mercoledì 8 marzo 2017

Aimc Milano. INSEGNARE OGGI IN CLASSI COMPLESSE


"LA DONNA E' L'ARMONIA, LA POESIA, LA BELLEZZA DEL MONDO"

International Women’s Day, 8 March 2017- 
Día Internacional de la mujer - 
Journée internationale de la femme    
Giornata Internazionale della donna
   Un grato pensiero a tutte le donne, in particolare a coloro che sono generosamente impegnate nell'educazione, specialmente a quelle che operano in situazioni di disagio.
   A grateful thought to all the women who have generously committed to education, especially those operating in difficult situations.
    Un pensamiento agradecido a todas las mujeres que generosamente se han comprometido a la educación, especialmente las que operan en situaciones difíciles.
    Une pensée reconnaissante à toutes les femmes qui sont généreusement engagés pour l' l'éducation, en particulier les femmes qui travaillent dans des situations difficiles.
   Ein dankbarer Gedanke an alle Frauen, die großzügig auf Bildung begangen haben, vor allem diejenigen, die in schwierigen Situationen.
   Een dankbare gedachte aan alle vrouwen die gul hebben gecommitteerd aan het onderwijs, vooral degenen die in moeilijke situaties
.

martedì 7 marzo 2017

DECRETI ATTUATIVI LEGGE 107/15 - IL PARERE DELL'AIMC

   
Dal pomeriggio del 24 gennaio u. s., gli otto schemi di decreti legislativi in attuazione della delega prevista dalla legge 107/15 della Buona scuola sono giunti all’esame delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato per consegnare al Governo il parere (non vincolante) entro il 17 marzo p.v.
    Il 27, hanno preso il via le audizioni informali delle categorie interessate all’attuazione della Buona scuola, a iniziare dalle associazioni professionali e dai sindacati.
    L’AIMC è intervenuta sia alla Camera che al Senato, segnalando aspetti promettenti e punti di criticità relativi agli otto decreti approvati in CdM.
Senatori e onorevoli hanno raccolto proposte di modifica, perplessità e richieste emerse in sede di dibattito per la messa a punto degli otto decreti nei tempi stabiliti.
    Di seguito, il testo depositato dall’AIMC alle Audizioni sugli otto schemi di decreti legislativi che può essere utile conoscere per entrare direttamente nella logica delle varie “questioni” oggetto di discussione.


lunedì 6 marzo 2017

VIGILIA DI PRIMAVERA





"Contemplo un di quei fiori,
 e nel mirarlo tremo: 
Tu solo, o Padre, 
puoi così fissarmi 
da un prodigio di petali. 
Nel volto di un fior di campo, 
che in un suo cerchio breve 
racchiude l'armonia dell'universo, 
  ti riconosco".   

(Ada Negri)

domenica 5 marzo 2017

LA MORTE DI DJ FABO: distinguere per capire meglio

Sul suicidio di Dj Fabo si è scritto molto “a caldo” (l’ho fatto anch’io in un editoriale su «Avvenire» del 28 febbraio), ma forse proprio questa sovrabbondanza di reazioni immediate rende utile una pausa di riflessione più pacata. Essa ci consente, infatti, di distinguere, nella questione,  livelli diversi che spesso, nella sovrabbondante produzione giornalistica di questi giorni,  sono stati sovrapposti e confusi.

Il primo è quello squisitamente umano. Il dramma di un uomo di 39 anni cieco e paralizzato, che percepisce la propria condizione, per usare le sue parole,  come «un inferno di dolore», non si può ridurre a un “caso” etico o giuridico. Di fronte ad esso ogni giudizio – anzi ogni discorso –  suona fuori luogo. Il solo atteggiamento adeguato è il silenzio. Nessuno ha il diritto di condannare questo fratello che ha molto sofferto. Chi è credente, può pregare per lui. Chi non lo è, rinunzierà comunque a ingabbiare il suo gesto in una categoria precostituita.

Forse proprio per questo – passo al secondo livello, che concerne l’aspetto culturale della vicenda – mi ha disturbato  vedere trasformare un’angosciosa esperienza personale in una bandiera ideologica. La tragica fine di Dj Fabo è stata annunciata, accompagnata e seguita da proclami che hanno cercato, con successo, di usarla per colpire emotivamente l’opinione pubblica. Si dirà che lo si è fatto per promuovere una giusta causa. Sospendendo per ora la valutazione sul giusto e sull’ingiusto, mi sembra che ridurre la morte di un uomo malato a uno spettacolo – sullo stesso piano dei tanti che il pubblico avidamente consuma, per poi dimenticarli –  possa servire a far vincere una battaglia politico-giuridica, ma è comunque una sconfitta dal punto di vista  culturale, perché banalizza ciò che si pretende di voler salvaguardare, la dignità e il mistero dell’essere umano. In quest’ottica, mi pongo tra coloro che, pur contrari all’aborto, si rifiutano di combatterlo ricorrendo a filmati o fotografie raccapriccianti.

Ma c’è un terzo livello che ci porta più vicini al cuore della questione, ed è quello, per così dire, filosofico. Si è sentito ripetere in continuazione, in questi giorni, che va riconosciuto a tutti il diritto di decidere della propria vita senza doverne rendere conto a nessuno, meno che mai alla comunità civile. In questo modo, però, la profonda, sofferta comprensione per il drammatico gesto di Dj Fabo viene incanalata in un preciso alveo di pensiero, che da più di trecento anni domina la civiltà occidentale e che definisce l’essere umano  nella logica di un “individualismo possessivo”.....



sabato 4 marzo 2017

PEDOFILIA: OCCORRE UN APPROCCIO GLOBALE!


Don Di Noto (Meter), “occorre un approccio globale.
In Europa 18 milioni di bambini vittime di abusi sessuali

“La pedofilia – dice don Di Noto – è una tragedia criminale, da risvolti incontrollabili. Si combatte non da soli e neanche a settori. Non riguarda solo una categoria sociale o religiosa, ma è così tanto diffusa che gli sforzi per contrastarla sono sempre più insufficienti”.

 “È difficile parlare di pedofilia incolpando soltanto la Chiesa cattolica. È fuori discussione che l’abuso sia una mostruosità, specie se perpetrato da un sacerdote, è fuori discussione tra il 2004 e il 2013 sono stati ridotti allo stato laicale 900 preti.
Ma quando la polizia inglese parla di 750.000 abusatori in Inghilterra, ci sono almeno 750.000 vittime laggiù. E questo non interessa a nessuno. Basta con la lotta settoriale”.
È uno sfogo amaro quello con cui don Fortunato Di Noto, il sacerdote e fondatore dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org) commenta i casi d’abuso e le notizie che arrivano dalla Santa Sede in questi giorni, specie dopo le dimissioni di Marie Collins, membro della Commissione voluta da Papa Francesco contro la pedofilia: “vicenda che deve farci maggiormente riflettere per operare meglio e con chiarezza e determinazione”.
“La pedofilia – dice don Di Noto – che è una tragedia criminale, da risvolti incontrollabili, si combatte non da soli e neanche a settori. Non riguarda solo una categoria sociale o religiosa, ma è così tanto diffusa che gli sforzi per contrastarla sono sempre più insufficienti”. 
E precisa: “Secondo i dati forniti dalla Agenzia Nazionale per il crimine nel 2015 i pedofili potenziali in Gran Bretagna erano circa 750mila. Impressionante, solo in una Nazione. Non riescono più a controllare il fenomeno. Bisogna fermare questa onda che sta travolgendo milioni di bambini”.
 Per il sacerdote siciliano: “Se solo in Europa ci sono 18 milioni di bambini abusati (dato dichiarato e mai smentito), con una proporzione di 1 ad 1 abbiamo 18 milioni di abusatori, stupratori o come li volete chiamare. Vogliamo fare una proporzione di 1 a 2? Sono almeno 9 milioni tra pedofili e abusatori. Dire che è un esercito è appena vicino alla realtà dei fatti”.
Quindi: “Gli abusi sessuali sui bambini, non solo nel nostro Paese Italia, ma in tutti gli Stati del mondo sono taciuti, si nutrono di silenzio e di connivenze, dove la burocratizzazione rallenta il fattivo impegno nella repressione e nella prevenzione”.
Secondo il fondatore di Meter: “La letteratura scientifica ci dice che l’Italia ha un indice di prevalenza di abusi e maltrattamenti del 9,5 per mille, pari a circa 70/80mila casi l'anno, rispetto all'11,2% dell'Inghilterra e al 12,1% degli Usa.
In Europa 18 milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali (13,4% delle bimbe e 5,7% dei bambini), 44 milioni di violenza fisica (22,9%), 55 milioni di violenza psicologica (29,6%). Le nuove tecnologie non hanno migliorato la situazione.
La diffusione di Internet allarga alla realtà virtuale la geografia dell'infanzia violata e la non collaborazione internazionale permette l’impunità, la produzione e la diffusione del materiale dove i soggetti coinvolti non troveranno mai una giustizia e una liberazione”, conclude don Di Noto.


DR - ilportaledellafamiglia.org

CONTRO I LADRI DI SPERANZA

COME LA CHIESA RESISTE ALLE MAFIE

La recente opera di Massimo Naro, docente di Teologia sistematica nella Pontificia facoltà teologica di Sicilia, affronta in maniera nuova, chiara ed essenziale, con ricchezza di documenti, un tema molto dibattuto: La Chiesa e le mafie.
 Così può essere riassunto  il pensiero di Naro: "Dopo un lungo silenzio, alimentato da un sentimento di antistatalismo e da un ambiguo cristianesimo municipale impastoiato nelle parentele, la Chiesa ha iniziato ad affrontare il problema delle mafie solo negli anni delle stragi e degli omicidi eccellenti, come quelli di don Pino Puglisi, don Peppe Diana e Rosario Livatino.
   Tuttavia, il modo in cui l'ha fatto è stato condizionato dalla retorica "sicilianista" e dall'appiattimento sul linguaggio tecnico dei magistrati, dei funzionari di Polizia e dei giornalisti.
   Ciò che è mancato è stato un lessico specifico, ricco delle parole del Vangelo e della tradizione cristiana. Il discorso è suonato più descrittivo che profetico ....  Serve un nuovo umanesimo mediterraneo, alternativo alla disumanità mafiosa" .

Massimo Naro, Contro il ladri di speranza, EDB, Bologna, 2016, pagg. 70, € 7,80