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sabato 7 novembre 2026

FUORICLASSE

 

Matematica, scienze e italiano 


si imparano anche 

nei boschi e nei parchi: 

il progetto che cambia 

il modo di insegnare

 e valutare gli studenti.


Di Fabio Gervasio

 

Si scrive 6.1.Fuoriclasse! ma si legge Sei un/una Fuoriclasse!, è il progetto in partenza nell’IC Ernesto Monaci di Soriano nel Cimino (VT) che nasce dall’idea di mettere in pratica l’Outdoor Education. Una proposta nata dall’idea della Professoressa Monica Lecchini, Pedagogista e Docente, che ha preso spunto dall’esperienza maturata nei suoi viaggi Erasmus e applicata nei diversi ordini di scuola in Svezia, Portogallo, Francia, Romania e Slovenia.

Professoressa Lecchini, come nasce il progetto 6.1.Fuoriclasse!

La proposta che ho elaborato tiene conto delle recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione che sottolineano l’importanza dell’apprendimento esperienziale, della valorizzazione dell’ambiente come “terzo educatore” e della corporeità. A ciò si aggiunge sia il pieno riconoscimento dell’Outdoor Education (Educazione all’aperto) come metodologia attiva fondamentale per la fascia d’età 6-11 anni utile a contrastare la sedentarietà e la “sindrome da deficit di natura”, sia la necessità di integrare l’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica, dello Sviluppo sostenibile e della tutela del patrimonio con azioni pratiche e continuative sul territorio.

Il nostro Istituto Comprensivo si caratterizza per un vasto territorio dell’alto Lazio della provincia di Viterbo che ricomprende cinque comuni: Soriano nel Cimino, Bassano in Teverina, Bomarzo, Vasanello e Gallese. Questi borghi si distinguono non solo per gli importanti e incantevoli centri storici ma anche per il paesaggio circostante, ora boschivo, ora collinare, che ben si presta ad esser perlustrato e vissuto.

Quali sono le peculiarità di questo progetto.

6.1.Fuoriclasse! individua specifiche finalità a cui l’introduzione della didattica all’aperto mira, come l’apprendimento situato e interdisciplinare, che permette di sperimentare sul campo concetti di Scienze, come l’osservazione dei cicli biologici; di Geografia, come l’orientamento e la cartografia; di Matematica, attraverso misurazioni e geometrie della natura; di Italiano, mediante la narrazione di storie in ambienti esterni coinvolgenti; di Scienze motorie, svolgendo attività all’aperto mirate al benessere; oltre a Storia, Religione e Arte, attraverso l’osservazione, la conoscenza e la riproduzione dal vivo di elementi storico-artistici.

In particolare, è un progetto che mira allo sviluppo della psicomotricità e della percezione, con l’obiettivo di potenziare la coordinazione, l’equilibrio e la manualità fine attraverso l’esplorazione e l’uso di materiali naturali. Punta inoltre all’inclusione e alla socializzazione, nell’ottica di favorire il nascere di dinamiche relazionali positive, la cooperazione e l’inclusione di alunni con bisogni educativi speciali (BES) attraverso contesti di apprendimento meno rigidi rispetto all’aula tradizionale.

Quali sono gli elementi di arricchimento dell’Outdoor Education alla lezione tradizionale.

Di certo l’utilizzo del giardino, del parco o del centro storico per lezioni curricolari o per la lettura all’aperto, così come vivere il territorio come un’aula-laboratorio, stimola la cittadinanza attiva e la conoscenza dell’ambiente locale.

L’ambiente esterno cessa così di essere un semplice sfondo e diventa un vero e proprio alleato didattico dove il docente può sperimentare molteplici metodologie didattiche quali:

  • il Metodo Scientifico Sperimentale con gli alunni che formulano ipotesi, raccolgono dati sul campo, come ad esempio foglie, insetti e misurazioni di ombre, catalogano i reperti e verificano le loro teorie direttamente in natura;
  • il Problem Based Learning (PBL) secondo cui l’insegnante pone un problema reale legato al territorio, ad esempio ponendo domande del tipo “Come possiamo mappare questo parco?” o “Come possiamo proteggere questa zona dall’inquinamento?”, e i bambini cooperano per trovare soluzioni;
  • lo Storytelling che vede lo spazio esterno come il luogo ideale per ambientare o stimolare racconti, letture animate, drammatizzazioni o attività di scrittura creativa ispirate dagli elementi naturali; il Cooperative Learning dove l’ambiente aperto amplifica la necessità di collaborare con le attività strutturate in piccoli gruppi in cui ognuno ha un ruolo preciso;
  • la Gamification e Orienteering con la possibilità di trasformare l’apprendimento in una sfida ludica attraverso cacce al tesoro didattiche, gare di orientamento con bussola e mappa o percorsi a tappe, per toccare obiettivi di geometria, matematica, storia o scienze in modo dinamico.

Avere la possibilità di programmare e fare lezioni all’aperto con i propri studenti significa promuovere la conoscenza storica e veicolare tutta una serie di valori che rimandano al rispetto e alla cura del luogo in cui si vive.

Su quali basi pedagogiche ha sviluppato questo progetto e come cambia il ruolo del docente.

I riferimenti Pedagogici e Filosofici che sottostanno al progetto si collegano al pensiero di vari autori: da Gianfranco Zavalloni con la sua “Pedagogia della lumaca” al “terzo educatore” di Loris Malaguzzi, dalla “critica alla frammentazione del sapere” operata da Edgard Morin alla “pedagogia cooperativa” di Mario Lodi o alle “intelligenze multiple” di Gardner per attuare una didattica individualizzata. Ciò significa che, in una società sempre di corsa come la nostra, l’intento dell’Outdoor Education è quello di valorizzare la relazione con l’altro, il rallentamento, l’ascolto, il diritto a perdere tempo per osservare, l’ozio creativo e il rispetto dei ritmi naturali dei bambini, in netto contrasto con la frenesia dell’aula. Alla luce di ciò, cambia anche nel docente il suo modo di valutare in quanto il progetto 6.1. Fuoriclasse! richiede strumenti qualitativi, formativi e orientati al processo.

Ciò significa che le competenze si manifestano attraverso l’azione, la collaborazione e il problem solving in contesti reali. La classica verifica scritta o l’interrogazione nozionistica lasciano spazio, per esempio, alle Rubriche di Valutazione delle Competenze capaci di valutare le dimensioni trasversali e le competenze chiave europee messe in campo attraverso la descrizione dei livelli di padronanza (Iniziale, Base, Intermedio, Avanzato) osservando specifici indicatori quali la capacità di lavorare in gruppo, l’autonomia nella gestione dei materiali all’aperto, lo spirito d’iniziativa, la capacità di superare un imprevisto, tipico del Problem Solving.

Oppure all’uso dell’Osservazione Sistematica, con strumenti come Griglie e il Diario di Bordo, con cui l’insegnante assume il ruolo di facilitatore e osservatore dell’attività all’aperto per annotare comportamenti e dinamiche relazionali senza intervenire direttamente, se non per questioni di sicurezza. Potranno esser oggetto di valutazione anche i Prodotti e i Compiti di Realtà, infatti, se l’attività outdoor è finalizzata alla creazione di un prodotto finale, questo diventa oggetto di valutazione, specialmente se risponde a un bisogno reale come può essere, ad esempio, un erbario di classe, una mappa del parco scolastico, una guida fotografica del centro storico, un cartellone sui rifiuti raccolti. Per questo tipo di valutazione si dovrà tener presenti i criteri di accuratezza scientifica o geografica, la creatività e la chiarezza comunicativa. Infine, acquisterà valore anche l’Autovalutazione e la Meta-cognizione che vedrà il riflettere su ciò che si è sperimentato e vissuto all’esterno della classe.

Concludendo, come è stato accolto il progetto all’interno del vostro Istituto Comprensivo?

Direi molto bene. Per tutte queste considerazioni, che ho avuto modo di esporre nella nostra intervista, il progetto ha trovato il pieno sostegno del Dirigente Scolastico, la Dottoressa Emilia Conti, del Primo Collaboratore del DS, la Dottoressa Cinzia Mechelli, nonché dei docenti che, dalla scuola dell’infanzia alla primaria e secondaria di primo grado, vi hanno aderito per quest’anno scolastico. Ma siamo certi che tale entusiasmo sarà corrisposto anche dall’intera comunità educante dell’IC E. Monaci che si contraddistingue così per essere un istituto pioniere dell’Outdoor Education nella Tuscia.

Orizzonte Scuola

 

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