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mercoledì 15 febbraio 2023

SALVAGUARDIA DELLA TERRA. UN VADEMECUM

 Dicastero Sviluppo Umano: un vademecum per la salvaguardia della Terra

Presentato il vademecum  "La nostra casa comune: una guida per prendersi cura del nostro pianeta vivente" dell'Istituto per l'Ambiente di Stoccolma e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, pratico opuscolo illustrato e ricco di schemi che, partendo dai contenuti della Laudato si’ di Papa Francesco, offre informazioni scientifiche sul cambiamento climatico e le sue conseguenze e suggerisce comportamenti per un uso responsabile delle risorse

 

- di Tiziana Campisi – Città del Vaticano

 

Un piccolo vademecum che invita ad impegnarsi per affrontare l’attuale crisi climatica e che offre informazioni, idee e strumenti essenziali per farlo. Questo è "La nostra casa comune: una guida per prendersi cura del nostro pianeta vivente", frutto della collaborazione tra l'Istituto per l'Ambiente di Stoccolma (Stockholm Environment Institute, Sei) e il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presentato on line questo pomeriggio. Si tratta di un opuscolo illustrato che mette in connessione la scienza riguardante il cambiamento climatico, la biodiversità e l'uso sostenibile delle risorse con i messaggi dell'enciclica di Papa Francesco Laudato si’ sulla cura della casa comune. La guida, dunque, abbraccia il sapere scientifico sulle questioni ambientali più urgenti e spiega come le persone e le comunità possono agire per costruire un futuro più sostenibile e socialmente giusto. E questo attraverso brevi panoramiche sulla crisi climatica, la biodiversità, la gestione delle risorse idriche, l’inquinamento atmosferico e la produzione alimentare sostenibile cui seguono indicazioni su cosa è necessario cambi e suggerimenti circa possibili azioni da intraprendere. 

“Coraggiosa rivoluzione culturale” per un momento storico critico

Ad aprire la presentazione del booklet è stato il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. “Siamo in un momento storico critico in cui le azioni di oggi determineranno il destino delle generazioni a venire” ha detto il porporato, aggiungendo che ci attende una sfida monumentale e che per rispondervi adeguatamente occorre una “coraggiosa rivoluzione culturale”, come scrive Papa Francesco nella Laudato si'. E audace vuole essere la guida che viene offerta “alle Chiese locali e ai gruppi comunitari” e che, ha proseguito il cardinale Czerny, “rappresenta una collaborazione importante e piena di speranza” tra i due grandi settori della scienza e della fede. “Pur partendo da visioni del mondo complementari, ciò che conta è quanto abbiamo in comune - ha affermato il porporato - la scienza e la fede condividono valori e scopi fondamentali in grado di guarire il mondo”. Il prefetto ha inoltre sottolineato che “i principi di interconnessione e corresponsabilità inquadrano il nostro clima come un bene comune e il pianeta come la nostra casa comune” e dunque “proteggere, curare e rigenerare il creato deve essere una priorità per tutti”. Per questo la guida prodotta dal Sei e dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale invita a unirsi “e ad agire” su più fronti: “dallo spreco alimentare all'inquinamento atmosferico, dall'insicurezza idrica alla perdita di biodiversità”. Il booklet presenta la terra come un'eredità condivisa, e mostra “come spostare le priorità in modo che i doni della creazione vadano a beneficio di tutti” spiega il porporato, suggerisce inoltre, “azioni pratiche che possono essere condivise e messe in rete sulla Piattaforma d'Azione Laudato Si'”.

La presentazione della guida

Måns Nilsson, direttore esecutivo dell'Istituto per l'Ambiente di Stoccolma, organizzazione internazionale di ricerca e politica senza scopo di lucro che affronta le sfide dell'ambiente e dello sviluppo, abbracciando questioni relative al clima, all'acqua, all'aria e all'uso del suolo guardando a governance, economia, genere e salute umana, ha evidenziato che il progetto realizzato con la Santa Sede si adatta bene alla missione dell’istituto. "In tutto ciò che facciamo al Sei, abbiamo una duplice missione: produrre una scienza solida e affidabile e comunicare i risultati in modo che siano chiari, convincenti e attuabili", ha affermato. Nilsson ha precisato inoltre che “le prove concrete sono più cruciali che mai”, ma che “ciò che guida le azioni delle persone sono i loro valori e il senso che hanno del loro posto nel mondo”, e allora “in un momento in cui molte persone si sentono senza speranza, come se non potessero fare la differenza”, guida realizzata da Sei e Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale “mostra che possono farlo, sia individualmente che sostenendo collettivamente un cambiamento sistemico”.

La guida per la cura della “nostra casa comune”

Per illustrare "La nostra casa comune: una guida per prendersi cura del nostro pianeta vivente", sono intervenuti anche Andrés Jato, ambasciatore di Svezia presso la Santa Sede, John Mundell, direttore della Piattaforma d’Iniziative Laudato si’ e Molly Burd, coordinatrice digitale del Sei e capo progetto del booklet e sono giunte diverse testimonianze dai vari continenti. L’opuscolo, in totale 20 pagine, corredate di foto e illustrazioni, è stato realizzato in cinque lingue: inglese, francese, italiano, spagnolo e portoghese. Di agile lettura, è disponibile online sul portale del Sei e su quello del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Ogni sezione si apre con una citazione tratta dalla Laudato si’, l’impaginazione, poi, affianca sintetiche informazioni scientifiche e schemi su ciò che nel mondo deve cambiare per il bene della “casa comune” e sulle modalità di comportamento da adottare. A chiusura dell’opuscolo la “Preghiera per la nostra terra” di Papa Francesco. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è pronto a distribuire alle parrocchie più di 500mila copie del booklet in tutto il mondo e, insieme al Sei, lavorerà per promuovere il progetto su web evidenziando i cambiamenti che ispira. Uno strumento chiave sarà la Piattaforma di Iniziative Laudato Si', l’hub online gestito dal Dicastero che riunisce i cattolici mobilitatisi per affrontare le sfide ecologiche in linea con l'invito all'azione del Papa.


Vatican News

 

venerdì 29 luglio 2022

DOMINIUM TERRAE

 La sfida ambientale è dunque innanzitutto una sfida spirituale, ma anche una sfida educativa. Bisogna infatti tornare alla sobrietà come valore inseparabile della solidarietà e opporsi alla logica dello sfrenato consumismo, rieducando noi e i nostri giovani ad uno stile di vita in cui “meno è di più”, rendendoci così di nuovo capaci di gustare le piccole cose e di godere della vita.

 

-di Sabrina Corsello

 La ricerca di un giusto rapporto tra uomo e natura è una delle domande che da sempre ha accompagnato l’uomo nel suo cammino e dalla cui risposta dipende, infine, il nostro modo di abitare questo nostro meraviglioso pianeta. Sul tema sono stati versati fiumi di inchiostro, ma in sintesi possiamo dire che la difficoltà di riuscire a dare una risposta definitiva a questa domanda nasce dalla difficoltà di definire l’uomo all’interno della dicotomia natura-artificio.

È chiaro infatti che, per quanto artificio si intenda tutto ciò di cui l’uomo è artefice e che deriva dall’uso dell’arte, tuttavia da ciò non segue che l’essere umano sia esso stesso artificio. Esiste infatti una realtà che, benché sia trasformabile da parte dell’uomo, tuttavia non è da lui prodotta. Ed è proprio all’interno di questa realtà modificabile, ma non prodotta dalla mano umana, che l’uomo stesso si colloca. La posizione occupata dall’uomo è dunque quella a metà strada tra natura e artificio.

Da un lato vi è l’idea che vi sia una natura governata da leggi naturali universali che operano su tutti gli esseri viventi, uomo incluso, dall’altra vi è un uomo che ritiene, ogni giorno sempre di più, di poter fare a meno di queste leggi, vittima di un’illusione di onnipotenza che lo porta a pensare che non possa e non debba esserci alcun limite al suo potere di azione. Oggi sembra che la natura stessa si stia ribellando in varie forme a questo strapotere e che l’uomo stesso ne stia pagando le spese.

Disastri ambientali, emergenze climatiche, pandemie sembrano i segnali sempre più chiari ed evidenti di una natura che si ribella e grida all’uomo che non può più ignorare le sue leggi. Che sia finalmente arrivato il momento di comprendere che non possiamo più considerare la natura come separata da noi, come se fosse la mera cornice estetica delle nostre vite? Forse, finalmente, a caro prezzo, l’umanità sta iniziando a comprendere che la salvaguardia della natura è garanzia di salvaguardia di se stessa.

Ma come è stata possibile una simile strumentalizzazione della natura da parte dell’uomo? L’epoca moderna, dal Rinascimento in poi, è stata caratterizzata da un antropocentrismo la cui elaborazione ha finito con il legittimare un uso strumentale ed utilitaristico delle risorse naturali. A questo si è anche aggiunta una interpretazione distorta del tema biblico del dominium terrae, per la quale l’uomo sarebbe il padrone assoluto e incontrastato del creato cui ogni creatura sarebbe sottomessa.

Uno dei passi più discussi lo troviamo in Gen 1, 26-29, in cui si legge che Dio, dopo aver creato l’uomo a sua immagine, gli ordina di soggiogare e dominare sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni altro essere vivente. Purtroppo, tali versetti non sempre sono stati letti assieme a quelli seguenti che troviamo in Gen.2,15, nei quali Dio, pone l’uomo nel giardino di Eden perché lo coltivi e lo custodisca.

Il coltivare e il custodire rimandano dunque all’idea del custode e del lavoratore e dunque di un uomo che, in tal modo, si rende partecipe dell’opera della creazione, portando a compimento quella creaturalità (ricordiamo che creaturus è un participio futuro) che non è mai da intendersi come un dato di fatto, ma come un compito tutto da assolvere.

L’uomo così, pur essendo già creato ad immagine e somiglianza di Dio, diviene creatura attraverso la sua stessa opera. Il dominio dell’uomo, ben lungi dunque dal potersi intendere come attribuzione di un potere assoluto su tutto il resto degli esseri viventi, è una vera e propria chiamata alla responsabilità di quell’essere vivente che, in quanto dotato di ragione, è l’unico in grado di “rispondere” e di aderire alle leggi della natura in modo consapevole. Come ci ha spiegato Tommaso d’Aquino, mentre la legge naturale opera su tutti gli esseri viventi in modo irriflesso e necessario, nell’uomo richiede un’adesione consapevole e libera.

L’uomo cioè, in quanto essere dotato di ragione, è l’unico essere vivente che può essere chiamato in causa in qualità di custode e di amministratore responsabile. Si tratta dunque di un problema spirituale prima ancora che ecologico. Non a caso, Papa Francesco ha voluto dedicare al tema un’enciclica, la Laudato si’. Si tratta di una lettera che si rivolge non solo ai credenti, ma a tutte le persone che sentano forte la responsabilità verso la nostra casa comune.

È la prima volta che la Chiesa cattolica pubblica un documento ufficiale sul tema della salvaguardia dell’ambiente, ma lo fa puntando alla conversione del cuore dell’uomo. Per risolvere il problema, non è utile infatti rifugiarsi in un atteggiamento fideistico nei confronti di sempre nuovi ritrovati tecnologici, né tanto meno colpevolizzare un uomo sempre più inteso come minaccia per l’ecosistema, la cui presenza debba addirittura essere ridotta attraverso drammatiche strategie di depopolamento o inducendo sterilità.

L’uomo rimane quella creatura che ha sempre dinanzi a sé un cammino da fare, un compito da assolvere, una vocazione cui rispondere. Se però tutto è connesso e l’uomo è parte integrante della natura, allora la prima conversione deve essere quella dell’uomo. Non può esistere, infatti, un problema ecologico che possa essere affrontato prescindendo dal problema etico, economico e dal senso di giustizia verso i poveri.

Occorre essere consapevoli, si legge nell’enciclica, che «l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme» e che alla radice del problema vi è il predominio dell’interesse economico di un “mercato divinizzato”, che non rispetta le leggi della natura e che non conosce limiti inviolabili. Pertanto “le ragioni per le quali un luogo viene inquinato richiedono un’analisi del funzionamento della società, della sua economia, del suo comportamento, dei suoi modi di comprendere la realtà”. Se la terra è ferita, ciò accade perché a prevalere è sempre la logica della speculazione finanziaria, che nel pianeta vede solo una fonte infinita di risorse da estrarre incondizionatamente e che persino osa prefigurarsi il ricorso allo sfruttamento di altri pianeti, esaurite le risorse della terra.

Il fatto che oggi tutto questo si stia ritorcendo contro l’uomo e il suo benessere non è che la prova provata che egli è parte integrante di questo ecosistema. Alla transizione ecologica viene così preferita la conversione spirituale di un uomo capace di rifondare la sua vocazione di custode dell’opera di Dio. Solo un amministratore responsabile può infatti contrastare quel relativismo pratico, che dà assoluta priorità agli interessi contingenti e trascura le prospettive di lungo termine. Non ci sono dunque due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale che richiede di affrontare in parallelo il compito di combattere la povertà, di restituire la dignità agli esclusi, di prendersi cura della natura.

Tuttavia, affinché questo progetto possa divenire praticabile occorre rilanciare il senso della comunità e dell’appartenenza. Com’è possibile, infatti, prendersi cura degli spazi pubblici se non si ha la percezione del proprio radicamento, se in essi non ci si sente a casa, se non si riesce a vivere la città come uno spazio che “ci contiene e ci unisce” e infine se non si riesce a «concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune”? Ecco un’altra ragione per cui occorre ripartire dall’etica e dalla spiritualità, prima ancora che dalla scienza, specie se per scienza si intenda quello scientismo, oggi tanto in voga, che troppo spesso usa la tecnica come un’arma da usare contro la natura e dunque contro l’essere umano.

Non è possibile uscire da una logica utilitaristica che fa della natura uno strumento per il soddisfacimento di falsi bisogni, prescindendo dalla conversione del cuore umano. Infatti, “Più il cuore della persona è vuoto, più ha bisogno di oggetti da comprare, possedere e consumare” e dunque più si allontana dalla possibilità di concepire la natura e l’ambiente in cui viviamo come un fine in sé.

Si tratta perciò di rieducare le nostre menti a nuovi stili di vita, compatibili con la salvaguardia del creato. Un buon inizio potrebbe essere per il cristiano – ma non solo – quello di tornare a vivere il giorno del riposo celebrato dalla tradizione biblica come giorno della contemplazione estetica contro la logica dell’efficientismo. In fondo sono le stesse meraviglie del creato che ci invitano alla contemplazione, ad un atteggiamento estatico. Forse è proprio questo il senso di quell’idea secondo cui la bellezza salverà il mondo.

La sfida ambientale è dunque innanzitutto una sfida spirituale, ma anche una sfida educativa. Bisogna infatti tornare alla sobrietà come valore inseparabile della solidarietà e opporsi alla logica dello sfrenato consumismo, rieducando noi e i nostri giovani ad uno stile di vita in cui “meno è di più”, rendendoci così di nuovo capaci di gustare le piccole cose e di godere della vita.

 

 www.tuttavia.eu

 

giovedì 21 aprile 2022

EARTH DAY

 


 Per la 52esima edizione dell’Earth Day diverse iniziative in tutto il mondo celebreranno il Pianeta seguendo il tema del 2021, “Restore Our Earth”: si va da maratone digitali a lezioni di cucina gratuite per evitare gli sprechi. Vediamo alcuni degli eventi principali legati alla Giornata della Terra, che è nata nel 1970 negli Stati Uniti per arrivare negli anni a coinvolgere oltre 180 Paesi.

-                  di Alessandro Bai  

La Giornata della Terra 2022 - 22 APRILE, ovvero la 51esima edizione dell'Earth Day, fissata come di consueto per il 22 aprile, è l’occasione per fare il punto su tutti i problemi che affliggono il nostro Pianeta. La lista, come ormai saprai bene, è molto lunga e in continuo aggiornamento: d’altronde, il tema di quest’anno è Restore Our Earth (“Ripristiniamo il nostro Pianeta”), celebrato anche da Google nel suo doodle animato pubblicato che ci fa capire come sia fondamentale lavorare tutti insieme per dare al Pianeta un futuro migliore. L’obiettivo più urgente, ormai, non è più quello di prevenire nuovi problemi, ma di rimediare ai danni già fatti, che si manifestano ogni giorno attraverso gli effetti del cambiamento climatico o la bassissima qualità dell’aria di alcuni luoghi.

Ma com’è nata la Giornata Mondiale della Terra? La sua storia comincia nel 1969, quando l’attivista per la pace statunitense John McConnel propose durante una conferenza dell’UNESCO, tenuta a San Francisco, di celebrare la bellezza del Pianeta e il concetto di pace in una giornata apposita, inizialmente fisata per il 21 marzo 1970, ovvero il primo giorno di primavera nell’emisfero Nord. A coronare questa occasione, ci fu anche un atto di proclamazione scritto dallo stesso McConnel e firmato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite U Thant, che conteneva i principi fondamentali per prendersi cura della Terra. Circa un mese dopo, l’idea si sviluppò ulteriormente per merito del senatore americano Gaylord Nelson, che propose di istituire una giornata dedicata al dibattito ambientale, tenuta per la prima volta il 22 aprile 1970. Questo evento fu chiamato Earth Day, ossia la Giornata della Terra, ma fu il coordinatore nazionale Denis Hayes, giovane attivista scelto proprio da Nelson, a portare questa manifestazione fuori dagli Stati Uniti e renderla internazionale a partire dal 1990, arrivando poi negli anni a coinvolgere oltre 180 Paesi e, nel 2020, più di 100 milioni di persone di tutto il mondo che ne hanno celebrato il 50esimo anniversario.

Le iniziative

Come ti anticipavo, le iniziative organizzate in occasione della Giornata della Terra non si limitano al 22 aprile ma spesso sono distribuite su un'intera settimana. Qui sotto te ne proponiamo alcune degne di nota, ma se sei interessato a conoscerle tutte puoi consultare direttamente la mappa sul sito dell'Earth Day.

La maratona digitale "Food for Earth"

Per la 51esima edizione dell'Earth Day il Future Food Institute e la Fao (L'organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura) e-learning Academy hanno pensato l'evento Food for Earth, una maratona digitale di 24 ore sul tema della sostenibilità, che sarà attiva a livello globale e si svolgerà come una sorta di staffetta virtuale, coinvolgendo diverse voci provenienti da tutti i Paesi del G20 che si potranno ascoltare direttamente dal sito www.foodforearth.org.

La maratona in streaming su RaiPlay

Un'iniziativa per certi versi simile è quella proposta da RaiPlay, che per 13 ore, dalle 7.30 alle 20.30, offrirà un palinsesto in diretta streaming che prevede collegamenti con canali televisivi e radiofonici Rai, durante una maratona multimediale intitolata #OnePeopleOnePlanet, evento online che ha debuttato nel 2020 per poter celebrare la Giornata della Terra nonostante le restrizioni forzate dalla pandemia.

Fabiana Filippi, una sezione dell'e-shop dedicata all'Earth Day

Anche la casa di moda Fabiana Filippi ha preparato un'iniziativa ad hoc per l'Earth Day, pensata anche per raccogliere fondi da devolvere al Fondo Ambiente Italiano (FAI). Dal 19 al 25 aprile, infatti, sul sito internet del brand ci sarà una sezione dell'e-shop dedicata alla Giornata Mondiale della Terra, dove si potranno acquistare capi realizzati in cotone coltivato in modo etico.

Niantic lancia i bonus sostenibilità su Pokémon Go

La Giornata della Terra 2021 sbarca anche nel mondo dei videogiochi: per l'occasione, dal 20 al 25 aprile la casa di sviluppo Niantic ha deciso di mettere in palio per i giocatori del proprio titolo Pokémon Go una serie di ricompense ottenibili con comportamenti sostenibili, come raccogliere la spazzatura o piantare un albero, che andranno documentati attraverso una foto da pubblicare sui propri profili Instagram, Twitter o Facebook, accompagnata dall'hashtag #SustainableWithNiantic e dal tag @NianticLabs.

Climate action in streaming

Proprio su Earthday.org, il sito ufficiale dell'evento a livello internazionale, si potrà seguire in streaming l'iniziativa Three days of climate action, che dal 20 al 22 aprile proporrà un evento al giorno sul tema dell'emergenza climatica, che sarà trattato da varie personalità, compresa la giovane attivista Greta Thunberg.

Il timelapse di Google Earth

In occasione della Giornata della Terra 2021, Google Earth ha lanciato una nuova funzionalità che permette di capire meglio i cambiamenti avvenuti sul Pianeta negli ultimi 37 anni. Grazie a Google Earth Timelapse, infatti, gli utenti possono ripercorrere un periodo che va dal 1984 fino ad oggi attraverso un video accelerato che, come spiega Google stessa, mostra "l'impatto dell'umanità sulla Terra". Si tratti di un viaggio virtuale reso possibile dai dati raccolti dalla Nasa e dal programma Copernicus dell'Unione Europea, che mette davanti ai nostri occhi gli effetti della deforestazione, dello scioglimento dei ghiacci o, semplicemente, della costruzione di nuove infrastrutture.

Lezioni di cucina sostenibile

La startup Impastiamo, fondata negli Stati Uniti da una ragazza italiana, ha deciso di celebrare l'Earth Day 2021 offrendo gratuitamente 5 lezioni virtuali di cucina tenute da altrettanti chef provenienti da diversi Paesi del mondo con lo scopo di insegnare ai partecipanti a ridurre al minimo lo spreco alimentare che avviene a casa. Ogni lezione deve essere prenotata direttamente su www.impastiamoclasses.com: come ti anticipavo, non dovrai pagare nulla ma, per chi vuole, c'è la possibilità di effettuare delle donazioni a 2 associazioni impegnate nella salvaguardia delle api.

Earth Day

 

mercoledì 1 settembre 2021

SALVARE LA TERRA. CI VUOLE CORAGGIO!


Il Papa: con coraggio scegliamo di cambiare per salvare la nostra Terra

Mettere in discussione il nostro stile di vita e il modo in cui usiamo i beni del pianeta per attuare un cambiamento ecologico e sociale basato su responsabilità, rispetto e sobrietà. E' l'appello contenuto nel video che lancia l'intenzione di preghiera che Papa Francesco affida alla Chiesa per il mese di settembre. I giovani lo stanno già facendo, sottolinea Francesco, prendiamo esempio da loro

-di Adriana Masotti - Città del Vaticano

 

Perché “tutti noi prendiamo le decisioni necessarie per una vita più sobria ed ecosostenibile”, sull’esempio dei giovani “che già sono impegnati in questo cambiamento”. E’ l’intenzione di preghiera che Papa Francesco suggerisce a tutta la Chiesa cattolica per settembre e che spiega tramite il video messaggio diffuso, come ogni mese, attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa.

L'esempio dei giovani

Francesco ancora una volta sottolinea che la questione ambientale e quella sociale vanno di pari passo e si rallegra per il coraggio che i giovani dimostrano nel prendere iniziative che portino a migliorare entrambe:

Noi adulti possiamo imparare molto dai giovani, perché per tutto ciò che riguarda la cura del pianeta i giovani sono all’avanguardia. Prendiamo esempio da loro. Riflettiamo, soprattutto in questi momenti di crisi – di crisi sanitaria, di crisi sociale, di crisi ambientale – riflettiamo sul nostro stile di vita.

Prendere decisioni coraggiose

Papa Francesco chiede di ripensare ai nostri comportamenti, a quando ci nutriamo, viaggiamo, facciamo uso dell’acqua, dell’energia o di materiali come la plastica “spesso dannosi per la Terra”. E lancia l’invito alla preghiera e ad una azione concreta che porti al cambiamento:
Scegliamo di cambiare! Camminiamo insieme ai giovani verso stili di vita più semplici e rispettosi dell'ambiente. E preghiamo affinché tutti noi prendiamo le decisioni coraggiose, le decisioni necessarie per una vita più sobria ed ecosostenibile.

Le nuove generazioni, osserva il Papa, in modo intelligente si stanno impegnando per il loro futuro, per cambiare ciò che “erediteranno quando noi non ci saremo più”.

A settembre l'iniziativa "Tempo del Creato"

L’intenzione di preghiera indicata dal Papa si inserisce nella celebrazione annuale globale ed ecumenica del Tempo del Creato. Nel 2021 si svolge dal 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, al 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, patrono dell'ecologia, e vedrà le comunità impegnate in progetti di sensibilizzazione e di cura nei riguardi dell’ambiente. Nel testo che accompagna il videomessaggio si afferma che “sono sempre di più gli allarmi a livello globale per cercare di aumentare la consapevolezza dell'umanità sul fatto che qualcosa deve cambiare". Nel giugno scorso, l'ONU ha avvertito che la Terra sta raggiungendo rapidamente 'estremi irreversibili' e che l'umanità sta affrontando una triplice minaccia: la perdita della biodiversità, l'alterazione climatica e l'aumento dell'inquinamento”, fattori che influiscono sulla vita di tutti.

Sobrietà e solidarietà: un cambiamento urgente

Papa Francesco nella Laudato si’, invita a riconoscere “la radice umana della crisi ecologica”, per questo – si legge ancora nel testo - è essenziale riflettere sullo stile di vita che conduciamo, per vedere fino a che punto queste azioni pregiudicano il pianeta”. “Le parole di Francesco non possono lasciarci indifferenti – commenta padre Frédéric Fornos S.J., direttore Internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa -. Di fronte alla crisi ecologica, c'è urgenza di cambiare il nostro stile di vita perché sia sobrio e solidale. Siamo consapevoli di questa urgenza? Per proteggere la nostra casa comune, le parole non bastano più. Nella Laudato si’ - conclude padre Fornos - Francesco ci propone un cammino, un ritorno alla semplicità, alla fraternità con il creato e con i più bisognosi”.

Il Video del Papa

Il Video del Papa è un’iniziativa ufficiale di portata globale che ha l'obiettivo di diffondere le intenzioni di preghiera mensili del Santo Padre. È sviluppata dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera), una Opera Pontificia, la cui missione è mobilitare i cattolici, attraverso la preghiera e l'azione, di fronte alle sfide dell'umanità e della missione della Chiesa. Dal 2016, Il Video del Papa è stato visualizzato più di 161 milioni di volte su tutte le reti sociali vaticane. È tradotto in 23 lingue, e ha una copertura stampa in 114 Paesi.

Vatican News

giovedì 22 aprile 2021

PAPA FRANCESCO: CONDIVIDERE IL PIANETA


VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

IN OCCASIONE DELLA "GIORNATA DELLA TERRA"

[Multimedia]


 

Fratelli e sorelle,

In questa commemorazione della Giornata della Terra, è sempre bene ricordare che le cose che da tempo ci diciamo reciprocamente, non devono cadere nell’oblio. Da tempo stiamo prendendo maggiormente coscienza che la natura merita di essere protetta, anche per il solo fatto che le interazioni umane con la biodiversità di Dio [che Dio ci ha dato] devono avvenire con la massima attenzione e con rispetto: prendersi cura della biodiversità, prendersi cura della natura. E tutto ciò in questa pandemia lo abbiamo imparato molto di più. Questa pandemia ci ha pure mostrato che cosa avviene quando il mondo si ferma, fa una pausa, anche se  per pochi mesi. E l’impatto che ciò  ha sulla natura e sul cambiamento climatico, con una forza, in un modo tristemente positivo no? In altre parole, fa male.

E questo ci dimostra che la natura globale ha bisogno delle nostre vite su questo pianeta. Ci coinvolge tutti, sebbene in molteplici forme, diverse e inequivocabili; e così ci insegna anche di più su quello che dobbiamo fare per creare un pianeta giusto, equo, sicuro dal punto di vista ambientale.

In sintesi, la pandemia del Covid ci ha insegnato questa interdipendenza, questo condividere il pianeta. Ed entrambe le catastrofi globali, il Covid e il clima, dimostrano che non abbiamo più tempo per aspettare. Che il tempo ci incalza e che, come il Covid-19 ci ha insegnato, sì abbiamo i mezzi  per affrontare la sfida. Abbiamo i mezzi. È il momento di agire, siamo al limite.

Vorrei ripetere un detto antico, spagnolo: “Dio perdona sempre, noi  uomini perdoniamo di tanto in tanto, la natura non perdona più”. E quando s’innesca questa distruzione della natura è molto difficile frenarla. Ma siamo ancora in tempo. E saremo più resilienti se lavoreremo insieme invece di farlo da soli. L’avversità che stiamo vivendo con la pandemia, e che avvertiamo già nel cambiamento climatico, ci deve spronare, ci deve spingere all’innovazione, all’invenzione, a cercare cammini nuovi. Da una crisi non si esce uguali, usciamo migliori o peggiori. Questa è la sfida, e se non usciamo migliori percorriamo un cammino di autodistruzione.

Che tutti voi… anch’Io mi unisco a voi, a un appello a tutti i leader del mondo affinché agiscano con coraggio, operino con giustizia e dicano sempre la verità alle persone, perché la gente sappia come proteggersi dalla distruzione del pianeta, come proteggere il pianeta dalla distruzione che molto spesso noi inneschiamo.

Grazie per quello che fate, grazie per le buone intenzioni, grazie per esservi riuniti. E auguri a tutti [e prosperità per tutti].

mercoledì 21 aprile 2021

EARTH DAY 2021 - RIPARIAMO LA NOSTRA TERRA


Earth Day, ora e allora: dalla prima manifestazione a 'Restore Our Earth' del 2021 

Le radici della battaglia ambientalista nelle immagini d'epoca e i temi della Giornata mondiale della Terra 2021 con tutti gli appuntamenti Rai Tweet 22 APRILE 2021

 Ripariamo la nostra Terra, 'Restore Our Earth', è la parola d'ordine della 51esima edizione della Giornata mondiale della Terra. Il focus è dunque sui danni provocati dall'accelerazione dei cambiamenti climatici e l'improrogabile necessità di affrontarli con mezzi adeguati. Ripristinare il pianeta, soffocato da emissioni di CO2 costantemente al di sopra dei livelli di guardia, è una sfida ardua se si considera che, per limitare il surriscaldamento globale entro 1,5°C, è a questo punto necessario ridurre le emissioni del 45 per cento entro il 2030. I cambiamenti climatici impattano non solo sull'ambiente ma anche sulla salute umana e l'economia e aumentano le diseguaglianze con le comunità a basso reddito, indigene e di colore che si trovano in prima linea nei disastri ambientali e ne sopportano le conseguenze in modo sproporzionato rispetto ai Paesi ricchi. L'Earth Day 2021 è incentrato dunque sui processi naturali, le tecnologie verdi emergenti e sulla ricerca volta a ripristinare gli ecosistemi del mondo, rifiutando l'idea della mitigazione e dell'adattamento come unici modi per affrontare il cambiamento climatico. 

Tra gli obiettivi della campagna 'Restore Our Earth' ci sono la riforestazione, l'agricoltura rigenerativa e il cibo sostenibile, la rimozione della plastica, l'alfabetizzazione climatica e la scienza per i cittadini. Questa l'attualità di una battaglia per l'ambiente che viene da lontano. Da quel 28 gennaio 1969 quando, dalla piattaforma A della Union Oil nel Dos Cuadras Offshore Oil Field 10 Km al largo di Santa Barbara si verificò una drammatica fuoriuscita di petrolio. In dieci giorni, si stima che tra 80.000 e 100.000 barili di greggio si riversarono in mare e sulle spiagge della California meridionale. L'incidente ebbe un impatto significativo sulla fauna marina uccidendo circa 3.500 uccelli marini, oltre a delfini, elefanti marini e leoni marini. L'evento ebbe una grande risonanza mediatica e provocò l'indignazione di una grande fetta dell'opinione pubblica americana con la nascita del movimento ambientalista e la creazione delle condizioni che portarono negli anni successivi all'approvazione delle prime leggi di tutela dell'ambiente. 

Quella della Union Oil di Santa Barbara è stata a lungo la più grande fuoriuscita di petrolio nelle acque degli Stati Uniti, superata negli anni solo da quella della Deepwater Horizon nel 2010 e della Exxon Valdez nel 1989.  Nell'ottobre del 1969, durante una conferenza dell'UNESCO a San Francisco, l'attivista per la pace John McConnell propose una giornata per celebrare la Terra e il concetto di pace. La data proposta fu il 21 marzo 1970, primo giorno di primavera. Questo giorno dell'equilibrio della natura fu poi sancito in un proclama scritto da McConnell e firmato dall'allora segretario generale delle Nazioni Unite U Thant. Un mese dopo il senatore democratico e ambientalista Gaylord Nelson propose l'idea di tenere un teach-in ambientale a livello nazionale il 22 aprile 1970. Grazie al contributo di un giovane attivista, Denis Hayes, l'evento fu rinominato "Earth Day" e si allargò a tutti gli Stati Uniti. Più di 20 milioni di persone si riversarono nelle strade, e la prima Giornata della Terra rimane la più grande protesta di un solo giorno nella storia dell'umanità. Dal 1990, con la creazione dell'Earth Day Network, l'evento ha assunto l'attuale forma globale con l'adesione di oltre 180 Paesi. La maratona in streaming su Rai Play e la programmazione di Rai News 24 Immagini bellissime, dedicate alla natura e alla cura dell'ambiente con su impressa la scritta: "Fragile. maneggiare con cura". E' lo spot che Rai trasmette già dalla scorsa settimana, in vista della Giornata mondiale della Terra e che mai come in questo momento appare necessaria, vista la grave crisi climatica che stiamo attraversando. 

L'Earth Day, giunto alla 51esima edizione, verrà celebrato dalla Rai attraverso un ricco palinsesto. Rai è media partner di Earth Day Italia, sede europea dell'Earth Day Network e portavoce dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare, i riflettori si accenderanno su Rai Play che, dalle 7.30 alle 20.30, propone 13 ore di diretta streaming per #OnePeopleOne Planet, la seconda edizione della maratona nata dagli sforzi di due organizzazioni: Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, con collegamenti con approfondimenti e testimonianze dai programmi delle reti Rai, alla radio e in tv. RaiNews24 propone un'intervista a Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro dell'Onu sui cambiamenti climatici fra il 2010 e il 2016, e un servizio su un importante report che spiega come sta il clima europeo. La rubrica "Newsroom Italia", alle 15, presente interviste ai principali attori dell'impegno ambientalista in Italia e un servizio sul tema delle energie rinnovabili. In programma due servizi, uno su Jane Goodall, fondatrice del Jane Goodall Institute e Messaggero di Pace Onu, e uno dedicato alla Giornata, un reportage sulle discariche e su come l'Italia stia ottemperando agli obblighi imposti.

EARTH DAY 202

 

 Circolare ministeriale




martedì 21 aprile 2020

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Earth Day 2020: 
ripartire per il bene dell’umanità intera

22 aprile 2020 -  50.ma Giornata mondiale della Terra all’insegna della speranza e dell’impegno per ricominciare dalla crisi provocata dalla pandemia e immaginare nuovi stili di vita sostenibili. L'Italia celebra l'avvenimento aprendo una "maratona multimediale" live di 12 ore, con ospiti e collegamenti internazionali. L'evento dedicato al Papa, nel quinto anniversario della "Laudato si’"

di Roberta Gisotti – Città del Vaticano


Sarà dedicata a Francesco, nel quinto anniversario della Laudato si’, la 50ma Giornata mondiale della Terra, che aprirà le sue celebrazioni proprio in Italia. "Siamo onorati dell'impegno”  che il Papa mette “nell'unire le persone sull'importanza della Terra in questo momento così importante”, dichiarano Denis Hayes, fondatore dell'Earth Day e Kathleen Rogers, presidente dell'Earth Day Network. “La sua Enciclica Laudato si' sottolinea il potente rapporto che ognuno di noi ha con il nostro unico Pianeta”.
Anniversario di speranza oltre la pandemia
Organizzata la prima volta, il 22 aprile 1970, dal movimento ambientalista Earth Day Network, la Giornata dedicata alla Madre Terra - riconosciuta dall’Onu nel 2009 – vede l’adesione oggi di 75 mila partner, in 193 Paesi, impegnati a promuovere a ogni livello la democrazia ambientale. Un anniversario funestato quest’anno dalla pandemia del Covid-19, che vede ormai decine di migliaia di vittime, centinaia di migliaia di malati a ogni latitudine del mondo e miliardi di persone di ogni età e condizione sociale a rischio di contagio, costrette a misure inedite di isolamento e di distanziamento sociale.
Maratona mondiale multimediale: un popolo un pianeta
Da qui la decisione di organizzare in questa edizione 2020 una "Maratona mondiale multimediale" dal titolo #OnePeopleOnePlanet, che verrà trasmessa in italia sul canale streaming Rai Play: 12 ore in diretta dalle 8 alle 20, con testimonianze, performance artistiche, approfondimenti con esperti, in collegamento con diversi programmi radiotelevisivi del servizio pubblico oltre che dei Media Vaticani e di Tv 2000 e di altre emittenti private. Ad animare la maratona saranno volti e voci note del giornalismo, del mondo dello spettacolo, dello sport e della scienza. Non mancheranno ‘incursioni’ in molte località e centri di ricerca nel mondo per fare il punto sulla salute del pianeta e i tanti inquietanti interrogativi su un futuro sostenibile.
La crescita della coscienza ambientalista
E’ trascorso oltre mezzo secolo da quegli anni ’60 che portarono, sull’onda delle proteste giovanili nelle università americane, a riflettere sulle questioni ambientali. Fu poi il disastro provocato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara in California, tra gennaio e febbraio del 1969, a maturare l’idea di unire le forze contro il degrado ambientale: 20 milioni di cittadini degli Stati Uniti  manifestarono il loro dissenso dando vita alla prima Giornata della Terra. Da allora un lungo cammino per allargare la consapevolezza ambientale nei popoli, che ha avuto un’accelerata portata dagli effetti dei cambiamenti climatici, come spiega Pierlugi Sassi, presidente di Earth Day Italia, esperto di innovazione ed economia sociale:
R. – Il nostro movimento nasce dalla discesa in piazza di 20 milioni di cittadini americani, per lo più intercettando il movimento studentesco, che realizzarono forse la più grande manifestazione per la tutela del pianeta fino ad allora mai realizzata. Nacque l’Earth Day, che oggi mobilita miliardi di persone. Quindi, dal punto di vista organizzativo siamo cresciuti tanto. E torniamo ad avere un risveglio delle nuove generazioni, questa volta però non per affermare dei principi quanto piuttosto per salvaguardare l’esistenza stessa dell’umanità in un contesto in cui, come Papa Francesco ci ricorda, i cambiamenti climatici rischiano di diventare irreversibili e la qualità della vita sulla Terra rischia di diventare inaccettabile. Quindi giovani che rivendicano l’urgenza di avere rispetto per la Terra perché anche loro abbiano un pianeta vivibile: credo che sia uno scenario completamente diverso. E’ quindi cresciuta tanto, la sensibilità, forse anche per il nostro piccolissimo contributo; ma certamente questa sensibilità è cresciuta anche perché si è fatta drammatica l’emergenza climatica e tutte le crisi umanitarie che questa comporta.
Papa Francesco è stato decisivo nel creare questa coscienza globale con la sua Lettera Enciclica Laudato si’, divenuto testo di riferimento non solo per i credenti, e noi come Earth Day Network, quindi come organizzazione mondiale, abbiamo deciso di dedicare a lui l’apertura di queste celebrazioni.
Quest’anno la Terra è invasa dal virus Covid-19: un’occasione forte in più per riflettere su consumi, stili di vita … e che altro?
R. – Sicuramente, non è venuto solo per fare danni, questo virus: ci ha costretti ad interrompere un po’ questa corsa verso il nulla, che ci stava portando forse a non considerare più tanti valori. Ri-apprezziamo il valore dell’uomo, delle relazioni di cui oggi siamo per alcuni aspetti totalmente privati. Credo che la centralità dell’uomo, la centralità delle relazioni, la bellezza della natura siano fattori decisivi per la nostra piena realizzazione, per una realizzazione integrale dell’uomo. Non dobbiamo pensare che, usciti da questo dramma – perché tante persone stanno perdendo la vita e tante la stanno mettendo a rischio – che l’obiettivo sarà quello di tornare indietro, rapidamente, il più rapidamente possibile, ai vecchi modelli, ma dovrà essere quello di crearne di nuovi che possano rimettere al centro l’uomo e la sua felicità. Non mancano le discipline scientifiche che ci possono fare da riferimento, non mancano le buone pratiche che ci possono fare da riferimento. Noi, con la nostra Maratona, con il nostro grande impegno mediatico, cercheremo di mettere in luce questo messaggio di speranza. Esistono modelli economici sani, che hanno già dimostrato di funzionare e che superano il concetto di competizione e speculazione esasperata per entrare in un clima di cooperazione e di ricerca del bene comune.
Tra i partner della Giornata è il Movimento dei Focolari, che da cinque anni organizza a Roma, in collaborazione con Earth Day Italia, il Villaggio per la Terra, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica con tante iniziative, che quest’anno a causa dell’epidemia sono state convogliate nella Maratona multimediale, per lanciare un messaggio speciale, come racconta con entusiasmo Antonia Testa, focolarina, ginecologa dell’Ospedale Gemelli di Roma e docente all’università Cattolica:
R. – Sarà un messaggio straordinario. Noi, in realtà, come organizzatori del Villaggio per la Terra, stavamo lavorando intensamente da un anno, sapendo di questa ricorrenza del 50mo e sapendo le urgenze, le emergenze del nostro pianeta e  anche dell’anniversario importante dell’Enciclica Laudato si’. Quindi il Villaggio per la Terra che stavamo preparando voleva essere un altoparlante, voleva essere l’eco nel mondo di questi avvenimenti. L’emergenza Covid19 ci ha costretto invece a cambiare programmi; la soluzione più semplice sarebbe stata quella di annullare tutto, ma poi abbiamo detto: ‘no, non possiamo annullare tutto’. In questi anni infatti abbiamo costruito ed abbiamo tra le mani una rete così grande, così potente, fatta da testimonial, da associazioni, da istituzioni che vogliono dare questo messaggio positivo per la tutela del nostro pianeta, una tutela come il Papa ce la presenta: verso un’ecologia integrale. E, proprio oggi, questa rete, questo popolo può lanciare un messaggio di speranza. Per questo è stata pensata, è stata organizzata con grandissime energie la Maratona multimediale, che vorrà essere proprio questo: eco della voce del Papa, voce dell’umanità, che invita tutti a tracciare nuovi percorsi nella storia, efficaci, autentici.
In questo periodo critico, nel dibattito pubblico si sente molto parlare delle conseguenze economiche della pandemia, forse meno delle ricadute psicologiche, anche spirituali, sul senso della vita, al di là di generiche affermazioni sul fatto che nulla sarà come prima
R. – Concordo con lei che è un aspetto, questo, che si menziona troppo poco, forse perché è quello più interiore. Per questo, secondo me, oggi più che mai questo messaggio deve essere globale, deve arrivare al cuore di ciascuno di noi; messaggio che io, tu, noi, ciascuno possiamo essere protagonisti di questo momento. Penso che quello che disarma tutti è la paura del futuro: saremo diversi, ma che cosa sarà, cosa ci aspetta? Io avverto che la speranza che devo raccogliere dentro di me, non può essere un banale ottimismo: dev’essere autentico, quell’ottimismo che va nel profondo, cova, trova la speranza e la trasforma in atti concreti. Atti concreti da chi dovrà scrivere poi nuovi trattati della storia, dai governi e da chi anche, nel quotidiano, può fare la differenza. Possiamo fare la differenza nel costruire relazioni, possiamo fare la differenza andando incontro all’altro. Ad esempio io, quando mi come medico mi ritrovo di fronte a una paziente malata o con un sospetto di Covid, non posso starle vicino, magari non posso in quel momento toccarla se non attraverso un dispositivo di protezione, ma i miei occhi possono penetrare nei suoi occhi. E in quella luce sento che quel legame fortissimo che dà forza all’altro e dà forza a me. Quindi, è un tema che io sottolineo come lei: dobbiamo tanto tenere a cuore, dobbiamo spendere tutte le nostre forze, e tutti possiamo giocare un ruolo importante.
E’ importante quindi sottolineare il sentimento della speranza e dell’ottimismo e non quello della paura che ci fa restare inchiodati al presente?
R. – Sì. A me ha fatto impressione sentire il Santo Padre più volte, in questa Quaresima, in questa preparazione alla Pasqua, che ci metteva in allerta: che esistono le forze del male. E io ogni volta penso che quando uno sente confusione, tristezza, paura non può fermarsi a quello: deve essere consapevole che la negatività c’è ma che noi abbiamo una forza dentro e io lo vedo, lo vedo dall’energia incredibile che colgo dai giovani che lavorano qui, in ospedale, con me. La colgo dalle associazioni che spendono energie, la colgo dagli artisti che sono fermi e non possono lavorare ma si spendono attraverso il web per i bambini, per le famiglie. La colgo dalla creatività che ho visto nella Chiesa: mi ha fatto così impressione ricevere un video bellissimo dalle suore di clausura che, con il loro canto, la loro musica mi hanno dato una tale carica, quella mattina, per ripartire… Ecco, io dico: siamo pieni di creatività, siamo pieni di energie, siamo pieni di luce. Come facciamo a non essere ottimisti?






giovedì 12 settembre 2019

PAPA FRANCESCO: PROMUOVERE UN PATTO EDUCATIVO PER LA 'CASA COMUNE'

Carissimi,
nell’enciclica Laudato si’ ho invitato tutti a collaborare per custodire la nostra casa comune.
Per capire quanto urgente sia la sfida che abbiamo davanti dobbiamo puntare sulla educazione, che apre la mente e i cuori ad una comprensione più larga e più profonda della realtà.
Serve un patto educativo globale che ci educhi alla solidarietà universale, a un nuovo umanesimo.
Per questo ho promosso un evento mondiale che si terrà il 14 maggio 2020.
In un momento di estrema frammentazione, di estrema contrapposizione, c’è bisogno di unire gli sforzi, di far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature, capaci di vivere nella società e per la società.
Ogni cambiamento, però, ha bisogno di un cammino educativo. Noi non possiamo fare un cambiamento senza educare a quel cambiamento.
Un proverbio africano recita che “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Ma dobbiamo costruirlo, questo villaggio. Tutti insieme, per educare i bambini, per educare il futuro.
E dobbiamo bonificare il terreno dalle discriminazioni, come ho sostenuto nel Documento che ho recentemente sottoscritto con il Grande Imam di Al-Azhar ad Abu Dhabi.
Dobbiamo fare in modo che questo villaggio faccia crescere in tutti la consapevolezza di ciò che unisce le persone e tutte le componenti della persona; lo studio e la vita; le generazioni; i docenti e gli studenti, la famiglia e la società civile con le sue espressioni politiche, produttive, imprenditoriali e solidali.
Dobbiamo fare in modo che in questo villaggio nasca una convergenza globale per un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la “casa comune”, affinché l’educazione sia creatrice di pace, di giustizia, sia accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana nonché di dialogo tra le loro religioni. Un villaggio universale, ma un villaggio anche personale, di ognuno.
Dobbiamo fondare i processi educativi sulla consapevolezza che tutto nel mondo è intimamente connesso ed è necessario trovare altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso.
Dobbiamo avere il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità.
Per questo desidero incontrarvi a Roma: per promuovere insieme ed attivare questo patto educativo.
Insieme a voi, faccio appello a tutte le personalità pubbliche che a livello mondiale sono già impegnate nel delicato settore dell’educazione delle nuove generazioni. Ho fiducia che non si tireranno indietro.
Cerchiamo insieme di trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione, senza paura. Invito ciascuno di voi ad essere protagonista di questa alleanza.
L’appuntamento è per il giorno 14 maggio 2020 a Roma.
Vi aspetto e fin d’ora vi saluto e benedico. Grazie.
                                                                                                                               Francesco