martedì 19 novembre 2013

GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELL'INFANZIA - 20 NOVEMBRE

UNICEF e ANCI per celebrare la Giornata per i diritti dell'infanzia
In occasione del  20 novembre, Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l’UNICEF Italia saranno fianco a fianco per celebrare il 24° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, dedicato all’uguaglianza nei diritti di tutti i bambini e in particolare alla non discriminazione dei gruppi più vulnerabili, come i minorenni di origine straniera


Il tema della tutela dei diritti dei minorenni di origine straniera e la semplificazione delle procedure per il conseguimento della cittadinanza italiana da parte dei minorenni figli di genitori stranieri che vivono sul territorio italiano sono temi su cui l’ANCI è impegnata da tempo e sono  tra gli obiettivi che l’UNICEF Italia persegue sin dal 2010 con la campagna“IO come TU. Mai nemici per la pelle”.  

In occasione del 20 novembre, l’UNICEF Italia e l’ANCI coinvolgeranno il maggior numero possibile di Comuni su due azioni: 
  • l'approvazione di una delibera comunale che disponga il conferimento dellacittadinanza onoraria ai minorenni di origine straniera che sono nati e/o vivono sul territorio comunale nell’ambito della Campagna dell’UNICEF Italia “IO come TU”
  • l'adesione alla catena umana organizzata dai Comitati regionali e provinciali dell’UNICEF, che il 20 novembre unirà simbolicamente da Nord a Sud tutta l’Italia intorno al tema del diritto alla cittadinanza. 

Insieme per il diritto alla cittadinanza

La catena umana, formata da bambini e ragazzi, educatori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, si farà portavoce in molte città dei messaggi della campagna "IO come TU": non discriminazione, pari opportunità, eguaglianza dei diritti di tutti i minorenni, tutela del superiore interesse del minore, ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi.

sabato 9 novembre 2013

L'AZZATI E L'AIMC

Il venerabile LAZZATI e l’Associazione Italiana Maestri Cattolici

di Ambrogio Ietto

Nei primi giorni dello scorso luglio fu Papa Francesco a dare l’annuncio dell’imminente canonizzazione dei suoi predecessori Giovanni Paolo II e  Giovanni XXIII. In quella stessa occasione fu data la notizia dell’avvenuta firma del decreto col quale venivano riconosciute le virtù laiche dell’ex rettore dell’Università Cattolica Giuseppe Lazzati  deceduto all’età di 77 anni nel 1986. Il provvedimento, prima condizione richiesta per la beatificazione, è stato richiamato dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Papa Ratzinger, da cardinale, scrisse: “ Virtù eroica  non vuol dire che uno ha fatto grandi cose da sé, ma che nella sua vita appaiono realtà che non ha fatto lui, perché egli è stato trasparente e disponibile per l’opera di Dio “. Aldo Maria Valli, noto vaticanista, commenta che l’eroicità sta in questo ‘ lasciarsi fare’ da Dio.
La ricca biografia del professore Lazzati conferma la qualità, la varietà e la quantità del generoso  suo impegno a favore della ‘ città dell’uomo’. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere e di praticare Giuseppe Lazzati per quattro anni presso la  sede istituzionale del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione al palazzo della Minerva in viale Trastevere a Roma. Era il 1970: in programma il rinnovo del massimo organo consultivo dell’amministrazione scolastica all’epoca articolato in tre sezioni, la prima riservata all’istruzione ...

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ANALOGICO, CIOÈ INTELLIGENTE


«Il cuore del pensiero non è la logica, ma la capacità di associare concetti l’uno all’altro anche in modo imprevedibile …. Le categorie sono come città: si sviluppano a partire dal centro storico e arrivano alla periferia….  Il bambino passa dall’esperienza immediata della propria mamma all’idea generale di madre …
Come nella teoria mimetica di René Girard, è centrale il fatto che ogni relazione sviluppa e nutre la mente, fin dai primi attimi della vita: dalle semplici imitazioni alle estrapolazioni più astratte».  Parla il filosofo francese Emmanuel Sander
                                                                                                                                  di Daniele Zappalà

Il filosofo dell’intelligenza americano Douglas Hofstadter è di ritorno con un volume che ricorda, per mole e densità, il celebre Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante (“Geb” per gli appassionati), tradotto negli anni Ottanta da Adelphi. Un trentennio dopo, le pagine zigzagano nuovamente fra i meandri del pensiero umano, lasciando questa volta più sullo sfondo i paragoni con l’intelligenza artificiale. Nella nuova impresa, inoltre, Hofstadter è affiancato dallo psicologo sperimentale francese Emmanuel Sander. Uscita innanzitutto proprio in Francia, con il titolo L’analogie. Coeur de la pensée (“L’analogia. Cuore del pensiero”; Odile Jacob, pagine 688, euro 31,90), la summa riunisce un numero impressionante di esempi – ordinari, linguistici, pedagogici, storici e scientifici – per dimostrare che l’intelligenza umana non è un semplice operatore logico, ma impiega invece sempre una funzione cognitiva più sfuggente, raffinata e ricca: l’analogia. Sander, docente all’Università di Parigi 8, ha accettato di parlarci della nuova teoria sviluppata in un volume che fra l’altro strizza spesso l’occhio alla cultura e alla lingua italiana.

Professore, lei sostiene con Douglas Hofstadter che ragioniamo tramite analogie. Come le definirebbe?
«Per restare all’essenziale, si tratta di paragoni mentali, generalmente fra qualcosa che è esterno a noi e qualcosa d’interno. Ovvero, fra un avvenimento esterno e una conoscenza, un concetto che possediamo già. In modo quasi sistematico, ciò implica un legame fra presente e passato, anche se talora può trattarsi di un passato molto recente».

Questa visione contraddice le famose categorie logiche mentali?
«La nostra teoria è in contrasto con due visioni classiche. Innanzitutto, con la tradizione delle categorie aristoteliche, secondo la quale esiste una segmentazione oggettiva del mondo, indipendente dall’essere umano. ......

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disegno di Doriano Solinas

venerdì 8 novembre 2013

LINGUA E MATEMATICA. QUALI COMPETENZE NEGLI ADULTI ITALIANI?

INCHIESTA OCSE SULLE COMPETENZE DEGLI ADULTI

Problematiche chiave: 
• Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE 
• La performance degli italiani varia secondo le caratteristiche socio-demografiche ma le differenze tendono ad essere simili a quelle riscontrate in media nei paesi partecipanti. 
• Come nella maggior parte dei paesi partecipanti all'inchiesta, esiste un’ampia differenza tra le competenze linguistiche e matematiche dei residenti nati in Italia e quelli nati all'estero. In oltre, in tutti i paesi tra cui l’Italia, le competenze degli adulti sono fortemente correlate con i loro livelli d’istruzione. 
• L’utilizzo delle competenze linguistiche e matematiche sul posto di lavoro è più limitato in Italia rispetto agli altri paesi mentre la risoluzione di problemi complessi al lavoro è molto frequente. 
• Le competenze linguistiche e matematiche hanno un effetto positivo sulla riuscita nel mercato  del lavoro e sulla vita sociale. Tuttavia, in Italia, gli effetti sul salario di tali competenze come del livello di istruzione sono più limitati che in altri paesi a causa del sistema salariale  relativamente rigido

lunedì 4 novembre 2013

CONGRESSO REGIONALE AIMC LOMBARDA

Salviamo la scuola. 

L'impegno di tutti per il futuro del paese

aimc,docenti,dirigenti scolastici,scuola,congresso regionale lombardia,congresso nazionale aimcDomenica 10 novembre l'Associazione Italiana Maestri Cattolici della Regiona Lombardia celebrerà il Congresso Regionale dal tittolo:Salviamo la scuola. L'impegno di tutti per il futuro del paese.

Sarà presente il nuovo Assistente Nazionale AIMC Padre Salvatore Currò e la Vicepresidente Nazionale Fiorella Magnani. L'avvio dei lavori è previsto alle ore 9.30 con l'intervento dell'Assistente Nazionale sul tema congressuale e la relazione della Presidente Regionale Disma Vezzosi. 
Nel pomeriggio oltre all'intervento della Vicepresidente nazionale si terranno le votazione per il rinnovo dei membri del Consiglio Regionale e l'elezione del Presidente regionale. 
Il Congresso Regionale costituisce un'importante tappa di avvicinamento al Congresso nazionale che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio 2014.

Tutti i docenti e i dirigenti della scuola lombarda sono invitati.

Nello specifico il XX Congresso nazionale dell’AIMC sin dal titolo evidenzia una necessità: SALVIAMO LA SCUOLA. Si tratta di un’azione complessa perché si confronta con diverse interpretazioni della situazione esistente, caratterizzata da un continuo divenire in cui convivono aspetti che, ad alcuni appaiono più problematici, mentre per altri sono più promettenti........

giovedì 24 ottobre 2013

GIOVANI NON NEGOZIABILI

Gli archeologi documentano che dai Sumeri a oggi ogni generazione che si sussegue all’altra, una volta raggiunta la maturità, ha finito per dipingere quella successiva come “perduta”. Non sorprende dunque che, fuori e dentro la chiesa cattolica, questa immagine sia tornata ad imporsi. Non sorprende, ma ha i suoi costi. Di “generazione perduta” ha parlato a suo tempo il presidente Monti alludendo alla sua irrecuperabilità dal punto di vista materiale.
E, restando alla Chiesa, l’idea di giovani sbandati dal punto di vista spirituale e morale è andata sempre più imponendosi dietro le quinte, anche se mascherata dall’immagine “ufficiale”, dei grandi raduni di massa e delle interviste televisive, in cui non si può non dire: “vedete che i giovani sono con noi?” Dietro il sipario però l’immagine che è diventata prevalente è pessimistica e può essere così riassunta. I giovani si sono allontanati dalla Chiesa, ciò vuol dire che si sono allontanati da Dio, anzi si sono allontanati dalla Chiesa perché si sono allontanati da Dio.
Per quali ragioni si sono allontanati da Dio? Perché hanno perso le antenne della fede: sono diventati increduli e indifferenti. Conseguenze di tutto questo (e anche conferma della diagnosi infausta) sono lo stato di deriva morale in cui versano, il relativismo e il nichilismo di cui soffrono. Si tratta di una lettura ecclesiocentrica, a ben guardare nient’altro che il riemergere del vecchio motto patristico extra ecclesia nulla salus, a suo tempo messo in ombra dal Concilio. Le connessioni proposte sono in verità errate, la diagnosi è per lo più infondata. Anche perché, c’è qualcuno in Italia che scriva di giovani in modo documentato e non impressionistico? E dunque, come dai tempi dei Sumeri, siamo invitati a ragionare su quello che i giovani sembrano (a chi giovane non è più), non su quello che sono o possono essere....