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domenica 4 giugno 2023

GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

        Un pianeta 
         che soffoca
        nella plastica.    

       E noi con lui 


 5 giugno, giornata mondiale


Ecco i numeri che spiegano perché è urgente

 cambiare il modo in cui produciamo, 

consumiamo e smaltiamo i rifiuti

- di Daniela Fassini

 La plastica è ormai ovunque: al Polo Nord, sull’Everest, negli abissi degli oceani, nel cibo che mangiamo e persino nelle placente dei neonati. Come sconfiggere l’inquinamento da plastica è il tema scelto per celebrare quest’anno il 5 giugno, la Giornata mondiale dell’Ambiente. “BeatPlasticPollution” (“Sconfiggi l’inquinamento da plastica”, ndr) è lo slogan scelto dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, per la Giornata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972 e celebrata per la prima volta nel 1973. Sono trascorsi dunque 50 anni: mezzo secolo di impegno e di sensibilizzazione del grande pubblico, a ogni latitudine.

 «Il nostro pianeta sta soffocando per colpa della plastica – spiega l’agenzia dell’Onu -. È tempo di cambiare il modo in cui la produciamo, la consumiamo e la smaltiamo. Infatti, nonostante la plastica abbia degli usi preziosi, siamo diventati dipendenti dai prodotti in plastica monouso, con gravi conseguenze ambientali, sociali, economiche e sulla salute.

 In tutto il mondo, ogni minuto viene acquistato un milione di bottiglie di plastica, mentre ogni anno vengono utilizzati fino a cinque trilioni di sacchetti di plastica. In totale, la metà di tutta la plastica prodotta è progettata per scopi monouso. Le materie plastiche, comprese le microplastiche, sono ormai onnipresenti nel nostro ambiente naturale. Stanno diventando parte della documentazione fossile della Terra e un indicatore dell’Antropocene, la nostra attuale era geologica».

 Circa il 36% di tutta la plastica prodotta viene utilizzata negli imballaggi, compresi i prodotti in plastica monouso per contenitori per alimenti e bevande, di cui circa l’85% finisce in discarica o come rifiuto non regolamentato. Non solo: circa il 98% dei prodotti in plastica monouso è prodotto da combustibili fossili o materie prime vergini. Si prevede che il livello delle emissioni di gas serra associate alla produzione, all’uso e allo smaltimento delle plastiche convenzionali a base di combustibili fossili crescerà fino al 19% del bilancio globale del carbonio entro il 2040. Questi prodotti in plastica monouso sono ovunque. Per molti di noi sono diventati parte integrante della vita quotidiana.

 Ma dove finiscono i rifiuti di plastica? «Fiumi e laghi li trasportano dalle profondità dell’entroterra al mare, rendendoli i principali contributori all’inquinamento degli oceani. Nonostante gli attuali sforzi, si stima che attualmente nei nostri oceani si trovino da 75 a 199 milioni di tonnellate di plastica».

La quantità di questi rifiuti potrebbe triplicare da 9-14 milioni di tonnellate all’anno nel 2016 a 23-37 milioni di tonnellate entro il 2040. Si stima che 1.000 fiumi siano responsabili di quasi l’80% delle emissioni di plastica fluviali annuali globali nell’oceano, che vanno da 0,8 a 2,7 milioni di tonnellate all’anno, con i piccoli fiumi urbani tra i più inquinati. La maggior parte degli oggetti in plastica non scompare mai del tutto, semplicemente si rompe in pezzi sempre più piccoli. «Queste microplastiche possono entrare nel corpo umano attraverso l’inalazione e l’assorbimento, quindi possono accumularsi negli organi. Uno studio ha recentemente rilevato microplastiche nelle placente dei neonati» spiega l’Unep.

 «È tempo di accelerare questa azione (sconfiggere l’inquinamento da plastica, ndr) e passare a un’economia circolare» vien sottolineato. L'obiettivo è quello di creare un trattato globale, giuridicamente vincolante sulla plastica. Secondo le stime dell'Unep, il passaggio a un’economia circolare comporterebbe un risparmio di 1.270 miliardi di dollari, considerando i costi e i ricavi del riciclo. Con un aumento netto di 700mila posti di lavoro.

 L’inquinamento da plastica potrebbe essere ridotto dell’80% entro il 2040 se i Paesi e le aziende effettuassero profondi cambiamenti politici e di mercato utilizzando le tecnologie esistenti. Il rapporto dell’Unep dal titolo “Chiudere il rubinetto: come il mondo può mettere fine all'inquinamento da plastica e creare un’economia circolare” pubblicato in vista dei negoziati di Parigi che si sono svolti in settimana indica soluzioni basate sulle cosiddette “3 r”: riuso, riciclo e riorientamento della produzione.

www.avvenire.it


 

L’obiettivo è raggiungere un taglio del 30% dell’inquinamento nei prossimi 17 anni, per un ulteriore 20% in meno di consumi (che può salire fino al 50% eliminando i sussidi ai combustibili fossili). Con la ridefinizione delle linee produttive, infine, sarebbe possibile un ulteriore risparmio di plastica del 17%, usando materiali alternativi.

lunedì 18 ottobre 2021

RIGENERAZIONE SCUOLA - LA SETTIMANA NAZIONALE


 Dal 3 al 5 novembre la prima settimana nazionale della RiGenerazione. 

Nelle scuole attività e laboratori su sostenibilità, riciclo, riduzione degli sprechi

 

Al via la prima edizione della settimana nazionale della RiGenerazione, indetta dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito dell’attuazione di RiGenerazione Scuola, il Piano di transizione ecologica e culturale delle scuole italiane, attuativo dell’Agenda 2030 dell’ONU. 

L’appuntamento è in programma dal 3 al 5 novembre prossimi: in quei giorni a Glasgow si svolgerà la Cop26, la Conferenza sul clima dell’ONU, che il Regno Unito organizza in collaborazione con l’Italia. Le scuole di tutto il territorio nazionale, con una circolare inviata ieri, sono state invitate a organizzare, in corrispondenza della settimana della RiGenerazione, laboratori, attività, approfondimenti legati ai temi del Piano ministeriale. Mobilità sostenibile, riduzione degli sprechi, riciclo, eliminazione della cultura del monouso, rispetto della biodiversità, una sana e corretta alimentazione saranno solo alcuni fra gli argomenti che potranno essere affrontati negli istituti, con iniziative diversificate per le varie fasce d’età.   

L’evento istituzionale di apertura della settimana della RiGenerazione avrà luogo mercoledì 3 novembre 2021, alle ore 10.30, presso Villa Piccolomini, a Roma, alla presenza del Ministro Patrizio Bianchi e della Sottosegretaria Barbara Floridia. Saranno presenti alcune delle scuole che hanno organizzato iniziative legate al Piano, i rappresentanti di amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, scientifiche, di ricerca e di organizzazioni anche di rilievo internazionale. 
   “Dalla scuola parte il cambiamento culturale necessario per costruire nuovi modelli sostenibili. Dobbiamo rigenerare la conoscenza, le abitudini, le infrastrutture, il modo di vivere. Dobbiamo farlo insieme. La scuola è il luogo in cui possiamo creare nuove comunità, che sono forti non solo se combattono insieme il cambiamento climatico, ma se sono in grado di generare nuove condizioni globali in cui ragazze e ragazzi abbiano le stesse opportunità. Con il Piano RiGenerazione Scuola cominciamo a porre le basi per questo percorso fondamentale”, ha dichiarato il Ministro Bianchi, in vista anche della sua partecipazione alla Cop26, che si terrà a Glasgow in novembre.

La Sottosegretaria Barbara Floridia, che ha ideato ed elaborato il Piano, aggiunge: "Ho voluto fortemente questo Piano perché uno dei compiti della scuola in questo tempo deve essere quello di educare alla sostenibilità e ad abitare il mondo in modo nuovo. La realizzazione dei quattro pilastri del Piano passa attraverso l'avvio dei lavori della Green Community, la rete nazionale istituita per dare supporto all'amministrazione e alle scuole di tutto il territorio nazionale nella realizzazione del Piano stesso. Mettiamo a disposizione del mondo della scuola nuovi strumenti e nuove risorse, mettendo a sistema le migliori esperienze per renderle replicabili su tutto il territorio nazionale. Si tratta del più grande sforzo mai messo in campo dal Ministero dell'Istruzione e dall'intero mondo della scuola sul fronte dell'educazione alla sostenibilità. Con il Piano RiGenerazione Scuola rendiamo la scuola protagonista della transizione ecologica e centrale in ogni strategia per il futuro del Paese". 

Le istituzioni scolastiche potranno segnalare le iniziative organizzate in occasione della settimana della RiGenerazione, accompagnate da una breve descrizione delle stesse, all’indirizzo e-mail rigenerazionescuola@istruzione.it entro il 27 ottobre 2021. Le iniziative saranno poi selezionate e inserite su una mappa interattiva disponibile nella sezione dedicata sul sito del Ministero (https://www.istruzione.it/ri-generazione-scuola/index.html) che consentirà di conoscerle e valorizzarle. 



 

 

 

domenica 24 settembre 2017

SPRECARE? UNA GRANDE INGIUSTIZIA E SEGNO DI INCOSCIENZA!

#iosprecozero. La lotta allo spreco? È in piazza 

«Finché gli ultimi non saranno i primi, mi trovate qui», si legge sulle loro magliette, e per una volta lo slogan è assolutamente veritiero: chi nella vita ha avuto la fortuna di conoscerli e vederli operare, sa chi sono gli oltre tremila volontari della Comunità "Papa Giovanni XXIII" oggi presenti in mille piazze d’Italia per l’evento "Un pasto al giorno". Sa chi sono e si fida, anzi si affida, perché nei loro gesti quotidiani riconosce la scintilla mai spenta del fondatore don Oreste Benzi, salito al Cielo dieci anni fa: è alle mense delle centinaia di case-famiglia della "Papa Giovanni XXIII" che siedono ogni giorno migliaia di persone in Italia e all’estero, con 7 milioni e mezzo di pasti distribuiti ogni anno e, soprattutto, con 4.600 persone che ricevono molto di più, una famiglia. Sono bambini, certo, ma anche anziani senza nessuno, ragazze liberate dalle schiavitù, barboni, ex tossicodipendenti o ex alcolisti, disabili gravissimi, ex carcerati, o persone semplicemente sole: «Dare una famiglia a chi non l’ha» era la cura prescritta da don Benzi per ogni problema, e la guarigione dei suoi "casi" è sotto gli occhi di tutti.

Presentati i protagonisti, ecco perché "Un pasto al giorno" merita che si vada al sito dell’evento di oggi (www.unpastoalgiorno.org) a cercare la piazza più vicina a casa, per incontrare quei ragazzi che vogliono ancora mettere gli ultimi al fianco dei primi. In cambio di un’offerta libera si riceve #iosprecozero, libro realizzato dalla Comunità su carta al 100% riciclata, ricco di idee, spunti e testimonianze per imparare a ridurre gli sprechi. Non un noioso vademecum, ma un agile compagno di vita quotidiana, con ricette che insegnano a utilizzare ciò che ingenuamente gettiamo nell’umido: ottime ad esempio le bucce degli ortaggi per farsi in casa i dadi vegetali, così come il riso speziato all’indiana che valorizza le bucce di banana, o la spadellata di baccelli di pisello. Seguono i consigli per un utilizzo alternativo degli scarti alimentari non più mangiabili ma ancora perfetti per uso domestico o di bellezza (dal latte scaduto utile come detersivo, all’olio del fritto che diventa sapone)... ..
                                              Leggi. LA LOTTA ALLO SPRECO

da AVVENIRE