Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Papa Francesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Papa Francesco. Mostra tutti i post

venerdì 7 febbraio 2020

IL PATTO EDUCATIVO GLOBALE. PUBBLICATO L'INSTRUMENTUM LABORIS ... mettiamoci in cammino ....

E’ stato pubblicato l’Instrumentum Laboris in preparazione all’incontro mondiale sul PATTO EDUCATIVO GLOBALE che avrà luogo a Roma il prossimo 14 maggio 2020.
Istituzioni, associazioni, comunità sono invitate a preparare il cammino di avvicinamento all’evento voluto dal Papa.
L’Instrumentum Laboris serve a stimolare il dibattito e la riflessione.
In meno di venti pagine esso presenta, con chiarezza e accuratezza, i vari aspetti del “sentiero”: il progetto, il contesto, la visione, la missione, e alcuni nuclei tematici per ulteriori riflessioni.
Oltre ad una lettura individuale e ad un’adeguata riflessione comunitaria nelle varie istituzioni, è opportuno organizzare incontri, iniziative varie e/o gruppi di lavoro che facciano interagire le varie realtà (scuole, famiglie, associazioni, istituzioni civili, parrocchie ……) per riflettere sullo stato dell’educazione nel territorio ove si opera e condividere una comune progettualità che, responsabilizzando tutti, favorisca una forte presa di coscienza e generi alleanze educative.
E’ auspicabile anche preparare dei brevi documenti su aspetti ritenuti rilevanti, da condividere anche a livello associativo.


Un'alleanza per ricostruire il patto educativo globale

«TUTTI, MA SOPRATTUTTO I BAMBINI E I GIOVANI, 
HANNO BISOGNO 
DI UN CONTESTO ADEGUATO,
                                        DI UN HABITAT REALMENTE UMANO, 
                  IN CUI SI VERIFICHINO LE CONDIZIONI PER IL LORO SVILUPPO
PERSONALE ARMONIOSO E PER IL LORO INSERIMENTO NELL'HABITAT PIÙ GRANDE DELLA SOCIETÀ.
QUANTO RISULTA ALLORA IMPORTANTE L'IMPEGNO PER CREARE UNA "RETE" ESTESA E FORTE DI LEGAMI
REALMENTE UMANI, CHE SOSTENGA I BAMBINI, CHE LI APRA IN MODO SERENO E FIDUCIOSO ALLA REALTÀ,
CHE SIA UN AUTENTICO LUOGO D'INCONTRO, IN CUI IL VERO, IL BUONO E IL BELLO TROVINO UNA GIUSTA ARMONIA». 
Papa Francesco









lunedì 25 giugno 2018

IDENTITA', QUALITA', BENE COMUNE. CRITERI PER L'EDUCAZIONE

Papa Francesco: "...... Solo cambiando l’educazione si può cambiare il mondo. Per fare questo vorrei proporvi qualche suggerimento.
1. Anzitutto è importante fare rete”. Fare rete significa mettere insieme le istituzioni scolastiche e universitarie per potenziare l’iniziativa educativa e di ricerca, arricchendosi dei punti di forza di ciascuno, per essere più efficaci al livello intellettuale e culturale.
Fare rete significa anche mettere insieme i saperi, le scienze e le discipline, per affrontare le sfide complesse con la inter- e trans-disciplinarità, come sollecitato nella Veritatis gaudium (cfr n. 4c).
Fare rete significa creare luoghi d’incontro e di dialogo all’interno delle istituzioni educative e promuoverli al di fuori, con cittadini provenienti da altre culture, di altre tradizioni, di religioni differenti, affinché l’umanesimo cristiano contempli l’universale condizione dell’umanità di oggi.
Fare rete significa anche fare della scuola una comunità educante nella quale i docenti e gli studenti non siano collegati solo da un piano didattico, ma da un programma di vita e di esperienza, in grado di educare alla reciprocità fra generazioni diverse. E questo è tanto importante per non perdere le radici.
D’altronde, le sfide che interrogano l’uomo di oggi sono globali in un senso più ampio di come spesso si ritiene. L’educazione cattolica non si limita a formare menti a uno sguardo più esteso, capace di inglobare le realtà più lontane. Essa si rende conto che, oltre a estendersi nello spazio, la responsabilità morale dell’uomo di oggi si propaga anche attraverso il tempo, e le scelte di oggi ricadono sulle future generazioni.
2. Un’altra attesa a cui l’educazione è chiamata a rispondere e che ho indicato nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium è quella di «non lasciarci rubare la speranza» (n. 86)Con tale sollecitazione ho inteso incoraggiare gli uomini e le donne del nostro tempo a incontrare positivamente il cambiamento sociale, immergendosi nella realtà con la luce irradiata dalla promessa della salvezza cristiana.
Siamo chiamati a non perdere la speranza perché dobbiamo donare speranza al mondo globale di oggi. «Globalizzare la speranza» e «sostenere le speranze della globalizzazione» sono impegni fondamentali nella missione dell’educazione cattolica, come affermato nel recente documento Educare all’umanesimo solidale della Congregazione per l’Educazione Cattolica (cfr nn. 18-19). Una globalizzazione senza speranza e senza visione è esposta al condizionamento degli interessi economici, spesso distanti da una retta concezione del bene comune, e produce facilmente tensioni sociali, conflitti economici, abusi di potere. Dobbiamo dare un’anima al mondo globale, attraverso una formazione intellettuale e morale che sappia favorire le cose buone portate dalla globalizzazione e correggere quelle negative.
Si tratta di traguardi importanti, che potranno essere raggiunti attraverso lo sviluppo della ricerca scientifica, affidata alle università e anche presente nella missione della Fondazione Gravissimum Educationis. Una ricerca di qualità, che ha di fronte a sé un orizzonte ricco di sfide. Alcune di queste, esposte nell’Enciclica Laudato si’, fanno riferimento ai processi dell’interdipendenza globale, che da una parte si propone come una forza storica positiva, perché segna una maggiore coesione fra gli esseri umani; dall’altra, produce ingiustizia e mostra la stretta relazione tra le miserie umane e le criticità ecologiche del pianeta. La risposta è nello sviluppo e nella ricerca di un’ecologia integrale. Vorrei sottolineare ancora la sfida economica, basata sulla ricerca di migliori modelli di sviluppo, adeguati a una concezione più autentica di felicità e capaci di correggere certi meccanismi perversi del consumo e della produzione. E ancora la sfida politica: il potere della tecnologia è in continua espansione. Uno dei suoi effetti è la diffusione della cultura dello scarto, che risucchia cose ed esseri umani senza fare alcuna distinzione. Tale potere implica un’antropologia fondata sull’idea di uomo come un predatore e il mondo in cui abita come risorsa da depredare a piacimento.
Il lavoro non manca di certo agli studiosi e ai ricercatori che collaborano con la Fondazione Gravissimum Educationis!
3. Il lavoro che vi attende, con il vostro sostegno a progetti educativi originali, per essere efficace deve obbedire a tre criteri essenziali.
Anzitutto, l’identità. Essa esige coerenza e continuità con la missione delle scuole, delle università e dei centri di ricerca nati, promossi o accompagnati dalla Chiesa e aperti a tutti. Tali valori sono fondamentali per innestarsi nel solco tracciato dalla civilizzazione cristiana e dalla missione evangelizzatrice della Chiesa. Con ciò potrete contribuire a indicare le strade da intraprendere per dare risposte aggiornate ai dilemmi del presente, avendo uno sguardo di preferenza per i più bisognosi.
Un altro nodo essenziale è la qualità. È il faro sicuro per illuminare ogni iniziativa di studio, ricerca ed educazione. Essa è necessaria per realizzare quei «poli di eccellenza interdisciplinari» che sono raccomandati dalla Costituzione Veritatis gaudium (cfr n. 5) e che la Fondazione Gravissimum Educationis aspira a sostenere.
E poi nel vostro lavoro non può mancare l’obiettivo del bene comune. Il bene comune è di difficile definizione nelle nostre società segnate dalla convivenza di cittadini, gruppi e popoli di culture, tradizioni e fedi differenti. Bisogna allargare gli orizzonti del bene comune, educare tutti all’appartenenza alla famiglia umana.
Per adempiere alla vostra missione, dunque, ponete le basi nella coerenza con l’identità cristiana; predisponete i mezzi conformi alla qualità dello studio e della ricerca; perseguite fini in armonia col servizio al bene comune.
Un programma di pensiero e d’azione improntato su questi saldi pilastri potrà contribuire, attraverso l’educazione, alla costruzione di un avvenire nel quale la dignità della persona e la fraternità universale siano le risorse globali a cui ogni cittadino del mondo possa attingere.... "
Roma, 25.6.2018



giovedì 30 ottobre 2014

CREATION OR EVOLUTION? - CREATION OU EVOLUTION? - CREACION O EVOLCION? - CREAZIONE o EVOLUZIONE?



L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione
Discorso del Papa alla Pontificia Accademia delle Scienze
27 ottobre 2014

“ ,,,,, State affrontando il tema altamente complesso dell’evoluzione del concetto di natura. Non entrerò affatto, lo capite bene, nella complessità scientifica di questa importante e decisiva questione. Voglio solo sottolineare che Dio e Cristo camminano con noi e sono presenti anche nella natura, come ha affermato l’apostolo Paolo nel discorso all’Areopago: «In Dio infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28). Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose. Ma non è così.
    Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti.
     L’inizio del mondo non è opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono.
    Per quanto riguarda l’uomo, invece, vi è un cambiamento e una novità. Quando, al sesto giorno del racconto della Genesi, arriva la creazione dell’uomo, Dio dà all’essere umano un’altra autonomia, un’autonomia diversa da quella della natura, che è la libertà. E dice all’uomo di dare il nome a tutte le cose e di andare avanti nel corso della storia. Lo rende responsabile della creazione, anche perché domini il Creato, perché lo sviluppi e così fino alla fine dei tempi.

    Quindi allo scienziato, e soprattutto allo scienziato cristiano, corrisponde l’atteggiamento di interrogarsi sull’avvenire dell’umanità e della terra, e, da essere libero e responsabile, di concorrere a prepararlo, a preservarlo, a eliminarne i rischi dell’ambiente sia naturale che umano. Ma, allo stesso tempo, lo scienziato dev’essere mosso dalla fiducia che la natura nasconda, nei suoi meccanismi evolutivi, delle potenzialità che spetta all’intelligenza e alla libertà scoprire e attuare per arrivare allo sviluppo che è nel disegno del Creatore.
     Allora, per quanto limitata, l’azione dell’uomo partecipa della potenza di Dio ed è in grado di costruire un mondo adatto alla sua duplice vita corporea e spirituale; costruire un mondo umano per tutti gli esseri umani e non per un gruppo o una classe di privilegiati. Questa speranza e fiducia in Dio, Autore della natura, e nella capacità dello spirito umano sono in grado di dare al ricercatore un’energia nuova e una serenità profonda. Ma è anche vero che l’azione dell’uomo, quando la sua libertà diventa autonomia – che non è libertà, ma autonomia – distrugge il creato e l’uomo prende il posto del Creatore. E questo è il grave peccato contro Dio Creatore…. “