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mercoledì 18 novembre 2020

PANDEMIA. SALVARSI RESTANDO INSIEME

 I vescovi all'Ue: 

dalla crisi 

creiamo un mondo migliore

 In un ampio messaggio intitolato “Ritrovare la speranza e la solidarietà”, tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea si rivolgono alle istituzioni dell'Ue e agli Stati membri impegnati in questi giorni nel ripensamento dei sistemi di sostegno e sviluppo post Covid. L'auspicio è in un cambiamento radicale in meglio attraverso solidarietà e accoglienza, tanti sono i segni di speranza

 Michele Raviart – Città del Vaticano

 “Il futuro dell’Unione Europea non dipende solo dall’economia e dalle finanze, ma anche da uno spirito comune e da una nuova mentalità”. Per questo la crisi generata in Europa dal coronavirus “è un’opportunità spirituale di conversione”, durante la quale “non dobbiamo semplicemente dedicare tutti i nostri sforzi al ritorno alla vecchia normalità”, ma “realizzare un cambiamento radicale in meglio”. A scriverlo sono i presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi dell’Unione Europea, attraverso la Comece - la Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea - in un messaggio rivolto alle istituzioni europee e agli Stati membri.

Salvarsi restando insieme

All’inizio della pandemia, infatti, i Paesi europei hanno reagito “con paura, chiudendo i confini interni e le frontiere esterne, alcuni anche rifiutando di condividere tra i Paesi le forniture mediche di cui c’era più bisogno”. L’intero progetto europeo sembrava a rischio. Solo rendendosi conto, come ha detto Papa Francesco, “di essere nella stessa barca e di poterci salvare solo restando insieme”, l’Ue, “con rinnovata determinazione”, “ha cominciato a rispondere in modo unitario a questa drammatica situazione”, riscoprendo così lo spirito dei Padri Fondatori, “convinti che l’Europa sarebbe stata forgiata dalle sue crisi”.

Ripensare il modello di globalizzazione

“Questo momento”, scrivono i vescovi europei, “ci costringe a ripensare, a ristrutturare l’attuale modello di globalizzazione, per garantire il rispetto dell’ambiente, l’apertura alla vita, l’attenzione alla famiglia, l’uguaglianza sociale, la dignità dei lavoratori e i diritti delle generazioni future”.  Temi in cui possono essere una guida le encicliche di Papa Francesco “Laudato Si’” e “Fratelli Tutti”, e i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa.

Solidarietà oltre l'Europa

Tra questi, innanzitutto, la solidarietà, “centro del processo di integrazione europea”, che “ben oltre i trasferimenti interni di risorse per le politiche di coesione”, va intesa “come ‘fare insieme’ e come ‘essere aperti ad integrare tutti’ specialmente chi è ai margini”. Questo per i vescovi significa che “il vaccino per il Covid-19, una volta disponibile, dev’essere accessibile a tutti, soprattutto ai più poveri”. Così come per Robert Schuman l’Europa unita prefigurava la solidarietà universale, i presuli sottolineano poi la particolare responsabilità del Vecchio continente nello sviluppo dell’Africa, chiedendo“più aiuti umanitari e di cooperazione allo sviluppo e il riorientamento delle spese militari verso i servizi sanitari e sociali”.

L'accoglienza ai migranti

Un approccio che deve estendersi “con urgenza” anche “ai rifugiati che vivono in condizioni disumane nei campi di accoglienza e sono seriamente minacciati dal virus”. Una solidarietà “che non significa solo finanziamenti, ma anche apertura dei confini dell’Unione Europea in maniera proporzionale, da parte di ciascuno Stato membro”. Pur distinguendo tra vari tipi di migrazione e tenendo presenti le questioni legate alla sicurezza, ci sono infatti “principi, valori e obblighi legali internazionali da rispettare sempre”, che sono “alla base dell’identità dell’Europa e hanno la loro origine nelle sue radici cristiane”. La raccomandazione, in questo senso è quella di facilitare “percorsi sicuri e legali per i migranti e corridoi umanitari per i rifugiati”.

Libertà di religione e segni di speranza

Cruciale per la Chiesa, in tanti degli Stati membri, è poi “il rispetto per la libertà di religione dei credenti, in particolare la libertà di riunirsi per esercitare la propria libertà culto, nel rispetto delle esigenze sanitarie”. A maggior ragione perché, sottolineano i vescovi, “le opere caritative nascono e sono radicate anche in una fede vissuta”.  L’augurio è quello di poter uscire dalla crisi più forti e rafforzati nella solidarietà. In questo senso sono tanti “i segni che ci aprono alla speranza”. “Dal lavoro del personale sanitario, a quello degli addetti alla cura degli anziani, ai gesti di compassione e creatività posti in atto dalle parrocchie e dalle comunità ecclesiali”. “Molti”, poi, “in questi difficili mesi, hanno dovuto compiere considerevoli sacrifici, rinunciando ad incontrare i propri cari ed essere accanto a loro nei momenti di solitudine e sofferenza e a volte anche di morte”.

L'impegno e l'auspicio dei vescovi

La Chiesa ribadisce quindi il suo impegno a fianco delle istituzioni europee e degli Stati membri per costruire un futuro migliore e il sostegno alle iniziative che promuovono i valori autentici dell’Europa. Valori fondanti “di solidarietà, libertà, inviolabilità della dignità umana, democrazia, Stato di diritto, uguaglianza e promozione dei diritti umani”. L’auspicio è quello di riscoprire lo spirito dei padri fondatori. “Ci auguriamo”, affermano i vescovi, “che lo strumento per la ripresa dal Covid-10 e il bilancio rafforzato dell’Unione Europea per 2021-"27, concordati nell’incontro del Consiglio europeo di luglio, e attualmente negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio, possano riflettere questo spirito”.

Vatican News

Leggi. MESSAGGIO "SOLIDARIETA' E SPERANZA"



 

martedì 13 novembre 2018

Roma, 13 dicembre - : SEMINARIO MIGRANTI, RIFUGIATI, MOBILITA' UMANA - Cause, risposte, opportunità


Seminario Migranti, Rifugiati e Mobilità Umana: cause, risposte e opportunità

Le migrazioni, forzate e volontarie, definiranno –infatti lo stanno facendo- il secolo XXI. Il dibattito intorno al arrivo massiccio di rifugiati e migranti è stato presentato per i politici e i mezzi di comunicazione mediante una visione semplicistica delle cause dello spostamento ed un messaggio negativo nel quale prevalgono la paura e le soluzioni poliziesche. Risulta imprescindibile cambiare i termini di questo dibattito ed interpellare ai cittadini del mondo intero, da cominciare per i giovani, per mantenere una conversazione basata sui dati, non sui titolari dei giornali, e incentrata nei nostri principii e non soltanto nei nostri timori. Per poter trasformare questa realtà ci sono due elementi indispensabili: l’informazione precisa sul mondo che ci circonda, e la comprensione del fatto che ci sono canali per trasformarlo in un posto migliore dove i popoli possano vivere senza necessità di fuggire.
Obiettivi del Seminario
Il seminario ne ha due obiettivi: da una parte, analizzare perché milioni di esseri umani decidono intraprendere un cammino così difficile come quello delle migrazioni oppure sono costretti a cercare rifugio nei paesi stranieri; dall’altra, offrire alla società non soltanto una visione negativa della realtà globale bensì delle iniziative le cui consecuzione permetterebbe fare delle migrazioni un’opzione e non una necessità. La formazione include, inoltre, un asse trasversale il cui obiettivo è quello di correggere la disinformazione riguardo gli spostamenti massicci e procurare il cambio necessario nel nostro modo di pensare e di nominare ciò che si sta vivendo nelle frontiere della metà del mondo.
Assi principali. Problematica e soluzioni
Differenza tra Rifugiati e Migranti
Distinzioni legali tra le due categorie e le cause di spostamento in tutte e due i casi.
Come possiamo aiutare per migliorare le condizioni di vita nei paesi d'origine:
Risulta importante spiegare come ogni governo e ogni cittadino può associarsi alle iniziative di lotta contro il cambio climatico, migliorare le condizioni sociali dei paesi vulnerabili ed afrontare il problema della disuguaglianza.
Assi trasversali
Smontare i miti, fissati tanto nel linguaggio quanto nella percezione, riguardo la realtà migratoria.
1. Dalla crisi dei rifugiati alla realtà delle migrazioni:
La parola crisi riferisce qualcosa di transitorio e bisognoso di una risposta definitiva. A dire il vero, l’arrivo massiccio di rifugiati si iscrive nella realtà maggiore del movimento di milioni di persone che cercano una vita migliore. Quei milioni di spostamenti (l’immensa maggioranza dei quali succedono fuori Europa) possono diventare in una crisi quando provengono dai drammi umanitari oppure quei drammi risultano dalla mancanza di accoglienza; ma in principio sono un episodio di qualcosa consustanziale al essere umano e la sua storia: la ricerca di posti dove vivere dignitosamente.
2. Da ‘La soluzione è alzare i muri’ a ‘La soluzione è offrire canali legali agli immigrati e rispettare la legge con i domandanti di asilo’:
Durante decenni, le politiche repressive di molti Stati, anziché dissuadere le persone che si spostano, hanno stimolato la creazione d organizzazioni di tipo mafioso; cioè, hanno peggiorato la crisi umanitaria.
3. Da ‘La soluzione é inviare aiuto per lo sviluppo ai paesi d’origine affinché la gente non voglia spostarsi’ a ‘L’aiuto allo sviluppo come un imperativo morale, e la libertà delle persone per scegliere dove vogliono vivere e lavorare come un principio basilare della esperienza umana’.
Di fronte ai politici che continuano a dare un ricettario semplicistico e falso per evitare che la gente voglia abbandonare suoi paesi, proponiamo di guardare ancora le migrazioni come un diritto e il maggiore scatenante di prosperità individuale e collettiva conosciuta.
Programma del Seminario
Cause degli spostamenti di rifugiati e migranti. Analisi dei fattori che spingono a individui e famiglie ad abbandonare il loro paese d’origine forzata o volontariamente e delle politiche che diversi paesi hanno stabilito per rispondere al arrivo di rifugiati ai loro confine.
Strumenti proposte per migliorare la vita delle persone nei paesi d’origine e per integrare migranti e rifugiati nei paesi d’accoglienza: Analisi delle iniziative internazionali per mitigare le cause dello spostamento, dell’evoluzione economica nei paesi d’origine  e del impatto positivo della migrazione nei paesi riceventi, come elementi di speranza e quadri di lavoro.
Conferenziere: Dott. Gonzalo Sánchez-Terán
 Orari:
8:45- 9:00     Accreditamento
9:00- 9:30     Cerimonia di apertura
10:00-13.00  Dott. Gonzalo Sanchez Terán
        Crisi globale dello spostamento forzoso: 65 milioni di persone costrette a lasciare la sua terra
        Cambio Climatico: Effetti del cambio climatico sulle popolazioni rurali nel mondo
        Accordo di Parigi (2015)
        Conflitti: Violenza e democrazia in Africa, Oriente Medio e America Latina.
        Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (2015)
        Disuguaglianza e migrazioni: La differenza di opportunità ldi lavoro e salariale come impulso alle migrazioni
        Benefici della immigrazione per i paesi riceventi
       
 Attività libera e gratuita - Ogni partecipante riceverà un certificato di partecipazione