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mercoledì 23 agosto 2017

SCUOLA. IN TRE ANNI CENTOMILA ALUNNI IN MENO

I dati del Miur: 
il calo dovuto al crollo demografico anche dei bambini di origine straniera.
A rischio gli organici

        Scuola, in tre anni persi centomila alunni: quest'anno 33mila bambini in meno!
Le scuole statali italiane si svuotano: meno 100mila alunni in appena un triennio. Anche l’anno scolastico ormai alle porte è contrassegnato da un calo di bambini e ragazzi: 33mila in meno rispetto al 2016/2017, secondo le stime ministeriali comunicate ai sindacati della scuola nei giorni scorsi. Un trend, quello del decremento progressivo di scolari e studenti, che appare ormai inarrestabile e con cui dovranno fare i conti al ministero dell’Istruzione soprattutto per ciò che concerne il reclutamento.        Del resto, le previsioni dell’Istat confermano questa tendenza che nei prossimi decenni assumerà dimensioni ancora più consistenti. Il calo della popolazione scolastica italiana è dovuto all’interruzione della crescita degli alunni stranieri nelle classi italiane. L’ultimo report ministeriale sui figli di genitori non italiani ha confermato che il loro numero non cresce più come una volta. Anzi, nei prossimi anni è previsto anche un calo. Mentre i compagni italiani, per effetto del calo delle nascite, decrescono ormai da diversi anni.
      In passato, il numero complessivo di alunni presenti tra le mura scolastiche del Belpaese si è incrementato ugualmente per via della vorticosa crescita di bambini e ragazzi di cittadinanza non italiana. Ma adesso siamo al punto di svolta. Nel 2015/2016 il Miur certificò un calo della popolazione scolastica di quasi 20mila unità. L’anno successivo – il 2016/2017 i vuoti ammontarono a 46mila unità e il prossimo anno a 33mila. Quasi 100mila alunni in meno, come se fosse sparita di botto l’intera dotazione di alunni di Molise e Basilicata. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, i prossimi anni saranno contrassegnati da ulteriori contrazioni della popolazione scolastica italiana.
     Partendo dalle previsioni Istat della popolazione residente in età scolare (3-18 anni), fra cinque anni il calo degli alunni potrebbe attestarsi sulle 361mila unità e fra 10 anni sulle 774mila unità. Un tracollo che renderebbe difficile il turnover complicato dalla legge Fornero, che ha introdotto il doppio paletto per lasciare la cattedra (età e periodo contributivo) e dall’innalzamento progressivo dell’età pensionabile, argomento in questi giorni al centro del dibattito politico-sindacale. Per “piccoli decrementi”, finora, viale Trastevere si è limitato a confermare gli organici degli anni precedenti, utili a diminuire anche il numero degli alunni per classe. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare.
       Perché, qualunque sia la dimensione della contrazione degli alunni, questa determinerà quasi certamente un taglio degli organici con tantissimi esuberi. Una prospettiva che renderebbe oltremodo complesso assumere nuovi docenti: sia dalle graduatorie dei precari, sia dai concorsi.
Da Repubblica


sabato 3 dicembre 2011

INDICAZIONI DA ARMONIZZARE

Indicazioni nazionali: oltre il monitoraggio, l’ascolto

Comunicato stampa
L’armonizzazione delle Indicazioni prevista per il primo ciclo può rappresentare una prima significativa occasione per dare alla scuola agìta e ai suoi professionisti un segnale di attenzione e rispetto. Le accelerazioni delle procedure con il via a un monitoraggio on line e, a quanto sembra, l’avvio alla fase finale dei lavori della commissione MIUR da tempo costituita non devono penalizzare il necessario ascolto concreto dei professionisti di scuola e delle comunità professionali.
Il confronto con i due documenti attualmente in vigore – Indicazioni nazionali del 2004 e Indicazioni per il curricolo del 2007 – a cui fa riferimento il monitoraggio promosso dal Miur, è stato sostanzialmente gestito in modo autonomo dalle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Si è trattato di un percorso di ricerca sul campo delle soluzioni più coerenti con l’offerta formativa. Anche quando è stato vissuto come opportunità di sperimentazione, molte scuole hanno percepito un profondo senso di solitudine per la mancanza di un adeguato supporto tecnico, di una puntuale attività di verifica e di promozione delle esperienze più significative.
Senza la prima fase d’interlocuzione, prevista dall’Atto d’indirizzo dell’8 settembre 2009 e mai attuata, il monitoraggio, composto da formulari con griglie a risposte chiuse, compilabili solo on line, corre il rischio di essere percepito come ulteriore limitazione al confronto e all’esplicitazione del perché delle scelte. Le domande poste indagano più sul “cosa” e sul “come” e diventa, così, difficile risalire al senso pedagogico-didattico-organizzativo che sta alla base del processo di contestualizzazione affidato alle unità scolastiche con lo scopo di rendere significativa l’esperienza scolastica di ogni alunno che le frequenta.
Ben venga la proroga per la compilazione telematica dei questionari, ma è necessario un maggiore coinvolgimento delle scuole in una riconsiderazione critica della propria esperienza e nell’attivazione di un circuito di ascolto attivo da parte dell’Amministrazione anche se ciò potrà comportare lo slittamento dei tempi per la stesura del testo definitivo delle nuove Indicazioni.
L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) chiede che siano attivate modalità interattive con gruppi di docenti e dirigenti e si dia spazio ai Collegi dei docenti in grado di offrire una vasta gamma di suggerimenti per la complessa operazione di armonizzazione dei due testi delle Indicazioni nazionali e delle Indicazioni per il curricolo, in vista della loro messa a regime.

La presidenza nazionale AIMC.

Roma, 2 dicembre 2011

giovedì 1 dicembre 2011

RAPPORTO SULLA SCUOLA IN ITALIA anno 2011

La scuola media è davvero l’anello debole della scuola italiana?
 Lo suggeriscono le rilevazioni internazionali, secondo le quali gli studenti italiani sono quelli che patiscono la più profonda flessione dei propri risultati di apprendimento nel passaggio dalle scuole elementari alla media, come pure la cattiva reputazione che la secondaria di primo grado oggi gode presso l’opinione pubblica, le famiglie e nello stesso mondo della scuola. Lo confermano nuove ricerche realizzate dalla Fondazione Agnelli e rese pubbliche nel suo Rapporto sulla scuola in Italia 2011.

Leggi:
Presentazione del Rapporto e rassegna stampa
Sintesi Rapporto Fondazione Agnelli

venerdì 18 novembre 2011

Filosofia per bambini ed educazione morale

Editrice La Scuola»Archivio news»Filosofia per bambini ed educazione morale

Filosofia per bambini ed educazione morale

Anno: 2011
Autore: Giuseppina D'Addelfio
Collana: Pedagogia
Accostandosi alla metodologia della Philospphy for Children, immaginata e progettata da Matthew Lipman nei primi anni Settanta, l'autrice esplora temi legati alla formazione emotiva ed etica dei bambini con il dialogo filosofico. L'idea centrale è quella di educare a un pensiero complesso, dove operano le dimensione critica, creativa e affettivo-valoriale. Viene presentato anche il resoconto di un'esperienza di ricerca e formazione condotta in due scuole primarie della città di Palermo. Uno strumento utile per educatori e insegnanti che vogliono aiutare i bambini a pensare meglio in prima persona insieme agli altri.

giovedì 17 novembre 2011

AUGURI AL NEO MINISTRO PROF PROFUMO


ASSOCIAZIONE   ITALIANA   MAESTRI   CATTOLICI

 Comunicato stampa


Dall’AIMC viva soddisfazione per l’incarico al prof. Profumo al MIUR

 L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) esprime viva soddisfazione per l’incarico a Ministro dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca conferito al prof. Francesco Profumo, figura di alto profilo culturale e umano. Assicura fattiva collaborazione al nuovo Ministro per contribuire con il proprio ruolo alla rinascita della comunità civico-politica in cui la scuola è inserita a pieno titolo.
Nell’attuale stagione caratterizzata dall’emergenza finanziaria, risulta fondamentale evitare che aspetti meramente economici riducano gli spazi di autonomia e di sviluppo necessari per assicurare al Paese una “buona” scuola senza ridurre gli standard di qualità. La scuola non può essere considerata un mero capitolo di spesa, ma un vettore di sviluppo, di crescita e di riscatto per l’Italia e per creare futuro alle nuove generazioni.
L’AIMC, associazione di professionisti di scuola e di laici cattolici impegnati, auspica il rafforzamento di un dialogo costruttivo fra la scuola agita e la sua massima sintesi politica per affrontare i “problemi” del quotidiano “fare scuola”, attraverso il confronto e l’ascolto di chi collabora alla costruzione della “comunità scolastica”. Dal quotidiano, infatti, nasce l’esigenza di rendere la scuola più attenta alla “persona”: lo domandano i ragazzi e le loro famiglie, i docenti e i dirigenti che chiedono di essere messi nella condizione di valorizzare appieno la propria professionalità nella responsabilità.
Anche, il profilo dei professionisti attende di essere ricontestualizzato, al pari della piena realizzazione dell’autonomia delle unità scolastiche e del tema centrale della “cultura della valutazione”, iscritto all’interno di un quadro di sistema formativo nazionale che garantisca la solidale perequazione tra realtà più “forti” e più “deboli” del Paese.
Nell’esprimere l’augurio di buon lavoro all’onorevole Ministro, per l’alto incarico conferitogli, l’AIMC riafferma la propria disponibilità a contribuire alla costruzione di una scuola all’altezza del suo compito e del tempo attuale, in un sapiente bilanciamento tra tradizione e innovazione.

 La presidenza nazionale AIMC                                           Roma, 17 novembre 2011

Curriculum vitae prof. Francesco Profumo

mercoledì 16 novembre 2011

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI E L'APPRENDIMENTO

Quando si pensa ai fattori che favoriscono la formazione di buoni apprendimenti  per gli studenti vengono subito in mente quelli legati alla qualità del servizio scolastico: l’insegnamento in primis,  ma anche una buona organizzazione, strutture adeguate e funzionali, ecc. .....


Leggi:Formazione delle classi e apprendimento

venerdì 14 ottobre 2011

LA SCUOLA IGNORANTE

MANCA LA VISIONE CONDIVISA DEL FUTURO
L'istruzione non è più una priorità nazionale. Il rischio è la rassegnazione. I docenti hanno le loro responsabilità, ma è il sistema che fa acqua.

Un grido d’allarme, dettato «da un grande amore per la scuola», ma venato da «una difficoltà crescente a guardare con speranza al futuro».  Non nasconde il proprio pessimismo Graziella Priulla, ordinario dei Sociologia dei processi culturali nella facoltà di Scienze politiche all’Università di Catania, per la situazione in cui versa la scuola italiana. Ma anche per il suo avvenire. Lo fa mettendo nero su bianco un’analisi oggettiva, quanto spietata, della situazione attuale.
            E non a caso questa sua fatica (che sarà in libreria da lunedì 17 ottobre e sarà presentato ufficialmente a Bologna il 21 ottobre) si intitola L’Italia dell’ignoranza (Franco Angeli editore, 207 pagine, 23 euro) con un sottotitolo anch’esso molto esplicito «Crisi della scuola e declino del Paese».  «Una frase, quest’ultima – precisa l’autrice –, che vuole sottolineare come esista un nesso tra i due aspetti. Non proprio causa ed effetto, ma .....


Leggi: La scuola ignorante

domenica 25 settembre 2011

L'EDUCAZIONE E LA BELLEZZA DI DIO

 Perché l’educazione? Ho scelto l’educazione come tema di questa lettera pastorale perché la sfida della trasmissione ai nostri ragazzi di quanto per noi veramente conta nella vita appare oggi più che mai ardua. È come se la distanza fra le generazioni si fosse improvvisamente accresciuta, sia per l’accelerazione dei cambiamenti in atto, sia per la novità dei linguaggi che il mondo del computer e della rete ci va imponendo. I “nativi digitali” - coloro cioè che sono nati nell’era di “internet” e che vi accedono con strabiliante naturalezza - fanno fatica a intendersi con gli abitanti del vecchio pianeta terra, solcato da confini e lontananze, che risultavano spesso difficilmente valicabili. Quanto viene proposto dall’opera di genitori e educatori desiderosi di far bene, rischia di essere volatilizzato dal mondo della “rete” in cui i nostri ragazzi navigano alla grande, spesso senza adeguata cautela e discernimento .......

Continua:     Lettera pastorale per l’anno 2011-2012 di mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, dedicata al tema dell'educazione.