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venerdì 12 dicembre 2025

LA RISORSA DEI MIGRANTI

 


La Santa Sede:

 migranti risorsa 

per la pace, 

superare stereotipi

 e polarizzazioni

 

Nel suo intervento al Consiglio dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), l’arcivescovo Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, invita a un’“analisi oggettiva e completa” dei movimenti migratori, che ne consideri cause e conseguenze. 

Chi è costretto a lasciare la propria casa, sottolinea, incarna il “volto umano della globalizzazione”, spesso sostenuto, nelle aree più remote e carenti di servizi, da organizzazioni religiose

 

-         -di Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

-          

La voce grossa dei dibattiti odierni finisce per ammutolire, attraverso "stereotipi e narrazioni", chi potrebbe farsi portavoce di "relazioni pacifiche tra le nazioni". I migranti, ovvero non “problemi da risolvere” né “opportunità da sfruttare”, ma il vero e autentico “volto della globalizzazione”. È questa la posizione della Santa Sede, espressa dall’arcivescovo Ettore Balestrero, osservatore permanente vaticano presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, nel suo intervento del 10 dicembre alla 116.ma sessione del Consiglio dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

Considerare oggettivamente i migranti

L’intervento dell’arcivescovo si apre da un dato: 304 milioni di migranti internazionali nel mondo. Chi lascia il proprio Paese è, prima di tutto, “un essere umano”, ricorda Balestrero, la cui dignità e i cui diritti devono costituire il fulcro della cooperazione internazionale e delle politiche in materia. Per questo, occorre superare discussioni permeate da pregiudizi e visioni divisive, che impediscono una “considerazione oggettiva e completa della migrazione”, delle sue cause e delle sue conseguenze.

Il volto umano della globalizzazione

Tali contrasti ignorano inoltre i contributi positivi che i migranti apportano alle società. Se da una parte, come ricordava Papa Benedetto XVI, essi “hanno il dovere di integrarsi nel Paese di accoglienza, rispettandone le leggi e l’identità nazionale”, dall’altra rappresentano il volto umano dei processi di globalizzazione e possono promuovere l’armonia internazionale.

I diritti degli Stati e di chi migra

Balestrero ribadisce il diritto di ogni Stato di proteggere i propri confini. Esso, tuttavia, deve andare di pari passo con il rispetto della dignità di coloro che li raggiungono. Come sottolineava Papa Leone XIV, quando chi cerca protezione subisce maltrattamenti “non assistiamo al legittimo esercizio della sovranità nazionale, ma piuttosto a gravi crimini commessi o tollerati dallo Stato”.

 Le piaghe delle rotte pericolose e dei trafficanti

La Santa Sede ribadisce profonda preoccupazione per la vulnerabilità dei migranti, spesso costretti a percorrere "rotte pericolose". Un presagio che trova conferma nel dato drammatico del 2024: almeno 8.939 persone hanno perso la vita durante gli spostamenti dai propri Paesi di origine. “L’anno più letale mai registrato”, osserva l’arcivescovo, ricordando che ogni decesso rappresenta un fallimento dell’umanità, degli Stati e della comunità internazionale. Un’altra piaga connessa alle migrazioni è lo sfruttamento operato da trafficanti e contrabbandieri che “approfittano della disperazione a scopo di lucro”. In questo senso, la Santa Sede accoglie con favore l’impegno dell’OIM nel proseguire le attività di prevenzione, soccorso e assistenza alle vittime.

L'apporto delle organizzazioni religiose

Balestrero riconosce inoltre il valore dell’adozione di “un linguaggio concordato e consensuale nel Programma e Bilancio dell’OIM per il 2026”, così da evitare definizioni ambigue o prive di un significato condiviso nel diritto internazionale e tra gli Stati membri. Nel contesto migratorio, spiega l’arcivescovo, un ruolo decisivo è svolto dalle organizzazioni religiose. La loro presenza capillare e di lunga data, “anche nelle aree più remote e carenti di servizi”, rappresenta un sostegno concreto alle persone in movimento. Un aiuto che ha preceduto il momento in cui la migrazione è divenuta una "questione internazionale". Un impegno che continua “anche dopo che l’attenzione dei media è svanita”, grazie alla promozione di una rete globale lungo le rotte migratorie. Con un unico obiettivo, già delineato da Papa Francesco: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, senza distinzioni. L’arcivescovo conclude ribadendo ciò che i migranti non devono essere: questioni da dirimere o “opportunità” da cui trarre vantaggi personali. Per questo, gli sforzi congiunti della comunità internazionale devono puntare a “promuovere il rispetto della loro dignità e permettere loro di viverla pienamente”.

Vatican News

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martedì 15 aprile 2025

GOVERNARE L'I.A.

 

PER UNO SVILUPPO

 EQUILIBRATO 

ED ETICO

Il rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Onu interviene alla 28.ma sessione della Commissione delle Nazioni unite su scienza e tecnologia per lo sviluppo e mette in guardia dai rischi di un "paradigma tecnocratico", sostenendo invece l'idea di una governance dell'Intelligenza Artificiale

-       -   Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

La Santa Sede riconosce che i progressi della tecnologia dell’informazione hanno offerto nuove opportunità di sviluppo a livello globale, esercitando una profonda influenza in tutti gli ambiti economici, sociali e di governance. Tuttavia, resistono nel mondo profonde disparità di accesso alle tecnologie emergenti, soprattutto a danno dei Paesi più poveri dove mancano le infrastrutture, le risorse e le conoscenze per poterne usufruire appieno. È questo, in sintesi, il cuore dell'intervento del rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Onu, l’arcivescovo Ettore Balestrero, alla 28.ma sessione della Commissione delle Nazioni unite su scienza e tecnologia per lo sviluppo. Il presule ha espresso la preoccupazione della Santa Sede per l’esclusione dei Paesi meno sviluppati dall’accesso alla rete globale, che in un mondo digitalizzato significa, tra l’altro, meno opportunità educative e lavorative, meno sviluppo dei servizi sociali e una ridotta partecipazione alla vita economica. Allo stesso tempo, il rappresentante vaticano ha fatto notare che è importante non diffondere la fuorviante idea che queste tecnologie possano risolvere tutti i problemi. Se è vero, infatti, che “le nuove tecnologie, compresa quella emergente dell’Intelligenza Artificiale, offrono nuove soluzioni ad un ampio numero di sfide”, ha spiegato monsignor Balestrero. Bisogna evitare di cadere in un “paradigma tecnocratico” che “rischia di mettere in secondo piano la dignità umana, la fratellanza e la giustizia sociale in nome dell’efficienza”.

Governare l'Intelligenza artificiale

Tra i rischi illustrati dal rappresentante permanente della Santa Sede è essenziale riconoscere quelli relativi alla mercificazione dell’istruzione, agli impatti negativi sul mercato del lavoro, alla virtualizzazione delle relazioni umane, alla diffusione di deep fake e misinformazione, oltre alle gravi violazioni della privacy. Pertanto la Santa Sede ha ribadito l’urgenza di una regolamentazione dell’AI, proprio per le enormi opportunità che questa offre e, parallelamente, ai rischi che comporta. 

Senza contare le implicazioni etiche che comporta la concentrazione delle sue applicazioni più diffuse nelle mani di poche aziende. In conclusione, la Santa Sede saluta con favore il processo in corso per la stesura del documento di valutazione del gruppo di lavoro sull’IA, proposto nel Global Digital Compact, ritenendolo un primo passo positivo per un approccio al tema dell’IA equilibrato e che tenga conto dei rischi. 

In particolare, il quadro normativo etico – ha fatto notare Balestrero - dovrebbe assicurare che l’IA promuova un reale progresso e che i soggetti giuridici siano tenuti a rendere conto del suo utilizzo, attraverso appropriati strumenti a salvaguardia della trasparenza, della privacy e della responsabilità.

La Santa Sede: IA opportunità, ma l’uomo può diventare schiavo delle macchine

Pubblicata la Nota sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza umana dei Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l’Educazione: “L’IA non è una forma ...

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