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mercoledì 22 marzo 2023

FAI UN SALTO E GRIDA


 Storie attuali di vita vissuta. 

Un racconto incalzante 

che lascia senza fiato

 

Vincitore al Concorso Letterario 2022 “

… ci racconti una storia?”


“Nostro padre, ce lo portarono via quelli per mandarlo a combattere insieme a loro. E per paura che lui volesse tornare a casa, portarono via anche la casa. Cioè, non la portarono proprio via ma la bruciarono dopo essersi presi tutto quanto poteva loro servire di ciò che avevamo. In questo modo papà non sarebbe proprio più potuto tornare a casa né desiderare o tentare di farlo.”

Dal campo profughi rifugio dei superstiti scompare dopo qualche tempo anche Nuri. Per evitare la stessa sorte Lucien si allontana allora dal campo e raggiunge, dopo lunghi giorni e notti e molteplici accadimenti, l’Italia dove intraprende la professione di calzolaio che lui pensa essere scritta nel suo destino. In un corso di lingua italiana fa amicizia con Ion che ha abbandonato, da disertore, una missione internazionale di pace. Racconti e confidenze di quest’ultimo, che cerca a sua volta la propria pace interiore, conducono a scoprire qualcosa di importante…”

I bambini-soldato e le Forze di Pace, ma nessuno vince.  Chi resta nel suo mondo, chi va verso un altro e chi da un altro fugge: la pace abita dentro di noi e solo così si costruisce.

Il libro, opera prima della collana “Storie proprio così – il tarassaco” diretta da Carla Barbara Coppi, è disponibile presso la Libreria on line della Cooperativa Ecogeses

Informazioni per la seconda edizione del Concorso Letterario “… ci racconti una storia?” 2023

 Cecilia Daverio, Fai un salto e grida, Illustrazioni di Daniele Baldoni – Mastrobaldo, Edizioni Ecogeses, Roma 2023, p. 93, €. 11,00.

 

CI RACCONTI UNA STORIA ?

 


L’Ente Cooperativo Gestione Servizi Educativi e Scolastici s.c.r.l. (E.Co.Ge.S.E.S.) in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (A.I.M.C.) e il Gruppo di Ser-vizio per la Letteratura Giovanile (G.S.L.G.) indice un Concorso letterario rivolto ai docenti per selezionare elaborati destinati agli alunni allo scopo di valorizzare il genere narrativo come modalità di formazione e di relazione nei processi di crescita umana e culturale delle giovani generazioni in ambito scolastico. Racconti e storie invitano bambine e bambini, ra-gazzi e ragazze ad aprire il loro animo al mondo immaginario della parola che esorta all’ascolto e a esprimere la libertà di conoscere il mondo e i modi migliori per esprimere pensieri e valori dentro di sé. Non storie per insegnare, ma da leggere, raccontare, ascol-tare insieme.

Il Concorso vuole valorizzare il talento di tanti docenti e dirigenti scolastici che na-sce all’interno della scuola italiana nelle dinamiche di insegnamento-apprendimento, dan-do vita a nuove e creative “perle” di letteratura per l’infanzia.

Regolamento

1. La partecipazione al Concorso è riservata a:

 insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e II grado, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici. Sono ammessi docenti di ruolo in servizio a tempo indeter-minato, determinato e in supplenza, come anche docenti e dirigenti in quiescenza;

 educatori degli asili nido;

 educatori impegnati in attività di sostegno e di assistenza educativa ad alunni presso gli istituti scolastici.

2. Il Concorso si articola in più Sezioni:

- comune, suddivisa in quattro sottosezioni per racconti illustrati o no, rivolti ad alunni da 1 a 4 anni, da 5 a 8 anni, da 9 a 12 anni, da 13 a 16 anni;

- speciale per racconti illustrati unicamente con disegni, vignette e/o fumetti inediti.

Per tutte le opere sarà cura dell’autore, all’atto dell’iscrizione, segnalare l’illustratore o il gruppo di illustratori del proprio lavoro, di età non inferiore a 16 anni. A tal fine, è possibile prevedere la collaborazione di studenti di licei artistici e coreutici.

3. Ciascun autore può concorrere a 1, 2 o a tutte le sottosezioni e/o alla Sezione speciale. I racconti relativi alla sottosezione 9 a 12 anni devono avere un minimo di 35.000 battute. Quelli relativi alla sottosezione 13 a 16 anni devono avere un minimo di 50.000 battute.

4. Le opere possono essere redatte in forma di racconti, fiabe, favole (illustrati o no), vi-gnette o fumetti inediti a tema libero in lingua italiana, mai pubblicate in cartaceo o online, che non abbiano partecipato ad altri concorsi e non risultino già premiate in altre manife-stazioni. Sono ammessi anche racconti corredati da file audio per bambini non vedenti.

5. Caratteristiche: le opere, corredate dal titolo, non devono essere firmate e vanno re-datte in formato word A4, font Team New Roman, carattere 12, interlinea singola. Le illu-

strazioni vanno collocate nel testo là dove previste. Tutte le opere devono essere spedite all’indirizzo mail ecogeses@pec.it (la mail riceve da ogni account).

6. Quote di adesione: per una o più opere € 10,00. Per i soci Ecogeses e AIMC la quota di partecipazione è gratuita.

7. Modalità di presentazione: ciascuna opera va inviata in copia unica; le opere dovranno pervenire in file pdf anonimo entro e non oltre il 10 agosto 2023. In allegato, occorre inviare:

- il modulo di partecipazione compilato (riportato in calce al presente bando);

- ricevuta del versamento effettuato sul ccb intestato a Cooperativa Ecogeses IBAN: IT65Y0306903206100000011275 causale: “Concorso letterario ‘… ci racconti una storia?” c/o Banca INTESASANPAOLO, Ag. 00445 Roma 6.

8. Le opere non saranno restituite. La compilazione del modulo di partecipazione vale co-me liberatoria e rinuncia ai diritti d’autore per l’eventuale pubblicazione. È escluso qualsia-si intento di lucro.

9. I lavori pervenuti entro i termini stabiliti e conformi al Regolamento saranno esaminati nella loro forma anonima da una Commissione giudicatrice nazionale composta da:

- docente universitario;

- autore di libri per bambini;

- dirigente tecnico del Ministero Istruzione e Merito;

- dirigente scolastico;

- docente.

Le opere saranno valutate secondo elementi qualitativi quali:

a) originalità, definizione e sviluppo del filo narrativo;

b) correttezza sintattica e grammaticale;

c) rilevanza e significatività di contenuti e illustrazioni.

10. La Commissione giudicatrice, con parere insindacabile, selezionerà due vincitori (uno per la Sezione comune e l’altro per la Sezione speciale). Al secondo e terzo classificato sarà rilasciato un attestato di merito. La Commissione giudicatrice avrà la facoltà di asse-gnare anche riconoscimenti speciali.

11. Dopo la proclamazione ufficiale dei vincitori, la segreteria del Concorso contatterà esclusivamente i concorrenti premiati. Gli autori dei lavori non selezionati dalla Commis-sione potranno prendere visione dell’esito del Concorso consultando il blog della Coopera-tiva Ecogeses collegandosi al link: https://ecogesescooperativa.myblog.it/

12. L’opera prima classificata per entrambe le Sezioni sarà pubblicata a carico dell’Ente promotore. La pubblicazione prevede: correzione di bozze, editing, impaginazione, promo-zione e distribuzione online sui canali delle librerie nazionali. Ai vincitori saranno conse-gnate n. 10 copie omaggio. Se a vincere risulti un’opera illustrata, le copie omaggio saran-no suddivise tra autore e illustratore.

13. La cerimonia di premiazione sarà definita nel programma, nella data e nel luogo, in presenza o in diretta streaming sul canale Cisco webex della Cooperativa.

14. La divulgazione avverrà attraverso i canali di diffusione (organi di stampa e web) della Cooperativa Ecogeses, dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC), del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (GSLG), dell’Italia Book Festival di Modena, del Book City Milano.

15. La partecipazione al Concorso letterario comporta l’accettazione incondizionata di tutte le norme inserite nel presente Regolamento. Il mancato adempimento di una delle norme implica l’esclusione dal Concorso.

Roma, 13 marzo 2023

Scarica Regolamento del concorso e il Modulo di adesione



venerdì 9 settembre 2022

I MIEI STUPIDI INTENTI

 La storia di un animale, di una faina che scopre il mondo, le sue verità e le sue menzogne. Come fosse un personaggio strappato a Camus, e al tempo stesso a un film della Pixar. Un esordio sorprendente.

 «Esistono vari modi di strillare un libro magnifico. Ma solo un modo è giusto per I miei stupidi intenti: leggetelo, leggete questo romanzo in stato di grazia».

 - di Marco Missiroli

 Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola.

Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.

I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.

 Bernardo Zannoni, I miei stupidi intenti, ed. Sellerio 

Premio Campiello 2022, Premio Bagutta Opera Prima 2022, Premio Salerno Letteratura 2022

sabato 7 maggio 2022

TENERE GLI OCCHI APERTI


 SCUOLA
 Tra orsi, armadi e pregiudizi: così si impara a tenere gli occhi bene aperti

 In una scuola di Bucarest, nell’ora di narrativa, leggendo Buzzati e Lewis, i ragazzi hanno imparato a tenere gli occhi bene aperti

 -         Di Giulia Sponsa

-     Si avvicina, con giugno, la fine dell’anno scolastico e anche qui, alla scuola “Aldo Moro” di Bucarest, è d’obbligo tirare le somme del cammino percorso in questi mesi. Per me, che dopo parecchio tempo ho ripreso ad insegnare, si è trattato di un’esperienza davvero significativa tanto che i risultati sono tangibili.

Tra le numerose proposte rivolte ai ragazzi, l’ora settimanale di narrativa è stata forse la più stimolante.

Premetto che, durante tutta la mia carriera di insegnante, ho privilegiato sempre questo spazio, attribuendogli un valore altamente pedagogico. Fin dai primi anni di lavoro, avevo concepito la struttura di quest’ora in forma molto semplice: io leggevo e i ragazzi ascoltavano. Due le regole da rispettare: nessuno studente poteva disporre del libro che solo io avevo il compito di “gestire”; nessuno studente poteva interrompere la “magia” della lettura, salvo che per chiedere il significato di un vocabolo fino a quel momento a lui sconosciuto. Mai ho pensato di esigere dagli alunni la compilazione di schede con attività predefinite o, peggio, che producessero un qualche riassunto sul contenuto del libro in corso di lettura. Quell’ora doveva rappresentare un puro “piacere”. Ciascuno era chiamato poi a verificare se davvero era stata mantenuta la promessa: che cioè leggere poteva considerarsi un’avventura seria e che cominciare un libro era come varcare il confine di un territorio incontaminato nel quale inoltrarsi con curiosità e desiderio. Vietato mancare all’appuntamento!

È pur vero che, nel corso degli anni, il disamore per la lettura è cresciuto esponenzialmente, complice il dilagare della tecnologia; così i libri hanno perso, insieme alla carta, il loro fascino antico. Quand’ero piccola io, leggere veniva considerato un rito: il libro si toccava, si annusava, si sfogliava, ci si stupiva delle figure e dei disegni disseminati tra le pagine e destinati tutti a sollecitare l’immaginazione e la fantasia del lettore.

 

Potrà sembrare incredibile ma quest’anno, nella mia classe, è successo qualcosa di simile: intendo dire che la lettura ha rappresentato un’esperienza “gratuita”. La scelta è caduta su due testi perfettamente calzanti ad una prima media. Nei mesi autunnali, ci ha accompagnato Dino Buzzati con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, nota fiaba che racconta della guerra tra il Granduca di Sicilia e re Leonzio, sovrano degli orsi. Con l’opzione successiva de Il leone, la strega e l’armadio, l’autore inglese C.S. Lewis ha saputo trasportarci nel mondo incantato della fantasy.

Se è vero come è vero che l’educazione è un rischio, anche in questo caso ho avuto modo di riscoprirlo: perché, mi sono chiesta, hai deciso di leggere proprio questi libri? Che ipotesi intendi verificare durante la lettura in classe? Dove vuoi portare i tuoi studenti senza necessariamente forzarli a guardare quello che tu hai già visto, ma lasciandoti piuttosto sorprendere da quello che loro saranno in grado di vedere?

Con queste domande e un po’ di trepidazione, siamo partiti…

E così, partecipando alle avventure degli orsi, abbiamo scoperto insieme quanto dannoso sia trincerarsi dietro il pregiudizio. Ogni pagina del libro puntualmente lo documentava: se nei primi capitoli, in forza del pregiudizio che gli umani nutrivano verso gli orsi, erano questi ultimi le vittime designate, col procedere degli eventi i ruoli si andavano via via capovolgendo ed era il popolo degli orsi che, conquistato il potere, assumeva nei confronti della realtà un approccio pregiudiziale. Riscontrare poi in classe, nei rapporti tra compagni, posizioni analoghe e poterle insieme riconoscere e giudicare è stata l’occasione per un ulteriore arricchimento.

Anche il libro di Lewis non ha tradito le aspettative: sfidare la mentalità dominante sull’uso della ragione è un rischio che prima o poi si deve correre. I due dialoghi che – in apertura e in chiusura del libro – intrattiene il professore con i quattro giovani protagonisti della storia, sono stati una pista preziosa per accorgersi di come anche il mondo della fantasia possa, a pieno titolo, riguardarci: il regno di Narnia che esiste oltre l’armadio rappresenta l’orizzonte sconfinato del proprio cuore: dopo averlo per la prima volta scoperto, capiterà, un domani, di ritornarci: “Non cercate di andarci di proposito – raccomanda il professore –. Vi capiterà di tornarci quando meno ve lo aspettate. Non parlatene troppo neanche tra voi quattro; agli altri non dite nulla a meno che non vi succeda di incontrare quelli che hanno avuto avventure simili alle vostre. Come farete a riconoscerli? Lo capirete subito e il segreto verrà fuori da solo. Tenete gli occhi bene aperti!”.

Tenere dunque bene aperti gli occhi: un’indicazione di metodo che conosciamo. Chissà se, conservando tale attenzione, diventeremo capaci un giorno di metterci noi al “seguito” degli studenti, fino ad “annotare”, di loro, quello che, imprevedibilmente, ci fa sobbalzare.

 Il Sussidiario