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lunedì 27 luglio 2026

QUANDO SI ACCESERO LE STELLE

 


 Un grande scienziato ti racconta 

la nascita dell'universo



di Guido Tonelli (Autore), Matteo Berton (Illustratore), 


Come è nato l'universo? 

Ciascuno di noi, alzando gli occhi verso il cielo stellato, almeno una volta si è posto questa domanda. La stessa che forse riecheggiava già nelle caverne abitate dai nostri più lontani progenitori, i primi Sapiens o i Neanderthal. 

Oggi la scienza è in grado di spiegare come è nato l'universo. A differenza dei miti dell'antichità ci parla di particelle infinitamente piccole e di corpi celesti dalle dimensioni smisurate e ci offre visioni emozionanti che nascono da intuizioni geniali, ma si tratta ancora del racconto delle nostre origini.

 A guidare questo viaggio straordinario nel nostro passato più remoto è uno scienziato di fama mondiale che ha dedicato la vita alla ricerca e lavora al Cern di Ginevra, dove ha avuto un ruolo fondamentale nella scoperta del bosone di Higgs. 

Le sue parole ci conducono indietro nel tempo, fino a 13,8 miliardi di anni fa. In modo semplice e con un linguaggio adatto a ragazze e ragazzi ci fa assistere a quei momenti straordinari che hanno dato origine a un universo materiale: il nostro.

 E, seguendo questo racconto, ci sembra di poter dare risposta al quesito che da sempre guida il genere umano: come siamo arrivati fin qui oggi? 

E cosa ci riserva il futuro? Nessuno saprà mai quando è successo esattamente, né chi è stato il primo.

 Di certo sappiamo che a un certo momento della nostra storia, qualcuno ha cominciato a raccontare. Era un individuo più estroso degli altri, che ha usato le parole in maniera sorprendente. 

Si trovava all'interno di una caverna dalle pareti dipinte, dove noi oggi siamo tornati, perché un nuovo racconto sta per cominciare: quello della scienza. 

Siediti e ascolta. Età di lettura: da 10 anni.

 

domenica 30 novembre 2025

NEL CUORE DI GAZA

UN PADRE E UN FIGLIO

 NELLA TRAGEDIA 

 DI GAZA

Le stelle brillano più forte perché un fondo di notte oscura, l'ambiente più scuro fa risaltare la loro luminosità, a differenza diurna. Dal punto di vista scientifico, le stelle brillano a causa della fusione nucleare che avviene nel loro nucleo, un processo che rilascia energia sotto forma di luce. La frase viene anche citata in ambito letterario e religioso per sottolineare che i momenti più bui possono far risaltare maggiormente la speranza o la luce. 


 
Nel mondo immaginario che ho costruito per lui, a Gaza, Walid e io giochiamo alla scuola. 

Mio figlio ha solo tre anni ed è dall’inizio della guerra che recito per proteggerlo. Voglio che creda che la nostra tenda da sfollati sia una villa, che i pochi vasi siano un giardino, che le bombe che piovono intorno a noi siano fuochi d’artificio. 

Ogni sorriso che riesco a strappargli vale tutte le bugie che gli dico. Walid si è appena affacciato alla vita quando la sua esistenza viene stravolta. 

Mese dopo mese, la normalità sparisce: niente scuola, niente giochi, niente dolci, e poi sempre meno tutto, casa, cibo, calore, elettricità, vita. Ma c’è una cosa che suo padre Rami decide che va salvata a ogni costo: il suo sorriso. 

Così, mentre la distruzione avanza e la famiglia è costretta a uno, due, tre, quattro trasferimenti forzati per cercare di sfuggire ai bombardamenti, passando da un appartamento a una tenda, con la complicità della moglie Rami crea intorno a Walid una bolla in cui ansia, tristezza e morte non possono entrare. 

Ogni esplosione è applaudita come un fuoco d’artificio, i droni sono uccelli che vengono a dargli il buongiorno e la tenda diventa la sua classe. Rami sa che, qualunque cosa succeda, non deve permettere che la gioia negli occhi del suo bambino si spenga. 

Accolta da straordinarie recensioni come una versione reale e poetica de La vita è bella per il dramma di Gaza, l’indimenticabile dichiarazione d’amore di un padre per suo figlio e, insieme, il più efficace e realistico resoconto di un giornalista coraggioso sulla tragedia palestinese. 

Un romanzo-verità unico e prezioso, un canto di speranza mai vinta che emoziona, informa, commuove.

Le stelle brillano più forte


giovedì 20 gennaio 2022

IL BAMBINO CHE CONTA LE STELLE


Il lavoro è una riflessione su una significativa esperienza didattica, fortemente inclusiva, portata avanti dalla docente in preparazione della manifestazione organizzata dalla scuola Arculeo di Palermo per la “Giornata Mondiale sulla consapevolezza dell'autismo”.

Il testo offre un'esperienza educativa e poetica d'incanto che permette a educatori e insegnanti di creare la relazione uomo-musica nella meraviglia relazionale in cui ognuno di noi esiste.
Strutturare un laboratorio musicale come luogo fisico e mentale entro il quale si possono attivare interazioni gruppali complesse utilizzando la musica come strumento di mediazione educativa.
Creare trame attraverso corpi "consapevoli" sotto un cielo di stelle dove ognuno incontra l'altro per non essere più solo.

È un libro,  ma soprattutto una esperienza educativa e poetica fatta con i bambini con disturbo dello spettro autistico che, attraverso l’ascolto di un compositore e poeta come J. S. Bach, riescono a tessere trame sotto un cielo di stelle dove ognuno incontra l’altro per non essere più solo.

Un turbinio di emozioni grazie al quale la musica diventa strumento di mediazione educativa.

Quando si pensa alle stelle, inevitabilmente il naso va all’insù alla ricerca di quella che, cadendo, esaudirà i nostri desideri.

C‘è, però, chi le stelle le guarda con il naso all’ingiù, chiuso nella sua solitudine, nella sua intimità, in un mondo incantato al quale in pochi potranno avere accesso.

Come Marco, seduto in classe, in prima fila, quindi inevitabilmente visibile agli occhi dei suoi compagni che stavano partecipando a una delle lezioni di musicoterapia che la maestra conduceva.

È un attimo e tutti gli sguardi vengono catturati da quello che stava facendo, ritagliare stelle di ogni dimensione e riporle tutte con grande cura nel suo porta merende.

Ed è anche un attimo per tutti nel seguire il suo esempio.

In pochi minuti la classe si riempie di stelle di ogni colore che la trasformano in una galassia brillante sulla quale scrivere le proprie emozioni e la voglia di comunicarle all’altro.

Non una favola, quindi, non un racconto nato durante una fredda giornata invernale per augurarsi che l’estate torni presto e che si possa stare sino a tarda notte all’aperto a guardare il cielo stellato, ma un’esperienza concreta portata avanti dalla professoressa Alessia Misiti, pianista, musicoterapista e insegnante delle classi musicali di coro e pianoforte alla direzione didattica “Ettore Arculeo” di Palermo, autrice del libro “Il bambino che conta le stelle”.

Non è il consueto manuale che racconta come lavorare con i bambini con disturbi dello spettro autistico, ma un testo che offre un’esperienza educativa e poetica d'incanto che permette a educatori e insegnanti di creare il rapporto uomo - musica nella meraviglia relazionale in cui ognuno di noi esiste.

Un lavoro che sottolinea quanto sia opportuno «strutturare un laboratorio musicale come luogo fisico e mentale entro il quale si possono attivare interazioni gruppali complesse, utilizzando la musica come strumento di mediazione educativa.

Creare, quindi, trame attraverso corpi "consapevoli" sotto un cielo di stelle dove ognuno incontra l'altro per non essere più solo».

«Le tante stelle che nascono da questa esperienza sono piccole, brillanti, buie e Lui, il bambino che conta e canta, si, canta! – scrive l’autrice -.

Maria Alessia Misiti, iL BAMBINO CHE CONTA LE STELLE,  Ed. Ex Libris, 2021