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mercoledì 2 settembre 2026

LA CURA DEL CREATO

 


La cura del Creato 

è una questione

 teologica


La Commissione Teologica internazionale pubblica il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune” che invita a una “risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. La questione ecologica è una questione teologica: il modo in cui ci si prende cura del Creato rivela e struttura il rapporto con Dio. Il deterioramento dell’ambiente è allarmante, occorre azione urgente per la sostenibilità del pianeta. Nessuno è una monade, tutto è connesso: "Ascoltare il grido della Terra e dei poveri"

Isabella Piro – Città del Vaticano

Come rispondere, in ottica cristiana, alla “crisi ecologica e sociale”, “miope e suicida” in cui è caduta l’umanità? È la domanda posta alla base del nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI), intitolato “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. Pubblicato oggi, mercoledì 2 settembre, con l’autorizzazione di Leone XIV, il testo è frutto di riflessioni svoltesi tra il 2022 e il 2025. L’assunto iniziale è la “triplice mutazione” che ha portato, negli anni, a perdere la spontanea percezione della natura come creazione di Dio; all’affermarsi di una visione sempre più antropocentrica e predatrice nel rapporto tra uomo e Creato; e al dilagare di una crisi planetaria.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

Tutto è connesso

Il documento è suddiviso in tre capitoli: nel primo – “La Casa comune, opera del Dio trinitario” – si rimarca “l’impronta non solo divina, ma anche trinitaria” presente nel Creato, illustrata attraverso l’insegnamento di quattro Santi Dottori della Chiesa: Agostino di Ippona, Ildegarda di Bingen, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino. Tale impronta trinitaria ha i tratti della sacramentalità – cioè è segno di “una realtà sacra e nascosta” che trova la sua “massima elevazione” nell’Eucaristia – e dell’interrelazione, poiché l’essere umano risponde alla sua vocazione dispiegando correttamente le relazioni con Dio, con gli altri e con il Creato. Ciò significa, evidenzia la CTI, praticare “la gratuità filiale nei confronti di Dio”; “la solidarietà e la misericordia verso il prossimo”; e “la cura della Casa comune”. È una questione di equilibrio: “Niente e nessuno è una monade – si legge nel documento – Tutto è interrelazionato” per formare “un’unica comunità di vita”.

 Don Piero Coda: l'urgenza della crisi ecologica interpella l'umanità

Un commento del segretario generale della Commissione Teologica Internazionale al nuovo documento pubblicato "Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e ...

L’origine dell’universo secondo scienza e fede

Il primo capitolo sviluppa inoltre il dialogo con alcune visioni scientifiche e filosofiche del cosmo (ad esempio immanentismo, panteismo, soprannaturalismo), illustrando come la fede nel Dio creatore offra qualcosa che la scienza non riesce a dare, pur indagando “legittimamente” le prime fasi dell’universo. Se infatti la cosmologia riflette su come è nato il mondo, la fede ne spiega il perché: Dio dà origine metafisica, non semplicemente fisica, all’universo, e chiama liberamente all’esistenza ciò che di per sé non esisterebbe.  

Il principio sabbatico

Il secondo capitolo – “L’essere umano nella Casa comune” - si apre con una riflessione sull’uomo creato a “immagine e somiglianza di Dio”, il che offre lo spunto per ribadire che le differenze – di etnia, genere, cultura, status sociale o economico – non implicano in alcun modo una gradazione gerarchica. Il loro utilizzo per discriminare o sottomettere l’altro si allontana dal disegno di Dio. Il documento rimarca poi l’importanza del “principio sabbatico” il quale, un giorno a settimana, consente alla Terra di riposarsi nel rispetto dei ritmi originari, e all’umanità di rendere grazie al Signore con la preghiera. Tale principio insegna anche ad “avere uno sguardo disinteressato, liberato dall’appetito di possedere, dominare o aggredire”.

Il Papa: il tempo del Creato ci chiama a conversione, non è ancora troppo tardi

Il Pontefice presiede, nel pomeriggio di oggi, 1 settembre, nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo, la Messa per la Custodia della Creazione ed ...

Appello alla conversione ecologica

La CTI riassume, quindi, alcuni dati “molto allarmanti sul deterioramento ecologico”: il dissolversi della diversità biologica la quale “non è un lusso esotico”, bensì “un fattore chiave” per la sicurezza alimentare; l’inquinamento atmosferico; il peggioramento della qualità dell’acqua; la guerra che accelera “brutalmente” la distruzione dell’ambiente; le ricadute “gravissime” di tutto questo sui più poveri, sfruttati nelle loro risorse naturali e costretti alla migrazione. Di qui il forte appello lanciato dalla Commissione: di fronte a una crisi ecologica “senza precedenti”, occorrono non solo soluzioni scientifiche e tecniche – come ad esempio cambiamenti sostanziali nei sistemi di produzione, consumo, trasporto e utilizzo dell’energia – ma anche e soprattutto “un cambiamento dei valori culturali”, una vera e propria conversione ecologica nel modo di vivere.

Il peccato contro il Creato e contro il Creatore

Al riguardo, il documento propone di parlare di “peccato contro il Creato e contro il Creatore”, una formulazione teologica che unisce il danno ambientale al rifiuto del disegno divino della creazione, evitando sia il linguaggio puramente scientifico (come “ecocidio”), sia la dispersione della responsabilità. L’attuale momento storico, infatti, “richiede a tutti, a partire da coloro che sono responsabili della vita pubblica, un’azione urgente a favore della sostenibilità del pianeta e dell’abitabilità della Casa comune. Non è solo un’esigenza etica, ma anche teologica”.

Leone XIV: l’acqua è un diritto e non una merce, denunciare sprechi e inquinamento

L’Eucaristia, “scuola ecologica”

Lo sguardo di fede porta a respingere anche “due estremi inaccettabili”: l’antropocentrismo predatorio che considera l’umanità come “padrona assoluta di tutto il creato” e il biocentrismo o ecocentrismo che assolutizza la natura. La proposta cristiana, invece, è quella di un “antropocentrismo situato” (espressione di Papa Francesco ripresa da Leone XIV) che pone l’essere umano come “amministratore e servitore del Creato”: egli infatti è chiamato sia a curare in modo responsabile la Casa comune, secondo “la mente e gli interessi legittimi del proprietario” che è Dio; sia a collaborare al disegno divino con un “generoso servizio”. Questa duplice vocazione trova il suo vertice nell’Eucaristia, “scuola ecologica” grazie alla quale si promuove “un atteggiamento positivo e proattivo nei confronti della natura”, ovvero lontano da modalità utilitaristiche o paurosamente difensive.

La logica giubilare e la spiritualità ecologica

Il terzo capitolo – “La cura della Casa comune” – offre alcune linee guida operative, articolate attorno a cinque relazioni fondamentali della persona. Dal rapporto con Dio deriva la “logica giubilare”: basata sulla fraternità e la solidarietà che “segnano un limite invalicabile all’avidità nell’uso della Terra”, nonché sulla gratuità e l’umiltà di chi “non cade nella pulsione di accaparrarsi ogni cosa”, tale logica conduce alla giustizia sociale. Dal rapporto con sé stessi scaturisce “una spiritualità ecologica”: di fronte all’attuale paradigma tecnocratico che impone ritmi frenetici nel lavoro e nella vita personale, familiare, sociale e religiosa, tale spiritualità guarda all’ora et labora benedettino per invitare a uno stile di vita sano, attento al consumo (“ogni atto di acquisto è un atto morale”), e responsabile.

 

Giornata del Creato, il Papa: orientare alla vita ciò che è usato per distruggere

Il grido della Terra e dei poveri

Dal rapporto con il Creato conseguono principi come la riverenza; la sostenibilità (“criterio imprescindibile che deve normare il sistema di vita e il modello economico che lo regge”); l’ascolto del “grido sconvolgente” della Terra, “tragicamente legato al grido dei poveri”, i quali patiscono maggiormente “le conseguenze del maltrattamento del pianeta”; il rispetto per la vita (che consente all’uomo di usare le risorse naturali, ma secondo necessità e moderazione, non attraverso uno sfruttamento indiscriminato); l’ascesi e il digiuno (risposta morale al sovrasfruttamento delle risorse, specialmente nei Paesi ricchi); e un impegno differenziato secondo le responsabilità delle diverse Nazioni.

La sacralità della vita umana e il rifiuto della guerra

Ancora: dal rapporto con il prossimo emergono la sacralità della vita umana (diritto incondizionato e inalienabile che gli Stati devono proteggere e promuovere, anche con il rifiuto della guerra); la destinazione universale dei beni (per la Tradizione cristiana, “la proprietà privata non è un diritto assoluto” e pertanto la Casa comune deve essere curata anche per le generazioni future); la fraternità (antidoto a violenza, ingiustizia e a un individualismo “falso, egoista, atroce e avido”); la misericordia (senza amore, la vita umana si allontana da Dio e diventa subumana); e l’opzione preferenziale per i poveri, sempre più esposti al degrado ambientale e sempre più privi di risorse per mitigarne gli effetti.

Bartolomeo I: l'umanità interrompa il geocidio e apra allo sviluppo sostenibile

La collaborazione interreligiosa

Come quinta e ultima relazione, la CTI riflette sul contributo alla cura del Creato offerto da diverse religioni: giudaismo, Islam, induismo, buddismo, confucianesimo, religioni africane e quelle originarie americane e oceaniche. Si evidenziano in particolare gli elementi più comuni: l’interconnessione tra tutto ciò che esiste e il dovere di rispettare tutti gli esseri viventi e la responsabilità dell’uomo. Pertanto, “dal punto di vista della fede cristiana, le porte sono aperte a una collaborazione interreligiosa nel compito comune della custodia rispettosa di tutto il Creato, al servizio del fiorire della vita e della comunione con il Trascendente, che è all’origine ed è il fondamento di ogni vita”.

Responsabilità morale

Nella conclusione del documento, la Commissione riafferma che la questione ecologica è, in ultima istanza, una questione teologica: il modo in cui ci si prende cura del Creato rivela e struttura il rapporto con Dio stesso. Libertà e responsabilità morale restano il fondamento indispensabile di ogni impegno ecologico autentico. Il testo invita quindi a una “svolta ecologica” che sia insieme culturale e spirituale — sul modello di san Francesco d’Assisi — e si chiude su una nota di speranza: la crisi ambientale, per quanto grave, non intacca la fiducia in Dio che fa “nuove tutte le cose". 

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domenica 30 agosto 2026

NOI PICCOLI PICCOLI

 


PROPOSITO 

DEL NEPAL



Avendo visto quello che è successo in Nepal e, qualche tempo fa, avendo scattato una foto su una spiaggia dove avevo trovato una vecchia ed indistrutta confezione di gelato datata 1997, ho scritto una mia riflessione che mette insieme l’ambiente e la letteratura di uno sconosciuto nostro autore siciliano, Giuseppe Bonaviri, che ha ben riflettuto sul rapporto e del mancato rispetto tra uomo e ambiente

-di Giovanni Mannara

Le recenti catastrofi ambientali che hanno colpito il Nepal riportano al centro dell’attenzione un tema di grande attualità: il rapporto tra l’uomo e la natura. Di fronte alla forza distruttiva di eventi naturali estremi, l’essere umano riscopre la propria fragilità e comprende quanto sia illusoria la convinzione di poter dominare completamente l’ambiente. La crisi ecologica ci impone, dunque, di ripensare il nostro rapporto con la Terra e di riconoscere che la sopravvivenza dell’uomo dipende dall’equilibrio degli ecosistemi.

Questa riflessione trova un significativo punto di contatto nella poetica di Giuseppe Bonaviri (1924-2009), scrittore siciliano che ha dedicato gran parte della propria opera al rapporto tra uomo, natura e cosmo. Nato a Mineo, in provincia di Catania, Bonaviri porta nella sua narrativa il paesaggio della Sicilia, con i suoi alberi, gli animali, le campagne e le tradizioni popolari. Tuttavia, la sua terra non rimane confinata alla dimensione regionale: attraverso di essa lo scrittore giunge a interrogarsi sul significato universale dell’esistenza.

 Nelle opere di Bonaviri la natura non rappresenta un semplice sfondo delle vicende umane, ma è una presenza viva, con una propria memoria e una propria dimensione temporale. L’uomo non si trova al di fuori di essa, come un osservatore o un dominatore, ma ne è parte integrante. È proprio questa concezione a rendere centrale nella sua poetica il rapporto «uomo-natura-cosmo».

L’individuo, apparentemente al centro della realtà, diventa così una piccola componente di un universo infinitamente più grande. Questa visione emerge con particolare intensità ne Il fiume di pietra, (Einaudi, 1979), dove gli elementi naturali assumono una dimensione quasi mitica. Il fiume e la pietra evocano due forme diverse della materia e del tempo: l’acqua scorre e si trasforma, mentre la pietra sembra custodire una memoria millenaria. Attraverso il paesaggio, Bonaviri supera la dimensione della cronaca e inserisce la vicenda degli uomini in una prospettiva cosmica. La natura diventa quindi una sorta di grande libro nel quale è possibile leggere la storia dell’umanità. Un altro esempio significativo è La divina foresta, (Sellerio, 1969), opera nella quale emerge con forza il tema della distruzione dell’ambiente.

La perdita degli alberi e degli animali provocata dall’intervento umano non rappresenta soltanto una trasformazione del paesaggio, ma una vera e propria frattura dell’armonia naturale. In questa prospettiva, la distruzione della natura coincide anche con l’impoverimento dell’uomo, perché ciò che viene danneggiato è il sistema di relazioni che rende possibile la vita. La sensibilità di Bonaviri può essere definita, in senso ampio, ecologica, anche se sarebbe riduttivo considerarlo semplicemente uno scrittore ambientalista. La sua riflessione va oltre la necessità di proteggere un territorio: invita a modificare la nostra stessa idea dell’essere umano. L’uomo non è il padrone della natura, ma una delle sue molteplici espressioni. Come suggerisce la sua concezione dell’«uomo-natura-cosmo», ogni individuo è legato agli altri esseri viventi e alla materia che compone il mondo. Da questo punto di vista, il collegamento con il Nepal ed un indistrutto e dopo decenni restituito dal mare contenitore di gelato acquista un valore particolarmente significativo.

Una testimonianza drammaticamente archeologica del nostro tempo. Le catastrofi ambientali mostrano concretamente quanto l’equilibrio del pianeta sia delicato e quanto le comunità umane siano vulnerabili quando tale equilibrio viene compromesso. Non tutti i disastri naturali sono direttamente causati dall’uomo, ma il cambiamento climatico, il consumo del suolo e la distruzione degli ecosistemi possono aumentare la vulnerabilità dei territori e delle popolazioni. La letteratura di Bonaviri ci offre allora una prospettiva preziosa: ci invita a cambiare il nostro sguardo sulla natura. Guardare un bosco, un fiume o un animale non significa semplicemente osservare qualcosa di esterno a noi, ma riconoscere una realtà della quale facciamo parte. La sua scrittura trasforma così il paesaggio in una riflessione sull’esistenza e la memoria personale in una meditazione sul destino dell’intero cosmo.

La poetica di Giuseppe Bonaviri, allora, conserva una sorprendente attualità. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla crescente preoccupazione per il futuro del pianeta, il suo pensiero ci ricorda che l’uomo non può vivere contro la natura, perché vive nella natura e della natura. Proteggere l’ambiente significa quindi non soltanto salvaguardare il pianeta, ma tutelare la nostra stessa esistenza. È questa, forse, la lezione più profonda che possiamo trarre dalla sua opera: recuperare la consapevolezza della nostra appartenenza alla Terra significa riscoprire, insieme alla responsabilità, anche il senso autentico della nostra umanità.

giovannipepi.it

mercoledì 1 aprile 2026

LAUDATO SI'

 


Si è tenuto lunedì 30 marzo il dialogo con Luca Doninelli su “Al cuore dell’impegno per la nostra casa comune: Dilexit Nos e Laudato Si’” in occasione dell’incontro mensile speciale degli Animatori Laudato Si’ aperto a tutti in collaborazione con Comunione e Liberazione.

 

 

 

Durante l’incontro Luca Doninelli, autore e scrittore, professore all'Università IULM di scrittura per l'arte, il teatro e il cinema, ha offerto degli spunti di riflessione sul legame tra Dilexit nos, ultima enciclica di Papa Francesco dedicata al Sacro Cuore di Gesù e l’enciclica Laudato Si. “Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode” (LS 12): ispirato da queste parole della Laudato Si’ e dalla grande enciclica del cuore sanguinante di Gesù,Doninelli, citando importanti poeti ed autori, ha declinato la riflessione su vari aspetti, incluso l’importanza della comunità e del sorreggersi insieme. Questo incontro si inserisce in un più ampio dialogo su Dilexit nos e Laudato Si’ promosso dal Movimento Laudato Si’ in Europa con realtà del mondo cattolico (quali congregazioni religiose, famiglie missionarie, università cattoliche e movimenti) che verrà raccolto in un kit online per parrocchie e comunità di fede.

Grazie per l'ascolto di tutti e per le risonanze dei partecipanti nel Dialogo con Luca Doninelli che ringraziamo moltissimo. Grazie a Giuliano Visconti del Centro Internazionale di Comunione e Liberazione per aver facilitato l'incontro con Cecilia Dall’Oglio, Global Movement Advisor e Responsabile Programmi Italia del MLS.

Grazie Animatori per tutto il vostro Amore!

Grazie a Cecilia Cinti e Lucia Ghiglione del Circolo Laudato Si’ di Ferrara Comacchio per la preghiera iniziale e per aver presentato le principali attività del Circolo, per lo spirito di servizio e collaborazione e grazie per aver recentemente celebrato con il MASCI l'inaugurazione del Bosco dell'Educazione con il carissimo Massimiliano Costa Presidente del Movimento nell’anno del lancio del progetto e tutti gli amici scout.

Grazie a Rossella Pandolfino, del Circolo Laudato Si’ Reggio Calabria, che ha presentato iniziativa dei Circoli Laudato Si’ della Calabria vista della Settimana Laudato Si’. Grazie perché dopo l'incontro nazionale ad Assisi avete continuato a custodire la "Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica, dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare", perché vi incontrate tra i Circoli della Calabria per disegnare insieme il cammino, come per la Settimana Laudato Si', con sempre nuovi compagni di strada come il carissimo Enzo Petrolino (Presidente Comunità del diaconato in Italia).

Grazie a Dio per il dono sempre nuovo della Vita in questo Movimento, grazie per averci creato così diversi e per unirci insieme!!!

Se non hai potuto partecipare all’incontro di lunedì 30 marzo, o se vuoi rivederlo, clicca qui per vedere subito la registrazione.

 

In cammino verso Tempo del Creato 2026

👉Inizia a preparare un’attività per il Tempo del Creato con la tua comunità!Visita il sito tempodelcreato.org!Sono stati appena pubblicati:

  • Video con leader religiosi ecumenici da tutto il mondo che invitano a unirsi al Tempo del Creato. Il video si apre con l’invito da Gerusalemme del Card. Pierbattista Pizzaballa (link).
  • Presentazione teologica approfondita del tema e del simbolo 2026 (link)

Advocacy

👉Scarica dal sito del Movimento Laudato Si’ (link) il “Manifesto delle Chiese del Sud del Mondo per la nostra Casa Comune. Verso la pace con il creato: un appello urgente per una transizione giusta oltre i combustibili fossili” e la nuova risorsa “Riflessione teologica cattolica sulla proposta di un’iniziativa per un Trattato sui Combustibili Fossili”.

In cammino verso la Settimana Laudato Si’ 2026

La Settimana Laudato Si’ sarà dal 17 al 24 maggio 2026 e il tema di quest’anno sarà “Dalla Speranza all’azione”

  • Organizza un evento per celebrare l’11° Anniversario della pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, magari rilanciando la “Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica: dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare” lanciata dal Movimento Laudato Si’ lo scorso settembre ad Assisi.
  • Celebra la Settimana Laudato Si’ registrando il tuo Circolo, parrocchia, diocesi, congregazione religiosa, famiglia o semplicemente come individuo alla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’

Formazione Animatori Laudato Si’ 2026

Le iscrizioni stanno per scadere!!

 

 

Clicca qui per vedere il programma di quest'anno per fare la differenza insieme!

Sono previste le proiezioni comunitarie a Roma, Milano, Cesena e Tricase, seguici sui social e sul canale whatsapp per vedere le ultime novità!

Se stai pensando di organizzare una proiezione nel tuo territorio faccelo sapere compilando questo modulo!

Aiutateci nella promozione! Potete condividere:

Canale whatsapp 

Iscriviti al canale whatsapp per ricevere tutti gli aggiornamenti e le comunicazioni ufficiali: ricordati di attivare le notifiche dopo la tua iscrizione per non perdere nessun aggiornamento!

 

 

Avvisi:

  • Sabato 9 Maggio si terrà a Roma, presso la sede della Pontificia Università Antonianum (Via Merulana, 124), il 22° Seminario Nazionale sulla Custodia del Creato organizzato da i due Uffici Nazionali della CEI (problemi sociali e il lavoro) (ecumenismo e dialogo interreligioso). Il tema scelto è: “Aree interne: percorsi di speranza. Comunità nel segno dell’ecologia integrale”. Iscrizioni sul sito CEI specificando di essere Animatori Laudato Si’ o Organizzazione Membro del Movimento Laudato Si’
  • Sono aperte le iscrizioni per il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale “Sfide e opportunità per rispondere alla crisi della sostenibilità” organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana e Pontificia Università Lateranense in collaborazione con varie realtà e associazioni tra cui il Movimento Laudato Si’. Il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale può essere un’ottima opportunità di formazione avanzata per gli Animatori Laudato Si’. Consulta il programma provvisorio per maggiori informazioni a questo link.
  • Puoi consultare la fotografia aggiornata del Movimento Laudato Si’ in Italia a questo link.

Inoltre:

  • Puoi scaricare il libretto di preghiere del Movimento Laudato Si’ a questo link

 

venerdì 27 marzo 2026

SOGNOLINO


LE AVVENTURE 

DI 

SOGNOLINO 

Tra sogni, gioco e responsabilità, ecco “Sognolino, Arturo e la battaglia per l’ambiente” il primo libro di Gabriele Lentino: " Per aiutare i più piccoli a crescere"

E' il primo libro della nuova collana “Le avventure di Sognolino”,  si propone come uno strumento educativo per famiglie e scuole, capace di trasmettere valori importanti

di Giuseppe Fin

Un piccolo eroe che viaggia nei sogni dei bambini e insegna loro a diventare grandi: si chiama Sognolino. E' proprio da lui che prende il via una nuova avventura editoriale che unisce fantasia e responsabilità con  “Sognolino, Arturo e la battaglia per l’ambiente” il primo libro della nuova collana “Le avventure di Sognolino” firmato da Gabriele Lentino. 

 Edito da Academ Group, è un racconto illustrato dedicato ai più piccoli che unisce immaginazione, educazione e valori contemporanei.

 Sognolino è un piccolo folletto vestito d’azzurro e con un mantello da supereroe, capace di viaggiare nei sogni dei bambini per aiutarli ad affrontare, con dolcezza e coraggio, le sfide della vita quotidiana. In questa nuova avventura, Sognolino incontra Arturo, un bambino vivace e appassionato di calcio, il cui sogno è diventare un campione.

 Tuttavia, Arturo deve confrontarsi con una difficoltà concreta: il suo disordine. Quando questo comportamento finisce per impedirgli di partecipare a una partita tanto attesa, il protagonista si trova davanti a una scelta cruciale, che mette in discussione il suo senso di responsabilità.

 Sarà proprio l’intervento di Sognolino, nel mondo dei sogni, a guidarlo verso una consapevolezza più profonda: inseguire i propri obiettivi significa anche rispettare ciò che ci circonda, prendersene cura e sviluppare un senso di responsabilità personale. Il racconto affronta così, con linguaggio accessibile e coinvolgente, temi fondamentali come l’educazione civica, l’ordine e la tutela dell’ambiente.

 Il nuovo libro si propone come uno strumento educativo per famiglie e scuole, capace di trasmettere valori importanti senza rinunciare alla dimensione fantastica e sognante che caratterizza il personaggio di Sognolino.

giovedì 19 febbraio 2026

SETTE SETTIMANE PER L'ACQUA

 


Il Consiglio ecumenico delle Chiese lancia

'Sette settimane per l’acqua'


Da oggi, 18 febbraio, e fino al primo aprile prossimo, prende il via l'iniziativa quaresimale promossa dalla Cec per sollecitare la comunità internazionale ad individuare azioni concrete affinché ci sia una giusta distribuzione di risorse idriche. In tutto il mondo 2,2 miliardi di persone, in particolare donne e ragazze, non hanno accesso a riserve potabili sicure

Francesco Ricupero - Città del Vaticano

"Seven Weeks for Water - Sette settimane per l’acqua" è l’iniziativa lanciata dalla Rete ecumenica dell’acqua (Ecumenical Water Network, Ewn) del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) per ispirare risposte e azioni concrete per la sua giusta distribuzione. L'acqua ha un profondo significato spirituale nella tradizione cristiana come dono di Dio. Eppure 2,2 miliardi di persone in tutto il mondo, in particolare donne e ragazze, non hanno accesso ad acqua potabile sicura. La campagna inizia oggi, Mercoledì delle Ceneri, con un servizio di preghiera e prosegue fino al primo aprile. I promotori dell’iniziativa ecumenica sottolineano ancora una volta quanto sia urgente, in questo tempo di crisi economica ed ecologica, che i cristiani intraprendano una riflessione sull’economia dell’acqua e mettano in campo delle misure adeguate.

Giustizia idrica

Per l’occasione, la Rete ecumenica ha lanciato una raccolta di riflessioni e di risorse bibliche dedicate all’uso dell’acqua durante la Quaresima. Al fine di ottimizzare tali azioni, e nell’ottica di poter offrire un supporto anche alla luce delle evidenti ristrettezze economiche che colpiscono molte realtà del pianeta, la Cec propone un coordinamento di molteplici iniziative e contributi affinché si riesca in parte sopperire a eventuali criticità esistenti. “La giustizia idrica - spiega Dinesh Suna, responsabile del programma Terra, Acqua e Cibo della Cec e coordinatore dell’Ecumenical Water Network - è inseparabile dalla giustizia di genere. Quando vediamo donne e ragazze camminare ore ed ore per procurarsi l'acqua, pur essendo escluse dalle decisioni sulla gestione delle risorse idriche, assistiamo a una profonda violazione della dignità che la Chiesa non può ignorare. Le Settimane per l'acqua – aggiunge - ci invitano a riflettere, pregare e agire, per garantire che l'accesso all'acqua potabile diventi una realtà vissuta da tutti i figli di Dio, soprattutto da coloro che sono stati emarginati per troppo tempo".

Il 22 marzo la Giornata mondiale dell'acqua

"Seven Weeks for Water" ha quindi l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (istituita dalle Nazioni Unite nel 1992) che sarà celebrata il prossimo 22 marzo. Se infatti la produzione di cibo si basa sulla disponibilità di acqua pulita, allo stesso tempo ha un notevole impatto sia sulla quantità che sulla qualità dell’acqua. Di qui l’importanza di adottare pratiche il più possibile sostenibili. Stesso ragionamento per la produzione di energia, che necessita di enormi quantità di acqua e incide negativamente sulla sua qualità. È quindi fondamentale sviluppare politiche integrate che rendano coerenti le scelte attuate nei vari settori legati alle risorse idriche, soprattutto in un momento in cui non si può sottovalutare la disponibilità di acqua nel mondo.

Sette temi settimanali durante la Quaresima

Dal 2008, numerosi teologi di fama internazionale hanno scritto numerose riflessioni sulle "Seven Weeks for Water". Quest'anno, sette temi settimanali guideranno il percorso durante la Quaresima: comunità resilienti al clima nel contesto dell’acqua, servizi igienico-sanitari e igiene (Wash); dinamiche di potere e di genere nelle regioni con scarsità d'acqua; acqua potabile come benessere condiviso; realtà delle donne rurali; servizi igienico-sanitari per la dignità nei sistemi Wash; controllo dell'acqua nelle zone di conflitto; e legame tra agricoltura e Wash. Queste riflessioni bibliche sono consultabili sul sito della Rete ecumenica, settimana per settimana, insieme a spunti per lo studio, la riflessione e l’azione, attraverso le quali le comunità religiose e le persone potranno formulare le loro risposte nelle comunità locali in merito al tema della giustizia sull’acqua.

Digiuno sistemico globale di carbonio

Secondo Athena Peralta, direttrice della Commissione della Cec per la giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile, giustizia idrica e giustizia climatica sono profondamente interconnesse. “Mentre entriamo nel Decennio ecumenico di azione per la giustizia climatica, le Sette settimane per l'acqua ci ricordano che il cambiamento climatico amplifica le disuguaglianze esistenti e che le donne sono tra le persone che ne sopportano il peso maggiore. Questa campagna – ricorda Peralta - si integra con il nostro Digiuno sistemico globale dal carbonio, mostrando come le nostre discipline quaresimali possano affrontare sia il fabbisogno idrico immediato che la crisi climatica a lungo termine". Esso offre riflessioni bibliche settimanali e azioni rivolte a specifiche industrie estrattive: combustibili fossili, trivellazione di petrolio e gas, estrazione mineraria, pesca eccessiva e disboscamento, agricoltura agroindustriale ed estrazione mineraria in acque profonde.

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venerdì 7 novembre 2025

EDUCAZIONE AMBIENTALE E COMPLESSITA' UMANA

 

Due facce

 della stessa medaglia


- di Federica Berton*

Le continue minacce all’equilibrio dell’ecosistema terrestre dovute a una brusca accelerazione della crescita tecnologica e economica hanno portato a riflettere sul fatto che l’uomo sembra aver perso uno stile di vita in stretta connessione con la natura. Per questo motivo occorre un’educazione ambientale capace di far assumere (non solo alle nuove generazioni) una diversa concezione dell’ambiente e dell’interazione in e con esso, richiamando alla responsabilità, che deve essere educata con il coinvolgimento di tutti.

L’educazione ambientale è un processo di riconoscimento dei valori, del rispetto nei confronti dell’alterità, siano essi piante, animali o persone, è un “sentimento della vita” capace di cogliere l’altro, di vederlo, di ascoltarlo, senza perdere di vista né l’io né il tu. Sentire la vita si specifica nella cooperazione e nella solidarietà tra i popoli, nell’impegno di affinare la sensibilità verso l’ambiente naturale. L’educazione ambientale non è “semplicemente” un curricolo da inserire nelle attività scolastiche, anche se sarebbe già un grande passo, ma è soprattutto una lezione di vita, sia fisica che spirituale, è un’occasione di cambiamento dei comportamenti verso la collettività.

La consapevolezza che nel nostro passato esisteva qualcuno che ci ha lasciato in eredità il suolo su cui poggiamo i piedi, su cui coltiviamo il nostro cibo, muove sentimenti di riconoscenza e responsabilità verso il futuro. Il senso di responsabilità non deve mai venire meno, per aver voglia di sentirsi parte di un tutto uniti nella fratellanza di condividere un mondo.

Il rispetto per l’ambiente dovrebbe essere stimato come un valore connesso con l’idea di formazione: questa visione anticipa il pensiero di salvaguardia e degrado e vuole suggerire di condurre a elaborare forme di fraternità “per essere nel mondo” e modelli di crescita ben diversi da quelli oggi dominanti nei confronti del pianeta. Considerare l’ambiente correlato con lo sviluppo umano e con i principi etici dell’agire in maniera prudente rappresenta una condizione imprescindibile per considerarci ospiti di questa Terra.

Attraverso i temi dell’educazione ambientale, alla sostenibilità e alla cittadinanza globale, è possibile stimolare nelle giovani generazioni la consapevolezza di esser parte di una comunità locale e globale. Nel 1762, J.J. Rousseau scriveva nel suo trattato, l’Emilio, l’importanza per il bambino di vivere secondo natura, ovvero di ricevere un’educazione naturale. Il giovane Emilio viene allontanato dalla città per trascorrere l’infanzia in campagna, a stretto contatto con l’ambiente naturale, e con un’educazione improntata sui bisogni più profondi ed essenziali del bambino e sul rispetto dei suoi ritmi di crescita.

Il bambino di Rousseau, quindi, vive con ritmi lenti apprendendo facendo esperienza di ciò che vede, tocca e sente. Per il padre fondatore della pedagogia contemporanea è imprescindibile il concetto secondo il quale l’apprendimento passa attraverso il fare concreto ma, osando attualizzare il pensiero ai giorni d’oggi, come peraltro faranno altri studiosi della materia, il contatto con la natura muove sentimenti legati al rispetto, sensibilità e giudizio. Ecco allora che, se è vero che l’uomo per sua stessa natura è anche un essere sociale, sentimenti quali rispetto e sensibilità appaiono indispensabili per vivere nella collettività.

La cooperazione tra i popoli, il rispetto per l’altro, la collaborazione e uno stile di vita rispettoso accompagnano l’essere umano a un approccio civile, responsabile e di reciprocità nei confronti del pianeta. Vivere secondo natura, considerando la complessità globale con un’attenzione ai principi della sostenibilità ecologica, sociale ed economica diventano oggetto di riflessione interdisciplinare in un’ottica di dialogo interculturale, alla solidarietà, alla pace e alla legalità. In un mondo che corre sempre più veloce dove l’uomo si spinge verso la conquista di nuovi spazi terrestri, dove la tecnologia sostituisce sempre più la nostra mano, urge posizionare e mantenere al centro del pensiero collettivo l’educazione ambientale e ristabilire con il mondo quella naturale e fisiologica connessione che ci permette di essere umani capaci di accoglienza, responsabilità e rispetto.

Occorre in poche parole “stare” perché, come diceva Rousseau, la regola di ogni buona educazione non è guadagnare tempo, ma perderne.


*Coordinatrice Casa Adriana

ArchéBaleno72

Foto tratta dalla mostra “Nei miei occhi“.