Matematica, scienze e italiano
si imparano anche
nei boschi e nei parchi:
il progetto che cambia
il modo di insegnare
e valutare gli studenti.
Si scrive 6.1.Fuoriclasse!
ma si legge Sei un/una Fuoriclasse!, è il progetto in partenza nell’IC
Ernesto Monaci di Soriano nel Cimino (VT) che nasce dall’idea di mettere in
pratica l’Outdoor Education. Una proposta nata dall’idea della Professoressa
Monica Lecchini, Pedagogista e Docente, che ha preso spunto dall’esperienza
maturata nei suoi viaggi Erasmus e applicata nei diversi ordini di scuola in
Svezia, Portogallo, Francia, Romania e Slovenia.
Professoressa Lecchini,
come nasce il progetto 6.1.Fuoriclasse!
La proposta che ho
elaborato tiene conto delle recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo
della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione che sottolineano
l’importanza dell’apprendimento esperienziale, della valorizzazione
dell’ambiente come “terzo educatore” e della corporeità. A ciò si aggiunge sia
il pieno riconoscimento dell’Outdoor Education (Educazione all’aperto)
come metodologia attiva fondamentale per la fascia d’età 6-11 anni utile a
contrastare la sedentarietà e la “sindrome da deficit di natura”, sia la
necessità di integrare l’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica, dello
Sviluppo sostenibile e della tutela del patrimonio con azioni pratiche e
continuative sul territorio.
Il nostro Istituto
Comprensivo si caratterizza per un vasto territorio dell’alto Lazio della
provincia di Viterbo che ricomprende cinque comuni: Soriano nel Cimino, Bassano
in Teverina, Bomarzo, Vasanello e Gallese. Questi borghi si distinguono non
solo per gli importanti e incantevoli centri storici ma anche per il paesaggio
circostante, ora boschivo, ora collinare, che ben si presta ad esser
perlustrato e vissuto.
Quali sono le peculiarità
di questo progetto.
6.1.Fuoriclasse! individua
specifiche finalità a cui l’introduzione della didattica all’aperto mira, come
l’apprendimento situato e interdisciplinare, che permette di sperimentare sul
campo concetti di Scienze, come l’osservazione dei cicli biologici; di
Geografia, come l’orientamento e la cartografia; di Matematica, attraverso
misurazioni e geometrie della natura; di Italiano, mediante la narrazione di
storie in ambienti esterni coinvolgenti; di Scienze motorie, svolgendo attività
all’aperto mirate al benessere; oltre a Storia, Religione e Arte, attraverso
l’osservazione, la conoscenza e la riproduzione dal vivo di elementi
storico-artistici.
In particolare, è un
progetto che mira allo sviluppo della psicomotricità e della percezione, con
l’obiettivo di potenziare la coordinazione, l’equilibrio e la manualità fine
attraverso l’esplorazione e l’uso di materiali naturali. Punta inoltre
all’inclusione e alla socializzazione, nell’ottica di favorire il nascere di
dinamiche relazionali positive, la cooperazione e l’inclusione di alunni con
bisogni educativi speciali (BES) attraverso contesti di apprendimento meno
rigidi rispetto all’aula tradizionale.
Quali sono gli elementi
di arricchimento dell’Outdoor Education alla lezione tradizionale.
Di certo l’utilizzo del
giardino, del parco o del centro storico per lezioni curricolari o per la
lettura all’aperto, così come vivere il territorio come un’aula-laboratorio,
stimola la cittadinanza attiva e la conoscenza dell’ambiente locale.
L’ambiente esterno cessa
così di essere un semplice sfondo e diventa un vero e proprio alleato didattico
dove il docente può sperimentare molteplici metodologie didattiche quali:
- il Metodo Scientifico Sperimentale
con gli alunni che formulano ipotesi, raccolgono dati sul campo, come ad
esempio foglie, insetti e misurazioni di ombre, catalogano i reperti e
verificano le loro teorie direttamente in natura;
- il Problem Based Learning (PBL)
secondo cui l’insegnante pone un problema reale legato al territorio, ad
esempio ponendo domande del tipo “Come possiamo mappare questo parco?”
o “Come possiamo proteggere questa zona dall’inquinamento?”, e i
bambini cooperano per trovare soluzioni;
- lo Storytelling che vede lo spazio
esterno come il luogo ideale per ambientare o stimolare racconti, letture
animate, drammatizzazioni o attività di scrittura creativa ispirate dagli
elementi naturali; il Cooperative Learning dove l’ambiente aperto amplifica
la necessità di collaborare con le attività strutturate in piccoli gruppi
in cui ognuno ha un ruolo preciso;
- la Gamification e Orienteering con la
possibilità di trasformare l’apprendimento in una sfida ludica attraverso
cacce al tesoro didattiche, gare di orientamento con bussola e mappa o
percorsi a tappe, per toccare obiettivi di geometria, matematica, storia o
scienze in modo dinamico.
Avere la possibilità di
programmare e fare lezioni all’aperto con i propri studenti significa
promuovere la conoscenza storica e veicolare tutta una serie di valori che
rimandano al rispetto e alla cura del luogo in cui si vive.
Su quali basi pedagogiche
ha sviluppato questo progetto e come cambia il ruolo del docente.
I riferimenti Pedagogici
e Filosofici che sottostanno al progetto si collegano al pensiero di vari
autori: da Gianfranco Zavalloni con la sua “Pedagogia della lumaca” al “terzo
educatore” di Loris Malaguzzi, dalla “critica alla frammentazione del sapere”
operata da Edgard Morin alla “pedagogia cooperativa” di Mario Lodi o alle
“intelligenze multiple” di Gardner per attuare una didattica individualizzata.
Ciò significa che, in una società sempre di corsa come la nostra, l’intento
dell’Outdoor Education è quello di valorizzare la relazione con l’altro, il
rallentamento, l’ascolto, il diritto a perdere tempo per osservare, l’ozio
creativo e il rispetto dei ritmi naturali dei bambini, in netto contrasto con
la frenesia dell’aula. Alla luce di ciò, cambia anche nel docente il suo modo
di valutare in quanto il progetto 6.1. Fuoriclasse! richiede strumenti
qualitativi, formativi e orientati al processo.
Ciò significa che le
competenze si manifestano attraverso l’azione, la collaborazione e il problem
solving in contesti reali. La classica verifica scritta o l’interrogazione
nozionistica lasciano spazio, per esempio, alle Rubriche di Valutazione
delle Competenze capaci di valutare le dimensioni trasversali e le
competenze chiave europee messe in campo attraverso la descrizione dei livelli
di padronanza (Iniziale, Base, Intermedio, Avanzato) osservando specifici
indicatori quali la capacità di lavorare in gruppo, l’autonomia nella gestione
dei materiali all’aperto, lo spirito d’iniziativa, la capacità di superare un
imprevisto, tipico del Problem Solving.
Oppure all’uso dell’Osservazione
Sistematica, con strumenti come Griglie e il Diario di Bordo, con
cui l’insegnante assume il ruolo di facilitatore e osservatore dell’attività
all’aperto per annotare comportamenti e dinamiche relazionali senza intervenire
direttamente, se non per questioni di sicurezza. Potranno esser oggetto di
valutazione anche i Prodotti e i Compiti di Realtà, infatti, se
l’attività outdoor è finalizzata alla creazione di un prodotto finale, questo
diventa oggetto di valutazione, specialmente se risponde a un bisogno reale
come può essere, ad esempio, un erbario di classe, una mappa del parco
scolastico, una guida fotografica del centro storico, un cartellone sui rifiuti
raccolti. Per questo tipo di valutazione si dovrà tener presenti i criteri di
accuratezza scientifica o geografica, la creatività e la chiarezza
comunicativa. Infine, acquisterà valore anche l’Autovalutazione e la
Meta-cognizione che vedrà il riflettere su ciò che si è sperimentato e
vissuto all’esterno della classe.
Concludendo, come è stato
accolto il progetto all’interno del vostro Istituto Comprensivo?
Direi molto bene. Per
tutte queste considerazioni, che ho avuto modo di esporre nella nostra
intervista, il progetto ha trovato il pieno sostegno del Dirigente Scolastico,
la Dottoressa Emilia Conti, del Primo Collaboratore del DS, la Dottoressa
Cinzia Mechelli, nonché dei docenti che, dalla scuola dell’infanzia alla
primaria e secondaria di primo grado, vi hanno aderito per quest’anno
scolastico. Ma siamo certi che tale entusiasmo sarà corrisposto anche
dall’intera comunità educante dell’IC E. Monaci che si contraddistingue così
per essere un istituto pioniere dell’Outdoor Education nella Tuscia.
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