicano una solida cultura scientifica di base.
Le Settimane costituiscono anche lo strumento per sperimentare e promuovere l’ambizioso progetto elaborato e sostenuto dal MIUR di dar vita a un sistema nazionale di istituzioni permanenti (musei, centri e città della scienza e della tecnica, università, accademie, ecc.), impegnate nel compito di garantire ai cittadini un’informazione tecnico-scientifica aggiornata e certificata, provvedendo nel contempo alla valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico del quale è ricchissimo il nostro Paese.
La Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica mira in modo del tutto particolare a favorire la partecipazione dei giovani in età scolare alle iniziative in programma. Infatti, è soprattutto ai giovani che possono essere affidate le speranze di un radicale rinnovamento e di un proficuo arricchimento della cultura di base del nostro Paese.
Presso università, industrie, enti pubblici e privati, ecc., vi sono laboratori e musei specialistici che possono mostrare agli studenti l’attività di ricerca scientifica nel nostro Paese, di ieri e di oggi. I giovani potranno osservare direttamente gli strumenti di lavoro, le esperienze e le attività di ricerca e incontrare i ricercatori. Ne può quindi risultare un’esperienza importante per i giovani, capace di influenzare anche le loro scelte future, offrendo un orientamento verso un indirizzo preciso, di studio e di lavoro.
L’iniziativa nazionale delle Settimane (che ha offerto il modello alle Settimane Europee della Cultura Scientifica, promosse nel 1993 dalla CEE per iniziativa del Commissario Europeo per la Ricerca, Antonio Ruberti) si avvale del determinante contributo dei numerosissimi soggetti pubblici e e privati che mettono in cantiere annualmente numerosi eventi offerti al pubblico, nonché dell’incoraggiamento, del supporto e del coordinamento, su scala locale e regionale, che può essere garantito dalle Regioni, dalle amministrazioni comunali e provinciali.
Che cosa offre il programma della Settimana
Convegni e seminari su temi di storia delle scienze e delle tecniche, di attualità scientifica, di riflessione sui fondamenti delle scienze e sulle implicazioni etico-politiche della ricerca scientifica e tecnologica; iniziative di orientamento sul ruolo dei media per la diffusione della cultura tecnico-scientifica di per garantire l’aggiornamento permanente degli insegnanti e per far crescere e qualificare il tasso di cultura tecnico-scientifica nel mondo della scuola; riflessioni e sperimentazioni sul ruolo e sui sempre più vasti campi di applicazione delle nuove tecnologie (per la tutela dei beni culturali, per la didattica e la formazione, per la salute e il recupero dell’handicap, ecc.); manifestazioni destinate ad approfondire il tema del rapporto tra diffusione della cultura tecnico-scientifica e crescita delle opportunità di occupazione per i giovani.
Mostre, filmati, cicli di conferenze, forum telematici ecc., su temi di divulgazione scientifica, anche in prospettiva storica.
Presentazione di nuovi progetti, allestimenti, servizi (aperture straordinarie, visite guidate, ecc.)o pacchetti didattici presso i musei scientifici (tecnico-scientifici, naturalistici, medici, etno-antropologici, storici ), gli orti botanici e i parchi naturali, le scuole e gli istituti di ogni ordine e grado che possiedano gabinetti scientifici d’interesse storico e didattico.
“Laboratori aperti” presso le strutture universitarie di ricerca, gli enti di ricerca e le imprese pubbliche e private impegnate nell’innovazione.
Corsi di aggiornamento per insegnanti su tematiche di frontiera della ricerca scientifico- tecnologica.
Programmi di turismo scientifico per le scuole di ogni ordine e grado; iniziative e manifestazioni nel campo della cultura e dell’educazione ambientale.
Mostre, spettacoli teatrali, musicali e multimediali nel campo delle arti visive e “minori”, nell’ambito delle relazioni arti-scienza, storia-scienza e società-scienza, sulle “immagini” della scienza e della tecnica nell’arte, nella letteratura, nella storia e in generale su questioni interdisciplinari.
Qualunque altra manifestazione o forma di comunicazione suggerita dalla creatività dei proponenti, purché efficace in funzione dell’obiettivo di divulgare una seria cultura tecnico-scientifica di base.
Indicazioni per gli organizzatori delle manifestazioni della Settimana
Per poter partecipare alla XXVIII Settimana occorrerà inserire i dati relativi alle manifestazioni, dalle ore 10.00 del 22 gennaio alle ore 12.00 del 25 gennaio 2019, secondo le indicazioni contenute nella guida scaricabile all’indirizzo https://roma.cilea.it/Sirio/
Insieme ai dati informativi sarà possibile inserire testi e foto.
Si ricorda inoltre che,nell’ambito della propria autonomia, i soggetti proponenti le singole iniziative sono responsabili della correttezza dell’informazione prodotta e si assumono interamente gli oneri finanziari di organizzazione e promozione.
E’ dunque necessario:
Presentare iniziative appropriate, per contenuti, per metodologie divulgative e per capacità di coinvolgere un vasto pubblico, in coerenza con gli obiettivi culturali della Settimana;
Ricercare il massimo coinvolgimento degli insegnanti e degli studenti, a tal fine si raccomanda di predisporre, ove possibile, materiali didattici.
www.edscuola.it





giovedì 17 gennaio 2019

TutelAmi sempre - ABUSO dei MINORI: UN PROBLEMA TRAGICO e TRASVERSALE

Don Di Noto presenta la Giornata bambini vittime della violenza

L’abuso dei minori è un fenomeno globale, nella sola Europa sono circa 20 milioni i minori abusati. Intervista con don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter


di Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

È incentrata sul tema “TutelAmi sempre” la XXIII Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia. L’iniziativa, che si concluderà a Piazza San Pietro il prossimo 5 maggio, alla Recita del Regina Coeli, è promossa dall’Associazione Meter. Su questo appuntamento, presentato ieri, si sofferma a Vatican News don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter. (Ascolta l'intervista)
R. – “TutelAmi” è una parola composta: è la tutela attraverso l’amore. Noi siamo chiamati a svolgere un ruolo alla luce anche dell’appello del Santo Padre nella Lettera rivolta al Popolo di Dio (il 20 agosto scorso). Papa Francesco ha invitato tutti i battezzati. Certo, noi lo facciamo da 23 anni e questo significa che ogni anno, da 23 anni, siamo in Piazza San Pietro in comunione con la Chiesa, in comunione con il Santo Padre e soprattutto in una tensione, alla luce della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio, a operare concretamente nella società, dato che il fenomeno dell’abuso è un fenomeno globale, non certamente relegato solo alla Chiesa.
Quello degli abusi è un problema tragico e trasversale. Quali sono, in particolare, i dati, gli aspetti su cui oggi dobbiamo maggiormente riflettere?
R. – Non è possibile pensare o tollerare – questi sono dati mai smentiti – che solo in Europa ci sono 18-20 milioni di minori che sono stati abusati sessualmente. Se noi facessimo un rapporto uno a uno, significa che abbiamo quasi 20 milioni di abusatori solo in Europa. Dall’abuso non si guarisce. Ci si convive, si vive con l’abuso perché l’abuso fa morire una parte di sé.
In tutta Italia verrà diffusa una preghiera scritta dalle vittime di abuso del Centro ascolto e accoglienza di Meter …
R. – Questo è qualcosa di bello, di profondamente intenso; è un’emozione che nasce nel rapporto filiale che anche le vittime hanno nei confronti del Padre, perché le vittime non hanno niente contro la Chiesa, se non solo quando i pastori non hanno ascoltato, non hanno aiutato, non hanno accompagnato. Non c’è odio contro la Chiesa, perché la Chiesa, per le vittime e per tutti noi, è una Madre che accoglie premurosa. Certo, poi a volte ci sono pastori – ahimé, mi dispiace dirlo, e non sono frasi mie ma dei Padri della Chiesa – che “spesso siedono su cattedre di pestilenza”. E’ una parola dura, però a volte è vero. Quella preghiera verrà diffusa in tutta Italia ma anche all’estero e milioni e milioni di persone pregheranno con quella preghiera, scritta direttamente dalle vittime di abusi sessuali. Questa veramente è una cosa che mi commuove: mi emoziona perché significa che siamo sulla buona strada. Siamo sulla buona strada perché si può fare molto e molto di più.
A proposito di buona strada e di cammini che si compiono, è stata annunciata ieri, dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, la creazione del Servizio nazionale per la tutela dei minori…
R. – È un servizio che deve essere seriamente organizzato e deve essere un servizio quotidiano e costante perché servire i bambini non è una moda ma un impegno permanente della Chiesa.





ALTA FORMAZIONE PER DIRIGENTI E DOCENTI

AIMC / UNIVERSITÀ “FEDERICO II” di NAPOLI
Corsi di Alta Formazione -A.A. 2018/2019

Sono pubblicati il bando e gli allegati di ciascuno dei quattro Corsi di Alta Formazione che l’AIMC indice, di concerto con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nell'ambito dell’Accordo Quadro e dell’Accordo Attuativo del 28 dicembre 2018,
nell’A.A 2018/19 sui temi:

- “Cittadinanza attiva e legalità ”;
- “Educazione alla cultura economica ”;
- “Inclusione scolastica e sociale ”;
- “Leadership per la promozione del successo
formativo ”.

I corsi intendono proporre approfondimenti rispettivamente sui temi:
- società come luogo di attivazione di cittadinanza democratica e di promozione della legalità, nonché formare i cittadini italiani che siano allo stesso tempo cittadini dell’Europa e del mondo, stimolando lo sviluppo nell’uomo-cittadino dell’etica della responsabilità, del senso della legalità e dell’appartenenza a una comunità residente in un determinato territorio;
- principali concetti dell’economia politica così come sono approfonditi nel dibattito fra gli studiosi.
Saranno in particolare esaminati i temi della disoccupazione, dell’inflazione, del debito e deficit pubblico, dello sviluppo economico e della sua sostenibilità sociale, economica e ambientale;
- inclusione sociale con particolare attenzione all’inclusione scolastica e alla sua centralità per la costruzione di città-inclusive. Il percorso formativo sarà concentrato particolarmente sulle cause economiche, sociali e istituzionali dell’esclusione e sull’analisi delle politiche di inclusione con lo studio di buone prassi sia in ambito scolastico che sociale;
- importanza della leadership quale leva strategica dell’organizzazione e del management. Far acquisire o accrescere nei partecipanti gli strumenti di leadership per un’ efficace gestione del contesto lavorativo. Lavorare sulla leadership efficace che è dinamica, innovativa, richiede uno stile che ispiri, motivi, influenzi, sviluppi sia i risultati presenti sia quelli futuri. Aiutare i partecipanti a trovare in se stessi le qualità del leader . Individuare i comportamenti di leadership più efficaci nelle diverse situazioni gestionali (leadership situazionale). 
I corsi seguiranno un percorso altamente professionale, atto a fornire un aggiornamento di elevato profilo. 
Sono previste 60 ore circa, di cui 30 dedicate all'attività formativa in aula, 10 dedicate all'attività formativa e-learning e 20 di laboratori tematici, studi di casi specifici e consegna dell’elaborato finale.
L’attività didattica in aula si svolgerà presumibilmente un giorno ogni due settimane presso i locali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” mentre l’attività formativa e-learning si svolgerà attraverso la piattaforma http://www.aimc.it/online/
La frequenza è obbligatoria. 
I corsi si concluderanno entro il 10 giugno 2019.
Per il conseguimento dell’attestato finale è necessario aver frequentato completamente l’intero percorso didattico del corso e superato la prova finale.
Il numero minimo per l’attivazione dei corsi è di 25 (venticinque) iscritti.
I bandi di concorso e relative graduatorie sono pubblicati presso il Dipartimento di Scienze Politiche in Via L. Rodinò, 22 e V ia Mezzocannone, 4 - 80138 Napoli nonché attraverso i siti del Dipartimento www .scienzepolitiche.unina.it e dell’ AIMC www .aimc.it.

Ecco i corsi:

CITTADINANZA ATTIVA E LEGALITÀ

EDUCAZIONE ALLA CULTURA ECONOMICA

INCLUSIONE SCOLASTICA E SOCIALE

LEADERSHIP PER LA PROMOZIONE DEL SUCCESSO FORMATIVO









martedì 15 gennaio 2019

RAPPORTO ISTAT - CRESCE L'ABBANDONO SCOLASTICO



L’ultimo Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat evidenzia che il trend di abbandono scolastico in Italia è in crescita! Nel 2017, infatti, i giovani di 18-24 anni che non sono inclusi nel sistema di istruzione e formazione e possiedono al più la licenza media sono aumentati, arrivando in un anno all’11,3% contro il 10,6% del 2016 (www.istat.it), sono il 21,2% in Sardegna e il 20,9% in Sicilia; in altre regioni, invece, la percentuale di giovani che abbandona è inferiore al valore medio europeo: in Abruzzo (7,4%), provincia di Trento (7,8%), Umbria (9,3%), Emilia-Romagna (9,9%), Marche (10,1%), Friuli-Venezia Giulia (10,3%) e Veneto (10,5%).



lunedì 14 gennaio 2019

BASSETTI: NON DIVIDERSI SU POVERI E MIGRANTI. L'ITALIA SIA RESPONSABILE

Il Presidente Cei apre il Consiglio permanente: il ruolo del nostro Paese nel Mediterraneo è indicato da «posizione geografica, storia e cultura». 

Posizione geografica, storia e cultura dell’Italia «ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo». Su poveri e migranti non ci si può dividere. E neanche «agire per approssimazione». Lo afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, aprendo il Consiglio permanente, che si svolge da oggi a mercoledì 16 gennaio a Roma. Il Porporato coglie l’occasione per ringraziare gli abitanti di Torre di Melissa per la loro solidarietà e accoglienza nei confronti «di quei profughi abbandonati in balìa delle onde».
Nell’introduzione Bassetti mette esordisce ricordando che la Chiesa è chiamata a «interpretare questo tempo, attraversato da venti che disperdono, provocando in molti confusione e smarrimento, ripiegamento e chiusura».
Il Cardinale dice di essere «anziano» e il primo a sentirsi «a volte inadeguato, ma intuisco che in questo contesto dobbiamo – a maggior ragione – impegnarci a lavorare meglio, appassionati e concentrati sull’essenziale».
Se la confusione è «grande, non dobbiamo essere noi ad aumentarla; se ci sentiamo provocati o criticati, dobbiamo cercare di capirne le ragioni; se siamo ignorati, dobbiamo tornare a bussare con rispetto e convinzione; se veniamo tirati per la giacca, dobbiamo riflettere prima di acconsentire e fare».
Le sue paure non sono legate alle difficoltà, bensì allo «scoraggiamento» e alla «sfiducia, che costituiscono il terreno sul quale il male attecchisce e cresce. Temo l’indifferenza con cui il male si impadronisce delle nostre paure per trasformarle in rabbia. Temo l’astuzia che si serve dell’ignoranza. Temo la vanità che avvelena gli arrivisti. Temo l’orizzonte angusto dei luoghi comuni, delle risposte frettolose, dei richiami gridati».
Il Presidente della Conferenza episcopale italiana evidenzia: «Il male ama l’ordine fine a se stesso, la potenza, la ricchezza; lo Spirito, invece, è fuoco, è libertà vigile, è sorpresa e incontro. Il male invecchia, arrabbiato e stanco; il bene è una giovane primavera».
Poi precisa che «la relazione cristiana non è un galateo o una lezione di buone maniere, bensì una disposizione del cuore e della mente, una scoperta di quanto sia possibile affrontare anche i problemi più impegnativi quando si ha amore».
Così, quando «il popolo è confuso, il modo migliore per rispondere al nostro dovere non è quello di proporre facili rassicurazioni, lasciando capire che poi tutto s’aggiusta o che, comunque, altri sono quelli che devono pensarci. Siamo chiamati, piuttosto, a saperci confrontare con franchezza e ad assumere con determinazione le scelte necessarie, così da essere non solo più efficienti, ma soprattutto più chiari e uniti».
Bassetti esorta: «Le nostre decisioni devono seguire un metodo, supportato da un’idea forte e da continue verifiche, da un luogo di elaborazione culturale che non sia semplicemente una vetrina per proporre se stessi». Serve «metodo anche per utilizzare al meglio le risorse materiali e finanziarie che i cittadini e i fedeli mettono a disposizione della Chiesa; ci serve metodo per interagire con le Istituzioni, in modo distinto e collaborativo; ci serve metodo per guardare avanti con fiducia e impegno».
Non basta rincorrere «l’attualità con comunicati e interviste; non possiamo perdere la capacità di costruire autonomamente la nostra agenda, aperti a ciò che accade – a partire dalle emergenze che bussano ogni giorno alla porta – ma fedeli a un nostro programma pastorale, che è poi il Vangelo».
Alla Chiesa occorre ripartire dallo stile «sinodale», vivendolo «sul campo, tra la gente, per consigliare, sostenere, consolare».
L’obiettivo del Prelato è «arrivare all’Assemblea di maggio con un progetto condiviso, così che si possa dire: la Chiesa italiana non si lamenta, ma si prepara a fare di più e meglio. Vorrei che sapessimo mostrare al Paese che noi cattolici non disertiamo le sfide impegnative di questo nostro tempo, convinti come siamo che possono essere affrontate e superate».
L’introduzione termina con un duplice ringraziamento e un appello.
Il primo «grazie lo rivolgo agli abitanti di Torre di Melissa. Mentre sul migrante e sulla persona fragile stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale che – come sostiene Papa Francesco – “enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza”, la piccola comunità sulla costa crotonese ha scritto una pagina di segno contrario». La racconta: «A fronte di quella cinquantina di profughi abbandonati in balìa delle onde, sindaco, forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini hanno saputo esprimere una solidarietà corale». Ecco che «sui poveri non ci è dato di dividerci, né di agire per approssimazione: la stessa posizione geografica del nostro Paese e, ancor più, la nostra storia e la nostra cultura, ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo come in Europa».
Il secondo attestato di riconoscenza lo rivolge «a quanti – non da ultimo le testate giornalistiche – si sono adoperati per evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit. Come ha sottolineato il Presidente del Consiglio, il mondo del Terzo settore riveste nella società italiana un ruolo determinante». A sua volta, aggiunge che «questa sua centralità vive di valori e progetti, è spazio educativo e formativo all’insegna della gratuità e del servizio; è spazio di impegno civile, teso alla costruzione del bene comune».
E sempre di più c’è necessità «di questa società civile organizzata, c’è bisogno dei corpi intermedi, di quella sussidiarietà che risponde alle povertà e ai bisogni con la forza dell’esperienza e della creatività, della professionalità e delle buone relazioni».
Per Bassetti è «l’orizzonte su cui il 18 gennaio di cent’anni fa don Luigi Sturzo fondava il Partito Popolare Italiano, con l’attenzione a coniugare l’integralità del Cristianesimo con il rispetto della laicità della politica, anche per evitare – come diceva lo stesso Sturzo – che “la religione venga compromessa in agitazioni politiche e in ire di parte”».
E l’appello «va in questa medesima direzione: governare il Paese significa servirlo e curarlo come se lo si dovesse riconsegnare in ogni momento. Ai “liberi e forti” di oggi dico: lavorate insieme per l’unità del Paese, fate rete, condividete esperienza e innovazione».
Assicura infine che «come Chiesa faremo la nostra parte con pazienza e coraggio, senza cercare interessi di bottega».
Nel corso del pomeriggio piena soddisfazione viene espressa dal Presidente Cei per la decisione del Governo di evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit. 


sabato 12 gennaio 2019

LA TENEREZZA DEL PADRE DISSOLVE OGNI PAURA

Dal Vangelo secondo Luca     
 Lc 3, 15-16. 21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Commento di don Fabio Rosini
 Il racconto di Luca del Battesimo di Gesù parte da un pensiero del cuore del popolo in attesa: «Forse Giovanni Battista è il Messia?». Uno come il Battista quadra con gli schemi umani: una persona seria, esigente, che sa richiamare le coscienze distratte, uno che sa rimproverare. Ma lui risponde: «Io sono solo acqua, deve arrivare lo Spirito di Dio, il suo fuoco». Un altro paio di maniche. Cosa sarà mai? Sarà un dono più grande delle attese: il cuore degli uomini non arriva a pensare che Dio regali la cosa a cui tiene di più. Come scoprire che qualcuno ci ha donato quello che gli sta a cuore più di qualsiasi cosa. Capiamo chi siamo agli occhi di quella persona, scopriamo di contare tanto per costui – se mai una cosa simile ci è successa.
Dio non sta dicendo o chiedendo qualcosa, ma ha aperto lo scrigno e ha regalato la cosa più bella per Lui, il motivo della sua gioia. «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». E così scopriamo anche che esiste un “compiacimento” di Dio, e questo è uno sguardo oltre il velo dei segreti divini, dritti dritti nella vita intima di Dio: ha un ‹figlio che lo riempie di gioia.
È Padre – cosa tutt’altro che immediata per la mente umana – e soprattutto è tanto felice di esserlo. Si potrebbe dire che questa è la festa della paternità di Dio.
In una intervista recente mi è stato chiesto cosa vorrei che fosse inciso nella scatola nera dell’umanità, se tutti gli altri messaggi andassero persi, in una frase che esprimesse quel che veramente conta; ho risposto: «Dio è nostro Padre». Dubitare della sua paternità è la tragedia dell’umanità, ritrovarlo in Cristo è la nostra via d’uscita dall’autodistruzione e il fondamento dell’amore.
Questa rivelazione, Luca precisa, accade mentre Gesù è in preghiera.
Eravamo partiti dai pensieri del cuore del popolo per poi avere uno squarcio di luce sul cuore di Dio Padre, e arriviamo al cuore della preghiera di Gesù, ascoltando quel che gli è detto in questa preghiera: il Padre parla direttamente a Lui dicendogli che è Figlio amato e fonte di gioia.
Ma lo sente pure il popolo, perché questo è destinato anche a noi, perché lo Spirito Santo che ora aleggia su di Lui, a noi sarà donato dopo la sua risurrezione.
Il nostro stesso Battesimo è illuminato da questa festa ed è il sigillo sacramentale che ci offre un’identità intessuta dei pensieri e dei sentimenti di Cristo.
Sapere di essere figli per il Padre celeste, e percepire la Sua tenerezza è il contenuto esistenziale del Battesimo e il dono della preghiera. Questo è quel che c’è veramente da sapere di noi stessi e del prossimo, e da questo sentimento ogni solitudine può terminare e ogni paura può essere dissolta.
Abbiamo tutti bisogno che il Padre celeste ci invii il suo Spirito, che aleggi anche su di noi come nelle acque della creazione, per farci ricominciare mille volte dal Suo affetto e avere il senso della preziosità della nostra vita, e l’importanza dell’esistenza di chi ci circonda.