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venerdì 19 marzo 2021

FAMIGLIA, FRATERNITA' E BELLEZZA


 Francesco: difendiamo la famiglia da ciò che ne compromette la bellezza

 All’inizio dell’Anno della Famiglia, il Papa invia un messaggio all’incontro promosso dal competente Dicastero vaticano per ribadire che ogni pastorale familiare deve entrare nella “carne” della vita reale, soprattutto nel tempo della pandemia che mette a dura prova i legami

-          -         di Alessandro De Carolis

-          Ribadire la dottrina sulla famiglia “dall’alto e dall’esterno” senza tenere conto “delle sue fragilità e delle sue ferite” rischia di rendere la prima una “teoria” e di non toccare il cuore della seconda. Francesco ritorna sulla linea magisteriale tracciata con l’Amoris laetitia con un messaggio inviato ai partecipanti all’incontro online dal titolo “Il nostro amore quotidiano”, organizzato dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, assieme alla Diocesi di Roma e al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per celebrare il quinto anniversario della pubblicazione dell’Esortazione postsinodale.

Con franchezza e tenerezza

Amoris laetitia, riafferma il Papa, “ha tracciato l’inizio di un cammino cercando di incoraggiare un nuovo approccio pastorale nei confronti della realtà familiare”. Un documento che ha cercato “uno sguardo nuovo” “in un tempo e in una cultura profondamente mutati”, in cui custodire “la bellezza della famiglia” non può essere disgiunto dal prendersene cura. E “il cuore di ogni pastorale familiare”, indica subito, brilla proprio in questi due aspetti: la “franchezza dell’annuncio evangelico” e la “tenerezza dell’accompagnamento”.

La dottrina e la “carne” della vita

Il Papa si sposta sulle due sponde del ragionamento. Da un lato c’è l’importanza della “Parola sempre nuova del Vangelo da cui ogni dottrina, anche quella sulla famiglia, può prendere forma”. Una “Parola esigente, che vuole liberare le relazioni umane dalle schiavitù che spesso ne deturpano il volto e le rendono instabili”. Francesco ne fa un rapido elenco: la “dittatura delle emozioni, l’esaltazione del provvisorio che scoraggia gli impegni per tutta la vita, il predominio dell’individualismo, la paura del futuro”. Sull’altro versante, c’è la Chiesa che, “come lo è stato il suo Maestro” è chiamata a incarnarsi, a immergersi “nella vita reale, conoscendo da vicino le fatiche quotidiane degli sposi e dei genitori”. Questo perché, avverte il Papa, un Vangelo “che si proponesse come dottrina calata dall’alto e non entrasse nella ‘carne di questa quotidianità rischierebbe di restare una bella teoria e, talvolta, di essere vissuto come un obbligo morale”.

Grammatica di una bellezza

Al contrario, Francesco invita “ad accompagnare, ad ascoltare, a benedire il cammino delle famiglie” , come “per dire ai coniugi: la Chiesa è con voi, il Signore vi è vicino, vogliamo aiutarvi a custodire il dono che avete ricevuto”. È in questo modo, dice il Papa, che la Chiesa “ribadisce agli sposi cristiani il valore del matrimonio come progetto di Dio, come frutto della sua Grazia e come chiamata da vivere con totalità, fedeltà e gratuità”. E questa, assicura, “è la via perché le relazioni, pur attraverso un cammino segnato da fallimenti, cadute e cambiamenti, si aprano alla pienezza della gioia e della realizzazione umana e diventino lievito di fraternità e di amore nella società”. Una esperienza con una sua “grammatica”, un “linguaggio fatto non solo di parole, ma anche di modi di essere, di come parliamo, degli sguardi, dei gesti, dei tempi e degli spazi” tipici della dinamica familiare.

Famiglia, garanzia di fraternità

E proprio per restare aderente alla realtà, Francesco tiene gli occhi sullo scenario contingente, in cui la pandemia pur avendo causato “tanti disagi di ordine psicologico, oltre che economico e sanitario” e aver “duramente provati” i legami familiari, tuttavia individua in questi ultimi “il punto di riferimento più saldo, il sostegno più forte, il presidio insostituibile per la tenuta dell’intera comunità umana e sociale”. “Sosteniamo, dunque, la famiglia!” è l’appello finale del Papa. “Difendiamola – chiede – da ciò che ne compromette la bellezza. Accostiamoci a questo mistero d’amore con stupore, con discrezione e tenerezza. E impegniamoci a custodire i suoi preziosi e delicati legami: figli, genitori, nonni… C’è bisogno di questi legami per vivere e per vivere bene, per rendere l’umanità più fraterna”.

 MESSAGGIO PONTIFICIO


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Vatican News

 

 

 

AMORIS LAETITIA E SAN GIUSEPPE, UN INTRECCIO PARTICOLARE


Nella solennità di San Giuseppe e nell’Anno dedicato al Patrono della Chiesa universale, inizia l’Anno della Famiglia Amoris laetitia, a 5 anni dalla pubblicazione dell’Esortazione post-sinodale. Due importanti ricorrenze che si intersecano con sorprendente continuità

-Benedetta Capelli – Città del Vaticano

San Giuseppe e la famiglia. Un legame di tenerezza che scatta immediato nella mente come la più naturale delle associazioni. “Uomo giusto e saggio”, lo ha definito Papa Francesco all’udienza di mercoledì; un Padre amato accogliente e nell’ombra, un Padre dal coraggio creativo, si legge nella Patris Corde, la Lettera apostolica con la quale il Pontefice ha indetto lo scorso 8 dicembre 2020 l’Anno di San Giuseppe. Un anno che si sovrappone a quello della Famiglia che inizia domani, nella solennità dello sposo di Maria, e a 5 anni dalla pubblicazione di Amoris laetitiaFrancesco – altra importante associazione - firmò l’Esortazione apostolica proprio il 19 marzo del 2016 in pieno Giubileo della Misericordia e sotto la protezione di San Giuseppe. Nella conclusione di Amoris laetitia si riannodano i tanti fili di questa tela, intrecciata di amore per la Chiesa e per i suoi figli.

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Preghiera alla Santa Famiglia

Gesù, Maria e Giuseppe,in voi contempliamolo splendore del vero amore,a voi, fiduciosi, ci affidiamo.Santa Famiglia di Nazaret,
rendi anche le nostre famiglieluoghi di comunione e cenacoli di preghiera,autentiche scuole di Vangeloe piccole Chiese domestiche.Santa Famiglia di Nazaret,
mai più ci siano nelle famiglieepisodi di violenza, di chiusura e di divisione;che chiunque sia stato ferito o scandalizzatovenga prontamente confortato e guarito.Santa Famiglia di Nazaret,
fa’ che tutti ci rendiamo consapevolidel carattere sacro e inviolabile della famiglia,della sua bellezza nel progetto di Dio.

 L’ Anno della Famiglia Amoris Laetitia

E’ nella Festa della Santa Famiglia, 27 dicembre 2020, che Papa Francesco all’Angelus annuncia l’Anno dedicato alla Famiglia Amoris laetitia. L’inizio è il 19 marzo 2021, a 5 anni dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica, la conclusione è fissata per il 26 giugno 2022 in occasione del decimo Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma. “Un anno – spiega nell’annunciare l’Anno – di riflessione, un’opportunità per approfondire i contenuti del documento”. A coordinare le iniziative pastorali, spirituali e culturali il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita che, sul sito internet in 5 lingue, www.amorislaetitia.va, ha messo a disposizione sussidi e reso noto convegni e approfondimenti sul documento pontificio. E’ il Papa stesso a chiarire, nel testo al numero 5, l’importanza di Amoris laetitia:

Questa Esortazione acquista un significato speciale nel contesto di questo Anno Giubilare della Misericordia. In primo luogo, perché la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo, perché si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia.

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La famiglia di Nazaret, stella polare

Francesco guarda all’”icona della famiglia di Nazaret, con la sua quotidianità fatta di fatiche e persino di incubi”, come la violenza di Erode, che anche oggi si rinnova sulla pelle di tanti profughi, ma anche alla sua “alleanza di amore e fedeltà” che “illumina il principio, che dà forma ad ogni famiglia e la rende capace di affrontare meglio le vicissitudini della vita e della storia”. E in Amoris laetitia, il Papa cita Paolo VI e il suo discorso a Nazaret del 5 gennaio 1964. Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi che cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere come è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale.

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L’ Anno di San Giuseppe

E’ Giuseppe a prendersi cura di questo tesoro, “da capofamiglia”, è Lui – scrive Francesco nella Patris Corde - ad insegnarci che “avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, le nostre debolezze”. “E’ il vero miracolo con cui Dio salva il Bambino e sua madre”, fidandosi del suo “coraggio creativo”. A questa figura molto amata dai fedeli, a 150 anni dalla proclamazione a Patrono della Chiesa universale grazie al decreto Quemadmodum Deus di Papa Pio IX, Francesco ha deciso di dedicare un Anno a San Giuseppe. E’ stato anche concesso il “dono di speciali Indulgenze” fino all’8 dicembre 2021 alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa.

 Vatican News

venerdì 24 giugno 2016

LA FECONDITA' DELL'AMORE


           
                  
        L’AMORE
    CHE  DIVENTA FECONDO

don Giulio Cirignano

Se i capitoli quattro e ottavo della esortazione apostolica di papa Francesco sull’amore nella famiglia sono quelli che hanno attirato maggiormente l’attenzione anche gli altri  meritano di essere letti con calma e assimilati con gioia. In particolare segnaliamo il capitolo quinto. Si parla dei figli e di molte altre cose. L’intero discorso è soffuso di straordinaria tenerezza. E’ questo l’aspetto che colpisce immediatamente. Invitiamo alla lettura. Può essere di stimolo, allora, citare alcune espressioni. Le riportiamo senza commento, solo per il gusto di far percepire con quanto amore il Papa pensa alla esperienza familiare. Il discorso inizia dai figli.
 I figli oggi: in prima battuta sono fonte di viva preoccupazione proprio per il tipo di società che noi adulti abbiamo messo in piedi, confusionaria e caotica, come le nostre strade e piazze intasate dal traffico. Sembra  non vi sia tempo per pensare, parlare, ammirare. Solo la logica consumistica pare farla da padrone, con   continui consigli per gli acquisti! Quelli del Papa sono consigli per la vita........
              
Leggi: L'AMORE CHE DIVENTA FECONDO

giovedì 26 maggio 2016

Amoris laetitia

capitolo ottavo
                                                                                                                       di don Giulio Cirignano

        Tutto il capitolo ottavo della esortazione post-sinodale “Amoris laetitia”  è attraversata da una duplice linea. Da una parte il riconoscimento e l’affermazione della visione cristiana del matrimonio, dall’altra la lucida consapevolezza della condizione di fragilità in cui oggi versa l’istituto familiare. Da qui, il costante premuroso invito al discernimento rivolto in particolare ai Pastori per aiutare a vivere la logica della misericordia e della integrazione. La prima linea è arcinota e non merita di essere messa in evidenza.
    La seconda linea di pensiero, invece, molto meno nota e praticata può essere compiutamente indicata attraverso alcune affermazioni del documento. E’ sufficiente citarle per coglierne la portata rivoluzionaria. Sarà bene poi leggere per intero il capitolo, ma mettere subito in risalto alcune delle affermazioni  è più utile di qualsiasi commento. Iniziamo, dunque.
     “ La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero. Perché la carità vera è sempre immeritata, incondizionata e gratuita.” (296).
       “ Si tratta  di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia ‘immeritata, incondizionata e gratuita’ .......

Leggi: AMORIS LAETITIA - cap. 8

venerdì 13 maggio 2016

A PROPOSITO DI AMORE SPONSALE

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 Amore coniugale e misericordia



Don Giulio Cirignano *

              Ancora una parola sul recente documento di Papa Francesco.  Nel commentare l’Amoris laetitia, la teologa Lilia Sebastiani così sintetizza il pensiero sulla esortazione: l’esortazione conclude, assume e supera il cammino dei due sinodi.
            Tutti e tre i verbi sono significativi. Il cammino sinodale sulla famiglia è concluso, il Papa ne ha assunto le indicazioni emerse. Ma non si è limitato a questo. Ha superato quella riflessione nel senso che vi ha messo del suo in modo tale che se il Sinodo è concluso non è conclusa la riflessione e la ricerca. “La complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali, pastorali”. Continuare con libertà: già questa iniziale affermazione del documento ci consente di comprendere che “Amoris laetitia”  è, come la esortazione incentrata sul gaudio evangelico (E.G.),  molto di più di un documento.
            E’ un evento che, in quanto tale, si pone come discrimine tra passato e futuro. Lo si può anche ignorare, ma proprio perché è un evento, tale ignoranza  estromette dal cammino che la Chiesa sta facendo. Pertanto si può solo invitare, più che a leggerlo, ad abitarlo. Gli eventi non si sfogliano, si abitano per coglierne le sfumature  più sottili come gli appelli più urgenti......
    
leggi: AMORE CONIUGALE E MISERICORDIA

martedì 26 aprile 2016

AMORIS LAETITIA: L'AMORE SPONSALE

La gioia dell’amore sponsale


Don Giulio Cirignano *

     Abbiamo ora in mano la esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia. 
       Testo ampio da leggere  con calma come suggerisce il Papa stesso : “La presente Esortazione affronta con stili diversi molti e svariati temi.
      Questo spiega la sua inevitabile estensione. Perciò non consiglio una lettura generale affrettata”. Non è subito chiaro il senso dell’espressione “con stili diversi”. 
          Lo  sarà  man mano che si procederà nella lettura.

       Nondimeno può essere utile mettere al corrente il  lettore di una prima, speciale impressione che  potrà fare inoltrandosi nei primi quattro capitoli. E’ impressione di grande gioia dopo un momento di forte perplessità. Conviene spiegarsi.

       Il capitolo primo è subito accattivante. “Alla luce della parola” è  uno sguardo sulla famiglia a partire dalla Rivelazione. In altri termini viene offerta una prima serie di considerazioni avendo come punto di partenza  una rilettura del salmo 128. La mano e lo stile del papa sono evidenti. 

     Il lettore può restare sorpreso dal constatare che in questo capitolo sono del tutto assenti quei passi dei vangeli che siamo soliti citare quando parliamo del matrimonio. Sorpresa e stupore : forse il Papa ha un suo modo di pensare assolutamente originale. In ogni caso ......

Leggi: LA GIOIA DELL'AMORE SPONSALE