-di Rosanna Virgili
La paura intimidisce e
schiaccia l’essere umano, una pressione da cui il cristiano viene, però,
liberato. La Scrittura racconta questa evoluzione cominciando con l’adamo dell’Eden - la creatura umana – per finire con Gesù
che è “il nuovo adamo”. E questa è la differenza tra i due: il primo è solo, ha
tagliato i ponti con Dio e con la donna ed è in preda all’angoscia. Quando il
Creatore lo cerca e gli domanda: “Adamo dove sei?” l’uomo risponde: “ho
avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto” (Gen 3,10). Il nuovo
adamo, invece, riveste la nudità della sua Incarnazione dello splendore della Resurrezione e quindi è totalmente liberato dalla paura. Un
evento che diventa sacramento per tutti i cristiani che non sono più nudi ma “rivestiti
di Cristo” (Gal 3,27), armati, cioè, dell’abbraccio del dis-armato. Un
tutt’uno con Lui. Un bel problema per le amministrazioni dei prepotenti che
fanno fede proprio sulla paura.
Senza la paura, infatti,
nessuna minaccia funziona, non c’è comminazione di sanzione che possa
condizionare. I cristiani non hanno paura perché non sono soli, come Adamo.
Perché hanno un Alleato – il Signore – e vivono dentro un tappeto tessuto
d’Amore che è la Chiesa. Non rinunciano all’anima per salvare la vita, non
vendono la propria libertà per stare nei lacci dorati ed olezzanti dei
potenti.“Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo,
perde poi l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?”. Così è
scritto nel Vangelo (Mt 16,26).
Una condizione davvero
evangelica è dunque quella affermata da Papa Leone, sulle ali della fede apostolica che afferma: “E
voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma
avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi” (Rm 8,15). Per
questo i Vangeli ci raccontano della paura che colpì anche i Dodici, del fatto
che sotto la minaccia di morte che, come sul Maestro - il quale rifiutava,
peraltro, di “armarsi” per difendersi – pendeva anche sulla loro testa, ne caddero
in balìa, scapparono e si nascosero dentro le mura serrate di una casa (cf. Gv
20,26).
Con la grazia del Signore
Risorto e col dono del Suo Spirito quella paura fu sciolta, però, nei loro
cuori e fu dissolta anche dai loro piedi che iniziarono impavidi ad annunciare
la Buona Notizia. Come lo fu per le donne cui un giovane dalle bianche vesti
raccomandò: “Non abbiate paura!” che quel Gesù in cui avete creduto “è
risorto non è qui” (Mc 16,6).
Annunciare al mondo la
Gioia della Resurrezione è la verità che – come è scritto in Giovanni – “vi
farà liberi” (Gv 8,32). Quella con cui Papa Leone unicamente accetta d’essere “criticato”: “La
missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se
qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la
verità (…) La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio”. E a
chi pretende di sovvertire la verità con l’ignoranza e la menzogna,
orchestrando pseudo profezie evangelicali, utilizzando i media che sono al
soldo, l’intelligenza artificiale, le complicità corrotte latenti e
patenti, e la vigliaccheria dei più, la parola del Papa ha la forza invincibile della mitezza raggiante della
verità del Vangelo. Perde tempo chi minaccia adesso i cattolici, confidando
nella loro paura, poiché nel loro Battesimo c’è una luce che nessuno può
spegnere.
“Fratelli, sorelle,
questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra,
che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera
di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: «Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue» (Is 1,15). Guardando a
Lui, che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle
sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo
grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza
speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di
dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra. Cristo, Re della pace, grida ancora
dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che
siete fratelli!” (Papa Leone, omelia della Domenica delle Palme e della
Passione del Signore, 29.03.2026).

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