UNA PEDAGOGISTA
PRESTATA
ALLA POLITICA
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-di Zina Bianca
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La premessa: la metafora di un’esistenza
Il tramonto scivola nell’acqua, dolcemente
lambisce sull’orizzonte il primo buio della notte, un blu profondo sconfina il
cielo e il mare, immensa e superba tra la corte delle lampare avanza una
maestosa, dorata, rossa, luna.
Si staglia sullo sfondo cobalto. Guardandola,
la meraviglia di Ciaula, le domande del giovane Leopardi, la luna rossa di De
Crescenzo affollano il cuore in un’unica sensazione di bellezza.
Il venticello del mare raggiunge la
terrazza, annodo la sciarpa e raccolgo le carte sparse sul tavolo. Lei è
tra queste, emerge dal bianco della carta come prima la luna sul blu, un ovale
dai tratti gentili, il microfono in mano, sembra che sappia, che abbia capito
che ci interessiamo veramente a lei.
La prima volta che l’ho vista ho pensato
che fosse una delle cantanti liriche che la mia mamma straamava.
Scoprirò ben presto che non era una cantante, ma che cresce nella musica e
della musica farà la sua vera professione, professione che non abbandonerà mai:
nell’animo sarà sempre, una sensibile, attenta, Maestra di musica.
La musica è sicuramente la metafora di
tutta la sua esistenza, la natura della musica è infatti qualcosa che riguarda intimamente
l’essere umano; muove, plasma l’intelligenza emotiva, le power skills
che consentono di gestire la complessità.
Maria sperimenta infatti la complessità del
passaggio dall’emozione al suono – dalla nota allo strumento, allo spartito,
all’orchestra – valorizzando le disarmonie, trasformandole in armonie, sinergie,
linguaggi moderni pur nella fedeltà, e la complessità della gestione dei
sottosistemi per un sistema superiore (l’orchestrale è sottosistema del sistema
orchestra) cifra distintiva nel mondo del lavoro, nella società, nella politica.
Una considerazione ancora. La musica, nell’animo
umano, passa dalla sensibilità del finito alla sensibilità dell’infinito, passa
a quella sensazione di trascendenza che eleva: la coscienza della creazione è
l’anima al cospetto di Dio.
La musica, infatti, si esprime con il
suono e il suono è correlato alla vita: il primo nasce dal silenzio che lo
precede e l’ultimo è correlato al silenzio che lo segue, la vita e la morte,
come ci insegna il grande Daniel Barenboim. Sarà per questo che Maria Badaloni
avrà un valore aggiunto alla sua fede, lei sa che l’esecuzione di uno spartito è
una forza, una energia che si diffonde, supera l’umano e, in quanto tale, non
può che venire da Dio.
Il progetto
Con questi sentimenti e la considerazione che
dobbiamo a lei, insieme a Carlo Carretto, per la nascita dell’AIMC, fondata su
incarico di Papa Pacelli nel 1945, il Direttivo AIMC della Provincia di Catania
ha proposto alle Presidenti delle sezioni che lo compongono, e dopo ai soci
tutti in assemblea da remoto, un Convegno dal tema «Maria Badaloni, la visione
fondativa dell’AIMC tra memoria e futuro», con sede a Catania.
Il Convegno – mosso dalla finalità di offrire l’occasione di
una giornata di studio sul pensiero, sulla azione concreta e sul cambiamento di
scenario che Maria Badaloni, nel dopoguerra, in una Italia piegata dalla
povertà anche educativa, riuscì ad avviare e a consolidare – è stato articolato
in due sessioni: la prima sessione dedicata ai saluti, agli interventi
dei relatori e moderatori, alle testimonianze dei soci, alla premiazione degli
allievi e delle allieve meritevoli, al riconoscimento di merito ed eccellenza a
socie di antica dedizione; la seconda sessione dedicata all’incontro dei
Quadri Associativi AIMC Sicilia con la Presidente Esther Flocco.
Gli ambiti di
riflessione
Tre gli ambiti di riflessione nei quali è stato
articolato il convegno: - Maria Badaloni, una pedagogista prestata alla politica
Nell’Italia da ricostruire, con l’attività
in Parlamento – Deputata dal 1948 al 1972, per cinque legislature (dalla I alla
V) nelle liste della Democrazia Cristiana e con gli incarichi di Governo,
Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione per un decennio, con diversi
Ministri, dal 1959 al 1968 – con lungimiranza e una visione di grande apertura,
mediando tra il mondo cattolico e le esigenze della Società che cambiava
rapidamente, pose le basi di un sistema scolastico moderno che ci interroga
ancor oggi.
- L’istruzione come ascensore sociale
Maria
Badaloni si interessò a tutti gli ambiti delle politiche educative con un
triplice obiettivo: garantire il diritto alla formazione del minore, in
particolare con la lotta all’analfabetismo (oggi povertà educativa e
relazionale) che definirà violazione dei diritti umani; garantire la qualità̀
dell’Insegnamento ed anche la stabilità giuridica e salariale, la libertà di
insegnamento del Docente; garantire i luoghi dell’apprendimento con
investimenti per l’edilizia scolastica, attrezzature educative e didattiche.
- La Pedagogia strumento di Pace
L’esperienza
dell’insegnamento fu la guida della sua visione della Scuola: uno spettro a 360
gradi affinché l’istruzione non fosse un destino designato e affinché il
valore del sapere, della cultura, fossero patrimonio di tutti, e garanzia del
riconoscimento dei diritti naturali ed inalienabili della persona.
Il Convegno
Nell’Aula Magna
del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, “testimone” della storia
dell’Ateneo più antico della Sicilia (1434), sotto gli affreschi del soffitto di
Giovanni Battista Chiari nel XVIII secolo, tra raffinati stucchi, marmi e
velluti, ha avuto luogo la Prima Sessione del Convegno.
Dopo i saluti
istituzionali e il ringraziamento al Magnifico Rettore, prof. Enrico Foti, per
la benevola concessione dell’Aula Magna, ampio spazio è stato dato alla lettura
dei saluti augurali.
S.E. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo
di Catania,
nell’augurare la buona riuscita dei lavori, ha ricordato la vocazione formativa
e la storia dell’AIMC che a partire dai suoi fondatori “ha avuto ed ha
personalità che nel campo della educazione hanno contagiato positivamente i
territori di tutta Italia, anche quelli più periferici, assicurando formazione
dei docenti, cura della persona, attenzione ai cambiamenti della scuola”. Mons Renna sottolineando
come la Badaloni abbia “espresso, anche nell’ambito politico, un modo di prendersi cura dell’istruzione coniugando
fede cristiana e cura del bene comune, con sapienza e grande equilibrio”, ha augurato all’AIMC di “continuare
a lungo in questa missione di costruzione della cittadinanza, del diritto, del
più autentico umanesimo”.
S.E. Mons. Calogero Peri,
Vescovo di Caltagirone, nell’affidare i lavori del Convegno all’intercessione
della Vergine Maria, Sede della Sapienza, ha sottolineato la preziosità della
occasione che il Convegno offre per riscoprire
Maria Badaloni, figura
significativa tra i cattolici del Novecento, evidenziando che la memoria della fondazione
“non è soltanto un ricordo storico,
ma una sorgente viva di ispirazione per il presente e per il futuro della
scuola e della società in Italia. Oggi, in un contesto culturale profondamente
mutato ma non meno problematico, la sua visione continua ad interpellarci:
educare significa custodire la memoria e al tempo stesso accogliere le sfide e
aprire strade nuove, formare coscienze libere e responsabili, capaci di
dialogo, di senso critico, capaci di promuovere la speranza”.
Ne abbiamo
parlato con....
Sapientemente moderati, con naturale autorevolezza e brillante
capacità di andare al cuore dei concetti, da S.E. Mons Antonino Raspanti, Presidente CESi, Vescovo di Acireale e
Vescovo delle sezioni AIMC di Acireale e Giarre, i relatori hanno offerto
spunti illuminanti di conoscenza e riflessione di altissimo livello, a partire
dai temi proposti:
Esther Flocco: “Custodire
per innovare: la visione di Maria Badaloni nella missione dell’AIMC”.
Mirzia Bianca: “Maria Pia
Badaloni: la dignità della missione del docente e l’educazione all’universalità
dei diritti umani”.
Arianna Rotondo: “Oltre le
dicotomie: cristianesimo e impegno politico nel progetto educativo di Maria
Badaloni.
Giovanni Burtone: “L’articolo 34
della Costituzione è stato il vero motore della crescita del Paese: l’impegno
parlamentare di Maria Badaloni”.
Giuseppe Desideri: “AIMC e
Scuola della Repubblica, due storie intrecciate”.
Un pubblico fortemente coinvolto ha
seguito dentro un mood di ascolto ed attenzione.
Testimonianza e premiazione
Festosi e commoventi i momenti delle
Testimonianze di Cecilia Belfiore e Giovanni Perrone, delle premiazioni degli
allievi (Giovanna Giordano I.C. S.G. Bosco, Ct; Elena Catania, Liceo Sc. Ettore
Majorana, Ct; Antonio Buono, Liceo Sc. Ettore Majorana, Ct; Allievi 4^ A, B e C,
I.C. Guglielmino-Rossi, Acicatena, Ct; Aurora Zotaj, I.C Paolo Vasta, Acireale,
Ct; Allievi delle 3^ E, F, H, I del Liceo S.U. M. Amari di Riposto; Allievi
Classe 1^B, I.C. “Galilei Mazzini” di Grammichele, Ct.), del bel video di
Giovanni Perrone, dell’Attestato di Eccellenza alla socia Cecilia Belfiore e
attestato di merito alla socia Maria Torrisi.
Seconda Sessione
Nei locali della bellissima sede della
Comunità di Sant’Egidio, si è svolto il caloroso incontro di tutti i soci,
pervenuti dalle varie Province della Sicilia, con la Presidente Nazionale
Esther Flocco e la partecipazione della Presidente Regionale Marina Ciurcina.
Un incontro importante, uno scambio umano di
conoscenza, testimonianze e riflessioni, progetti per ritrovarsi.
Nell’andar via, la Presidente Nazionale
Esther Flocco, la Presidente Provinciale Zina Bianca del Direttivo Nazionale e tutti
i convenuti hanno inviato un saluto di ringraziamento al prof. Emiliano Abramo,
Comunità Sant’Egidio – assente per improvvisi motivi di salute – per la
generosa collaborazione alla organizzazione del Convegno.
Abbracci, promesse di ritrovarsi, di invio
delle foto… commozione che chiude il convegno.
Appuntamento alla pubblicazione degli
Atti.