Educazione sentimentale per adulti, è urgente!
Sì, amare in modo adulto
non è un’impresa facile, presuppone maturità, sicurezza, e nello stesso tempo
rispetto dell’altra persona, e il bisogno di aprirsi all’esperienza più intima
che ci sia, quella che ci cambierà più profondamente di ogni altra, e più
radicalmente ci metterà in gioco. Forse per questo fa così paura, e forse
allora non è strano, come sostengono alcuni studiosi, che in epoca di identità
liquide siano liquide anche le relazioni, così liquide da vaporizzarsi
facilmente, o da cambiare forma altrettanto rapidamente a seconda delle
circostanze… Ma vituperare il presente per evocare i bei tempi andati, la cui
bellezza resta tutta da dimostrare, resta un esercizio vano, al cui posto
risulta più utile osservare, descrivere, cercare di comprendere e attivare
nuove risorse.
Formule tossiche del
legame: il gaslighting
È questa seconda via
quella che cercherò di percorrere, descrivendo la fenomenologia di alcune
evenienze tossiche che spesso si incontrano nelle relazioni affettive. Partiamo
per oggi dalla più pesante e distruttiva, il cosiddetto gaslighting, quella pratica
che consiste nel delegittimare e denigrare il pensiero, le scelte, le opinioni
e il comportamento di un-una partner, addirittura il suo stesso corpo, i suoi
gusti alimentari, le sue abitudini quotidiane. Si tratta di violenza
psicologica, quella che non lascia lividi, ma disattiva il rispetto per se
stesse, per se stessi, fino al punto di creare una sensazione dolorosa di
confusione mentale, umiliazione, abbattimento emotivo, che distrugge, nella
persona che lo subisce, la capacità di pensare con chiarezza, affrontare i
problemi e salvaguardarsi. Tanto è perversa questa forma di abuso psicologico
che, chi la perpetra, arriva anche a sostenere che il destinatario si sia
immaginate o inventate le accuse e le vessazioni che dichiara di aver subìto.
Nelle coppie in cui si osserva questo meccanismo comunicativo abusante (perché
il gaslighting non resta un fatto privato, e già sarebbe gravissimo, ma viene
svolto anche in presenza di terzi, in modo tale che lo show abbia spettatori
che applaudano), si nota un profondo senso di insicurezza e un inconfessato
sentimento di inferiorità dal lato del partner che lo agisce, e spesso trapela
anche un fondo di rancore, un sentimento di vendetta che si esprime a dosi
quotidiane, come a voler schiacciare la soggettività dell’altra persona. Cosa è
accaduto in una coppia del genere? Nei casi più eclatanti siamo davanti ad una
amarissima tappa dell’escalation della violenza di genere, e le evidenze
comportamentali di cui sopra sono amplificate e legittimate dalla base
culturale di tipo patriarcale che permea tutt’ora i rapporti di coppia. Nelle
situazioni meno drammatiche invece, quando si indaga sulle puntate precedenti,
si notano disequilibri importanti tra i due partner, dove quello dei due che
aveva la posizione esistenziale o culturale o umana più debole è prevalso,
nella divisione del potere all’interno della coppia, ma per poter restare in
tale posizione di maggior peso deve togliere valore all’interlocutore,
tagliargli le gambe, in un certo senso, per non perdere la propria posizione di
dominanza. Riguardo all’altra persona, quella che inizialmente aveva una
posizione di maggior peso, si registrano comportamenti di sottomissione nelle
fasi iniziali della vita della coppia, i quali venivano giustificati dal
tentativo di riequilibrare una relazione che partiva già sbilanciata. Quindi,
dal sottomettersi e farsi più piccoli per non pesare troppo, si passa di fatto
a legittimare il bisogno dell’altro di prevalere, in modo da stabilire un
equilibrio sbilanciato dal lato opposto rispetto a quello degli inizi.
Risorse da attivare
Che risorse si possono
attivare nelle coppie da poco formate, per non incorrere in una tale perversa
gestione del problema dell’equilibrio tra i partner? Escludiamo le situazioni
che concretizzano la fattispecie della violenza di genere, perché in questi
casi occorre proteggersi sottraendosi alla relazione e interrompendola. Solo
dopo, in situazione di sicurezza, si potrà lavorare sul ripristino
dell’autostima e sulla capacità di farsi rispettare dal lato di chi ha subìto
il gaslighting, mentre dal lato del partner abusante si potranno attivare
percorsi seri di consapevolezza e di responsabilizzazione, fino a poter
riconoscere il modo distruttivo in cui veniva gestito il potere e accettare che
una supremazia ottenuta con la violenza psicologica non cancella un sentimento
di inferiorità che ha bisogno di altri livelli più profondi di elaborazione. Il
grosso del lavoro sul gaslighting è di tipo preventivo. Innanzitutto occorre
che, chi pone in essere una relazione di coppia con un progetto di lungo
termine, abbia chiaro che l’amore non è un sentimento soltanto di tipo
romantico, ma si basa necessariamente, nella vita quotidiana, su un costante
monitoraggio della variabile «potere», nel senso del peso che ciascuno dei due
si riconosce e riconosce all’altro-a nelle decisioni comuni, nell’immagine
esterna della coppia, nella gestione finanziaria, nel tempo libero, nei
rapporti con le famiglie d’origine… Se una giovane coppia non ha contezza di
quanto pesi l’equilibrio di queste forme di potere, di quanto sia intrinseca
questa variabile rispetto alla relazione affettiva, tenderà ad immaginare che
la relazione romantica possa fare a meno di doversi confrontare con tutto ciò,
che l’amore automaticamente possa risolvere questi e altri problemi, e che nel
caso basterà sopportare, fare un passo indietro, oppure alzare i toni, pigiare
un po’ di più sulla leva del potere, per riequilibrare un rapporto che era
partito già troppo sbilanciato. E bisogna che, chi si impegna in una relazione
di coppia, possa accedere ad un buon livello di consapevolezza di sé, possa
conoscere e riconoscere i propri punti di forza e i propri punti deboli, e
consolidare una immagine di sé stabile ma non rigida, potenzialmente in
evoluzione, e assumersi la responsabilità di questa evoluzione in prima
persona, rinunciando a «coprire» i propri vuoti a spese del partner. Bisogna
cancellare dalla mentalità di chi si ama quella dannosissima ottica sacrificale
che induce a risolvere i problemi di coppia e le carenze del partner a spese
della dignità umana e della integrità psichica propria o dell’altra persona.
Bisogna insegnare alle ragazze e ai ragazzi che nessuna formula sana dell’amore
ammette la violenza psicologica, l’umiliazione, la svalutazione del partner, né
nella forma agìta, né nella forma subìta.
Relazioni ben equilibrate
Bisogna sottolineare
quanto nelle relazioni d’amore sia fondamentale un certo equilibrio tra le due
persone, su molti piani: sul piano della maturità psicologica, sul piano della
consapevolezza, sul piano della capacità di comunicare in modo rispettoso, sul
piano dei valori, sul piano dei progetti, sul piano della stima, sul piano
dell’impegno, sul piano della fiducia… Perché una relazione di coppia che parte
già squilibrata è come un marciatore che parte con una gamba più corta
dell’altra. Presto non riuscirà a camminare bene, si farà male, e dovrà
fermarsi. È come un calesse con due cavalli dove uno è più debole dell’altro, e
dove quello più forte, per non umiliare il suo compagno, cammina più lento e
lascia che sia il più debole a «fare il passo», dando di sé un’immagine
fuorviante e lasciando in mano all’altro un potere che poi quest’ultimo farà
fatica a sostenere. Certo, non sarà possibile bilanciare esattamente ciascuna
variabile, ma almeno che ci sia un buon bilanciamento nell’insieme è
fondamentale, altrimenti la via d’uscita è il conflitto distruttivo, aperto e
lacerante, o nascosto e devastante come nel gaslighting. L’ostacolo più grande
per aprirsi da adulti ad una sana forma di educazione sentimentale è nella
ideologia dell’amore romantico, come forza capace di superare qualunque
ostacolo. Sono gli slanci iniziali che ci fanno uscire dal nostro io, ci fanno
aprire il cuore verso una persona tutto sommato sconosciuta, ci fanno sognare
un futuro insieme, ci gratificano con scariche benefiche di endorfine. Ma sono
altri i passaggi che poi ci permettono di costruire una relazione stabile e
duratura, che costituisca una base sicura e un nido caldo per noi partener in
primis, e poi anche per le figlie e i figli che vorremo mettere al mondo. Sono
passaggi che hanno a che vedere con la capacità di amare in modo adulto,
partendo dal porsi nella coppia come soggetti autonomi che non vogliono bastare
a se stessi, ma impegnarsi in un legame che possa dar valore e forza a ciascuno
dei due, e produrre benessere e sicurezza, crescita e vitalità verso l’interno
e verso l’esterno della relazione. Un tale cammino lo si comincia da bambini,
da bambine, con l’educare l’espressione dei bisogni e delle emozioni, e con il
riconoscere la dignità dell’altra persona, le sue specificità, con l’allenarsi
a cooperare per un maggior bene comune anziché prevalere per affermare se
stessi a spese dell’altro. Non solo per fare un bambino ci vuole un intero
villaggio, come recita un famoso proverbio africano, ma per fare una coppia felice
ci vuole una educazione sentimentale che inizi molto presto e duri tutta la
vita.
Gaslighting
Il termine fa riferimento all’opera teatrale inglese «Gas Light» di Patrick Hamilton del 1938, dove il protagonista, per raggiungere i suoi obiettivi senza essere scoperto dalla moglie, utilizza una serie di metodi per farla dubitare di se stessa e della sua stessa percezione. Con gaslighting si intende proprio quella forma di abuso e di manipolazione psicologica che spinge la vittima a dubitare della sua percezione della realtà e dei suoi pensieri. «Si tratta di una forma di violenza psicologica insidiosa, dove le menzogne dell’abusatore vengono presentate alla vittima come verità anche davanti a evidenze. Queste ultime, invece, sono indicate spesso come frutto dell’immaginazione della vittima o di un suo errore», interviene lo psicoterapeuta. Il gaslighting può comportare effetti gravissimi sulla psiche di chi lo riceve, perché «può ledere l’autonomia e la capacità di decisione e di valutazione della vittima, gettandola in uno stato confusionale».
https://www.skuola.net/school-love/fenomeni-online-amore-ghosting-benchingorbiting.html
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