domenica 17 maggio 2015

GENDER?

Nel GENDER vince l’idea di Nietzsche

La questione della differenza sessuale nasce in un contesto che tende a dissolvere l’essenza dell’uomo e a ridurre a questione culturale l’identità maschile e femminile



L’uomo (e la donna): una passione inutile? L’interrogativo che Jean Paul Sartre poneva nel suo esistenzialismo pessimista si ripropone oggi, drammatico, davanti all’incurante sciupio di vite umane quotidianamente sciorinato dai media. Nell’incalzare di drammi sempre più atroci, ciascuno di noi, i governanti nazionali e sovranazionali, i guardiani dell’economia europea e mondiale, i semplici cittadini, tutti noi, insomma, che apparteniamo al mondo occidentale, ci affanniamo cercando risposte per lo più vaghe e di scarsa efficacia. 
Ora il problema cui tutto è imputato è l’economia bloccata e stagnante, ora il fondamentalismo, ora la società multiculturale, ora la disoccupazione, ora lo svuotamento dei partiti e le mutazioni incontrollate della democrazia. 
Cerchiamo sempre altrove. Il problema, invece, è del tutto evidente. Il dramma delle migrazioni di massa e della schiavitù che viene praticata apertamente, delle persecuzioni religiose e i massacri, le uccisioni e gli stupri perpetrati in nome di Dio, della miseria e della fame: la violenza sull’uomo ha raggiunto livelli di una ferocia sempre più insopportabile. In un mondo mai così capace di produrre ricchezza, l’accanimento sull'uomo sembra acuirsi in modo tanto incontrollato quanto puramente distruttivo. 
Le teorizzazioni sui diritti umani, il più alto distillato della morale laica occidentale, sono ormai fragili mura di carta a difesa di principi che, sorprendentemente, non sono affatto universalmente condivisi, mentre il nostro mondo, progredito in ricchezza, conoscenze e libertà, è assediato da un rigurgito devastante di irrefrenabile primitivismo, dinnanzi .....



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