sabato 5 giugno 2021

GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

 


Serve un’azione urgente per il ripristino dell’ecosistema

 

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra ogni anno il 5 giugno, è il più grande evento annuale delle Nazioni Unite per promuovere un’azione ambientale positiva, volta a sensibilizzare il mondo per la tutela del nostro pianeta. Dalla prima Giornata Mondiale dell’Ambiente nel 1974, l’evento è cresciuto fino a diventare una piattaforma globale per la sensibilizzazione pubblica sul tema dell’ambiente in oltre 100 Paesi.

La Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021 sarà ospitata dal Pakistan e avrà come tema il “Ripristino dell’Ecosistema” nell’ambito della campagna “Reimagine. Recreate. Restore.” Quest’anno, la Giornata servirà anche per il lancio ufficiale del Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema 2021-2030. Gli hashtag ufficiali della Giornata sono #GenerationRestoration e #WorldEnvironmentDay. Le celebrazioni nei vari Paesi del mondo si svolgeranno con eventi virtuali e fisici.

Ripristino dell’Ecosistema

Quest’anno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente sollecita un’azione urgente per far rivivere i nostri ecosistemi danneggiati.

Gli esseri umani stanno perdendo e distruggendo le fondamenta della propria sopravvivenza a un ritmo allarmante. Più di 4,7 milioni di ettari di foreste (pari a un’area più grande della Danimarca) vengono persi ogni anno.

Di conseguenza, la perdita dell’ecosistema sta privando il mondo di pozzi di assorbimento del carbonio come le foreste e le torbiere. Le emissioni globali di gas serra sono cresciute per tre anni consecutivi e il pianeta è sulla strada verso un cambiamento climatico potenzialmente catastrofico.

Riducendo l’habitat naturale per la fauna selvatica, abbiamo creato le condizioni ideali per il diffondersi degli agenti patogeni, compresi i coronavirus, come dimostrato dal COVID-19.

Eventi sul sito dell’UNEP e sui social media

La Giornata Mondiale dell’Ambiente darà il via al Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema: un grido di battaglia globale per fare in modo che tutti – governi, aziende e cittadini – facciano la loro parte per curare il nostro pianeta malato.

  • Il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema (2021-2030) sarà inaugurato ufficialmente attraverso un evento virtuale che si terrà il 4 giugno alle 13.00, UTC. L’evento comprenderà un programma vivace e dinamico a cui prenderanno parte alti dignitari, che annunceranno i loro impegni per il Decennio, celebrità, esperti di ripristino ecologico, capi delle comunità indigene, scienziati, poeti. Ci saranno inoltre spettacoli musicali e riproduzioni visive di storie virtuose di ripristino.

 Ad accompagnare questo evento, ci sarà un rapporto sul ripristino globale dell’UNEP: Becoming #GenerationRestoration: Ecosystem Restoration for People, Nature and Climate, pubblicato il 3 giugno 2021. Il rapporto documenta il modo in cui il ripristino soddisfa bisogni variabili, mette in luce gli investimenti finanziari richiesti nel decennio a venire e i rendimenti attesi per le popolazioni e la natura.

  • Il Pakistan, Paese ospitante della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021, celebra il raggiungimento dell’obiettivo di un miliardo di alberi piantati come parte di un’iniziativa che prevede la semina di 10 miliardi di alberi. È atteso anche l’annuncio di una nuova alleanza globale per il ripristino dell’ecosistema insieme ad altri Paesi partner interessati, da finalizzare in seguito.
  • Questo annuncio farà parte dell’evento principale del Paese ospitante, avrà luogo al Jinnah Convention Center di Islamabad e sarà officiato dal Primo Ministro Imran Khan con la partecipazione di una serie di dignitari da tutto il mondo, tra cui Inger Andersen, Direttrice di UNEP, e alti funzionari della FAO, UN-Habitat, UNDP e altri, così come i governi di Germania e Arabia Saudita. L’evento includerà anche canzoni e video sul programma Ten Billion Tree Tsunami avviato dal Pakistan.
  • Quest’anno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente ospita come interlocutrice la giovane poetessa Jordan Sanchez. Nata e cresciuta nel Bronx, a New York, la poetessa di origine portoricana, congolese e togolese, è stata finalista al Climate Speaks Program 2019. Si interessa principalmente alla giustizia ambientale, agli impatti sproporzionati del cambiamento climatico e dell’esposizione all’inquinamento atmosferico sulle persone di colore, un tema più che mai rilevante nel 2021. Pur essendo un argomento molto delicato, Jordan Sanchez è capace di affrontarlo parlando delle possibili soluzioni in modo ottimistico, come si può vedere nella sua ultima poesia. Per scoprire di più su Jordan Sanchez clicca qui.

Per ulteriori attività, consulta questa lista di eventi che saranno ospitati dall’UNEP e dai partner, con relatori di alto livello, gruppi di esperti, tour virtuali di prodotti e luoghi, Ambasciatori di Buona Volontà, Giovani Campioni della Terra, proiezioni di film, sessioni musicali e altri eventi che si svolgeranno in Pakistan.

Maggiori informazioni consulta il sito https://www.worldenvironmentday.global

AMBIENTE: RIPRISTINARE LA NATURA, UN IMPEGNO COMUNE


 Il Papa: ripristinare la natura danneggiata significa recuperare noi stessi

Per il lancio del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell'ecosistema, Francesco indirizza un Messaggio all’Onu, letto in un video dal cardinaleParolin: il degrado "è un chiaro risultato di una disfunzione economica”

 

-         di Debora Donnini – Città del Vaticano

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Con creatività e coraggio facciamo in modo di diventare una “generazione del Ripristino”. “Ripristinare la natura che abbiamo danneggiato”, infatti, significa in primo luogo, recuperare “noi stessi”. È l’esortazione del Papa rivolta in un Messaggio letto in inglese, in un video, dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e indirizzato a Inger Andersen, direttore esecutivo dell'UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, e a Qn Dongy, direttore generale della FAO. Lo sguardo è diretto alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, che ricorre domani. Una celebrazione particolare, perché si svolge nell’anno in cui inizia il Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell'ecosistema.

Poco tempo, non continuare con distruzione

“Ci resta poco tempo - gli scienziati dicono i prossimi dieci anni, il lasso di tempo di questo Decennio delle Nazioni Unite - per ripristinare l'ecosistema”. Da qui l’importanza di prendere impegni decennali intensificando gli sforzi per invertire il degrado degli ecosistemi, da troppo tempo sfruttati. “Rischiamo inondazioni, fame e gravi conseguenze per noi stessi e per le generazioni future” e, dunque, è necessario “prenderci cura gli uni degli altri e dei più deboli tra noi”. “Ingiusto e sconsiderato”, invece, continuare sulla strada della distruzione dell'uomo e della natura. “Questo ci direbbe una coscienza responsabile”, evidenzia ancora il Papa nel Messaggio.

#LaudatoSi6: il Papa, la dignità dell’uomo e la cura del creato

Responsabili verso generazioni future

Bisogna, dunque, agire “con urgenza” per diventare amministratori sempre più responsabili anche verso le generazioni future: siamo tutti parte del “dono della creazione” come ricorda anche la Bibbia. Proprio questa interconnessione con il richiamo all’ecologia integrale è il filo conduttore del Messaggio di Francesco, in cui più volte si fa riferimento alla Laudato si’.

Tanti avvisi

Guardandosi attorno, si vede infatti crisi che porta a crisi, distruzione della natura, "una pandemia globale che sta causando la morte di milioni di persone".  Ma anche le ingiuste conseguenze di alcuni aspetti dei nostri attuali sistemi economici e di numerose catastrofiche crisi climatiche “che producono gravi effetti sulle società umane e perfino l'estinzione di massa di diverse specie”. Sono “tanti”, quindi, gli "avvertimenti" che spingono a prendere urgenti provvedimenti. Tra questi si può notare “il Covid-19 e il riscaldamento globale”. Concretamente si esprime, quindi, l’auspicio che la COP26 sui cambiamenti climatici, che si terrà a Glasgow il prossimo novembre, possa offrire le giuste risposte. Altro fronte importante su cui intervenire è, poi, appunto quello dei sistemi economici. Serve una revisione dell’attuale modello di sviluppo sottolineando il punto chiave che “il degrado dell'ecosistema è un chiaro risultato di una disfunzione economica”.

Turkson: diventiamo cittadini ecologici, rifiutiamo comportamenti discutibili

Speranza da rinnovato impegno

Nonostante la preoccupazione, c’è però speranza. Si può dirigere la tecnologia verso un progresso più sano. Si assiste, poi, a un nuovo impegno da parte di Stati, autorità e società civile, volto a promuovere l’ecologia integrale. Parola chiave, concetto “multidimensionale”, che “richiede una visione a lungo termine” mettendo anche in evidenza l'inscindibilità tra "preoccupazione per la giustizia naturale per i poveri, impegno per la società e pace interiore", si nota ancora nel Messaggio in cui il Papa interpella tutti alla responsabilità verso sé stessi, il nostro prossimo, il creato e il Creatore.

 

Messaggio del Santo Padre per il Lancio della Decade ONU sul Ripristino dell'ecosistema




 


giovedì 3 giugno 2021

PANDEMIA, ISTRUZIONE, FORMAZIONE


Difendere istruzione e formazione, vittime della pandemia

La pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova le società e le economie europee con ripercussioni ancora da valutare: senza un preciso impegno a livello di formazione umana non può esserci riscatto. È questo il senso delle riflessioni emerse al webinar organizzato dalla Commissione Europea e dalla Comece

-         di Fausta Speranza

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Le ripercussioni della crisi sociosanitaria legata alla pandemia ricadono su tutti i settori e non solo su quello determinante dell'occupazione. Bisogna mettere a fuoco le conseguenze negative nel campo dell'istruzione e della formazione. E il punto – è stato ribadito al webinar – è che si tratta di conseguenze che hanno un’onda lunga e che dunque si faranno sentire nei prossimi mesi e prossimi anni.

La piattaforma di dialogo

Il webinar ha rappresentato un’occasione di incontro e di confronto, sui temi educativi più urgenti, tra istituzioni europee, delegati della Comece e responsabili dell’Istruzione e Formazione Permanente (Ifp). Hanno partecipato tra gli altri Janine Costa, della Rappresentanza Permanente del Portogallo all’Ue; Joao Santos, della Commissione europea; Miriam Lexmann  deputata del Parlamento europeo; Denis Leclerc,  dell’Associazione Maisons Don Bosco;   Paolo Nardi, della Associaizone COMETA Formazione;  Alfredo Garmendia, Centro San Viator, Red EBI e HETEL.

La mancata scolarizzazione

Siamo di fronte a un'emergenza educativa per molti studenti che non hanno potuto frequentare la scuola durante i mesi più duri di lockdown. I partecipanti sono stati d’accordo nel raccomandare che si cominci a tracciare un bilancio in tema di mancato apprendimento perché questo rappresenta un’ipoteca sulle generazioni future. I prossimi passi in questo settore sono fondamentali per il futuro dei cittadini europei e le giovani generazioni. La formazione dei giovani – è stato sottolineato – è essenziale perché la ripresa auspicata trovi cittadini e società più resilienti e pronte per le sfide future.

Il piano di azione avviato

L’obiettivo è tradurre nel concreto i principi e le linee programmatiche contenute nella Dichiarazione di Osnabrück recentemente adottata sull'istruzione e la formazione professionale. Si tratta del documento firmato a novembre 2020 nella città tedesca della bassa Sassonia, da ministri responsabili dell’istruzione e formazione professionale (VET) negli Stati membri dell’Ue, le parti sociali europee e la Commissione europea.  Il documento, che sostituisce le conclusioni di Riga del 2015, definisce nuove azioni politiche in materia di Ifp per il periodo 2021-25. Integra e rende operativa la visione e gli obiettivi strategici della raccomandazione del Consiglio europeo sull’istruzione e la formazione professionale per la competitività sostenibile, l’equità sociale e resilienza.

Un impegno decennale

Nella dichiarazione di Osnabrück i ministri promettono di contribuire alla ripresa post-Covid 19.  E’ fondamentale – hanno sottolineato i rappresentanti delle istituzioni europee -   il dialogo, come quello promosso dal webinar, per capire come sviluppare ulteriormente l’area europea dell’istruzione e della formazione attraverso sistemi innovativi. E’ importante, anzi urgente, assicurare sistemi orientati al futuro per sostenere la transizione digitale e quella verde per migliorare l’occupazione e la competitività, stimolando la crescita economica. Dalla Commissione europea è arrivato l’ennesimo appello a considerare il ruolo fondamentale delle politiche, anche nazionali, per l’istruzione e la formazione, nei nuovi orientamenti strategici per la crescita sostenibile dell’Unione.

L’allarme per le discrepanze sociali

Tra le conseguenze della pandemia purtroppo c’è la crescita delle disuguaglianze e delle discrepanze sociali. C’è l’annosa questione – ha ribadito la Comece - di non lasciare indietro gli studenti che non riescono, per la situazione economica delle famiglie, a tenere il passo degli aggiornamenti tecnologici.  In particolare, la formazione professionale – è stato ricordato - ritorna centrale per lo sviluppo socio-economico dello spazio europeo in un quadro di azione per il prossimo decennio. Tanto più in considerazione della pandemia, deve essere centrale la combinazione tra istruzione e formazione pratica, per comprendere prima ancora che accompagnare le esigenze attuali e future della società e dell'economia. In definitiva, serve – è stato raccomandato – una formazione inclusiva e di qualità, ma anche una nuova cultura di apprendimento permanente.


Vatican News

 

DARE VALORE ALLA SCUOLA


 Giulio Tosone

Dare valore alla scuola
Una guida per capire il senso della nuova valutazione nella scuola primaria


Dall’anno scolastico 2020/21 c’è una grossa novità nelle scuole primarie (quelle che una volta chiamavamo elementari). Nella valutazione intermedia (il pagellino) e in quella finale (la pagella) non compariranno più le medie dei voti di ogni materia, ma dei giudizi descrittivi.

 

Cosa comporta questo cambiamento? Come si leggono questi nuovi giudizi? Come sfruttare questa novità per aiutare i bambini nel loro percorso di apprendimento? A queste e ad altre domande proveremo a rispondere in questo volume dedicato specialmente ai genitori (ma utile anche agli insegnanti).

Giulio Tosone

Pedagogista e formatore.
Ha cominciato a occuparsi di scuola nel 1999 collaborando al Corso di formazione per il conferimento della qualifica dirigenziale ai Capi di Istituto erogato dall’Università Cattolica su bando del Ministero della Pubblica Istruzione. Negli anni si è occupato di formazione e aggiornamento degli insegnanti principalmente nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo.
Dal 2015 è conduttore di laboratorio nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il libro è distribuito esclusivamente su Amazon.
È disponibile sia in formato cartaceo
sia in formato digitale (per Kindle)

LA SCUOLA ALLA PROVA DELLA CREATIVITA'


 Intervista con Alessandro D’Avenia   (insegnante, scrittore e sceneggiatore) sull’insegnamento al tempo della pandemia e il rilancio dell'educazione scolastica a partire dalla creatività.

 

-          di Alessandro Gisotti

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Con Bianca come il latte, rossa come il sangue, bestseller in Italia e non solo, Alessandro D’Avenia ha raccontato il mondo della scuola in modo avvincente. Un racconto, come è avvenuto nei romanzi successivi fino all’ultimo, L’appello, - anch’esso tra i più venduti dell’ultimo anno - che è frutto di un’esperienza concreta, fatta di fatiche e successi quotidiani vissuti in un’aula scolastica. Professore di lettere al Collegio San Carlo di Milano, D’Avenia si è confrontato con l’Osservatore Romano sul difficile anno scolastico che si va concludendo. Anno segnato dalla pandemia che, secondo lo scrittore e sceneggiatore palermitano, ha messo in luce limiti e risorse del modello scolastico attuale e che richiede un sussulto di creatività per ri-mettere la persona e la relazione al centro dell’educazione.

Professore, si sta concludendo il primo anno scolastico interamente vissuto nel drammatico contesto della pandemia. C’è una lezione che possiamo trarre da questo tsunami che ha travolto anche la scuola?

Che come sempre, dopo che il Verbo si è fatto carne, è la carne a doversi fare verbo. Il principio guida della realtà è la relazione, perché veniamo da una relazione (la Trinità e i nostri genitori). Dove c'è la relazione si affronta qualsiasi fatica. La scuola è aperta (non parlo delle mura) solo dove la relazione maestro-discepolo è aperta. La Didattica a distantza (DAD) è stata il necrologio di un paziente moribondo dove la relazione non c'era già prima, dove invece la relazione era viva è stata un'occasione creativa per trovare le soluzioni per tenere viva la relazione. Io non ho mai fatto tanti colloqui a tu per tu con gli studenti come in questo periodo. Ho rinnovato il mio modo di insegnare certe cose. E ho scoperto che l'uomo, ridotto all'essenziale, è volto e voce. Il punto non è la DAD ma se il rapporto maestro discepolo era o non era generativo. Le relazioni o sono generative (fanno crescere) o degenerative (fanno de-crescere).

I giovani sono naturalmente portati all’incontro, all’abbraccio, al contatto fisico. All’improvviso, e senza preavviso, si sono ritrovati in una condizione di “immobilità”, di paralisi delle relazioni. Che impatto ha avuto questo sui suoi studenti?

Viviamo in tempi di forte “disincarnazione”: ci ingozziamo di emozioni e fantasmi di realtà senza farne veramente esperienza. È la potenza del visivo in cui siamo immersi. Il fenomeno hikikimori dovrebbe farci riflettere: c'è chi ha già deciso che si può vivere dentro una matrix (parola che viene da madre) emotiva e fantasmatica. Quindi recupereremo nella misura in cui daremo a questi ragazzi quello di cui hanno sempre avuto bisogno: un aiuto per farli crescere, e siccome sono denutriti gliene dovremo dare di più e in modo intelligente. Qui entra in gioco la creatività degli adulti, che però mi sembra paralizzata dall'ansia e dalla paura. Noi cresciamo nella misura in cui viene nutrito il nostro spirito e la maturazione può avere balzi in avanti inattesi: basta un amore, un lutto, un libro, un amico, una frase... per attivare parti di noi ancora dormienti o ferite. Si tratta quindi di fornire più occasioni possibili per questo risveglio, soprattutto ora che i ragazzi sembrano narcotizzati. Quali saranno i “sali” per farli risvegliare starà a noi scoprirlo. E in questo periodo la soluzione che io ho trovato sono i colloqui personali pomeridiani e un appello ben curato tutte le mattine, facendo una domanda a ciascuno per renderlo presente a se stesso e agli altri.

Cosa servirebbe per imprimere un nuovo inizio dopo questo periodo così difficile, cosa sogna per la scuola del futuro?

Tutto quello che sogno per la scuola del futuro l'ho scritto nel mio ultimo romanzo: L'appello, un vero e proprio manifesto culturale e politico. Dobbiamo ripartire da una riforma a costo zero: fare bene l'appello. Ogni studente preso in carico nella sua unicità ogni giorno. Nella scuola di oggi ognuno vale in base alle possibilità economiche. La scuola finisce così con il confermare le differenze socio economiche di partenza invece di ridimensionarle e dare vere possibilità a tutti di dare il meglio che può. É però vero che i cambiamenti avvengono sempre quando un sistema muore, e questo sta accadendo: la pandemia ha messo a nudo una crisi in atto da decenni. Non è normale una scuola basata sul precariato, la burocrazia, un sistema che mortifica la professione (il più alto tasso di burn out professionale è quello dei docenti). Se i maestri sono mortificati, i discepoli e le loro famiglie diventano nemici. E infatti si mettono contro la scuola o le si sottraggono: abbiamo cifre di dispersione scolastica spaventose. Eppure in questo contesto ci sono situazioni virtuose anche in contesti difficilissimi: perché non diventano un modello? Qui entra in gioco la politica, che sulla scuola si muove in modo cieco. La scuola del futuro deve essere una scuola-bottega in cui il maestro insegna ai discepoli i fondamenti della sua arte, ma poi ciascuno, seguito personalmente, se ne appropria con uno stile irripetibile.

Recentemente, nella sua rubrica settimanale sul Corriere della Sera, ha voluto condividere l’esperienza dei colloqui con i genitori al tempo del distanziamento sociale. Perché questa dimensione considerata “normale” nella vita scolastica l’ha colpita così tanto quest’anno?

Perché non è per niente normale. I colloqui si risolvono spesso in uno stanco rito di fine anno, in cui i genitori (solo le madri di fatto) si fanno vivi per rassicurarsi che vada tutto bene o per bon-ton. Il colloquio è un momento educativo fondamentale, bisognerebbe farli a inizio anno, senza voti, perché il ragazzo non è un elenco di prestazioni, ma un uomo o una donna in crescita, e chi lo segue deve sapere come fare ad aiutarlo a crescere, sia nel senso della natura umana comune a tutti, sia nel senso del modo in cui si realizza in quello specifico irripetibile essere umano. Per fare questo ci vuole un atto d'amore: così come il ragazzo è stato messo al mondo facendo l'amore, bisogna rimetterlo al mondo “ri-facendo” l'amore, che significa dedicare tempo e pensiero. Quindi ai colloqui chiedo ci siano presenti il padre e la madre, anche e soprattutto quando ci sono situazioni più fragili (separazioni). In DAD sono riuscito a ottenere quasi il 100% di presenze di entrambi, grazie alla facilità del mezzo e questo ha dato tanti dei frutti sperati. Come sempre quando funziona la relazione tutto il resto viene di conseguenza, perché i ragazzi somigliano alla relazione dei genitori più che a uno dei due.

Parlando agli Stati Generali della Natalità, il 14 maggio, Papa Francesco ha affermato che “a scuola non si matura solo attraverso i voti, ma attraverso i volti che si incontrano”. Cosa le ispirano queste parole del Papa sull’educazione?

La logica del cristianesimo è il Logos: Dio fatto uomo, cioè volto e voce del Padre. Questo paradigma deve guidare ogni nostra azione e sguardo sul mondo. Nel volto umano c'è l'altro e l'Altro, c'è l'oltre e l'Oltre. Ed è questo che rende la realtà appassionante, nei termini di una passione che sia eros (amore) sia responsabilità (farsi carico dell'altro). Tutta la realtà è fatta per farci amare e per essere amati sempre di più, se ce ne rendiamo conto avremo una vita felice.

Fra pochi giorni i ragazzi potranno godersi le vacanze dopo un anno difficile. Che augurio si sente di rivolgergli?

Quello che dice un personaggio di Shakespeare: “Quando l'anima è pronta lo sono anche le cose” e non viceversa come si pensa oggi. Quindi auguro loro di coltivare la vita interiore, cioè quella casa a cui si può sempre tornare quando ci si perde, e da cui si può sempre partire quando è necessario affrontare nuove sfide con coraggio.

 

Vatican News



 

 

mercoledì 2 giugno 2021

FESTA DELLA REPUBBLICA. LETTERA AD UN BAMBINO

 

-        di Luigi Sanlorenzo

 

- Caro bambino nato nel giorno della Repubblica,

prima di tutto,  complimenti perché sarà vacanza a scuola e  potrai godere della tua festa per l’intera giornata,  magari con qualche “ponte” che, di tanto in tanto,  ti permetterà di farlo in un lungo weekend; sei nato in una giornata particolare  che, comunque vadano le cose in futuro, vedrà sempre, almeno in questo giorno,  un’Italia unita nei cui cieli si intrecceranno i colori della bandiera che una leggenda vuole abbiamo un significato ben preciso, ossia il verde per ricordare i nostri prati, il bianco per ricordare le nevi perenni e il rosso per il sangue versato nelle guerre combattute sotto forme diverse per conquistare e assicurare la tua liberà.

Che tu compia oggi tre anni o settantacinque, la coincidenza della tua data natale con quella della Repubblica, pur casuale come per tutti, non può che interrogarti su quanto il destino ti sia stato benevolo.

Qualunque sia il colore della pelle dei tuoi genitori, sei venuto alla luce in un Paese libero del continente che ha donato al mondo musica sublime, altissima letteratura, l’idea stessa di quell'arte che da ogni parte ti circonda e ti stordisce, il concetto antico e sempre attuale di democrazia, l’aspirazione all'uguaglianza nei diritti e nei doveri tra tutti gli uomini e le donne. Ove tu non ne sia ancora un cittadino a tutti gli effetti, ti auguro di diventarlo presto, per il semplice motivo di essere nato in Italia.

Qualunque sia il tuo credo politico o religioso sappi che la sua pacifica espressione sarà sempre tutelata dalla Costituzione e dalle leggi. Adoperati perché ciò sia sempre più concreto e percepito da tutti. Qualunque sia il tuo stato sociale, ricorda che avrà sempre diritto di essere rispettato e, quando necessario, sostenuto ed aiutato perché non ti siano precluse pari opportunità di realizzazione, a condizione che tu faccia la parte che l’età ti assegnerà in ogni fase della vita.

Qualunque sia il genere a cui ti sentirai spontaneamente e senza condizionamenti di appartenere, confida che nessuno avrà mai il diritto di discriminarti, di insultarti o di farti del male per tale ragione.

Se in questo anniversario sei ancora nell'infanzia o nell'adolescenza, probabilmente tutto ciò ti sembrerà ovvio e normale. Purtroppo non è stato sempre così e quando te ne parleranno a scuola o in famiglia, rivolgi un pensiero a quanti si sono ribellati perché tu potessi considerarlo “scontato” e se dovessi avere la fortuna di incontrare qualcuno di essi che è ancora tra noi, distingui tra le sue rughe il ricamo di un sogno chiamato Libertà e leggi nel suo sguardo i fotogrammi drammatici che di quella lotta vi sono rimasti impressi per sempre. Degli altri troverai in molti casi il ricordo nei nomi delle strade e delle piazze che percorrerai, talvolta frettoloso e distratto. Sappi che sono lì perché tu possa orientarti nel labirinto in cui è sempre in agguato qualcuno che vorrebbe invece che ti smarrissi.

Delle Istituzioni democratiche, con le cui tante insufficienze avrai modo di confrontarti quando in forme diverse le incontrerai, tieni a mente che sono idee astratte che diventano concrete soltanto attraverso le azioni di uomini e di donne di diversa indole e natura: alcuni danno ad esse lustro e dignità, altri le usano e le avviliscono con comportamenti indegni che spesso hanno a che fare con il proprio interesse o con la propria stupidità. Difendile sempre e comunque, mentre nel frattempo ti adoperi perché esse trovino il più possibile, gli interpreti adeguati a tale ineguagliabile ruolo.

Non commettere mai l’errore di confonderle con i comportamenti sbagliati di quanti le dovessero rappresentare, rischieresti di indebolirne le fondamenta che altri e migliori di alcuni di loro, hanno edificato settantacinque anni fa.

La Repubblica che ti viene consegnata ogni anno come il più bello dei regali che potrai mai ricevere non è, se non nelle proprie ed irrinunciabile radici ideali, un pacchetto ben confezionato e definitivo; somiglia piuttosto ad un mosaico colorato di cui sei tu la tessera più recente che ne identifica il profilo in divenire o, se preferisci, ad un gioco creativo dalle composizioni molteplici ma fatte tutte della stessa materia ideale. Diffida pertanto di coloro che vorrebbero indurti a considerarne una ed una sola nel cui pensiero unico imprigionare i futuri possibili.

Di ciò con cui sei nato come con una sorta di camicia della fortuna, non dimenticare che due terzi dell’Umanità è ancora priva o solo all’inizio di un cammino faticoso disseminato di mille ostacoli.

Fai in modo di non essere tu uno di quelli e stai sempre dalla parte di chi più soffre, spera ed ama, consapevole del privilegio che ti è stato donato e se un giorno dovesse toccare a te di rappresentare questa Repubblica nei mille ruoli di servizio in cui essa diventa realtà, siine degno e fiero indossando una toga, una divisa, un camice, una tuta  o semplici abiti civili: non ti mancheranno gli esempi da seguire né quelli da evitare; in ogni caso la tua testimonianza personale sarà unica, irripetibile e mai esente da responsabilità.

E ove la vita dovesse portarti ad assumere ruoli e compiti in altri settori, ricorda che nella società italiana “privato” non è il contrario di “pubblico” né una zona franca da cui i valori repubblicani possano essere esclusi in nome del profitto, del potere o di altre tentazioni della natura umana. Anche in questo non ti mancheranno italiani che hanno lasciato una traccia su cui orientare i tuoi comportamenti.

Infine, quando sarai giunto all'età in cui si dice prevalga la saggezza come figlia dell’esperienza e ti troverai a festeggiare la Repubblica, magari scrivendo una lettera come questa a chi ti è più caro, che il bilancio della tua vita civile sia sereno e senza rimpianti.

Buon compleanno a te che sei nato il due giugno, buon compleanno all'Italia libera, democratica e repubblicana.

 

Lo Spessore



martedì 1 giugno 2021

SCUOLA GREEN

 


- Per i giovani l’ambiente 

è cura di sé e degli altri

- Nel dicembre 2019 in Italia è nata la Rete delle Scuole Green: ad oggi ingloba più di 800 istituti con l’obiettivo di dedicare percorsi ad hoc al riciclo, alla riduzione dell’uso della plastica, alla raccolta differenziata, alla preferenza per i prodotti biodegradabili. Ce ne parla la dirigente del Liceo Statale Orazio di Roma, Maria Grazia Lancellotti, richiamando i principi dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

 

-        di Giada Aquilino

-         

Quando la “spinta” verso un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e a ciò che ci circonda “arriva in maniera così forte dagli studenti”, le scuole hanno “il dovere di rispondere”. Maria Grazia Lancellotti è la dirigente scolastica del Liceo Statale Orazio di Roma, istituto a indirizzo classico e linguistico della zona Talenti - Nomentano che, con il liceo Socrate e l’istituto comprensivo Fontana della capitale, è capofila della Rete delle Scuole Green di tutta Italia. Si tratta di una realtà nata nel dicembre 2019 e che ad oggi ingloba più di 800 scuole su tutto il territorio nazionale: l’obiettivo è quello di dedicare percorsi ad hoc al riciclo, alla riduzione dell’uso della plastica, alla raccolta differenziata, alla preferenza per i prodotti biodegradabili, in una parola all'ambiente inteso - spiega la docente, che coordina la Rete assieme ai colleghi Carlo Firmani e Lucia Presilla - “nel suo insieme”, come “benessere esterno e al contempo benessere anche interiore”.

Il 2015, anno cruciale

Maria Grazia Lancellotti racconta della “chiamata” degli oltre 1.300 liceali dell’Orazio alla cura della casa comune. La Rete è nata “sull'onda dei Fridays for Future, perché - afferma - abbiamo cominciato a vedere che i nostri ragazzi avevano una grandissima voglia di partecipazione a quegli eventi. Le suggestioni ci erano arrivate già da prima, dal 2015, che è stato un anno cardine, con la pubblicazione della Laudato si’ di Papa Francesco, documento precursore di tutti quelli che sono stati i temi sulla sostenibilità presentati poi nell’agenda 2030 dell’Onu”.

Una mobilitazione degli studenti nei Fridays for Future

La “svolta”, riflette la professoressa Lancellotti, è arrivata proprio “col movimento di Greta Thunberg e con la richiesta diretta da parte dei ragazzi” della necessità di “una pedagogia attenta a questi temi: diciamo che sono stati più i ragazzi 

a insegnare a noi di quanto noi non abbiamo insegnato loro, nel capire che i tempi erano davvero ormai scritti e non c'era più modo di aspettare, bisognava cominciare”.

Non solo plastic free

Come Rete e come scuola, aggiunge, “è importante che si mettano in atto dei comportamenti virtuosi. Il primo fra tutti è il plastic free, quindi si avviano processi per la riduzione della produzione e dell'utilizzo di materiali plastici e non riciclabili, si porta avanti un'attenzione sulla raccolta differenziata e sul riciclo: non solo sul riciclo dei materiali più comuni ma anche, per esempio nel nostro caso, sul riciclo dei cellulari esausti, che poi mediante un'associazione vengono riutilizzati attraverso i componenti ancora funzionanti”. Nelle aule, sono stati collocati “i contenitori per la raccolta differenziata, che i ragazzi devono successivamente portare nei corridoi dove ce ne sono degli altri più grandi”. Per chi abita nelle zone limitrofe, “si cerca inoltre di disincentivare l'utilizzo del proprio mezzo inquinante, quindi ci sono per esempio delle rastrelliere negli spazi aperti” dedicate alle bici e si organizzano pure delle “attività legate alla conoscenza e incontri con esperti su diversi argomenti”.

La coltivazione di ortaggi al Liceo Orazio di Roma

“E c’è una sperimentazione particolare con gli orti di scuola, per la coltivazione di ortaggi: una iniziativa che stava andando bene l'anno scorso, poi c'è stato il lockdown che ne ha rallentato i tempi, però è ripresa con maggiore impulso” nelle ultime settimane.

Le misure anti Covid

La pandemia in corso ha senza dubbio modificato le nostre abitudini. Il lockdown, riferisce la preside, “ci ha un po’ paralizzati, fermati e ci ha costretto a re-immaginare le nostre azioni. Purtroppo tutto ciò sul piano della sicurezza e dell'igiene va a cozzare con quelle che erano molte delle buone pratiche, perché adesso dobbiamo porci ad esempio il problema dello smaltimento delle mascherine usate, che ormai rientrano nell’usa e getta quotidiano. Anche per ciò che riguarda i detersivi, noi ed altre scuole avevamo privilegiato l'acquisto di quelli totalmente biodegradabili e sostenibili e adesso cerchiamo di trovare delle associazioni e dei venditori che ci diano dei materiali più adatti all’emergenza in corso”. Ripensata e riorganizzata inoltre la struttura scolastica “nel rispetto del distanziamento”. “Col rientro a scuola” prima della pausa estiva, si è pensato alle lezioni all'aperto: “una prima esperienza per poi approfondire la possibilità dell’uso degli spazi esterni”.

L’educazione ambientale

Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ nota come l’educazione ambientale sia andata allargando i propri obiettivi, includendo oggi anche una critica di certi miti della modernità, dall’individualismo al progresso indefinito, dal consumismo al mercato senza regole, e ricuperando i diversi livelli dell’equilibrio ecologico: «quello interiore con sé stessi, quello solidale con gli altri, quello naturale con tutti gli esseri viventi, quello spirituale con Dio» (210). La professoressa Lancellotti nota come “i ragazzi siano profondamente colpiti e anche destabilizzati da quello che è successo” negli ultimi mesi riguardo alla pandemia e negli ultimi anni rispetto ai cambiamenti climatici e ai danni provocati dall’uomo alla Terra: i giovani “sono secondo me alla ricerca e hanno bisogno di punti di riferimento più profondi che non siano solo quelli esterni, perché abbiamo visto che avere tanto in questo momento non salva. A salvare sono i comportamenti solidali, cioè il rispetto per l'altro, il sapere che la cura di sé è cura anche dell'altro, perché il rispetto della regola è la salvezza altrui. Questo è, a mio parere, un messaggio potentissimo che i ragazzi stanno vivendo in maniera molto forte. Non so nell'immediato, ma spero che negli anni tutto ciò li porti ad avere un rapporto diverso, speriamo insomma di uscirne migliori. Penso che proprio attraverso un impegno della scuola si possa sottolineare che la sfida ambientale è qualcosa che riguarda tutti, che non c'è tempo per aspettare, che ciascuno di noi deve fare la propria parte, che dai nostri piccoli comportamenti dipende il risultato per tutti”.

Lavoriamo insieme

Nell’enciclica del 2015 il Pontefice fa riferimento ad una “cittadinanza ecologica”, ad un cammino verso nuovi stili di vita (211). Oggi, evidenzia la professoressa Lancellotti, “una consapevolezza c’è: tocca a noi, che abbiamo il compito di educare i ragazzi e soprattutto di farne dei cittadini attivi e solidali, essere molto bravi a dar loro degli strumenti che non siano effimeri”, affinché le “competenze legate alla sostenibilità non siano episodiche ma facciano parte del percorso educativo: adesso ci sono gli spunti, abbiamo gli strumenti, non abbiamo più alibi”. E la risposta degli studenti, in fondo, è già arrivata: di fronte all’erba che nei mesi di chiusura per la pandemia è cresciuta alta nelle aiuole dell’istituto, hanno chiesto - riferisce la preside - “di fare qualcosa insieme, di pulire la scuola insieme”: “mi colpisce molto, perché non è una protesta, è un ‘lavoriamo insieme’ per la scuola, che è di tutti e per la quale tutti dobbiamo dare il nostro contributo”.

 

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