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giovedì 5 dicembre 2019

RAPPORTO OCSE PISA: I RAGAZZI ITALIANI HANNO DIFFICOLTÀ' NELLA LETTURA

OCCORRE FAR DI PIÙ' E MEGLIO A SCUOLA E IN FAMIGLIA

Uno studente su quattro ha difficoltà a comprendere il significato di un testo di media lunghezza Soltanto uno su venti è in grado di distinguere i fatti dalle opinioni, in un argomento non familiare

PAOLO  FERRARIO

Peggiora la capacità dei quindicenni italiani di comprendere un testo e di valutare e utilizzare per la propria vita ciò che hanno letto. È la preoccupante realtà che emerge dall’indagine Ocse Pisa 2018, presentata ieri, sulle competenze degli studenti di 79 Paesi, di cui 37 aderenti all’Ocse, in lettura, matematica e scienze. Per l’Italia hanno partecipato alle prove 11.785 studenti di 15 anni, divisi in 550 scuole.
Il 25% ha difficoltà di base
A destare scalpore sono stati i risultati ottenuti nei test di lettura e di comprensione del testo, nei quali gli alunni italiani ottengono 476 punti, rispetto a u- na media Ocse di 487, collocandosi tra il 23° e il 29° posto, in compagnia degli studenti di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Rispetto alla medesima rilevazione, effettuata nel 2000, gli italiani ottengono 11 punti in meno, 10 punti in meno nel confronto con i risultati del 2009 e addirittura 13 punti in meno rispetto al 2012. Una regressione che si manifesta, con la crudezza dei dati, quando si sottopone un testo da analizzare agli studenti. Il 25%, uno su quattro, ha difficoltà con gli aspetti base della lettura. Come, per esempio, identificare l’idea principale di un testo di media lunghezza o collegare informazioni provenienti da fonti diverse. Soltanto uno studente su venti padroneggia compiti di lettura complessi ed è in grado, per esempio, di distinguere tra fatti e opinioni, quando affronta di un argomento non familiare.
Divario Nord-Sud
Anche in questa rilevazione viene evidenziato l’ampio divario tra le aree del Paese. Mentre al Nord, i ragazzi ottengono risultati superiori alla media Ocse (498 punti al Nord Ovest e 501 al Nord Est), al Sud e nelle Isole si fermano molto sotto la media, rispettivamente a 453 e 439 punti. Superiore alla media italiana e appena sotto quella Ocse, i risultati dei quindicenni del Centro, che in lettura raggiungono i 484 punti.
Bene i Licei, male i Cfp
Grandi differenze di rendimento si registrano tra le diverse tipologie di scuole. Nei Licei, per esempio, il 9% degli studenti raggiunge livelli elevati, da top performer, nei test Pisa e soltanto l’8% non raggiunge il livello minimo ( low performer).
Di contro, negli Istituti professionali e nei Centri di formazione professionale ben il 50% degli studenti non raggiunge il livello minimo di competenze in lettura e comprensione del testo.
Promossi in matematica...
L’unica nota positiva della rilevazione Ocse Pisa 2018 è rappresentata dai risultati in matematica. Qui i quindicenni italiani ottengono 487 punti, in linea con la media Ocse di 489. Gli studenti del Nord Est arrivano a 515 punti e i liceali a 522.
...bocciati in Scienze 
Di tutt’altro tenore, invece, gli esiti in scienze, «significativamente inferiori», annotano i ricercatori dell’Ocse, rispetto a quelli dei coetanei dei Paesi più industrializzati. In scienze, i nostri quindicenni ottengono 468 punti, oltre venti in meno dei 489 della media Ocse. Ancora una volta, i liceali, con 503 punti, alzano la media, ma i 394 punti (quasi 100 in meno della media Ocse) dei professionali, la abbattono definitivamente. A parziale consolazione, la ricerca segnala che, in scienze, il trend è andato peggiorando in tutta l’area Ocse, con una performance media del 2018 tornata al valore rilevato nel 2006.
Ragazze migliori in lettura
A livello di genere, il report segnala che le studentesse, in lettura e comprensione del testo, superano i ragazzi di 25 punti, con picchi di 30 e35 punti, rispettivamente nel Nord Est e nel Sud e Isole. Nei livelli bassi le ragazze sono meno dei maschi, mentre sono di più nei livelli medio alti. Non così, invece, in matematica e scienze. Qui gli studenti realizzano una performance di 16 punti superiore rispetto a quella delle ragazze e questa differenza è più del doppio di quella rilevata, in media, nei Paesi Ocse. In particolare, in scienze, anche se le ragazze ottengono, mediamente, due punti in più dei maschi, i ragazzi più bravi superano le studentesse migliori di 11 punti.
www.avvenire.it 

Alleghiamo due interessanti articoli pubblicati nell'edizione di Avvenire del 4 dicembre:


giovedì 8 dicembre 2016

RAPPORTO OCSE: STUDENTI ITALIANI MIGLIORANO IN MATEMATICA. CARENZE IN ITALIANO E SCIENZE

 La pagella dei 15enni: 

«sei» in matematica, male in scienze e italiano

da Il Sole 24 Ore
                                                                                                                                                       di Pierangelo Soldavini

La scuola italiana rimane indietro per efficacia dell’insegnamento nelle materie scientifiche e nella lettura, ma recupera terreno nella matematica. Il tutto in una situazione in cui si va ampliando il divario a livello geografico tra un Nord che arriva a confrontarsi con i Paesi più virtuosi e un Sud decisamente più arretrato , come anche a livello di genere. Sono questi i risultati presentati ieri dal rapporto Pisa, la rilevazione triennale dell’Ocse che misura la qualità e l’efficienza dei sistemi scolastici dei paesi membri con una indagine a tappeto sugli studenti quindicenni.
Matematica
           Per quanto riguarda la matematica gli studenti italiani hanno infatti raggiunto un punteggio di 490 punti, attorno alla media dei paesi Ocse, rispetto ai 466 punti del 2003 e ai 485 punti del 2012, proseguendo un progressivo recupero che ha portato il nostro paese a superare negli ultimi tre anni gli Stati Uniti e a raggiungere Francia e Gran Bretagna a livello di performance matematica. In più la fascia un ragazzo su dieci, in linea con la media Ocse, fa parte della fascia degli studenti migliori, con un miglioramento di 3,5 punti percentuali rispetto a dodici anni prima.
Male nelle materie scientifiche

            Se la situazione sul fronte dei numeri mostra segnali confortanti, i numeri non sono altrettanto positivi per quanto riguarda l’educazione alla scienza nel suo complesso. Anche se si tratta di classifiche stilate con metodo statistico, il valore della rilevazione Pisa indica un Paese che non riesce a migliorare la qualità dell’istruzione non solo alle materie ma al metodo scientifico nel suo complesso, una delle competenze chiave per le preparazione al mondo del lavoro del nuovo secolo......

mercoledì 4 dicembre 2013

RAPPORTO OCSE-PISA - Scuola italiana in cammino, tra luci ed ombre

Scuola, l’Italia strappa un 6 meno
 Presentati al Miur i dati 
OCSE - Pisa 2012

Riguardano le competenze dei quindicenni in italiano, matematica e scienze

Sono stati presentati a Roma al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca i risultati dell'Indagine Ocse Pisa 2012 che misura le competenze dei quindicenni in matematica, scienze e lettura. L'Italia, spiega l'Ocse, ha risultati sotto la media ma è uno dei paesi che registra i più notevoli progressi in matematica e scienze. "Non possiamo trascurare il fatto che l'Italia registri risultati inferiori alla media Ocse, tuttavia l'indagine rivela che siamo uno dei Paesi che ha registrato i maggiori progressi in matematica e scienze e questo deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti". Ha commentato il Ministro Maria Chiara Carrozza che ha voluto portare la presentazione dei dati al Miur...

Leggi i risultati: RAPPORTO OCSE-PISA 2012

Commenti: 

Rapporto Ocse-Pisa, siamo a metà classifica tra 65 Paesi

Pace fatta, almeno con la matematica. Il piede sull’acceleratore è schiacciato. E il miglioramento ora è evidente, anche se il nostro Paese si ferma ancora sotto le media Ocse. Più abili nei numeri e con le formule i quindicenni italiani stanno risalendo velocemente la classifica dei ragazzi con le migliori competenze scolastiche al mondo. Il rapporto 2012 Ocse-Pisa (Programme for international student assessment) promuove infatti gli studenti d’Italia per il «marcato» progresso in matematica e scienze e certifica la nostra scalata fino a metà classifica tra i 65 Stati analizzati. Anche se i problemi da noi non mancano di certo: tra dispersione scolastica, il Sud ancora lontano dalle performance del Nord e un livello da allerta per il numero di giorni tra i banchi saltati dagli adolescenti in un anno, il Paese ha già tracciata la via per l’istruzione su cui lavorare nel prossimo futuro. Non è tutto nero in Italia, però. Se è vero che spesso c’è un legame tra livello di apprendimento e contesto socio economico del Paese, il nostro brilla per una felice eccezione: gli studenti resilienti. La percentuale di chi ha ottenuto risultati eccellenti nonostante un background sfavorevole, difatti, è salita al 6,5% (+1,7% dal 2003). Le differenze di 'classe d’appartenenza', insomma, incidono meno sulle prestazioni degli studenti rispetto a quanto avviene all’estero: in media il 15% della variazione di risultati è attribuita alle condizioni socio economiche delle famiglia, mentre in Italia il dato scende al 10%. La dimostrazione, secondo il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, dell’«incredibile potenziale della nostra scuola come motore della mobilità sociale», che va rafforzato in un momento di difficoltà economiche accanto a «maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree più a rischio ». In più, siamo stati in grado di migliorare in matematica, scienze e lettura senza rinunciare al principio di equità nel sistema scolastico, pur con una riduzione di spesa complessiva per studente dell’8% e un taglio complessivo dei fondi di 3,5 miliardi negli ultimi cinque anni. Un primato negativo che ci accomuna solo a Islanda e Messico.
In generale, si può tirare un sospiro di sollievo. Si dovrà ancora mangiare pane e romanzi, visto che in abilità lessicali siamo fermi al 2000, ma almeno si potrà metter via la calcolatrice. Soprattutto quel 10% di 'numeri primi', i quindicenni italiani geniali saliti del 2,9% dal 2003. Siamo ancora tre punti sotto la media Ocse e lontani dalle cifre record di Shangai (55%) e Svizzera (21%), ma se si considera anche la compressione di sette punti dei negati con i numeri - oggi al 25% - il risultato è consolante: la media nazionale è 485 punti. Specialmente per i maschi che si confermano più bravi nelle materie scientifiche, mentre le adolescenti convivono ancora con l’ansia da matematica. Però vanno come un tre­no in lettura, dove il gentil sesso stacca di 39 punti i colleghi. A primeggiare gli studenti del Nordest che hanno risultati tra i primi al mondo e il caso Puglia, che predomina nel Meridione di solito invece fanalino di coda in tutte le discipline. La regione, per il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, negli ultimi anni ha invece dimostrato che «equità e risultati in termini di competenza si curano insieme, non con politiche differenti». Un discorso a sé meritano gli stranieri, cresciuti nelle classi del 5% dal 2003. Anche se restano indietro, il loro punteggio medio è 48 punti più basso dei compagni di banco italiani, e tutto è complicato dalla difficoltà di comprensione della lingua, hanno ridotto il gap in matematica negli ultimi dieci anni di 11 punti. Ma si è ancora ben al di sotto della media internazionale. A non farci onore poi, una delle più alte cifre al mondo di ritardatari e assenteisti. Il 35% degli studenti così ammette di aver 'bigiato', almeno una volta, la scuola e quasi la metà dei 38mila intervistati di averlo fatto nelle due settimane precedenti l’indagine. Solo in Argentina, Giordania e Turchia hanno primati negativi peggiori dei nostri. Eppure, dimostra l’Ocse, che il rendimento scolastico è collegato alla disci­plina e alle frequenze; in Italia la percentuale di chi non è mai arrivato tardi in classe è molto più elevata in Veneto, Trento, Bolzano, Emilia, Friuli (con punte del 75%) rispetto, ad esempio, al Lazio (59%) e alla Calabria (54%). Stesso divario per l’assiduità delle presenze: i 'secchioni' con zero assenze vanno da un minimo del 37% della Campania a un record di quasi l’80% di Bolzano.
                                                                                                                                Alessia Guerrieri


Avvenire, 4 dicembre 2013 

mercoledì 8 dicembre 2010

LA SCUOLA ITALIANA MIGLIORA LA SUA PAGELLA - L'indagine Ocse-Pisa

Ancora sotto la media, ma con qualche miglioramento nei risultati, che inverte un trend negativo. È la fotografia scattata all’Italia dall’indagine internazionale Ocse-Pisa sui livelli scolastici di competenza dei quindicenni in lingua, matematica e scienze. Una rilevazione triennale presenta ieri mattina nella sede dell’Invalsi (l’Istituto di valutazione del sistema scolastico) in contemporanea a Parigi, sede dell’Ocse, cioè l’organismo internazionale che la realizza dal 2000 ogni tre anni ed è giunta alla sua quarta edizione.


Leggi:
La scuola d'Italia migliora la sua pagella
INVALSI
 Bambini  e a dolescenti ai margini
  Disuguaglianza sociale