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martedì 10 marzo 2026

EDUCARE SENZA URLARE


La calma che “funziona sempre”.
 La calma che ti rende un genitore migliore e che, guarda caso, arriva in comode rate: corso, metodo, tabella, mantra, influencer, consiglio “definitivo”.

 Esiste un mito moderno, venduto con copertine pulite e sorrisi igienizzati: la calma eterna. Questo libro entra in quella bugia e la fa a pezzi.

Qui c’è Carla. Impiegata, madre, persona. Una che regge la giornata con le unghie. Una che vive di scadenze, traffico, chat di classe, cena che esplode, vergogna addosso.
E c’è Tiziano. Padre, partner, sopravvissuto del quotidiano. Uno che prova a restare in piedi mentre tutto chiede “ancora”.

Insieme fanno ciò che fanno milioni di coppie, cercano la formula magica per evitare l’urlo. La trovano ovunque, nei manuali, nei post motivazionali, nelle “educazioni” alla moda, nelle promesse lucide da scaffale. Eppure la vita vera resta lì: sporca, veloce, rumorosa, piena di richieste che si accavallano.

Educare senza urlare, la grande truffa della calma è un romanzo satirico, feroce, surreale. Una storia che scardina il culto della perfezione performativa e mette il lettore dentro il meccanismo più comune e più taciuto della genitorialità moderna:
stress → esplosione → obbedienza momentanea → colpa → nuova esplosione.

Qui l’urlo non è un mostro astratto. È una valvola. Un sintomo. Un linguaggio di emergenza quando il corpo finisce le risorse e la società pretende comunque grazia, metodo, coerenza e sorriso.

Tra supermercati trasformati in cattedrali del consumo, mamme-oracolo che dispensano ricette cosmiche, chat di classe diventate tribunali, consigli “positivi” serviti in formato slogan, Carla e Tiziano scoprono una verità scomoda:
la calma venduta come virtù spesso è una forma di controllo. E la vergogna è il carburante perfetto.


Dentro questo libro trovi:

  • una satira spietata della genitorialità perfetta e dell’industria del senso di colpa;
  • scene surreali e grottesche in cui il quotidiano diventa un incubo comico;
  • il lato oscuro dei “metodi”: regole infinite, conseguenze teatrali, minacce travestite da educazione;
  • una verità semplice e concreta: meno prediche, più confini usabili; meno performance, più riparazione;
  • una coppia reale: stanca, tenera, scomposta, viva.

Per chi è questo libro:

Per genitori che amano i propri figli e, nello stesso giorno, sentono il sistema prenderli a schiaffi.
Per chi ha provato i consigli “giusti” e ha scoperto che la vita non segue le tabelle.
Per chi vuole ridere forte e poi riconoscersi, con un brivido.

Questo non è un manuale. È uno specchio.

E dentro lo specchio c’è una domanda che conta più di tutte: che cosa stai davvero chiedendo quando alzi la voce?

 

Educare senza urlare, la grande truffa della calma, sopravvivere ai figli (e agli altri adulti). (Diseducati) Formato Kindle

di Nanto (Autore)  Formato: Formato Kindle

 

martedì 1 settembre 2020

PARLARE SOTTOVOCE OSTACOLA LA DIFFUSIONE DEL VIRUS


Scuola, il Cts:

 «Urlare in classe aumenta il rischio contagio,

Urlare in classe moltiplica il rischio di contagio da coronavirus
Quella che era una buona norma di educazione per studenti e docenti sarà quasi un obbligo dal 14 settembre, quando milioni di ragazzi e ragazze torneranno tra i banchi, visto che chi alza la voce aumenta esponenzialmente il rischio di contagiare chi gli sta intorno. 
A dirlo è Kyriakoula Petropulacos, componente del comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid, il Cts, e direttrice della sanità in Emilia-Romagna.
«Urlare aumenta lo spargimento di goccioline che, se infette, hanno la capacità di contagiare» spiega l'esperta in un'intervista al Corriere della Sera. 
Meglio evitare anche le lezioni di canto durante le ore di musica: «Meglio  soprassedere – afferma – a meno di non essere dovutamente distanziati. È difficile pensare che tutti in una classe si ricordino che è saggio non alzare la voce o restare in silenzio ma se lo facesse la maggioranza sarebbe sufficiente”. 
Nel mezzo delle tante criticità che il mondo della scuola sta affrontando a pochi giorni dalla riapertura, quello di dover gestire anche le urla di studenti indisciplinati o di insegnanti poco carismatici, è l'ennesima difficoltà da gestire: «Sarà molto importante la sensibilizzazione degli studenti - continua Petropulacos -. Ci vorrà  attenzione nell’evitare comportamenti finora considerati innocui, tipici degli alunni specie durante la ricreazione, e che oggi  potrebbero essere un rischio».