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venerdì 25 novembre 2011

VALUTARE PER MIGLIORARE LA SCUOLA


Indagine AIMC: valutare sì, non per premiare i singoli,
ma per migliorare la qualità della scuola

             L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) ha presentato il report di medio termine dell’indagine “Valutazione dell’insegnamento e qualità della scuola”, che è ancora in corso su tutto il territorio nazionale con il coinvolgimento di docenti e dirigenti di ogni ordine di scuola.

            Dai primi risultati, presentati nell’ambito del Convegno nazionale “La valutazione possibile”, è emerso quale elemento significativo che la valutazione dell’insegnamento venga finalizzata allo sviluppo della professionalità per migliorare la qualità dell’offerta formativa e innalzare gli apprendimenti degli alunni. Gli insegnanti interpellati hanno sottolineato l’importanza di una valutazione attenta alla competenza didattica e ai processi di insegnamento-apprendimento, nella convinzione che la professionalità docente possa incidere sulla qualità della scuola attraverso la diffusione di buone pratiche.

            La via da percorrere, per assicurare attendibilità e significatività alla valutazione, passa attraverso la ricerca dell’equilibrio tra valutazione interna ed esterna. La questione più complessa riguarda l’individuazione dei “valutatori”: quale profilo, quali competenze?

L’indagine AIMC, che ad oggi ha coinvolto oltre duemila tra docenti e dirigenti di tutta Italia, ha messo in evidenza la necessità che i soggetti preposti alla valutazione dell’insegnamento conoscano molto bene la professione docente e le modalità della sua realizzazione.

            La raccolta e la tabulazione dei questionari si concluderanno a fine dicembre con la presentazione (prevista per gennaio prossimo) del report finale, che illustrerà le caratteristiche del campione d’indagine e gli esiti analitici riguardanti scopi, effetti, modi e soggetti della valutazione dell’insegnamento.

La presidenza nazionale AIMC

Roma, 25 novembre 2011


venerdì 14 ottobre 2011

LA SCUOLA IGNORANTE

MANCA LA VISIONE CONDIVISA DEL FUTURO
L'istruzione non è più una priorità nazionale. Il rischio è la rassegnazione. I docenti hanno le loro responsabilità, ma è il sistema che fa acqua.

Un grido d’allarme, dettato «da un grande amore per la scuola», ma venato da «una difficoltà crescente a guardare con speranza al futuro».  Non nasconde il proprio pessimismo Graziella Priulla, ordinario dei Sociologia dei processi culturali nella facoltà di Scienze politiche all’Università di Catania, per la situazione in cui versa la scuola italiana. Ma anche per il suo avvenire. Lo fa mettendo nero su bianco un’analisi oggettiva, quanto spietata, della situazione attuale.
            E non a caso questa sua fatica (che sarà in libreria da lunedì 17 ottobre e sarà presentato ufficialmente a Bologna il 21 ottobre) si intitola L’Italia dell’ignoranza (Franco Angeli editore, 207 pagine, 23 euro) con un sottotitolo anch’esso molto esplicito «Crisi della scuola e declino del Paese».  «Una frase, quest’ultima – precisa l’autrice –, che vuole sottolineare come esista un nesso tra i due aspetti. Non proprio causa ed effetto, ma .....


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giovedì 5 maggio 2011

LE PROVE INVALSI ..... LUCI ED OMBRE

Nei prossimi giorni si svolgeranno le Prove INVALSI. Servono o non servono? Di certo la scuola non deve avere paura di valutarsi e di farsi valutare; la valutazione serve a far migliorare la qualità del servizio reso da ogni istituzione scolastica. Ci sono modi e modi! Vien detto da alcuni. Il dibattito è aperto. Al di là dei dubbi e delle perplessità ogni scuola farà del suo meglio per svolgere le prove e per riflettere sui risultati ottenuti.
Sottoponiamo alla Vostra attenzione la
Lettera del Presidente INVALSI ai Dirigenti Scolastici
e alcune riflessioni:

Prove Invalsi: pro e contro

Il problema dei test Invalsi? I nostri ragazzi non sanno più pensare

La grammatica dei test Invalsi? Ecco come fa lavorare il cervello

C’è una "riforma" delle competenze che dà senso ai test

I test Invalsi creano il panico, ma c’è qualcosa di più grave...

venerdì 14 gennaio 2011

SCUOLA: DOVE C'E' LA LIBERTA' I RISULTATI SONO MIGLIORI

Se la scuola è libera i risultati sono migliori per tutti. Per scoprirlo è talvolta necessario aprire le finestre e osservare ciò che avviene oltre il giardino di casa. È questo il senso dell’ultimo lavoro di Giacomo Zagardo, ricercatore del­­l’Isfol (l’Istituto per lo sviluppo del­la formazione professionale dei la­voratori), che ha da poco dato alle stampe “La punta di diamante”. Il libro, spiega l’autore, è una rifles­sione qualitativa sulla configura­zione dei sistemi migliori in Euro­pa (Finlandia, Francia e Regno U­nito), quelli in grado di raggiunge­re i risultati più lusinghieri in ter­mini di apprendimento e di cre­scita personale. Risultati, ribaditi anche dalla recente classifica Ocse-Pisa in in cui questi tre stati occu­pano le posizioni di vertice, prece­dendo l’Italia. La ricerca ha anche lo «scopo di evidenziare i nodi, i criteri e gli elementi che possono essere utili a una riflessione sulla situazione educativa in Italia». ....


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