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mercoledì 2 ottobre 2019

FUMO, DROGA, ALCOOL E GIOCO D'AZZARDO. A RISCHIO GLI ADOLESCENTI

Troppi adolescenti esposti al rischio alcool e gioco d’azzardo

L’Istituto Superiore di Sanità fotografa i comportamenti dei giovani italiani tra gli 11 e i 15 anni e lancia l’allarme sulle loro abitudini

di Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Gioco d’azzardo, consumo di alcolici fino allo sfinimento, ma anche uso problematico dei social, cattive abitudini alimentari e sedentarietà. E’ un quadro pesante e preoccupante quello che traccia l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sui ragazzi italiani tra gli 11 ed i 15 anni La ricerca rileva l’aumento dei fenomeni estremi legati al consumo di alcolici tra i giovani: nel 2018 il 43% dei 15enni ha fatto ricorso al ‘binge drinking’, le cosiddette ‘abbuffate alcoliche” che prevedono ubriacatura immediata nonché perdita di controllo. Più di 4 studenti su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d’azzardo, alcuni arrivati anche a rubare denaro per poter giocare. Non meno gravi sono gli allarmi legati all’isolamento creato dai sociali, all’alimentazione, con un aumento di obesità e di consumo di bibite zuccherate/gassate, soprattutto tra gli undicenni. A questo si associa poi l’assenza di movimento, meno del 10% dei giovani svolge almeno un’ora quotidiana di movimenti, così come invece raccomandato dall’Oms.
Gli adolescenti: obiettivo di una produzione industriale senza scrupoli
“L’età incerta, della preadolescenza e dell’adolescenza – spiega a Vatican News Maurizio Fiasco, della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II – è bersagliata da offerte che vengono da una produzione industriale che punta a fidelizzare anche con comportamenti a rischio per la salute”. Il merito di questa indagine dell’ISS – a giudizio di Fiasco – è quello di sollecitare “un inquadramento aggiornato dei danni arrecati a bambini e preadolescenti da dipendenze che derivano appunto da un progetto industriale”. “Gli adulti – avverte quindi l’esperto – devono rapidamente scegliere e varare un sistema di tutele adeguato ai tempi”.
I pediatri raccolgono l’appello del Papa alla tutela dei ragazzi
In passato, anche molto recente, come il marzo scorso, Papa Francesco ricevendo i medici pediatri, aveva parlato dell’età dalla nascita alla adolescenza come di quella più evolutiva della vita umana. “Gli stessi pediatri – sottolinea ancora Fiasco - hanno raccolto l’appello del Papa facendo pressione sui decisori pubblici affinché si fronteggi questa esposizione di bambini e ragazzi a rischi molteplici: l’aggressività del marketing delle bevande alcooliche, l’aggressività del marketing degli alimenti ipercalorici, l’aggressività del marketing del fumo, del marketing dell’azzardo e altre cose sotto traccia, come i videogiochi, che oggi tendono a convergere con il gioco d’azzardo”.



martedì 18 aprile 2017

STUDENTI, MATEMATICA e GIOCO d'AZZARDO

Chi vince in matematica non cede alle macchinette 

La conferma da uno studio scientifico: 
gli studenti più bravi conoscono bene i rischi

La conferma 'statistica' e ufficiale dell’ipotesi secondo cui gli studenti con voti migliori in matematica mostrano minor interesse al gioco d’azzardo e, conseguentemente, ne saranno toccati con scarsa probabilità, ad alcuni potrà suonare ovvia. Ma tale finora non era. La validità scientifica della teoria è arrivata dai risultati dell’indagine condotta nel 2016 con la collaborazione tra l’Ateneo di Bologna e di Nomisma nell’ambito della campagna dell’Osservatorio 'Young Millennials Monitor - Giovani e Gioco d’Azzardo': un’inchiesta a largo spettro su un campione di oltre 11 mila giovani tra i 14 e i 19 anni ed efficace nel cogliere meccanismi inediti a monte del gioco d’azzardo.
Scorrendo i dati, emergono diversi aspetti: alcuni preoccupanti, altri incoraggianti. Si scopre, ad esempio, che tra gli studenti i 'frequent players', coloro che cioè giocano più volte in una settimana, sono ben il 17%. Non tutti i giovani, inoltre, sono ugualmente esposti all’azzardo: con il 59% i maschi si mostrano decisamente più propensi rispetto alle coetanee (38%), così come altro fattore di incidenza non ininfluente risulta l’area geografica di provenienza: a una distribuzione del 54% di giovani giocatori del Centro-Sud corrisponde una media del 42% al Nord.
Oltre a genere e provenienza, emergono con chiarezza altri elementi discriminanti: se, come atteso (essendo per legge vietato tra i minorenni), l’azzardo risulta più diffuso tra i maggiorenni (53%), è preoccupante il 47% di under 18 dediti al gioco. E a seguire, si nota che anche il corso di studi è condizionante, prevalgono i giocatori tra gli studenti di istituti tecnici e professionali che tra i liceali (52 e 42%). E, a quanto pare, parecchio conta l’esempio in famiglia, se a giocare sono più disposti i figli di genitori con l’abitudine al gioco (64 a 9!). Infine, dall’inchiesta emerge la diretta correlazione tra disposizione al gioco e rendimento scolastico negli studi matematici: tra chi ha mediamente votazioni insufficienti la quota di giocatori è del 51%, mentre si attesta al 46% tra gli studenti con la 'media' dell’8 o più.
Anche il possesso di specifiche competenze probabilistiche aiuta a tenere lontano dall’azzardo: la quota di giocatori del 55% tra chi non è in grado di risolvere semplici quesiti probabilistici si riduce al 46 tra chi è più abile.
Veniamo, dunque, a sapere che matematica e probabilità -o, forse, più in generale, cultura e senso critico- ci rendono meno vulnerabili al gioco d’azzardo. Ma ci proteggono solo da questo o ci aiutano a destreggiarci in diverse situazioni della vita?
A questo punto, è utile ricordare lo psicologo tedesco Gerd Gigerenzer che ammonisce a non confondere il mondo del certo, del rischio e dell’incerto: e, a scanso di equivoci, cosa sia il primo, è efficacemente espresso da Franklin, secondo cui 'nulla può dirsi certo, a parte la morte e le tasse'. Il gioco d’azzardo è l’unico esempio di rischio, di un mondo, cioè, in cui le alternative, le conseguenze e le probabilità sono ben note, perché, scommettendo 1 euro sul rosso al tavolo della roulette, conosciamo già le due possibilità: rosso o nero. Così come note sono le conseguenze: con il rosso, ci ritroveremo 2 euro, con il nero nulla. Addirittura possiamo calcolare la probabilità di ciascuna alternativa: 18 su 37 quella di un numero rosso, 19 su 37 che avvenga diversamente. Nel campo del rischio, dove le scelte sono convenienti o meno, un semplice calcolo matematico può aiutare a comprendere se ci si trova di fronte alla strada giusta. Per questo la matematica può dare una grossa mano - ne abbiamo avuto una conferma sperimentale con i risultati dell’indagine di Nomisma - perché può spiegarci, ad esempio, che nella roulette come in tutti gli altri giochi d’azzardo, le probabilità e i relativi incassi sono studiati in modo da far perdere qualsiasi giocatore, che sia più o meno fortunato, dopo un gran numero di giocate.
Peccato, però, che il gioco d’azzardo non serva nemmeno come palestra per allenarsi all’esercizio della vita, durante la quale non capiterà mai di muoverci nella sfera del rischio -se non giocando d’azzardo, appunto- ma in quella, ben più vasta e sfumata, dell’incerto.

«Utili anche educazione alle finanze e creatività»
«Non sono solo azzardo e matematica ad essere estremamente connessi, come confermato dall’inchiesta di Nomisma, ma anche educazione finanziaria e pensiero creativo» spiega Diego Rizzuto, matematico torinese del team Taxi 1729, società fondata nel 2009 con il fisico Paolo Canova e con Sara Zaccone, che in collaborazione con Regioni, Comuni ed Università, la Rai e La7, il Festival della Scienza di Genova, la Fondazione Crt e numerose altre istituzioni locali e associazioni si occupa di comunicazione scientifica e tratta la problematica del gioco d’azzardo anche usando la ricerca concessa loro dall’istituto bolognese.
«Il nostro obiettivo – prosegue Canova – è svelare regole, segreti di Pulcinella e falsi miti dell’immenso fenomeno del gioco d’azzardo in Italia e siamo convinti che la matematica sia uno strumento di prevenzione agli eccessi del gioco».
 Ben prima, dunque, delle recenti ricerche, la pratica adottata dal trio di scienziati si rifaceva all’'antidoto logico' della matematica come esercizio al pensiero critico e, soprattutto, occasione per formare un’opinione consapevole nei cittadini, specialmente nei ragazzi, in un ambito in cui molto si basa sulla scarsa conoscenza delle leggi che governano la sorte. 
A questo scopo è stato inevitabile allargare lo sguardo all’economia comportamentale. «Si tratta di una scienza ancora poco nota con la quale ci posizioniamo con un piede nella matematica e con l’altro nella psicologia – chiarisce Sara Zaccone – e per la quale stiamo collaborando con il Centro di Logica, Linguaggio e Cognizione dell’Università di Torino».
Un tassello in più nella conoscenza della dipendenza dal gioco.


giovedì 11 dicembre 2014

PERICOLO! ALCOL, FUMO E AZZARDO IN CRESCITA NEI RAGAZZI E NEI GIOVANI


Boom di alcol, fumo e azzardo tra i giovani


Fumano, bevono alcolici, "giocano" (d'azzardo), guardano pornografia. Il quadro dei giovanissimi italiani è allarmante: troppe cattive abitudini e adulti complici e permissivi. È l'emergenza educativa fotografata dall'indagine promossa dal Moige con l'Università Sapienza "I divieti trasgrediti dai nostri figli" presentata questo al Senato. La ricerca, curata da Anna Maria Giannini, docente della facoltà di Psicologia dell'Università "Sapienza" di Roma, analizza i principali comportamenti "a rischio" tra i minori. Il consumo di bevande alcoliche, si legge nel rapporto, è un fenomeno largamente diffuso tra i giovani: 2 su 3 dichiarano di aver bevuto almeno una volta. La percentuale arriva all'86,5% tra gli studenti di scuola superiore e, tra questi, 1 su 2 afferma di bere "abitualmente" o perlomeno "in diverse occasioni". .....


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