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lunedì 14 agosto 2023

IL PROGETTO DADA. SCUOLA IN MOVIMENTO


 Insegnanti restano in aula e gli studenti si spostano al cambio dell’ora.

“Il metodo che aiuta la concentrazione e stimola la mente”.

 

INTERVISTA a Giovanna Tufarelli

-         di Vincenzo Brancatisano

 Chi si ferma non è certamente perduto, ma fa più fatica. Più fatica, se è un alunno o un’alunna, a stare attento in classe, a concentrarsi, a sentirsi motivato nel processo di apprendimento con i propri insegnanti.

Perché dunque costringiamo i nostri alunni a stare sei ore consecutive fermi tra una sedia e un banco ad ascoltare il docente che si alterna con i propri colleghi che girano da un’aula all’altra nel cambio d’ora e non invertiamo invece le parti facendo in modo che siano gli alunni a spostarsi ogni due ore da un’aula all’altra, dedicata, ciascuna, a una disciplina specifica? È dai quesiti che precedono, che poi rappresentano una sfida educativa, e dalla consapevolezza di quanto descritto, maturata quest’ultima in tanti anni tra gli studiosi e gli operatori scolastici della zona, che nascerà tra un mese, presso l’istituto comprensivo Costabile-Carducci di Capaccio-Paestum e Trentinara, la prima sperimentazione del Modello DADA della provincia di Salerno. Sarà una delle duecento scuole italiane che ad oggi hanno adottato un modello che sta appassionando ricercatori, pedagogisti, dirigenti aperti alle novità didattiche ed educative, insegnanti.

 Il termine DADA è un acronimo che sta per Didattiche per Ambienti Di Apprendimento e che indica una didattica che vede le aule come un ambiente attivo di apprendimento. Gli ambienti sono personalizzati e caratterizzati per ciascuna disciplina, non sono dunque assegnati alla classe, ma ai docenti. Non sono questi ultimi a spostarsi da un’aula all’altra come accade nella didattica tradizionale: sono gli alunni a spostarsi da un’aula all’altra nel cambio di lezione. Questa impostazione, secondo gli studiosi delle neuroscienze e secondo i fautori delle decine di sperimentazioni in atto nelle nostre scuole pubbliche, favorisce gli apprendimenti. Motivo? Secondo il modello DADA, e stando agli esperti il cui pensiero abbiamo già riportato in un servizio di Fabio Gervasio, “il movimento del corpo è funzionale al processo di insegnamento-apprendimento, e per la riattivazione della concentrazione e delle capacità cognitive: non esistono tempi che non siano anche indirettamente funzionali agli apprendimenti”.

 Nel modello DADA gli spostamenti degli studenti sono considerati “uno stimolo energizzante la capacità di concentrazione, come testimoniato da accreditati studi neuro scientifici, che ci indicano come il modo migliore per attivare la mente, le sue cognizioni e le sue emozioni, sia mantenere in movimento, anche leggero, il corpo”. Questo rende possibile e abilita l’adattabilità continua dei setting didattici, in cui giocano un ruolo fondamentale non tanto la disponibilità delle ICT e gli arredi flessibili e versatili quanto la visione didattico-pedagogica del docente. Inoltre, questo comporta, come pure abbiamo riferito, l’arricchimento e la personalizzazione degli spazi comuni con il contributo di tutti (da spazi “anonimi” a spazi “emozionali”), per un abbellimento dell’intero edifico scolastico con la progressiva caratterizzazione di spazi tematici, artisticamente decorati o funzionalmente allestiti.

Il modello DADA è nato da un’iniziativa sviluppata e promossa autonomamente dai licei “A. Labriola” di Ostia e “J.F. Kennedy” di Roma, rispettivamente diretti da Ottavio Fattorini e Lidia Cangemi, nell’anno scolastico 2014/2015. I due dirigenti hanno costituito la Rete Nazionale di Scuole DADA, a cui hanno aderito, ad oggi, circa duecento istituti in tutta Italia.

 Giovanna Tufarelli è la dirigente dell’Istituto comprensivo “Costabile Carducci” di Capaccio-Paestum e Trentinara, in provincia di Salerno. Qui partirà a settembre 2023, con l’inizio del nuovo anno scolastico, la sperimentazione Dada, la prima in provincia di Salerno. Sarà interessata la scuola secondaria di primo grado, mentre in futuro, probabilmente nel 2024, anche i bambini di alcune classi della scuola primaria potrebbero essere coinvolti in una analoga sperimentazione del modello Dada.

 Dirigente Giovanna Tufarelli, quali classi saranno coinvolte in questa sperimentazione?

 “La nostra scuola, l’IC Costabile Carducci, abbraccia i Comuni di Capaccio-Paestum e Trentinara, in provincia di Salerno. Si compone di 16 plessi situati in vari Comuni, dove ci sono anche alcune pluriclassi, per un totale di 150 alunni. Noi cominciamo con la sperimentazione presso la scuola secondaria di primo grado presso il solo plesso situato nel Comune di Vannulo, e a seguire con tutte le classi del plesso sempre di Vannulo. Siamo la prima scuola che adotterà il metodo DADA nella provincia di Salerno. Il Metodo Dada rientra in una rete di scuole che si è formata nel 2015 e comprende 200 scuole. Noi quest’anno abbiamo deciso di entrare in questa rete e a settembre inizierà la sperimentazione”.

 È un progetto condiviso e accettato dai docenti?

 “È una sperimentazione che è stata voluta dai docenti. E i docenti sono pronti. Hanno frequentato un corso di formazione per capire quali cambiamenti comporterà questa iniziativa. Infatti cambierà la struttura dell’orario delle lezioni, ciascuna disciplina avrà un modello biorario che consente di svolgere in maniera più completa questo approccio volto alla didattica laboratoriale. È stato pure svolto un incontro con i genitori perché fossero messi a conoscenza della novità”.

 È stata data molta importanza all’abbellimento e soprattutto ai colori dell’arredamento scolastico

 “Con il fondi del PNRR siamo riusciti a acquistare complementi d’arredo utili per il modello DADA, sono stati realizzati alcuni spazi di incontro, dei divanetti, abbiano creato corsi laboratoriali per creare dei pannelli di visual learning installati nelle pareti, abbiamo utilizzato dei colori particolari e vivi che sono associati a ciascuna disciplina. Abbiamo caratterizzato ogni aula: alcune sono dedicate alle discipline STEM, altre alle lingue, altre a italiano, altre ancora alle discipline artistiche. Alcuni spazi jolly saranno usati per le attività di scienze motorie al chiuso, quando per vari motivi non si potessero utilizzare gli spazi previsti all’esterno, per lo svolgimento della disciplina”.

 I genitori sono stati preparati alla novità?

 “Abbiamo previsto degli incontri preparatori per i genitori. Le famiglie in realtà sono già preparate per il percorso, i genitori sono entusiasti, ma è giusto prepararli, i ragazzi infatti da settembre si muoveranno all’interno della scuola ed è corretto che lo sappiano. C’è comunque un regolamento che fa comprendere che ci sono delle regole da rispettare”.

 Chi si ferma è perduto. Sembra essere questa la filosofia del progetto Dada.

 “Gli studi scientifici ci dicono che il movimento fisico va bene. Il movimento è uno stimolo energizzante perché migliora la capacità di concentrazione, è testimoniato da tante ricerche in ambito neurologico. Per attivare la mente è necessario il movimento del corpo. Peraltro, va detto che se sono importanti gli arredi versatili è altrettanto importante la visione pedagogica dei docenti. Per questo sono stati svolti corsi di formazione rivolti a tutti i docenti”

 Sono stati frequentati dai docenti?

 “Sono stati frequentati dal 90 per cento degli insegnanti. È un progetto condiviso sia dal Collegio sia dal Consiglio d’Istituto

C’è entusiasmo per la novità negli ambienti e anche nella comunità locale?

 “Devo dire che la piccola realtà di Vannulo ha apprezzato questa novità. L’ente locale ci ha supportati nell’abbellimento e nella tinteggiatura dei locali, ha fatto installare delle porte scorrevoli in vari ambienti, ha collaborato attivamente nella preparazione della sperimentazione. Ma devo dire che c’è stata e c’è una compartecipazione collettiva di tutti a Vannulo e questa cosa è molto bella”.

 Quali sono i risultati attesi?

 “I risultati che ci attendiamo sono volti al successo formativo dei ragazzi. Il corpo è importante nel processo di insegnamento-apprendimento. Non esistono dei tempi che non siano funzionali ai processi di apprendimento. Ci aspettiamo dunque che ci sia un aumento della motivazione, fondamentale per un apprendimento che sia significativo, e dunque duraturo nel tempo. A sei mesi, un anno, tireremo le somme. Nel frattempo, durante la sperimentazione, continueremo con la formazione dei docenti”.

 Come si è concretizzata la formazione dei docenti in questo campo?

 “Sono venuti alcuni studiosi nelle neuroscienze e altri esperti del metodo DADA che fanno parte della rete. Con loro ci siamo confrontati sia in presenza sia online. Faremo poi una valutazione del sistema per migliorare le eventuali criticità.

 Pensate di coinvolgere anche la scuola primaria nella sperimentazione?

 “I docenti sono pronti, tuttavia abbiamo pensato che sarebbe meglio partire dalla secondaria. Ma più avanti l’esperienza sarà replicata con la primaria. Dall’anno scolastico 2024-2025 saranno infatti coinvolte alcune classi della primaria in vari plessi”.

 Il progetto è condiviso con il Provveditorato agli studi e con altre istituzioni?

 “Questa sperimentazione è nata in maniera autonoma. Inizieremo in settembre e il progetto sarà condiviso con il Provveditorato. Abbiamo elaborato un protocollo d’intesa con il Dipartimento di Scienze umane, filosofiche e della formazione dell’Università di Salerno perché ci accompagni in questo percorso, e anche con il Dipartimento di Fisica, per la didattica delle STEM. Infine, è in corso di attuazione un protocollo d’intesa con l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, Dipartimento di Scienza della formazione primaria”.

 Orizzonte Scuola



giovedì 13 febbraio 2020

SCUOLA: LASCIARSI RIBALTARE

* LA SCUOLA E' APERTA A TUTTI *

C’è una scuola diversa: meno retorica, più accogliente, talvolta sovversiva. 
Una scuola dove la logica dell’in-cattedra fa i conti con la logica del corridoio, che é lo spazio più abitato dagli alunni “fuori classe”, spesso accompagnati fuori dalle aule per buona pace del fare lezione.
Disturbano, non tengono il passo, difficili, dagli apprendimenti differenti e con storie di vita già complicate.
Dunque sono alunni più bisognosi degli altri di una scuola che li faccia sentire parte di una comunità che ha fiducia in loro.
Le storie di questo libro di Lucia Suriano sono racconti di una scuola diversa, una scuola disegnata come prospettiva possibile e necessaria per rispondere al compito dell’insegnante: includere ogni alunno, consentendo a ciascuno di avere lo spazio, il tempo e le risorse adeguate perché apprenda lo stare al mondo.
Ribaltarsi per ribaltare: è l’azione prima per garantire che la scuola sia per tutti occasione di crescita. Un’azione quotidiana della classe docente e di ogni singolo insegnante, perché a loro la comunità affida il compito di sognare ogni alunno.

Lasciarsi ribaltare

La Scuola è aperta a tutti
L. Suriano  - E. La Meridiana - 2020 - pagg. 120 - € 15,00
ISBN
9788861537606

giovedì 17 gennaio 2019

ALTA FORMAZIONE PER DIRIGENTI E DOCENTI

AIMC / UNIVERSITÀ “FEDERICO II” di NAPOLI
Corsi di Alta Formazione -A.A. 2018/2019

Sono pubblicati il bando e gli allegati di ciascuno dei quattro Corsi di Alta Formazione che l’AIMC indice, di concerto con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nell'ambito dell’Accordo Quadro e dell’Accordo Attuativo del 28 dicembre 2018,
nell’A.A 2018/19 sui temi:

- “Cittadinanza attiva e legalità ”;
- “Educazione alla cultura economica ”;
- “Inclusione scolastica e sociale ”;
- “Leadership per la promozione del successo
formativo ”.

I corsi intendono proporre approfondimenti rispettivamente sui temi:
- società come luogo di attivazione di cittadinanza democratica e di promozione della legalità, nonché formare i cittadini italiani che siano allo stesso tempo cittadini dell’Europa e del mondo, stimolando lo sviluppo nell’uomo-cittadino dell’etica della responsabilità, del senso della legalità e dell’appartenenza a una comunità residente in un determinato territorio;
- principali concetti dell’economia politica così come sono approfonditi nel dibattito fra gli studiosi.
Saranno in particolare esaminati i temi della disoccupazione, dell’inflazione, del debito e deficit pubblico, dello sviluppo economico e della sua sostenibilità sociale, economica e ambientale;
- inclusione sociale con particolare attenzione all’inclusione scolastica e alla sua centralità per la costruzione di città-inclusive. Il percorso formativo sarà concentrato particolarmente sulle cause economiche, sociali e istituzionali dell’esclusione e sull’analisi delle politiche di inclusione con lo studio di buone prassi sia in ambito scolastico che sociale;
- importanza della leadership quale leva strategica dell’organizzazione e del management. Far acquisire o accrescere nei partecipanti gli strumenti di leadership per un’ efficace gestione del contesto lavorativo. Lavorare sulla leadership efficace che è dinamica, innovativa, richiede uno stile che ispiri, motivi, influenzi, sviluppi sia i risultati presenti sia quelli futuri. Aiutare i partecipanti a trovare in se stessi le qualità del leader . Individuare i comportamenti di leadership più efficaci nelle diverse situazioni gestionali (leadership situazionale). 
I corsi seguiranno un percorso altamente professionale, atto a fornire un aggiornamento di elevato profilo. 
Sono previste 60 ore circa, di cui 30 dedicate all'attività formativa in aula, 10 dedicate all'attività formativa e-learning e 20 di laboratori tematici, studi di casi specifici e consegna dell’elaborato finale.
L’attività didattica in aula si svolgerà presumibilmente un giorno ogni due settimane presso i locali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” mentre l’attività formativa e-learning si svolgerà attraverso la piattaforma http://www.aimc.it/online/
La frequenza è obbligatoria. 
I corsi si concluderanno entro il 10 giugno 2019.
Per il conseguimento dell’attestato finale è necessario aver frequentato completamente l’intero percorso didattico del corso e superato la prova finale.
Il numero minimo per l’attivazione dei corsi è di 25 (venticinque) iscritti.
I bandi di concorso e relative graduatorie sono pubblicati presso il Dipartimento di Scienze Politiche in Via L. Rodinò, 22 e V ia Mezzocannone, 4 - 80138 Napoli nonché attraverso i siti del Dipartimento www .scienzepolitiche.unina.it e dell’ AIMC www .aimc.it.

Ecco i corsi:

CITTADINANZA ATTIVA E LEGALITÀ

EDUCAZIONE ALLA CULTURA ECONOMICA

INCLUSIONE SCOLASTICA E SOCIALE

LEADERSHIP PER LA PROMOZIONE DEL SUCCESSO FORMATIVO