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lunedì 2 dicembre 2024

UNESCO - CAMBIARE MENTALITA'

 



“Insieme 

per un cambio 

di mentalità”

 

UMEC/WUCT ALL’UNESCO


-di ALBERT KABUGE*



Presso l’UNESCO abbiamo vissuto “La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ” »

È stata l'occasione per ascoltare diversi relatori con conferenze e testimonianze che indicavano iniziative e creatività per sollecitare tutti a cambiare mentalità.

Le discussioni hanno dimostrato che la discriminazione crea disuguaglianze in tutto il mondo,  oltrepassando i confini.

La giornata è stata animata con dinamismo dalla moderatrice  la Sig.ra Guila Clara K., di "Unesco per la pace" e direttrice di “Femina Vox”, che ci ha permesso di riassumere in sintesi le diverse presentazioni così suddivise:

Richiesta di un impegno inclusivo per una mentalità di cambiamento

Gli interventi sono stati tenuti da Gabriela Ramos (direttore generale aggiunto per le scienze sociali e umane dell'UNESCO), Euphrasie Kouassi Yao (consigliere speciale del primo ministro, capo del governo, ex ministro per la promozione delle donne, della famiglia e della protezione dell’infanzia, titolare della Cattedra UNESCO Acqua, Donne e Potere decisionale, Costa d’Avorio) e Delphine O. (Ambasciatrice, Segretaria assemblea generale del Generation Equality Forum, Francia).

Nei loro interventi abbiamo percepito i richiami a vivere un impegno inclusivo promuovendo le competenze delle donne, coinvolgendo tutti per una mentalità di cambiamento positivo e non di restrizione Gli uomini sono chiamati a maturare una comportamenti positivi per la lotta alla violenza. Inoltre, la nostra attenzione è stata rivolta ad un appello alla vigilanza, alla cyberviolenza , alla violenza incontrata sui social network, alla violenza online, ecc.

Donne in azione per l'Intersezionalità e i videomessaggi

Con le conferenze tenute da Natasha Kelly, l'assemblea ha vissuto un momento di condivisione e conoscenza sull'Intersezionalità che riguarda le donne che lottano per i diritti delle donne. Aïcha Zaimi ci ha aiutato a riflettere sugli stereotipi di genere, comprendendo la violenza, il ruolo delle leggi sui media e  sulla salvaguardia dei giovani.

Per illustrare alcune situazioni sul tema di questa master class, sono stati proiettati alcuni video “Les petits males di Laurent Metterie ; e il videomessaggio di Angad Canta Malik.

I leader sfidano il mondo sotto la guida di Gabriela Ramos

È stato durante il Panel che l'assemblea ha avuto l'opportunità di seguire gli interventi di Emma, Camille, Jérémy, Madame Euphrasie che hanno espresso le loro testimonianze e che hanno invitato all'azione:

Emma Oudiou “Non mollare mai, anche se i tuoi obiettivi vengono improvvisamente interrotti.  Questo può dare forza a una persona. Ii media sono anche canali di sostegno per le persone che hanno bisogno di conforto; le vostre produzioni anche se non sono di qualità, l'importante è lanciare un messaggio... Nella vita è importante celebrare gli eventi della vita. »E per conoscere la sua testimonianza e il suo viaggio, il 12 dicembre 2024 sarà organizzata una proiezione presso l'UNESCO.

Camille Aumont Carnel ha dato indicazioni per un'educazione efficace all'uso delle tecnologie attuali e di fronte alla violenza su Internet ha invitato i partecipanti a tener conto della “prevenzione (prima), sanzione (presente), riparazione. »

Jérémy Clamy-Edroux , dal canto suo, ha invitato a riflettere sul cambiamento delle mentalità attraverso lo sport, che è un importante elemento di inclusione.

La signora Euphrasie Kouassi ha insistito sul sostegno ai giovani. Nel mondo di oggi è imperativo andare alla radice per il cambiamento delle mentalità, incontrare i genitori  per un'educazione efficace dei bambini. Da notare che ella ha pubblicato il libro “Il segreto di un’avventura”. Quello che non ci aspettavamo in vetta. », una pubblicazione che ispira e guida iniziative per un cambiamento migliore per i giovani e nella società.

Siamo chiamati a impegnarci per cambiare il mondo insieme (solidarietà intersezionale) e basandoci sull’educazione fin dalla tenera età e sulla creazione di sistemi di sostegno per tutti (giovani e adulti) perché il cambiamento di mentalità riguarda tutti gli strati della società.

Incoraggiamo questo cambiamento nelle nostre azioni quotidiane e attraverso gesti concreti nelle nostre relazioni familiari, nelle scuole, nei nostri luoghi di lavoro, nell'ambiente dei trasporti: “Impariamo a esprimere a noi stessi un sorriso di pace con uno spirito di accoglienza senza condizioni…”

L'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici-UMEC/WUCT promette di promuovere la formazione e la consapevolezza  per incoraggiare tutti i suoi membri a lavorare per il Cambiamento di Mentalità .

L'UMEC/WUCT ringrazia gli organizzatori di questa giornata, in particolare l'UNESCO.

 

*Rappresentate dell'UMEC-WUCT all'UNESCO.

 

domenica 7 giugno 2020

LE ALLEANZE EDUCATIVE.- WEBINAR AIMC - ANPE - UMEC

L’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sezione provinciale di Mazara del Vallo, in collaborazione con L’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani) e l’UMEC-WUCT  (Unione  Mondiale  Insegnanti Cattolici)  ha organizzato, sabato 6 giugno, un webinar dal titolo “Le alleanze Educative”.  All'incontro (il terzo dello stesso percorso formativo, riconosciuto dal MIUR e inserito nel portale SOFIA) hanno partecipato dirigenti e insegnanti di diverse regioni (Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna, Sicilia).
Il Corso è stato diretto da Caterina Di Stefano (consigliera nazionale e presidente provinciale AIMC e coordinatrice ANPE per la provincia di Trapani) che ha introdotto e moderato i vari interventi svolti da Giovanni Perrone (segretario generale UMEC-WUCT e presidente provinciale AIMC di Palermo), Tiziana Conte (vicepresidente ANPE e coordinatrice per la Basilicata e la Puglia) e Lorena Galesi (coordinatrice ANPE per la provincia di Ragusa).

I contenuti degli interventi sono stati: L’UMEC e la condivisione di esperienze educative nel mondo; la legge della Regione Puglia sul coordinatore pedagogico nelle scuole; la pedagogia e il sistema formativo Integrato; le emergenze educative nella società odierna.  I partecipanti, tra i quali Maria Angela Grassi, presidente nazionale dell’ANPE e Andrea Scaffidi membro del direttivo Nazionale ANPE, hanno espresso apprezzamento per la bella sinergia associativa che si è realizzata consentendo un incontro formativo online di buon livello qualitativo.




martedì 12 maggio 2020

INSEGNARE NEL TEMPO DELLA PANDEMIA. CONFRONTO DI ESPERIENZE E UNO SGUARDO AL FUTURO

INVITATION AU WEBINAIR

ENSEIGNER AU TEMPS DU CORONAVIRUS.
 COMPARER LES EXPÉRIENCES, UN REGARD SUR L’AVENIR


Webinaire international -  Vendredi 22 mai 2020 de 17h00 à 19h00 (Roma)

Ce webinair de l’UMEC-WUCT vise à réfléchir et à échanger sur des expériences et compétences relatives aux problèmes de l’éducation et de l’enseignement face aux multiples crises provoquées par la pandémie du COVID-19, et sur les perspectives, aux niveaux mondial et local.

Langue de l’événement : français

Intervenant.e.s

Introduction et salutations :   Guy Bourdeaud’hui, Président UMEC-WUCT
Emmanuel Banywesize, Professeur à l’Université de Lubumbashi et Directeur Gén. de l’EcoPo - RD Congo
Elizabeth Boddens  Hosang, Identity Advisor at St. Confessioneel Onderwijs Leiden - NL
Elena Rodica Miron, Directrice du Licée  Sf Iosif – Bucuresti – Ro
Pasquale Moliterni, Professeur à l’Université de  Roma 4 - I -
Conclusions : Msg  Vincent Dollmann, Archevêque de Cambrai, A.E. UMEC-WUCT
Coordination : Giovanni Perrone, secrétaire général de l'UMEC-WUCT

Le webinaire est réservé à un maximum de 500 personnes, selon l'ordre de réservation.
Avant le webinaire, les informations nécessaires à la connexion (via Zoom) seront envoyées  .




A webinar on the same theme will be held in June

Courriel /Mail: Umec.wuct@gmail.com

SVP, veuillez diffuser l'invitation

venerdì 22 novembre 2019

LIBERTÀ’ O VIOLENZA? QUALI SENTIERI PER EDUCARE? - Il Convegno dell'UMEC-WUCT a Bruxelles

- L’annuale Consiglio del’Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici (UMEC-WUCT), si è svolto quest’anno a Bruxelles (15-17 novembre), grazie alla amichevole  e generosa ospitalità dei colleghi della associazione degli insegnanti cattolici fiamminghi.
Il tema scelto è stato intrigante: i percorsi educativi sono orientati verso la libertà o verso la violenza? Sembra naturale che l’educazione alla libertà debba essere prioritaria per ogni istituzione educativa e per ogni insegnante, però ci accorgiamo che sovente, in modi e contesti diversi, ci sono notevoli discrepanze tra il dire e il fare, tra la prospettiva pedagogica e quella didattica, che si concretizza nel quotidiano fare scuola.
Ad esempio: gli stili di insegnamento, le scelte dei contenuti, le relazioni intra ed extra, il rapporto insegnante alunno, il curricolo esplicito ed implicito, l’uso delle discipline, le attività realizzate  …. su quali basi etiche sono fondate? Che tipo di persona formano? Occorre fare attenzione ai sentieri senza meta, a quelli perversi o subdoli, a quelli che disorientano e non fanno maturare il pensiero critico, capacità di discernimento e scelte etiche: la pedagogia del Vangelo è sempre attuale.
Ed ancora: qual è la visione della vita che orienta le istituzioni scolastiche,  ogni singolo insegnante, le famiglie, i mezzi di comunicazione? Quali valori si coltivano nell’ambiente ove l’alunno ( ed lo stesso insegnante) vive?
Inoltre, non possiamo non tener conto che la realtà odierna è perturbata da scelte di fondamentalismo o di  sovranismo o addirittura da forme ‘educative’ volte a privilegiare espressamente scelte egoistiche, autoreferenti o di manifesta violenza, non solo di quella verbale, ma anche di quella “materiale”. Pensiamo ai tragici e duraturi conflitti presenti in varie parti del mondo, alla formazione alla violenza come stile di vita presente in certi ambienti o espressione di chiare e perverse scelte politiche, alle varie forme di schiavitù, alle angherie e violenze cui sono sottoposti i migranti, ai bambini soldati, privati di adeguata istruzione o violentati e sfruttati in mille modi ....
 Non bisogna, però, scoraggiarsi. Infatti, educare è un cammino di speranza e di impegno, da condividere con gli altri. E’ conoscere l’oggi ed è esplorare il domani per preparare un futuro migliore. Senza speranza non può esserci progettualità: si resta disorientati, impantanati nella nebbia o nelle paludi dell’autoreferenza, si cade vittima dell’impotenza e delle vane lamentele. “L’educazione è al servizio di un umanesimo integrale e la Chiesa, quale madre educatrice, guarda sempre alle nuove generazioni nella prospettiva della formazione della persona umana sia in vista del suo fine ultimo sia per il bene delle varie società, di cui l’uomo è membro ed in cui, divenuto adulto, avrà mansioni da svolgere»[1].
Queste tematiche sono state dibattute nel corso del lavori del Consiglio, preparato preventivamente grazie ad un “instrumentum laboris” discusso nelle varie parti del mondo.
I lavori consiliari hanno dato anche possibilità di riflettere sulle varie forme di scambi e di solidarietà promosse dall’Unione e dai vari aderenti a essa.
Aggiungi didascalia
I partecipanti, provenienti da varie nazioni (Argentina, Belgio, Burundi, Congo, Filippine, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Italia, Olanda, Romania), hanno favorito un ricco dibattito, grazie alle esperienze vissute nelle istituzioni ove operano (scuole e università) e agli stimoli dati dai relatori.
Si è potuto riflettere anche sulle situazioni di estrema povertà e quotidiana conflittualità che caratterizzano diverse nazioni e sulla necessità di rafforzare la solidarietà tra tutti gli insegnanti cristiani (che vivono situazioni molto variegate e talora difficili).
Tra le varie testimonianze, significative sono state quelle delle buone pratiche a favore dell’educazione alla pace in alcuni Paesi vittime di conflitti. Per esempio, in Burundi[2], nella Repubblica del Congo[3], nella Repubblica Democratica del Congo[4] e nel Cameroun[5].
I lavori del Consiglio, coordinati dal presidente Guy Bourdeaud’hui,  sono stati arricchiti dalla partecipazione del Nunzio Apostolico in Belgio, Mons. Kasujja, dell’Arcivescovo di Cambrai, Mons. Dollmann (Assistente Ecclesiastico dell’UMEC-WUCT), e del Vescovo di Gent, Mons. Van Looy (presidente della Caritas europea).
Il Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Cardinale Versaldi, nel suo messaggio, ha espresso “sincera gratitudine per l’opera di servizio svolta dall’Unione”, incoraggiando l’Unione ad andare avanti anche grazie alla presenza dei giovani.
Interessante la parte culturale offerta dalla COV (associazione degli insegnanti cattolici fiamminghi), con la visita al Parlamento Europeo e alla città.

L’UMEC-WUCT, associazione di insegnanti cattolici che operano in scuole cattoliche e laiche nelle varie parti del mondo, fondata nel 1951, ha concluso i suoi lavori progettando il suo cammino per l’anno nuovo, caratterizzato dalla partecipazione all’iniziativa promossa da Papa Francesco, che avrà per tema “Ricostruire il patto educativo globale”, al fine di “ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione  …. per unire gli sforzi per in un’ampia alleanza educativa  necessaria alla formazione di persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna”.[6]
A tal fine le varie istituzioni aderenti all’UMEC-WUCT organizzeranno dei gruppi di lavoro e altre iniziative per la riflessione sul tema e l’elaborazione di un documento comune.

Giovanni Perrone






[1] Papa Francesco, Discorso alla Congregazione per l’Educazione Cattolica, 9 febbraio 2017
[2] Equipes des Enseignantes du Burundi
[3] EECO, Equipes des Enseignantes del Congo
[4] Universitè de Lubumbashi e Scuole Salesiane
[5] IAPDA, Association internationale en Action pour la Paix et le Développement en Afrique 
[6] Papa Francesco, 12 settembre 2019


lunedì 18 novembre 2019

CONSIGLIO UMEC-WUCT- OMELIA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN BELGIO

Union Mondiale des Enseignants Catholiques (UMEC)
World Union of Catholic Teachers (WUCT)

Domenica XXXIII C, 17 novembre 2019

Malachia 3: 19-20a; II Tess. 3: 7-12; Lc 21: 5-19

Eccellenza, Mons. Dollmann, Arcivescovo di Cambrai e Assistente spirituale dell'UMEC-WUCT
Prof. Guy Bourdeaud'hui, Presidente dell'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici,
Illustri membri del Consiglio UMEC-WUCT,
Cari Responsabili della COV-Belgio che ci ospitano,
Cari amici,
             
        Sono lieto di salutarvi nel Nome del Signore in questa domenica che ci riunisce intorno all'Eucaristia condivisa, mentre concludete i due giorni del Consiglio dell'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici.

            Le letture della penultima domenica dell'anno liturgico, che abbiamo appena ascoltato, ci chiamano tutti a coltivare sempre più la virtù della speranza per non cadere nella tentazione dello scoraggiamento e della paura di fronte alle sfide e alle provocazioni del nostro tempo: "Alzati, alza la testa, perché la tua redenzione si avvicina". "Per voi che temete il mio Nome, sorgerà il sole della giustizia: esso porterà guarigione nel suo splendore". Gesù stesso, sensibile a tutte queste contraddizioni e sofferenze umane, così come alle prove e alle sfide dei suoi discepoli di tutti i tempi, ci assicura di essere sempre presente in mezzo a noi e ci dice: "Fate attenzione a non lasciarvi smarrire"; "Io stesso vi ispirerò con un linguaggio e una saggezza a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere o contraddire".

            Da diversi anni (1951), l'Unione Mondiale degli Insegnanti Cattolici fornisce un sostegno continuo agli insegnanti cattolici nel mondo; e, mi affretto a dire, tutta la Chiesa vi è molto grata per i vostri sacrifici e le vostre iniziative a favore di questa componente storica della missione della Chiesa Cattolica.

            Il tema di queste due giornate di incontri e condivisione: "Educare in un mondo che cambia. Combattere la violenza, aprire la strada alla libertà" sembra essere stato ispirato dalle letture di questa domenica. Infatti, Gesù descrive in questa pagina del Vangelo di Luca il verificarsi di cambiamenti spesso brutali e spaventosi, sia per la terra che per l'umanità, che segnano il passaggio da una realtà che conosciamo ad un'altra che ci è ancora largamente sconosciuta. "Quello che contempli, arriveranno giorni in cui non ci sarà più pietra su pietra: tutto sarà distrutto". Questo difficile passaggio da una realtà all'altra, e per molti versi minaccioso, porta con sé un'esigenza radicale che Cristo si rivolge agli uomini e alle donne del nostro tempo: "Sarete odiati da tutti.... Ma non vi si perderà un capello di testa". "Questa sarà l'occasione per testimoniare."

            Permettetemi di soffermarmi un attimo su quella che può essere la testimonianza degli insegnanti cattolici in questi tempi incerti, ma anche portare immense speranze per i giovani che vi sono affidati nelle scuole ove operate. Il primo requisito è quello dell'identità cattolica; non avere paura o vergogna di chi siamo.  L'insegnamento è senza dubbio il compito più nobile che ci sia, ma è rilevante solo nella misura in cui coloro che lo svolgono possono, come ci ha ricordato san Paolo, essere un "modello da imitare", sia per le conoscenze che impartite, sia per ciò che fa di voi insegnanti la cui intera vita può ispirare nei bambini, adolescenti e giovani adulti il sostegno del loro cuore e della loro mente, nonché il desiderio di seguirvi. È importante mostrare loro che gli uomini e le donne cristiani, formati alla scuola di Cristo e dei santi educatori, possono anche aprire strade di pace e libertà in un mondo paralizzato dalla violenza e dall'ingiustizia.

            E poi c'è la sfida educativa, di cui parla papa Francesco nel messaggio rivolto ai partecipanti al Congresso dell'Ufficio internazionale dell'educazione cattolica, riunitosi a New York lo scorso giugno. Questa sfida è caratterizzata da una cultura dell'indifferenza, dell'individualismo e del consumismo che offusca i valori comuni e ostacola gli sforzi per "mettere l'intera persona al centro dell'azione educativa". "Perché una tale cultura dell'indifferenza e del relativismo corrode il senso dell'umanesimo".

            Di fronte a questa sfida educativa, che riguarda soprattutto l'educazione nelle periferie esistenziali, sta a voi, insegnanti cattolici, chiamati in prima linea dalla Chiesa a "ricostruire l'umanesimo" con le famiglie degli alunni e degli studenti. "A tal fine - insiste la Chiesa - l'educatore deve essere competente, qualificato e, allo stesso tempo, ricco di umanità, capace di stare in mezzo agli studenti per promuovere la loro crescita umana e spirituale". 

            Nel Messaggio che il prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica vi invia in occasione di questo incontro del Consiglio UMEC, tenutosi a Bruxelles, Sua Eminenza il Cardinale Giuseppe Versaldi esprime la sua "sincera gratitudine per il servizio reso all'educazione cattolica" (....) e auspica che "i giovani insegnanti con la loro attiva partecipazione contribuiscano a favorire l'effettiva e sempre più rilevante presenza dell'Unione nella complessa formazione di oggi, nonché un aumento dei contatti con le organizzazioni internazionali nella cooperazione e nella condivisione di progetti".

Cari amici,
                        Preghiamo per tutti coloro che si impegnano in questo "processo di crescita dell'umanità" perché siano convinti e sostenuti dalla speranza che "il sole della giustizia sorga: porterà guarigione nel suo splendore"! Che la Santissima Vergine Maria, Sedes Sapientiae, vegli sull'Unione e su ciascuno dei suoi membri perché non cessino mai di testimoniare la verità per costruire la "civiltà dell'amore".

Amen!

+ Agostino Kasujja

Testo originale in lingua francese