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mercoledì 24 novembre 2021

SANTA SEDE. IL DICASTERO PER L'EDUCAZIONE

 I dicasteri della Santa Sede raccontati dall’interno: storia, obiettivi e "bilancio di missione",  come funzionano le strutture che sostengono il ministero del Papa. 

Intervista al prefetto, il cardinale Giuseppe Versaldi

-          Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

Da una parte la “catastrofe educativa” delle decine di milioni di bambini nel mondo esclusi da qualsiasi rete scolastica. Dall’altra il “patto educativo” proposto dal Papa per contribuire a sanare questa profonda ferita umana prima ancora che sociale. Nello spazio di mezzo, per così dire, si concentra il lavoro di una trentina di persone che seguono, indirizzano, sorvegliano, promuovono la formazione scolastica e accademica degli istituti cattolici in tutto il mondo. Il cardinale Giuseppe Versaldi racconta la missione della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il cui bilancio di missione, nel dato ufficiale 2021 della Santa Sede, è parte dei 21 milioni di budget stanziati complessivamente per una trentina di dicasteri e istituzioni vaticane.

L’educazione è uno dei temi centrali del pontificato di Francesco, che nell’ottobre 2020 ha rilanciato la proposta di un “patto globale” rivolto a tutti i soggetti formativi della società per il futuro delle nuove generazioni. In che modo il Dicastero è impegnato a sostenere e a realizzare l’impegno sollecitato dal Papa?

Sin dall’inizio del pontificato Papa Francesco, seguendo il suo precedente stile pastorale, insiste sulla necessità di investire i talenti di tutti, e soprattutto delle giovani generazioni, per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente. Con il lancio del patto educativo, egli ha rinnovato l’invito a stringere un’alleanza che permetta di trovare la convergenza globale per un’educazione che sappia unire tutte le persone e tutte le loro componenti, allo scopo di trovare soluzioni ai problemi del cambiamento epocale in atto, avviare processi di trasformazione senza paura e guardare al futuro con speranza. Un tale invito è stato rivolto a tutti: docenti, studenti, genitori, società civile; tutti i saperi e le discipline; le varie espressioni intellettuali, scientifiche, artistiche, sportive, politiche, economiche, imprenditoriali a sostegno dei giovani.

La Congregazione per l’Educazione Cattolica, incaricata di accompagnare l’attuazione di tale progetto, oltre a promuovere una serie di convegni ed eventi per approfondire i vari profili del patto educativo, svolti subito dopo il primo messaggio del Santo Padre – del 12 settembre 2019 – ha iniziato a monitorare e raccogliere le esperienze più significative avviate dalle scuole e università cattoliche e da molte altre istituzioni educative in molti Paesi del mondo. Vista la proliferazione delle iniziative e nella prospettiva di un loro costante sviluppo nei prossimi anni, è stato creato un Comitato – con la Fondazione Pontificia Gravissimum educationis, l’Università Lumsa e l’Università Cattolica del Sacro Cuore – il quale ha predisposto un agile vademecum per gli educatori e un volume con le linee guida per le università. Mentre nel primo strumento sono sviluppati gli obiettivi del patto indicati dal Papa, nelle linee guida vengono illustrate cinque aree tematiche nelle quali il patto potrà trovare adeguate articolazioni per iniziative accademiche, scientifiche e culturali: dignità e diritti umani; fraternità e cooperazione; tecnologie e ecologia integrale; pace e cittadinanza; culture e religioni. Tenuto conto che la proposta di un patto educativo si propone di trovare una convergenza globale in una “casa comune” per gli abitanti della Terra, e di una alleanza generatrice di pace, giustizia, accoglienza tra tutti i popoli e di dialogo tra le religioni, il lavoro del Dicastero si svolge in collaborazione con altri organismi della Santa Sede, in una feconda e proficua collaborazione.

 INTERVISTA AL PREFETTO




mercoledì 7 luglio 2021

FORMARE PER PROMUOVERE FRATELLANZA


 Versaldi: puntare sulla formazione per promuovere la tolleranza e la fratellanza umana

Siglato l’accordo di collaborazione tra la Congregazione per l’educazione cattolica e il Ministero per l’educazione degli Emirati Arabi. "Il Documento sulla Fratellanza - spiega a Vatican News il cardinale, di ritorno da Abu Dhabi - continua a dare i suoi frutti"

 

-         di Davide Dionisi – Città del Vaticano

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Promuovere la tolleranza, la coesistenza e la fratellanza umana nel mondo. E’ questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione siglato lunedì scorso dal Ministro per l’educazione degli Emirati Arabi Uniti e dal cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. L’intesa coinvolge le scuole cattoliche e gli istituti di formazione del Paese.

Il "Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune" firmato due anni fa ad Abu Dhabi da Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, continua a dare i suoi frutti anche nel campo della formazione tanto che lo stesso sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, Ministro della Tolleranza e della Coesistenza “si è detto grato al Papa per aver promosso questa iniziativa": spiega il porporato.

Un passo importante 

"Si tratta di un passo importante, anche se limitato al campo dell’educazione e alle attività che competono ai ministeri interessati” aggiunge il cardinale Versaldi in visita nei giorni scorsi ad Abu Dhabi, accompagnato da monsignor Guy-Réal Thivierge, Segretario Generale della Pontificia Fondazione Gravissimum Educationis, e da Tajeddine Seif Ambasciatore della stessa Fondazione. “Concretamente i nostri studenti e quelli delle scuole arabe possono frequentare seminari, aprire nuove collaborazioni, fare ricerche, visitare i reciproci istituti sulla base dei valori comuni, nel pieno rispetto delle differenze. Senza alcun proselitismo” precisa il prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, anticipando che "dopo l’emergenza Covid sarà nostro compito coinvolgere docenti e discenti affinché l’accordo entri nel pieno delle sue funzioni. Seguirà una serie di iniziative concrete di interscambio culturale".

 Scuola, Versaldi: camminiamo per uscire dalla crisi migliori di prima

  Vatican News

 

 

sabato 25 aprile 2020

SCUOLA. CAMMINIAMO PER USCIRE DALLA CRISI MIGLIORI DI PRIMA. Intervista al Card. Versaldi

Il rinnovamento nel senso della relazione e del patto educativo, ma anche l’importanza di ‘dare un'anima’ alle nuove tecnologie così come il contributo delle scuole paritarie, al centro dell’intervista con il cardinale Giuseppe Versaldi

di Debora Donnini – Città del Vaticano

Un forte incoraggiamento è quello che rivolge al mondo della scuola stamani il cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Ieri, infatti, alla Messa a Casa Santa Marta il Papa ha chiesto di pregare per gli insegnanti, molto impegnati per fare lezione via Internet, e per gli studenti, che sempre a causa della pandemia “devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”:
R. - L'augurio è quello di sapere cogliere questa occasione per rinnovarsi e anche per rivedere alcuni aspetti, cioè il fatto che la scuola sia, come dice sovente il Papa, una comunità educativa dove conta certamente il contenuto dell'insegnamento, ma ancor di più conta la relazione che si stabilisce tra insegnanti e studenti. Una relazione che deve essere da parte degli insegnanti di cura e di rispetto dei giovani e, da parte degli studenti, di rispetto e di apertura verso gli insegnanti come una generazione più avanti della loro, che trasmette dei valori e dei contenuti non solo tecnico-scientifici ma soprattutto umani.
La Chiesa vuol mettersi al servizio e la Congregazione per l'Educazione Cattolica quindi rivolge un augurio, innanzitutto a tutte le scuole cattoliche. Abbiamo nel mondo più di 61 milioni di studenti, dalle materne fino all'Università, che aderiscono a questa offerta che la Chiesa cattolica fa. L’augurio è di essere capaci di questo rinnovamento come un salto in avanti. L’augurio si rivolge anche a tutte le altre scuole non cattoliche, statali e anche di altri orientamenti, perché possono veramente ispirarsi a quei valori umani, e per chi crede anche religiosi. L'augurio è per tutti e insieme camminiamo per uscire da questa crisi, ma non per tornare come prima ma migliori di prima.
In questo momento è emerso, proprio davanti alle difficoltà, l’impegno che è stato messo per cercare di andare avanti …
R. - Le nuove tecnologie si rivelano quanto mai provvidenziali. Quindi, è un’occasione sia per usare le nuove tecnologie, sia per animarle, 'dargli un’anima', che permetta una relazione interpersonale e non solo tecnica.
Questa pandemia ha costretto anche al rinvio dell'evento mondiale sul tema “Ricostruire il patto educativo globale”, voluto dal Papa e previsto per il prossimo 14 maggio, che invece si terrà tra l'11 e 18 ottobre. Anche questo è un appuntamento importante che terrà conto anche di quanto avvenuto in questi ultimi mesi?
R. - È proprio questa crisi che ci costringe ad una riflessione per evidenziare ancora di più la necessità di un patto tra tutte le componenti che svolgono il loro compito in questo campo così importante dell'educazione, perché si tratta dell'avvenire dei giovani, dalla scuola materna fino all’università, degli insegnanti della generazione più avanzata e delle famiglie: un mondo quasi globale che deve stringere questo patto e avremo modo, quindi, di prepararci meglio.
C’è poi attenzione per la sostenibilità delle scuole paritarie che, in questo momento, sono a rischio
R. - Certo, è un punto importante. Le scuole paritarie, cattoliche e non cattoliche, comunque fanno un servizio pubblico. Si tratta di scuole non statali ma che comunque fanno un servizio pubblico - come anche le scuole pubbliche - per la famiglia e per i giovani. Quindi, sono anche la salvaguardia di quel pluralismo dell'offerta educativa che è a fondamento della democrazia perché se c'è una sola opzione, le famiglie sono meno libere di scegliere. Quindi, pur con tutte le dovute condizioni, la scuola paritaria è un pluralismo che allarga la libertà di scelta e migliaia e migliaia di studenti di tutti gli ordini che frequentano le scuole cattoliche, sono un aiuto che la Chiesa dà alle famiglie ma anche allo Stato che viene alleggerito.