venerdì 9 ottobre 2026

LA PAURA E LA VERITA'

 


La paura intimidisce e schiaccia l’essere umano, una pressione da cui il cristiano viene, però, liberato.


-di Rosanna Virgili 

 “I have no fear about neither of Trump administration nor speaking out loudly about the message of the Gospel” ha detto Papa Leone al microfono di Ignazio Ingrao – vaticanista della Rai – nella conferenza stampa in aereo del 13 aprile 2026, durante il volo per Algeri. “Non ho paura né dell’amministrazione Trump né di parlare apertamente del Vangelo”. E ha completato la risposta dicendo: “Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”. Chiara, semplice, purissima parola. E stupenda. Vorrei farmi voce di tutte le donne e gli uomini per dirgli “grazie”! Grazie perché ci annuncia il Vangelo col coraggio e la parresìa delle discepole e dei discepoli dell’inizio, dei primi costruttori della Chiesa. 

La paura intimidisce e schiaccia l’essere umano, una pressione da cui il cristiano viene, però, liberato. La Scrittura racconta questa evoluzione cominciando con l’adamo dell’Eden - la creatura umana – per finire con Gesù che è “il nuovo adamo”. E questa è la differenza tra i due: il primo è solo, ha tagliato i ponti con Dio e con la donna ed è in preda all’angoscia. Quando il Creatore lo cerca e gli domanda: “Adamo dove sei?” l’uomo risponde: “ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto” (Gen 3,10). Il nuovo adamo, invece, riveste la nudità della sua Incarnazione dello splendore della Resurrezione e quindi è totalmente liberato dalla paura. Un evento che diventa sacramento per tutti i cristiani che non sono più nudi ma “rivestiti di Cristo” (Gal 3,27), armati, cioè, dell’abbraccio del dis-armato. Un tutt’uno con Lui. Un bel problema per le amministrazioni dei prepotenti che fanno fede proprio sulla paura.

Senza la paura, infatti, nessuna minaccia funziona, non c’è comminazione di sanzione che possa condizionare. I cristiani non hanno paura perché non sono soli, come Adamo. Perché hanno un Alleato – il Signore – e vivono dentro un tappeto tessuto d’Amore che è la Chiesa. Non rinunciano all’anima per salvare la vita, non vendono la propria libertà per stare nei lacci dorati ed olezzanti dei potenti.“Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?”. Così è scritto nel Vangelo (Mt 16,26). 

Una condizione davvero evangelica è dunque quella affermata da Papa Leone, sulle ali della fede apostolica che afferma: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi” (Rm 8,15). Per questo i Vangeli ci raccontano della paura che colpì anche i Dodici, del fatto che sotto la minaccia di morte che, come sul Maestro - il quale rifiutava, peraltro, di “armarsi” per difendersi – pendeva anche sulla loro testa, ne caddero in balìa, scapparono e si nascosero dentro le mura serrate di una casa (cf. Gv 20,26).

Con la grazia del Signore Risorto e col dono del Suo Spirito quella paura fu sciolta, però, nei loro cuori e fu dissolta anche dai loro piedi che iniziarono impavidi ad annunciare la Buona Notizia. Come lo fu per le donne cui un giovane dalle bianche vesti raccomandò: “Non abbiate paura!” che quel Gesù in cui avete creduto “è risorto non è qui” (Mc 16,6). 

Annunciare al mondo la Gioia della Resurrezione è la verità che – come è scritto in Giovanni – “vi farà liberi” (Gv 8,32). Quella con cui Papa Leone unicamente accetta d’essere “criticato”: “La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità (…) La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio”. E a chi pretende di sovvertire la verità con l’ignoranza e la menzogna, orchestrando pseudo profezie evangelicali, utilizzando i media che sono al soldo, l’intelligenza artificiale, le complicità corrotte latenti e patenti, e la vigliaccheria dei più, la parola del Papa ha la forza invincibile della mitezza raggiante della verità del Vangelo. Perde tempo chi minaccia adesso i cattolici, confidando nella loro paura, poiché nel loro Battesimo c’è una luce che nessuno può spegnere. 

“Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: «Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue» (Is 1,15). Guardando a Lui, che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra. Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!” (Papa Leone, omelia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 29.03.2026).

Vita Pastorale 

 Immagine


Nessun commento:

Posta un commento